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Spigolo del Gelo

secondo pilastro settentrionale del
Monte Tormeno 1292m

Prealpi Venete- Val d’Astico o Valdastico (VI)

Elegante itinerario alpinistico che sale un logico ed aereo spigolo, immerso in un suggestivo contesto isolato.
Le difficoltà sono contenute e l’arrampicata si svolge prevalentemente lungo compatti diedri fessurati.
La moltitudine di fessure lineari che caratterizzano il percorso permettono di proteggersi sempre in modo sicuro, rendendo superflua un’ulteriore chiodatura.
Successivamente all’apertura l’itinerario è stato ripulito e sono stati aggiunti alcuni chiodi come segnavia.
Le soste sono tutte su comode terrazze, attrezzate con cordoni.
Il 02/01/2020 gli stessi apritori hanno tracciato un’interessante variante al 3° tiro con difficoltà di VI grado (40m, 1 chiodo).

M.S.

Apritori:

Marco Toldo e Matthias Stefani il 28/12/2019


Accesso:

Panoramico:

Dal paese di Arsiero seguire le indicazioni per Posina (SP81), oltrepassare la galleria e, alla fine della discesa, svoltare a destra su via Crosara imboccando la Val di Rio Freddo (indicazioni per ristorante “Dalla Irma” e trattoria “Alla Fortuna”). Al bivio di Contrà Crosara tenere la destra per Scattolari e Contrà Polo. Al ponticello (due fontane ai lati) svoltare a destra ed entrare nella piccola Contrà Polo;
parcheggiare l’auto nello slargo prima di attraversare il torrente.
link al P
Proseguire per la comoda carrareccia con una bellissima veduta sulla parete del Sojo dei Corvi fino a quando diviene sentiero (CAI 538). Si continua per il sentiero (ben segnalato) che ad un certo punto attraversa il torrente e prosegue dolcemente sulla sponda opposta. Dopo pochi minuti, alcune decine di metri prima che il sentiero attraversi nuovamente il torrente, abbandonarlo e prendere un’evidente traccia sulla SX (grande bollo giallo) che si stacca costeggiando inizialmente una fascia rocciosa strapiombante. Continuare lungo la traccia, sempre evidente, che si snoda in un bellissimo contesto di cascate e caratteristiche gole lungo la Val della Sola. Dopo una decina di minuti di falso piano la traccia inizia a salire con serpentine il pendio boschivo e conduce direttamente alla base dei tre evidenti pilastri che caratterizzano il versante settentrionale del Monte Tormeno.
Portarsi alla base del pilastro centrale, sulla SX dello zoccolo erboso (viso a monte) si trova l’attacco (chiodo con cordone).
Tot: 50/60 minuti dall’auto

Rapido:

Si riporta un ulteriore accesso, molto più veloce che transita in parte su strada sterrata: al bivio di contrà Crosara svoltare a sx e proseguire per 5 Km fino a contrà Busatti (varie indicazioni). Poco dopo la strada diviene sterrata. La si percorre con vari tornanti per 5 km fino a Malga Zolle di Fuori (visibile sulla sx). Dopo circa 700m al bivio tenere la dx e raggiungere Malga Zolle di Dentro.
Proseguire ancora 600m fino al primo grande tornante dove si lascia l’auto (Sella del Tormeno).
Imboccare il largo sentiero (sulla sx) e dopo pochi metri abbandonarlo (2 grandi faggi con segni azzurri) scendendo il ripido pendio boschivo per una trentina di metri fino ad intersecare un evidente sentiero (ometti).
Seguirlo verso dx per 15/20 di minuti fino a quando attraversa un evidente ghiaone nei pressi della prima evidente struttura rocciosa che si incontra (Quarto Pilastro settentrionale).
Oltrepassarla seguendo il sentiero per altre poche decine di metri che transita alla base dello zoccolo del Secondo Pilastro.
Abbandonare quindi il sentiero e salire la traccia dx (ometti) che risale il canale erboso/detritico per una ventina di metri fino all’attacco dello zoccolo, posto sulla dx (chiodo con cordone
Tot: 15/20 minuti dall’auto.


