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Spigolo del Gelo

secondo pilastro settentrionale del
Monte Tormeno 1292m

Prealpi Venete- Val d’Astico o Valdastico (VI)

Elegante itinerario alpinistico che sale un logico ed aereo spigolo, immerso in un suggestivo contesto isolato.
Le difficoltà sono contenute e l’arrampicata si svolge prevalentemente lungo compatti diedri fessurati.
La moltitudine di fessure lineari che caratterizzano
il percorso permettono di proteggersi sempre in modo sicuro, rendendo superflua un’ulteriore chiodatura.
Successivamente all’apertura l’itinerario è stato ripulito e sono stati aggiunti alcuni chiodi come segnavia.
Le soste sono tutte su
comode terrazze, attrezzate con cordoni.
Il 02/01/2020 gli stessi apritori hanno tracciato un’interessante variante al 3° tiro con diffcoltà di VI grado (40m , 1 chiodo).


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo in comando alternato il 28/12/2019


Accesso:

  1. Dal paese di Arsiero seguire le indicazioni per Posina (SP81), oltrepassare la galleria e, alla fine della discesa, svoltare a destra su via Crosara imboccando la Val di Rio Freddo (indicazioni per ristorante “Dalla Irma” e trattoria “Alla Fortuna”). Al bivio di Contrà Crosara tenere la destra per Scattolari e Contrà Polo. Al ponticello (due fontane ai lati) svoltare a destra ed entrare nella piccola Contrà Polo;
    parcheggiare l’auto nello slargo prima di attraversare il torrente.
    link al P
    Proseguire per la comoda carrareccia con una bellissima veduta sulla parete del Sojo dei Corvi fino a quando diviene sentiero (CAI 538). Si continua per il sentiero (ben segnalato) che ad un certo punto attraversa il torrente e prosegue dolcemente sulla sponda opposta. Dopo pochi minuti, alcune decine di metri prima che il sentiero attraversi nuovamente il torrente, abbandonarlo e prendere un’evidente traccia sulla SX (grande bollo giallo) che si stacca costeggiando inizialmente una fascia rocciosa strapiombante. Continuare lungo la traccia, sempre evidente, che si snoda in un bellissimo contesto di cascate e caratteristiche gole lungo la Val della Sola. Dopo una decina di minuti di falso piano la traccia inizia a salire con serpentine il pendio boschivo e conduce direttamente alla base dei tre evidenti pilastri che caratterizzano il versante settentrionale del Monte Tormeno.
    Portarsi alla base del pilastro centrale, sulla SX dello zoccolo erboso (viso a monte) si trova l’attacco (chiodo con cordone).
    Tot: 50 minuti dall’auto
  2. Si riporta un ulteriore accesso, molto più rapido ma che transita su strada sterrata e dissestata: al bivio di contrà Crosara svoltare a sx e proseguire per 5 Km fino a contrà Busatti (varie indicazioni). Da qui la strada diviene sterrata. La si percorre per 5 km fino a Malga Zolle di Fuori. Dopo 700m al bivio tenere la dx e raggiungere Malga Zolle di Dentro.
    Proseguire ancora 600m fino al primo grande tornante dove si lascia l’auto (Sella del Tormeno).
    Imboccare il largo sentiero (sulla sx) e dopo pochi metri abbandonarlo (grande faggio con segno azzurro) scendendo il pendio boschivo per 30m fino ad intersecare un evidente sentiero (ometti).
    Seguendolo verso dx si perviene comodamente alla base dello spigolo.
    Tot: 10/15 minuti dall’auto.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R2
Impegno:II
Sviluppo:190 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2019
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Foto via:

© Matthias Stefani

Schizzo via:

2019 © Matthias Stefani

Relazione via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L120II,III???
S1 comoda su terrazzino e CH
L230V, V+???
S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L325IV, IV+, 1 passo V???
S3 su 3 CH.
L440IV, 1 passo V ???
S4 sosta su pianta da attrezzare.
L530IV+???
S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L645IV, passi V???
S6 sosta su pianta.
sviluppo190m 
gradazione IV, V, V+ (V obbl.), R2, II, D+ 

Discesa:

  1. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale.
    Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto.
    Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  2. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso.
    Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale.
    Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:


Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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Diedro degli Elfi

Parete di Turan, 290 m

Monte Cimo – Brentino (VR)

C’era bisogno di un’altra linea a Brentino per giunta a ridosso dell’autostrada e con avvicinamento che si snoda tra una fabbrica e dei tralicci d’alta tensione?

