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Modica Noury goulotte

Mont Blanc du Tacul 4268m

Monte Bianco – Alta Savoia (FR)

Prima salita del 24 giugno 1979Gilles Modica e Antoine Noury


Mi rigiro nel letto, non che non abbia sonno ma quel nome e quella parete mi inquieta non poco.

La linea è troppo estetica ed affascinante per non rimanerne soggiogati in un mix di eccitazione, bramosia e timori arriva il fine settimana in cui Andrea e Gianluca ci precedono, mettendo il naso in quel paradiso alpinistico che è il Monte Bianco.
Li seguo a distanza di webcam, le condizioni non sono come da previsioni, ma li è quasi una costante.
Alla fine saliranno la N della Tour Ronde in condizioni pseudo invernali, vedo le loro facce ed ascolto il loro racconto e mi convinco che oltre che bravi, hanno avuto anche del pelo e le condizioni sono tutte una incognita.
Giro di telefonate la sera prima della partenza, non ultima all’amico toscano Omar che mi riporta di una goulotte Valeria magra, secca e che definisce come: “Bella … sai noi siamo abituati alle Apuane!” 
Il morale scema, la motivazione pure.

Salire una goulotte così impegnativa con condizioni non ottimali, penso sia un azzardo e fuori dalla nostra portata, mia almeno.
La mattina del lunedì decidiamo comunque di partire, la finestra di bel tempo pare dilatarsi di almeno 3 giorni e con base al rif. Torino, c’è tutto un mondo alpinistico da scoprire e salire. Qualcosa faremo di sicuro, ci diciamo vicendevolmente quasi ad auto convincerci.
Molti deboli segnali remano contro: un bando online in scadenza che non si sblocca con conseguente partenza ritardata, svincolo autostradale per Reggio interdetto, chiamate di clienti con urgenze dall’apparenza non prorogabili, telepass difettoso che emette strani lamenti e non apre le porte.
Tiriamo dritto ed alle 15.40 il nostro sguardo si apre alla meraviglia delle cime e pendi ancora innevati, mentre si guadagna vigliaccamente quota grazie alla funivia.

Giunti al rifugio pochi alpinisti ed ancora meno turisti in giro.

Bene, almeno un po’ di pace siamo sicuri di trovarla.
Mentre una guida francese è intenta al sole, a rifare il filo ai vissuti ramponi entrano due ragazzi piemontesi già al primo sguardo specialisti ghiacciatori. Scambiamo due parole ed i due appena scesi dalla Modica Noury, ce ne lodano la linea e bontà della materia prima. Peccato solo per un incidente occorso il giorno prima, sembra a causa di una scarica di sassi.
Ottima accoglienza e cena al rifugio Torino, concordiamo colazione alle 4.00 e dopo mezz’ora siamo i primi imbragati e pronti ad abbandonare il tepore del rifugio.

Appena fuori dalla porta veniamo investiti da una pala di vento gelido, i guanti leggeri si dimostrano insufficienti ed in men che non si dica capiamo sarà dura anche solo attaccare la via, soprattutto per i primi tiri in roccia. Proviamo a legarci in cordata nel tunnel in lamiera appena fuori, ma le raffiche sollevano già li la corda ed appare distintamente una nuvolosità e variabilità non prevista. Dentro di me ricordo che sul “Bianco” nulla è scontato, neppure la traversata del Gigante che in buone condizioni sarebbe simile ad una passeggiata in quota.
Seguono alcune scenette comiche dove la nostra cordata decide di rientrare ed uscire dalla porta del rifugio, per capire l’evoluzione della meteo, almeno quattro volte.

A ben guardarci anche le cordate meno mattiniere, ricalcano questo gioco del metter fuori la testa e dentro il corpo, subito dopo. La stanza si riempie di alpinisti e sci alpinisti fino a che arrivano i chiarori dell’alba. Sono ormai le 6 e capiamo, non senza rimorsi, che il Supercouloir è sfumato. Troppo tardi e noi troppo lenti. Con un senso di rimpianto ma anche di liberazione, lasciamo in rifugio quei pochi chilogrammi che intuiamo non ci servano più: le scarpette, un sacco da parete, la jumar ed il martello.
Così alleggeriti di peso e di spirito, affrontiamo ormai alle prime luci l’avvicinamento ai satelliti del Tacul. Ben presto il vento gelido viene scaldato dai raggi del sole e la sua forza, ormai ai piedi del Tacul, perde di vigore. Qui appare in tutta la sua maestosa potenza il Supercouloir. Vero missile di ghiaccio che punta alla cima del Tacul e pare trovarci neppure lì, la fine.
Che linea, che estetica, che miraggio Alpinistico. Sembra pure in eccellenti condizioni.
Proseguiamo dritti, senza troppo rimuginare e con lieve pendenza e neve crostosa passiamo sotto al Gervasutti e Jager che ci conducono alla meta di oggi. La Gabarrou-Albinoni o la Modica-Noury.
Due cordate davanti, per giunta lente, titubanti e trituranti, ci spengono gli ardori.