Relazione:

Difficoltà:V, V+ (V obbl.), TD-
Proteggibilità:Ottima con protezioni veloci (R2/R3)
Impegno:II
Sviluppo:190 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA, + serie friends (# 0.75 #1, #2, #3, doppiare #1 ), 10 rinvii
Esposizione:N, NE
Tipo di roccia:ottima dolomia (tranne lo zoccolo del primo tiro)
Periodo consigliato:primavera, estate ed autunno
Tempo salita:circa 3/4h
Bellezza:****

Foto via:

rielaborata su foto di Gigi Ciscato

Schizzo via:

su gentile concessione di Matthias Stefani

Relazione via:

su gentile concessione di Matthias Stefani


Descrizione tiri:

L1 (20m, II/III)

Salire lo zoccolo tra roccia ed erba fino ad una cengia erbosa dove si attrezza la sosta su uno dei vari alberi.

L2 (30m, V/V+ sostenuto)

Spostarsi a sx al termine della cengia e attaccare la parete rocciosa leggermente strapiombante (chiodo poco visibile), dopo un paio di metri rinviare un secondo chiodo con cordone visibile sulla dx per poi traversare un metro a sx fino a un breve ma difficile diedrino (chiodo). Superarlo e spostarsi un altro paio di metri a sx sfruttando una bella banca rocciosa per i piedi. Superare un altro breve diedrino di roccia molto compatta con passo strapiombante (ottime fessure per friend medi) e portarsi alla base dell’enorme e caratteristica lama staccata (Porta d’Accesso) che si supera con incastri in difficile opposizione (cordone su masso incastrato).
Sostare subito dopo su 2 chiodi con cordone su comoda cengia sospesa.
Tiro sostenuto ed obbligato con un tipo d’arrampicata rude e d’altri tempi.

L3 (25m, IV p. IV+)

Dritti lungo il bel diedro di roccia compatta sopra la sosta (ottime fessure per friend) fino al suo termine. Raggiunto il chiodo con cordone in alto spostarsi un metro rimontando la parete a dx che consente di uscire dal diedro e raggiungere la prima spalla erbosa (! detrito).
Sosta su grosso albero con cordone.

L4 (40m, IV p. V)

Portarsi alla base della parete successiva superando alcune balze erbose e attaccarla sulla sx (chiodo). Salire in verticale (chiodo) fino ad uno spuntone.
Superare un breve risalto compatto con poche prese per le mani (chiodo) e altre balze rocciose (chiodo). Spostarsi 3 metri a sx (cordone su radice) fino alla base di un’altra grande lama rocciosa. Superarla (ottime fessure per friend medi) e tramite un altro diedro verso sx si raggiunge la seconda spalla.
Sosta su 3 chiodi con cordone (allungare bene le protezioni per evitare attriti o spezzare il tiro)

L5 (25, IV+)

Aggirare la parete a sx con un caratteristico passo in traverso esposto (chiodo) fino ad entrare in un bellissimo diedro nascosto su roccia eccezionale. Salirlo fino al suo termine (cordone su grossa clessidra e ottime fessure per friend medi). Superare ancora un breve caminetto e tramite un’esposta cengetta erbosa (chiodo) verso sx portarsi alla base del gran diedrone finale.
Sosta su 2 chiodi con cordone.

L6 (45, IV pp. V)

Superare un breve strapiombino (chiodo) che dà accesso a una bella fessura che incide la prima parte del diedro (ottimi posti per friend grandi). Superare una balza aggettante (masso incastrato con cordone) e la bellissima successiva fessura in Dülfer (ottimi posti per friend medio-piccoli). Proseguire vincendo un’altra serie di bei diedri di roccia magnifica (clessidra con cordone) che portano direttamente in vetta allo spigolo. Sosta su grosso mugo con cordone e libro di via.