No, anzi a ben guardare sì.

L’occhio attento e lungimirante di Stefani ci ha visto una linea logica e perfetta, che dal basso sale verso l’alto sfruttando non solo le debolezze della parete ma una roccia che racchiude: placche, canne, concrezioni, diedri, traversi e fessure in un summa come non si trova in molti altri itinerari limitrofi.

L’apritore probabilmente sapeva bene che data la collocazione mai e poi mai avrebbe potuto ambire a divenire una “classica alpinistica” e penso sapesse pure bene le polemiche che sarebbero scaturite dallo stile personale di chiodatura tradizionale, ben differente da tutto ciò che la circonda.

E qui scatta l’innegabile stile e savoir-faire delineato da fatti e non parole: un’ottima pulizia per la linea di salita, una bella relazione e poi l’uscita di scena da ogni polemica. Un passo indietro lasciando ai ripetitori l’ardua sentenza ma nello stesso tempo ben sapendo la pochezza di questi giochini verticali all’aperto, che lui e noi amiamo tanto fare ad ogni week end.

Ha nascosto alcuni Elfi in punti strategici, che ti osservano placidamente seduti al riparo mentre stai cercando di capire dove è il prossimo chiodo, se terrà un volo vista la foggia artigianale di alcuni e quindi ci si sta arrovellando sudati per piazzare un buon nut, friend o cordino.

Ecco in quel momento se ti fermi un attimo a guardare l’elfo pare ti ridimensioni la visuale. Nella sua prospettiva tutte queste energie, forze fisiche e mentali sono inutili ed applicate ad una cosa inutile come è salire a fatica dove lui placidamente siede: la metafora dell’alpinismo.

Appena dopo si affronta il passo più sereni. Del nostro passaggio rimarrà nulla, come è giusto che sia e come penso pure l’elfo ben sa. Ci sarà un giorno che il suo tetto crollerà e diverrà lapide: è gravità, è natura, è normale, perchè scappare?

E quanti ne avrà visti prima sbuffare, imprecare e maledire ma poi, una volta al libro di vetta, ringraziare e sorridersi a vicenda tutti i componenti della cordata, sia propria che magari quella vicina per tutta la salita.

Perchè se ci si prendesse tutti meno sul serio si potrebbe veramente, come auspica l’apritore nella relazione:


“Dedicarla a tutti quelli che al termine della via avranno scoperto il piacere di un sorriso.”

Apritori:

Matthias Stefani in autosicura (in 3 giornate maggio 2018)


Accesso:

Uscita Affi, direzione Rivoli- Brentino, dopo abitato Tessari sulla strada principale parallela alla A22 si incontra sulla destra il Cristo della Strada, dopo 100m passato un sottopasso subito sulla sx si parcheggia (lasciate auto fuori dalla sbarra) nei pressi di una fabbrica (maps link). Si segue carrareccia a dx della fabbrica verso S fino ad incontrare un traliccio della tensione. Lo si aggira verso S per vegetazione e ciottoli puntando ad un secondo traliccio. La traccia in breve diviene marcata e segnata da ometti e bolli blu che si seguono facilmente fino al comodo attacco segnato da un elfo alla base e sopra un chiodo blu.

Tot: 10/15 min dal P.