Decidiamo di comune accordo di salire dove loro non vanno. Quello che si era sognato per settimane e mesi, sul posto è diventato quasi un ripiego dettato dal buon senso e dalla constatazione della nostra, probabile, insufficiente preparazione.
Parto subito e già il primo tiro mi invento la sosta su spuntoni per evitare lo stillicidio di ghiaccio che immancabilmente mi prende.

Christian sale veloce e dopo una paretina di ghiaccio che accetta qualche corta vite, decidiamo per una conserva lunga e veloce, tutto a destra del couloir di accesso alle due goulotte.
I primi 300 metri scorrono così veloci, ogni tanto piazziamo una protezione su soste o friends e raggiungiamo le altre cordate sul colletto dove i due itinerari brandiscono vita propria.
Fortuna vuole che le due cordate si dirigono sulla Gabarrou-Albinoni. A noi toccherà la solitaria e già ombreggiata Modica-Noury.
Parlare di ripiego, ora, pare quasi un insulto.

Il ghiaccio è ottimo, siamo solo noi ed i 5 tiri corrono veloci e con un buonissimo affiatamento di cordata. Qualche passo di misto, terzo tiro impegnativo ed in meno di sei ore tutta la splendida goulotte viene accarezzata delle nostre piccozze.
Che ambiente.
Che spettacolo.
Essere qua dentro a queste pieghe granitiche con un amico, con un compagno.
Seguiranno dieci doppie veloci ma quasi tutte superiori ai 50m, che in un’ora e grazie agli eccellenti nuovi ancoraggi di sosta, depositano senza patemi oltre la terminale.
Ora inizierà la parte più impegnativa della giornata: la risalita al ref. Cosmique che da semplice “passeggiata” in quota si tramuterà in vera prova di forza per la nostra resistenza fisica.
L’ultimo colle di accesso al rifugio mi pare da girone Dantesco.

Attuo la progressione himalayana, ogni 10 passi scandisco 10 profondi respiri, tutti rigorosamente con l’aiuto del bastoncino, che infilandosi tra la fronte ed il casco, regge quasi da solo il peso del mio corpo.
Dopo minuti, che paiono ore di agonia, raggiungerò il Cosmiques dove passeremo la notte per tentare un’altra goulotte il giorno seguente.

Ma questa è un’altra storia …


Relazione

RELAZIONE (ITA)
Logistica
Itinerariogoulotte Modica Noury
prima salita24 giugno 1979 – Gilles Modica e Antoine Noury
Zona MontuosaMonte Bianco
SottogruppoMonte Bianco
SettoreAlpi Graie
StatoFrancia
Località di PartenzaLa Palud (AO)
Parcheggiofunivie Sky Way monte Bianco – La Palud (AO)
Sentierisolitamente traccia dal rif. Torino al Cosmique ma in caso di cattivo tempo è un labirinto tra crepi
Punti d’appoggiorif. Torino 3375 m
Acqua
Dislivello avvicinamento [m]-200m+400
Dislivello itinerario [m]400
Sviluppo itinerario [m]500
Quota partenza [m]3544m
Quota arrivo [m]3950m circa
Bibliografia utilizzataSnow, ice, and mixed| vol.2 | JMEditions | F.Damilano  it,n°222
Cartografia utilizzataMonte Bianco IGN 1 : 25000
Difficoltà
Tipologia itinerarioGoulotte Ghiaccio in alta quota
Difficoltà su rocciaM5, brevi passi se in buone condizioni
Grado su ghiaccioAI 5+
Qualità ghiaccio trovatoMolto buono. Mordibo. Plastico e copioso, poco spindrift e scariche.
ProteggibilitàRS3
SosteLa maggior parte su spit, utilizzate anche per doppie
ImpegnoIII
Difficoltà globaleTD
Pericolo slavineMarcato in caso di neve recente.
MaterialeNDA per ghiaccio + misto d’alta quota
Esposizione prevalenteE, N-E
Discesacon 10 doppie oppure salendo tramite la normale al Tacul
Punteggio difficoltà
Nostra gita
Data gitamartedì 14 aprile 2015
Tempo impiegato avvicinamento2,5
Tempo impiegato salita6h
Tempo impiegato discesa2
CompagniChristian Farioli
Libro di vettaNO
Giudizio8,5
ConsigliataSi. Una delle più belle e classiche goulotte sul BIanco
Link utili

Discesa:
  1. Tramite 10 doppie da 50m perlopiù attrezzate su recenti spit fix, poi ritorno a ritroso per il rif.Torino oppure al Cosmique (come abbiamo fatto noi)
  2. Si sale ancora per alcuni metri di misto fino a sbucare sulla spalla sommitale del Triangle du Tacul, stando attenti a cornici ci si porta in direzione W fino ad incrociare la normale per il Tacul che tramite percorso crepacciato e seraccato riporta al Cosmique oppure in vetta al mont Blanc du Tacul

Compagno:

Christian Farioli


Schizzo e relazione via:
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Foto parete (! 33 Mpixel) :

Gervasutti, Jager, Hidden coluoir, Gabarrou Albinoni, Modica Noury, ecc…

 


Cartina
Monte Bianco 1:25 000 ©LEDENDA srl – Novara

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