Discesa:

Dall’ultima sosta proseguire per l’aerea cresta alcune decine di metri fino al suo termine.
Abbassarsi quindi una trentina di metri per un ripido pendio terroso sulla sx (traccia di camosci e ometti) fino ad individuare un albero attrezzato con cordone e maglia rapida per la calata.
Con una corda doppia di 25 m si perviene nel canalone erboso che separa il primo pilastro dal secondo.
Si scende quindi tra ripidi tornanti su detriti terrosi (infido in caso di pioggia) fino a che si ritorna all’attacco. 30 minuti
Rientro come l’accesso scelto e quindi con i relativi tempi.


GPS:

Total distance: 3567 m
Max elevation: 1212 m
Min elevation: 995 m
Total climbing: 463 m
Total descent: -482 m
Total time: 07:24:44
Download file: Spigolo.Gelo.completo.gpx

Note:

  • Una vera perla dolomitica in un contesto di media montagna la cui vegetazione rende ancora più suggestivo ed isolato il luogo.
    Diverrà una classica!
  • Come per tutti gli itinerari degli apritori occorre avere ben saldo l’obbligatorio e stimare mezzo grado in su i singoli passaggi.
  • Tutti i tiri hanno un loro eterogeneo carattere ed esigono attenzione e rispetto malgrado i “gradi bassi”.
  • Ottime capacità di assicurazione con friends medi (#0.75, #1, #2 anche doppi) e nuts. Soste attrezzate e sicure.
  • Visto il modesto sviluppo si consiglia di concatenarla con la vicina “Dannate Nuvole“, che corre parallelamente sul Primo Pilastro, così da riempire l’intera giornata.
  • Ottima soluzione nelle calde giornate estive essendo immersa in un luogo fresco e ventilato esposto a N.

Bibliografia:


Compagni di scalata:

Anna Tusini e Mephisto.
Matteo Rini e Giulia Navarra cordata amici.


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Spigolo della Luna

Val d’Assa 850m

Bastionata del Raparo

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!

Gianni Rodari, primi anni ’60

Apritore:

Matthias Stefani in autosicura il 05 maggio 2020


Descrizione itinerario:

Itinerario alpinistico con vista panoramica che serpeggia con logica tra i punti deboli dello spigolo N/W della bastionata del Raparo.
L’ambiente isolato e suggestivo, immerso in una valle appartata e tranquilla, regala un’incantevole visione sulle pareti del Bostel e sulla Val d’Assa da una prospettiva inconsueta.


Accesso:

Accesso 1: Lungo ma panoramico (Pedescala)

(quello da noi scelto e che consiglio per la bellezza del luogo)
dalla Val d’Astico:
dalla strada provinciale SP350, in direzione Trento, raggiungere l’abitato di Pedescala. Svoltare a destra alla prima strada che s’incontra e proseguire fino al cimitero, dove si lascia l’auto. Link al P
Imboccare la strada sterrata che s’inoltra lungo la Val d’Assa proseguendo per 3 km fino a quando la forestale oltrepassa il torrente (appena dopo un largo spiazzo con dei caminetti).
Circa 50 metri dopo, sulla destra, imboccare il sentiero n. 633 (tabella indicazioni CAI) e dopo poche decine di metri, al bivio, tenere la sinistra e seguire il ripido sentiero che velocemente prende quota. Dopo una trentina di minuti, in corrispondenza dello spigolo, nei pressi di un enorme masso con bollo CAI, lo si abbandona prendendo un’esile traccia sulla sinistra (ometti) che in breve conduce all’attacco dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 60/75 min