Relazione:

Difficoltà:IV, V, V+, 2 passi VI (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii, friend 0.5, 0.75, 1, 2 e/o serie nuts
Esposizione:E -NE
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 4h (cordata 3)
Bellezza:****
Apritori:Matthias Stefani maggio 2018
Riferimenti bibliografici:Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia:Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Schizzo:

(aggiornato al 2021)


Relazione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140IV,V, 1.p.ssoVI, IIIpartenza dritti sopra all’elfo per fessura (1 ch) fin sotto ad uno strapiombino che si affronta leggermente a dx. Traverso a sx (allungare prot.) ma senza arrivare al fondo liscio del diedro. Si sale per placca tra ch ed alberello fin sotto all’ostica placca da vincere con convinzione (1 p.sso VI, o V A0) Poi facile placca ascendente a sx fino alla sosta comoda su cordoni in clessidre e un chiodo.
L220V,IVSu per belle canne e placca lisciata dalle intemperie, più facile a farsi che vedersi. Con movimento verso dx e sfruttando l’ottima roccia si perviene presto alla sosta comoda su cordoni in clessidre e un chiodo.
L335V+, IVTraversare orizzontalmente a dx per pochi metri e vincere un movimento tecnico in placca V+ (1 ch da allungare), riportarsi a sx nel fondo del diedro che si sale con bella arrampicata sfruttando le canne e l’ottima roccia. Sosta su clessidre con cordone e 1 ch (ultima possibilità per calata in doppia)
L430III+Sopra la sosta rinviando con cordino uno spuntone poi più facilmente ci si porta sotto allo strapiombo che si segue orizzontalmente alla base su goduriosa roccia a concrezioni fino alla comoda sosta su 4 ch.
L535IV, V, VI, VDritti per placca che aumenta di difficoltà man mano si sale con andamento verso dx. Dopo 10m, alla base del diedro, passo tecnico strapiombante e non intuitivo (VI) e subito traverso a sx che ci permette entrare nel bellissimo diedro/fessura, il quale si integra bene con friends e nuts medi e conduce alla comoda sosta su un pulpito a sx (3 ch di cui 1 a pressione). Tiro chiave per continuità.
L625III,IIA sx della sosta per breve diedrino e poi in verticale su facile diedrino fin al bosco sommitale dove si sosta su albero con cordone e libro di via.
sviluppo185m 
gradazione IV,V,V+, 2 passi VI (V+ obbl.), R1, TD-, 2 

 


Compagni:

rip del 04/10/2019: Silvia Corradi e Mephisto


Discesa:

  1. SENTIERO
    Per traccia verso N (a dx viso monte) segnata con bolli blu si scende dapprima in direzione N e poi E. Per bosco su ripido terreno detritico e terroso si scende o tramite facili ma delicate arrampicate di II oppure sfruttando le comode e numerose corde fisse con nodi nei punti più esposti.
    Possibilità di effettuare qualche doppia su maillon od anello (non rubare!) in caso di pioggia o piede non sicuro.
    Al termine ci si ricongiunge ad una comoda traccia che solca la base della parete e con andamento verso S in breve riporta all’attacco.
    Dopo 10m il sentiero si biforca in corrispondenza di un ometto adagiato su albero. Qui tenere la SX e scendere dapprima verso un grosso basamento di cemento e poi per ometti e tracce a ritroso fino al P.
    Tot: 30-45 min.
  2. Con 3 DOPPIE attrezzate della vicina “Cielo del Nord” (da evitare in caso di altre cordate sulla via). Abbassarsi una decina di metri sulla sx (viso a valle) e tramite una breve corda fissa si raggiunge il termine della via “Cielo del Nord” e quindi il primo ancoraggio di calata.
    • D1 = 32m, da S6 su catena tenere leggermente a dx (viso monte) e poi scendere nel canale tra la Diedro degli Elfi e l’ultimo tiro della Cielo del Nord fino alla sosta S5 su catena + 2 resinati (! friabile)
    • D2 = 32m, da S5 si scende verticalmente tralasciando la S4 e puntando più sotto ad una sosta su cengia sempre su catena resinata adibita solo per doppia.
    • D3 = 60m, si buttano le corde verso dx (viso a valle) evitando le piante sul pianoro sotto. Giuntici sopra si tiene la sx (viso a monte) fino ad una serie di strapiombini che ci permetteranno di divertirci nel vuoto fino a che si perviene alla base a circa 3 metri dal sentiero.