Accesso 2: rapido (Altopiano Sette Comuni)

dall’altopiano dei Sette Comuni:
dalla strada statale 349 del Costo raggiungere il paese di Treschè Conca e seguire le indicazioni per contrà Mosca, dove si lascia l’auto nel piccolo parcheggio poco sotto l’abitato, link al P.
Imboccare la forestale che scende a valle e dopo 250 metri prendere la prima strada a destra che s’incontra (bollo CAI n. 633).
Proseguire fino ad un grande prato aperto dopo il quale la strada diviene sentiero (palina CAI n. 633).
Percorrerlo in discesa (tratto attrezzato con corde fisse) fino a un enorme masso con bollo CAI (circa un centinaio di metri dall’ultima catena fissa). Abbandonarlo prendendo un’esile traccia sulla destra (ometti) che in breve conduce all’attacco dell’itinerario dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 20/30 min (in discesa)


Relazione:

Difficoltà:IV, IV+, 1 passo V (IV+ obbl.), D-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:160 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  10 rinvii, alcuni friend medi e vari cordini (anche lunghi) per attrezzare le soste
Esposizione:N, NW
Tipo di roccia:Dolomia
Periodo consigliato:Primavera ed autunno.
Tempo salita:circa 2.5 ore
Bellezza:****
Cartografia:

PDF Relazione scaricabile:


Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L130III, IV, IV+Rimontare le facili balze rocciose fino a una fessura che si supera in dulfer uscendone a sinistra; superare un piccolo strapiombo con buone maniglie portandosi alla base di un corto diedro che conduce a una cengetta erbosa. In breve, verso sinistra, si guadagna la sosta su 2 chiodi (1 chiodo alla base con cordino, 3 clessidre e 1 chiodo)
L230IV, IV+ (un passo V / A0)Salire verticalmente alla sosta sfruttando una bella lama fessurata fino a un pulpito erboso; vincere una breve placca e quindi traversare orizzontalmente verso destra sfruttando delle ottime prese fino al filo dello spigolo. Proseguire verticalmente fino a una grossa lama fessurata che conduce a una terrazza erbosa dove comodamente si sosta su 3 chiodi (4 chiodi e un albero con cordone per eventuale A0)
L3
25IV, VI(V/A0), V, IIAlzarsi di poco sopra la sosta fino a prendere una bella lista rocciosa per le mani che si segue verso destra raggiungendo il filo dello spigolo su roccia ottima e compatta.
Rimontarlo con un singolo passo difficile (chiodo con cordone per A0) e proseguire verticalmente in bell’ esposizione fino ad un bellissimo pulpito panoramico al termine del quale si sosta su 3 chiodi. 6 chiodi, 1 clessidra, “luna splendente” in sosta)
SOLUZIONE ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATA!
L3
(Var. Facile)
20IV, passo IV+, IIISpostarsi a sinistra della sosta portandosi alla base di una larga fessura svasata che più in alto diviene camino. Salirla per tutta la sua lunghezza fino a un aereo pulpito dove comodamente si sosta su 3 chiodi (1 clessidra, 1 caratteristico cuneo)
L420/25IV, IV+Aggirare lo spigolo sulla destra entrando in un bel camino di roccia ottima e compatta; seguirlo fino a un piccolo tetto che si aggira sulla destra (1 cl). Verticalmente altri pochi metri , sempre su roccia ottima, fino a rimontare il breve spigoletto di sx dove si sosta su 2 chiodi.
(3 clessidre e 1 chiodo )
L525IV, p. IV+Spostarsi 2 metri a dx e dopo aver superato delle balze verticali proseguire dritto in Dulfer per l’invitante fessurone (cl),quando inizia a divenire strapiombante traversare per bella placca verso sx fino ad un chiodo giallo ben visibile in alto e ritornare verso dx sfruttando un’ottima lista per le mani che conduce al principio di una cengia erbosa.
Seguirla a piedi sempre verso destra fino alla sosta su 3 chiodi. (4 chiodi, vari alberi, 2 clessidre)
L625III, IV,
1 p.sso IV+
Salire a destra della sosta e per facili balze rocciose portarsi sotto un piccolo tettino che si aggira a sinistra, quindi rimontare un ballatoio sulla destra poco prima di una breve placca che conduce a una piccola cengia. Seguirla verso sinistra fino a un albero con cordone dove comodamente si sosta. (3 chiodi, libro di via.)
sviluppo160m
gradazioneIV, IV+, 1 p.sso V (IV+ obbl.), R1, II, D-
proteggibilità  R1

Compagni:

Mephisto
Anna Tusini e Riccardo Pittino (cordata amici)


Ritorno:

Dall’ultima sosta alzarsi per una decina di metri nel bosco fino ad intersecare un’evidente traccia di camosci. Seguirla verso destra (viso a monte) costeggiando il ciglio della parete per pochi minuti fino a ricollegarsi nuovamente al sentiero n. 633 e quindi per:

Ritorno 1 (Pedescala)
  • si percorre a ritroso scendendo il sentiero 633 anche tramite alcune corde fisse, fino al bivio dell’attacco e poi sempre su sentiero 633 in 45/60 min si arriva al P.
Ritorno 2 (Altopiano Sette Comuni)
  • in 5/10 minuti di sentiero 633 si torna al P

GPS:

Accesso da Pedescala

Total distance: 1611 m
Max elevation: 854 m
Min elevation: 400 m
Total climbing: 505 m
Total descent: -82 m
Total time: 01:17:46
Download file: Spigolo_Luna_gpx _2020-07-28_1346.gpx

Note:

  • Una via facile che serpeggia nel mezzo di una muraglia strapiombante, regala in ogni tiro un diverso tipo di arrampicata. Anche se in un ambiente di bassa montagna sa donare una piacevole ed esposta arrampicata a tutta la cordata.
  • Data la roccia perlopiù eccellente, l’ottima proteggibilità, il modesto sviluppo, le comode e sicure soste si presta ottimamente come via propedeutica per le Dolomiti e per principianti (ma non digiuni di arrampicata classica da integrare).

Bibliografia:


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via Armenia

Cimoncello 1162m

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Devo ammettere che fa sempre una certa emozione percorrere sentieri o tracce di tali che affiorano di residuati bellici. Qui sul confine austro-ungarico con la neonata Italia in divenire, appena un secolo fa le giovani forze delle contrade vallive venivano strappate alla loro quotidianità di agricoltori ed allevatori per difendere anacronistici confini e privilegi di sovraniste nazioni. 

Imbracciare fucili, riempire le trincee, passare gli inverni rannicchiati tra cunicoli ghiacciati forati nelle viscere delle montagne ed accettare di saltare in aria in mille brandelli, combattendo una guerra di altri, dove quello che magari solo fino a poco tempo prima era il confinante di proprietà o l’amico nel paesino limitrofo. Abbandonare tutta la famiglia: amori, affetti e gestione della propria piccola proprietà caricandola in mano alle donne e genitori anziani che divennero una ulteriore linea di difesa, più arretrata ma non meno importante. Un vero tessuto sociale che si rivelò fondamentale per la ricostruzione e per la memoria.

Memoria che da lì a pochi decenni sembrò svanire.

Memoria che da lì ad oggi pare non essere mai esistita.

Perchè chi non conosce la storia è destinato a ripeterla, e tutti noi oggi pariamo non aver più voglia di studiare.