GPS:

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Note:

  • Di tutte le vie di Brentino questa risulta una delle più abbordabili come grado ma non è da sottovalutare siccome dal sapore decisamente alpinistico. Occorre saper integrare, nel caso scendere in doppia con possibili incastri o traversi ed avere piede fermo, soprattutto nel catino finale pena scaricarsi sassi vicendevolmente.
    Quindi è raccomandabile come scoperta di questo magnifico luogo ma non come “prima” via alpinistica od in cordate non affiatate.
  • Rumore dell’autostrada e ferrovia infernali.
  • Consigliabile portarsi dietro un piccolo tronchesi e guanti per pulire un po’ l’accesso dalla fabbrica ai tralicci che risulta facilmente invaso dalla bassa vegetazione, soprattutto ad inizio stagione.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

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diedro Stefani Toldo

Bastionata Obergrubele 1085m

S. Pietro Valdastico – Val d’Astico o Valdastico (VI)

Lontano dal clangore delle valli limitrofe, siamo in bassa montagna a circa 1000m slm ma per un gioco di valli e campo visivo saremo al cospetto delle dolomiti del Brenta con il Basso in evidenza e dietro le quinte, col ciel invernale, si scorge pure la catena dell’Ortles Cevedale a chiudere lo spazio scenico.

Nessuna parete famosa, nessuna cima da raggiungere, tuttavia il sapore che se ne ricava è proprio quello di una bella via in ambiente.

Sì perché questa salita ha proprio quelle caratteristiche di gusto, sapore e “stile proprio” che mancano a molte vie recenti. Eppure l’apertura è di soli due anni fa e per giunta da parte di due giovani alpinisti del posto.

Mentre si sale il sentiero si apprezza l’immenso lavoro di pulizia e tracciatura. Lavoro che non si è esaurito in parete, anzi, la via conta più di 50 chiodi in meno di 200m per rendere la fruizione appetibile dalla maggior parte delle cordate moderne.

Qui però il sapore è classico, sia nella roccia, che nei gradi, che soprattutto nella logica di salita.

Ogni tiro ha il suo perchè ed è diverso da quello sotto e da quello che segue.

Scomodo le quattro stelle per questo recente itinerario che ritengo abbia tutte le caratteristiche di divenire una “via classica”.

Nel suo piccolo, un capolavoro.

Chapeau a Stefani e Toldo


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo il 14 aprile 2017

Itinerario dalla logica impeccabile che segue una lunga rampa verticale di roccia compatta con elegante arrampicata in diedro, aggirando i grandi tetti gialli sovrastanti. La continuità nella progressione, la bontà e pulizia della roccia, la logicità dello sviluppo e l‘abbondante chiodatura ne fanno una piacevole salita. Durante l’apertura i salitori hanno trovato traccie di un precedente tentativo conclusosi a circa 40metri dall’attacco. Dopo alcune ricerche è emerso essere stato compiuto nel 1986 da parte di M.Michelusi, G.Michelusi, C.Lovisetto e P.Meneghini. Per rispetto del sopra citato tentativo e della valenza storica che esso rappresenta per gli apritori, è stato deciso di lasciare in loco parte del materiale trovato, compresa la sosta ancora attrezzata per la calata. L’ambiente isolato e suggestivo consente una visione della Valdastico da una prospettiva inconsueta rispetto ad altri itinerari presenti in valle.


Accesso:

Dalla località San Pietro Valdastico, imboccare la strada che porta a Castelletto/Rotzo. Percorsi circa 8 tornanti, sulla sinistra si incontra l’edificio dell’acquedotto dove è consigliabile lasciare la macchina. Link al P.