Apritori:

G. e M. Menegnini, M.Genero, A.Pettinà il 15 gennaio 1989


Accesso:

da SUD, uscita Piovene Rocchette -> Cogolo del Cengio -> Arsiero -> Tonezza, dentro al paese stare a sx verso la loc. Contrà Campana e prendere le chiare indicazioni per il Sacrario del Monte Cimone ( ) . P l’auto nell’ampio spiazzo del sacrario (maps link)


Attacco:

  1. Dall’alto: tornare a piedi sulla strada per poche centinaia di metri fino ad incontrare sulla dx il sentiero 547 per il Cimoncello  . Percorrere il sentiero fino ad un bivio sulla dx, ignorarlo e proseguire fino a che si scende per pochi metri e poi si risale in vista di una palina con indicazioni Cimoncello – Contrà Campana . Con andamento in falsopiano si segue il 547 fino a che in corrispondenza di una zona pianeggiante (15/20 min dal P) è evidente un grosso ometto sulla DX e bolli rossi che indicano le tracce da seguire. Giunti sulla sommità dell’imbocco di un grosso canale terroso, scenderlo delicatamente fino a delle corde fisse che addolciscono alcuni salti rocciosi. Alla fine di queste seguire ometti e mantenere la quota aggirando verso W la base della bastionata. In breve giunti sotto a degli evidenti tetti gialli ed un grottone, si risale su terreno friabile ed esposto alcune roccette fino a pervenire ad una comoda cengia con 2 ch a dx che indicano l’attacco della via.
  2. Dal basso: da Arsiero -> Tonezza posteggiare l’auto a sx in angusto e pericoloso spiazzo poco dopo la galleria n°4 “Tartura”. Risalire per esile sentiero i pendi boschivi fin sotto la parete (soluzione non provata e sconsigliata)

Relazione:

Difficoltà: VI, VII  (VI+ obbl.), TD+
Proteggibilità: R1
Impegno: II
Sviluppo: 125 m + 100m roccette
Tiri: 6
Attrezzatura: NDA,  14 rinvii
Esposizione: S-SE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera ed autunno
Tempo salita: circa 4h
Bellezza: ****
Apritori: G. e M. Menegnini, M.Genero, A.Pettinà il 15 gennaio 1989
Riferimenti bibliografici: Piccole Dolomiti e dintorni. Arrampicate scelte. | Guido Casarotto | Cierre Edizioni | 2015 | ISBN: 8883143019

L’arrampicario, vie di roccia della Valdastico | Mario Schiro | Cai sez. Arsiero | 2002

Cartografia: Carta sentieri Valdastico e Altopiani Trentini 1:25000 | Cai Vicenza | 2012 | ISBN 978-8614000029

 


Schizzo via:

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Descrizione:

tiro m difficoltà descrizione
L1 45 V,VI-,V+ Si salgono pochi metri e poi subito si traversa a dx prima di salire ad una invitante cengia. Su roccia un po’ friabile (2 ch bassi) si perviene ad un diedrino da vincere con decisione. Sopra con andamento verso sx si supera qualche breve strapiombino su roccia delicata, poi segue una bella placca che con andamento verso dx porta via via più facilmente ad una comoda sosta con 2 CH di sosta + 1 spit. Tiro lungo ed articolato, allungare le protezioni nei cambi di direzione.
L2 12 IV+ Sopra la sosta sulla placca creata dalla faccia di dx del diedro, brevemente di perviene alla comoda sosta. Tiro corto e che sarebbe da abbinare al tiro precedente se non fosse per l’attrito. Sosta su 3 spit.
L3 15 V Bellissimo traverso a sx su roccia lavoratissima e solida, più facile a farsi che a vedersi. Sosta appesi su 2 ch malsicuri (rinforzare la sosta). Sconsiglio di unire al tiro dopo per gli attriti e per assicurare meglio sul seguente che è il chiave.
L4 25 VI,VII, I Sopra la sosta sulla placca che diventa via via più impegnativa e strapiombante fino al passo chiave rappresentato da un singolo passo atletico in strapiombo (2 spit vecchi) superato il quale su banale cengia a dx si perviene alla comodissima sosta su pianta (libro di via).
L5 20 VI,VI+ Su per placca verticale che in breve diviene strapiombante. Singolo passo difficile e tecnico in fessura per giungere sopra alla cengia bombata che con movimenti delicati conduce alla sosta appesi su 3 chiodi.
L6 40 V+,V, I Subito su aggettante muretto con uscita erbosa (1 ch poco visibile), poi su placca non difficile ma delicata si serpeggia fino ad un muretto liscio e verticale con chiodo che si vince alla sua dx con andamento a C. Ora giungere ad un diedro marcato che si supera con passo felpato siccome la faccia sx è rappresentata da un grosso pilastro staccato. Sopra a questo su terreno facile ma erboso in breve si giunge alla sosta da attrezzare su pianta.
sviluppo 157 m
gradazione VI,VII (VI+ obbl.), R1, II, TD+

Discesa:

  • se si è arrivati all’attacco tramite il P del Sacrario: salire verso SX stando sul ciglio del Cimoncello per vaghe tracce fino ad incontrare il sentiero dell’accesso. 15min
  • se si è arrivati all’attacco dal basso: salire verso SX stando sul ciglio del Cimoncello per vaghe tracce fino ad incontrare il sentiero sommitale, qui si tiene la dx fino ad abbassarsi ad un valloncello ove un grosso ometto sulla dx indica una traccia da prendere. Si segue questa per flebili segni fino a giungere sulla sommità di un ripido e smosso canale che si scende anche per mezzo di alcune corde fisse. Alla fine delle stesse si è alla base e da qui si scende per il percorso dell’accesso. 1h/1.5h (soluzione non testata)
  • discesa in doppia sconsigliata per via dei traversi e delle soste non sempre a prova di bomba

Compagni:

Ivan de Iesu

Claudio Bassoli e Dario Sacchetti, altra cordata.


Foto Cimoncello (zona tetti gialli):

foto tratta dal “Casarotto”

Altipiano Tonezza Cimoncello 1910 circa


GPS:

Total distance: 4379 m
Max elevation: 1187 m
Min elevation: 991 m
Total climbing: 374 m
Total descent: -373 m
Total time: 06:45:04
Download file: via.ARMENIA.RK_gpx _2019-04-20_0942.gpx


Note:

  • La via ha tiri molto belli e su roccia ormai ottima dovuta alla morfologia della parete e le ripetizioni, la chiodatura corta ed abbondante ne mitiga il grado che sennò sarebbe davvero impegnativo.
  • Stranamente alcune soste sono su chiodi artigianali dall’aspetto ben peggiore di quelli che si trovano in progressione (1 ch all’attacco ci si è sfilato in mano). Consiglio di rinforzarne alcune con altro materiale e/o portarsi il martello per controllare e ribattere ev. chiodi.
  • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e pilastro staccato, soprattutto sul primo ed ultimo tiro.

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone


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diedro Stefani Toldo

Bastionata Obergrubele 1085m

S. Pietro Valdastico – Val d’Astico o Valdastico (VI)

Lontano dal clangore delle valli limitrofe, siamo in bassa montagna a circa 1000m slm ma per un gioco di valli e campo visivo saremo al cospetto delle dolomiti del Brenta con il Basso in evidenza e dietro le quinte, col ciel invernale, si scorge pure la catena dell’Ortles Cevedale a chiudere lo spazio scenico.

Nessuna parete famosa, nessuna cima da raggiungere, tuttavia il sapore che se ne ricava è proprio quello di una bella via in ambiente.

Sì perché questa salita ha proprio quelle caratteristiche di gusto, sapore e “stile proprio” che mancano a molte vie recenti. Eppure l’apertura è di soli due anni fa e per giunta da parte di due giovani alpinisti del posto.

Mentre si sale il sentiero si apprezza l’immenso lavoro di pulizia e tracciatura. Lavoro che non si è esaurito in parete, anzi, la via conta più di 50 chiodi in meno di 200m per rendere la fruizione appetibile dalla maggior parte delle cordate moderne.

Qui però il sapore è classico, sia nella roccia, che nei gradi, che soprattutto nella logica di salita.

Ogni tiro ha il suo perchè ed è diverso da quello sotto e da quello che segue.