Attacco:

Si risale la strada asfaltata e dopo pochi m sulla sinistra si stacca una forestale sterrata che sale nel bosco direzione N. La si percorre fino a che la Bastionata diviene evidente e dopo circa 400 metri sulla destra un ometto indica la traccia che bisogna seguire. Su per irta traccia nel bosco ma ben segnata in circa 20 min si è alla base della parete  Giunti alla targhetta di legno tenere a DX per un facile ma detritico canalino attrezzato con corda fissa. Si risale lo zoccolo ed attraversando una breve ed esposta cengia sulla sinistra (legarsi prima), si arriva ai 2 chiodi della prima sosta.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h (cordata a 3)
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2017
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140V, III, V+, VParte subito tecnica su placca un po’ polverosa. Traverso a dx e poi difficile placca fino ad un diedrino da passare a dx. Tiro chiave per continuità e qualità roccia. S1 comoda su terrazzino e CH
L230IV+, VSu per diedro verticale ed a vincere un piccolo strapiombo intermedio friabile. (Matthias mi riporta che è più proficuo salire la placca a dx, appena più difficile ma sicura) . S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L335V, V+, IVA dx su bella placca grigia e poi ci si immette nell’invitante diedro fessurato che accetta ottime protezioni.  Dopo una ventina di metri vincere uno strapiombino e subito dopo non proseguire ma traversare orizzontalmente a dx (cordone) per terreno facile ma detritico e poi rimontare sulla comoda cengia di S3 su 3 CH.
L420IV+Ancora decisamente a dx per terreno facile ma friabile. Diedro accennato ed uscita verticale su masso instabile. S4 sosta su pianta da attrezzare.
L535II, V+, VI-Su per rampa detritica e poi con andamento in traverso verso dx sul muro su buoni blocchi orizzontali con atletici movimenti in strapiombo ma ben ammanigliati. Placca fisica in uscita appena prima di S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L625III, VI, IVA dx per esposto ma facile traverso, poi a rimontare qualche blocco e sotto al diedro evidente, singolo passo boulderoso in strapiombo. Dopo il terreno si abbatte e si esce su erba e piante. S6 sosta su pianta.
sviluppo185m 
tot arrampicata185m 
gradazione VI (V+ obbl.), R1, II, TD- 

Compagni:

Tommaso Fiorini, Christian Farioli


Foto Parete e tracciati:


Discesa:

  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale. Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto. Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso. Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale. Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


Note:

  • Una via dalla spiccata personalità e “sapore” che anche se in un ambiente di bassa montagna sa regalare emozioni a tutta la cordata.
  • Sconsigliata in periodi freddi, data esposizione ed orientamento va al sole al pomeriggio.

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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Spigolo Conforto

Cimoncello 1162m

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Via adatta a chi cerca un pò di solitudine anche se a pochi passi da centri abitati.
Quando ormai in montagna, in certi luoghi avremo la quasi totale certezza di dividere la via con molti altri pretendenti: sopra, sotto ed a fianco; esistono anche altri luoghi, fuori dalle mode e dai report, ove itinerari classici sono perlopiù dimenticati o ripetuti solo dai locali.
Questo è uno di questi.


Apritori:

Umberto Conforto link, Luigi Toffoli e Danilo Zoppi il 26 maggio 1935 (tentativo il 7 e 14 aprile)


Accesso:

da SUD, uscita Piovene Rocchette -> Cogolo del Cengio -> Arsiero -> Tonezza. Poi:

Dall’alto: Arsiero -> Tonezza dentro al paese stare a sx presso la loc. Contrà Campana e prendere le chiare indicazioni per il Sacrario del Monte Cimone. Dopo 10min P l’auto nell’ampio spiazzo del sacrario

Dal basso: da Arsiero -> Tonezza posteggiare l’auto a sx in angusto e pericoloso spiazzo poco dopo la galleria n°4 “Tartura”. Risalire per esile sentiero i pendi boschivi fin sotto la parete (soluzione non provata e sconsigliata)