Scomodo le quattro stelle per questo recente itinerario che ritengo abbia tutte le caratteristiche di divenire una “via classica”.

Nel suo piccolo, un capolavoro.

Chapeau a Stefani e Toldo


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo il 14 aprile 2017

Itinerario dalla logica impeccabile che segue una lunga rampa verticale di roccia compatta con elegante arrampicata in diedro, aggirando i grandi tetti gialli sovrastanti. La continuità nella progressione, la bontà e pulizia della roccia, la logicità dello sviluppo e l‘abbondante chiodatura ne fanno una piacevole salita. Durante l’apertura i salitori hanno trovato traccie di un precedente tentativo conclusosi a circa 40metri dall’attacco. Dopo alcune ricerche è emerso essere stato compiuto nel 1986 da parte di M.Michelusi, G.Michelusi, C.Lovisetto e P.Meneghini. Per rispetto del sopra citato tentativo e della valenza storica che esso rappresenta per gli apritori, è stato deciso di lasciare in loco parte del materiale trovato, compresa la sosta ancora attrezzata per la calata. L’ambiente isolato e suggestivo consente una visione della Valdastico da una prospettiva inconsueta rispetto ad altri itinerari presenti in valle.


Accesso:

Dalla località San Pietro Valdastico, imboccare la strada che porta a Castelletto/Rotzo. Percorsi circa 8 tornanti, sulla sinistra si incontra l’edificio dell’acquedotto dove è consigliabile lasciare la macchina. Link al P.


Attacco:

Si risale la strada asfaltata e dopo una cinquantina di metri sulla sinistra si stacca una forestale sterrata che sale nel bosco direzione N. La si percorre per circa 400 fino a individuare una traccia con diversi ometti che si stacca sulla destra e risale il pendio boschivo. Su per irta traccia nel bosco ma ben segnata in circa 20 min si è alla base della parete.  Giunti alla targhetta di legno tenere a DX per un facile ma detritico canalino attrezzato con corda fissa che consente di rimontare lo zoccolo. Dalla fine della fissa attraversando una breve cengia (attenzione esposta) sulla sinistra si arriva ai 2 chiodi della prima sosta.


Relazione:

Difficoltà:VI-, (V/V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h (cordata a 3)
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2017
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

PDF Schizzo e Relazione via:

Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140V, III, V+, VParte su placchetta gialla a sx della sosta, segue facile traverso a dx su roccia da verificare e poi placca tecnica verticale fino ad un diedrino da passare a dx che porta direttamente in sosta. Tiro chiave per continuità e qualità roccia. S1 comoda su terrazzino a 3CH
L230IV+, VDiedrino verticale sopra la sosta e dopo tre metri traversare un paio di metri a dx (non proseguire nel diedro poiché friabile!). Poi in verticale su bella placca ben chiodata e ritornare a sx a riprendere il diedro (cl con cordone). Continuare con bella arrampicata “dolomitica” fino ad un pulpito sotto gli strapiombi dove si sosta comodi su 3 CH.
L335V, V+, IVDritti su bella e breve placca grigia a dx per poi entrare nell’invitante diedro fessurato che accetta ottime protezioni ulteriori. Dopo una ventina di metri vincere uno strapiomo e subito dopo non proseguire ma traversare orizzontalmente a dx per alcuni metri (visibile cordone) per poi rimontare sulla banca rocciosa di S3 su 3 CH.
L420IV+Ancora a dx per terreno facile e poi verticalmente sui gialli fino a un diedro accennato con uscita verticale un po’ terrosa. S4 sosta su pianta.
L535II, V+, VI-Portarsi alla base della fascia rocciosa successiva e poi con andamento in traverso verso dx su banche orizzontali di roccia stupenda e atletici movimenti in strapiombo ma ben ammanigliati. Breve Placca tecnica verticale in uscita appena prima di S5 in comoda nicchia su 2 CH e libro di via.
L6