Attacco:

Tornare a piedi sulla strada per poche centinaia di metri fino ad incontrare sulla dx il sentiero 547 per il Cimoncello  . Percorrere il sentiero fino ad un bivio sulla dx, ignorarla e proseguire fino a che si scende per pochi metri e poi si risale in vista di una palina con indicazioni Cimoncello 10min  . Ora si seguono deboli tracce di sentiero fino a che si perviene sul ciglio del monte che si risale con andamento da E ad W fino alla sommità.
Qui si scende tra blocchi instabili cercando deboli ometti, tenendo la cresta S – SW (No la S che porta su terreno instabile ed infruttuoso!).
In prossimità di un vecchio chiodo a lama (foto)  allestire la prima doppia. Poi per cengia orizzontale si perviene ad altro ancoraggio e con altre 2 doppie (50m, 25m) si giunge alla sosta su albero sopra il primo tiro.
Con un’altra doppia si arriva all’attacco vero e proprio. (Noi abbiamo evitato visto che il primo tiro pareva sporco e friabile)


Tracciato via:

fonte www.umbertoconforto.net/

Schizzo via:

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Relazione:

Difficoltà:VI-, V, IV, III (V+ obbl.), D+
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:125 m + 100m roccette
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:S
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 3.5h
Bellezza:***

Descrizione tiri:

L1 = III, IV 30m, sosta su albero (non percorso)

L2 = V, V+ 25m, R1: dalla comoda sosta si parte su placca povera di appigli, prima a dx poi a sx a cercare i punti più deboli. Si prende ora un diedro strapiombante che sale da sx a dx, standone fuori fino alla sosta su 2 spit-fix (uno traballante) e 2 chiodi con anello.

L3 = V, V+,VI- 25m, R1: su dritti per diedro verticale fino a che un tetto lo chiude come un cappello. Traversare a dx aiutati da bella fessura orizzontale e poi con movimenti tecnici salire leggermente verso dx per una placca tagliata verticalmente da fessura. Ignorare la variante che esce a sx e puntare alla sosta a dx su comoda cengia. Meno comodo raggiungerla. Sosta comoda ed esposta su chiodi e spit.

L4 = V, IV 30m, R1: traversare a dx pochi metri fin sotto l’evidente strapiombino che si supera con buoni appigli. Proseguire nel diedro e passare a sx di un albero e poi leggermente a dx fino a che non si perviene ad una evidente cengia orizzontale che si percorre per 10m a sx fino alla sosta su cordone metallico in clessidra. ( all’altezza della cengia sulla dx è visibile un chiodo e dopo a sx uno spit, prob. variante)

L5 = IV, III 15m, R3: risalire facili cenge fino ad una sosta con catena e libro di via.

L6 + L7 = III, III+ 100m, R3: in conserva protetta superare qualche breve muretto e ripidi prati stando sempre ben attenti alla qualità della roccia, quindi a ritroso sulla cresta salendo anche il primo tratto sceso in doppia che ora appare semplice (III, II)


Compagni:

Mirco Prandini


Foto Cimoncello:

Dal “Casarotto”

Altipiano Tonezza Cimoncello 1910 circa

Discesa:

  • se si è arrivati all’attacco tramite il P del Sacrario, alla fine della via si è a pochi minuti dall’auto. Prestare attenzione però ai numerosi sassi instabili sulla cresta sommitale.
  • se si è arrivati all’attacco dal basso si consiglia l’uscita sulla cengia erbosa mediana, che si segue a sx (faccia a monte) per circa 200m

GPS:


Note:

  • La via ha tiri molto belli, fosse più continua e lunga si meriterebbe le ****
  • La via è stata parzialmente incrociata e sovrapposta nel 2011 dalla “Forza Cariatidi” ben più difficile, per non sbagliarsi basta seguire i consigli dell’immortale Detassis: “Seguire il facile nel difficile “
  • Uscita formativa per aspiranti istruttori della scuola A.Montanari


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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