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0-999m Brentino relazioni rock climbing Turan val d'Adige via sportiva

Cielo del Nord

Parete di Turan, 290 m

Monte Cordespino – Brentino (VR)

Un piccolo tributo a tutte le vie che ci hanno fatto sognare qui in val d’Adige in particolare a quelle di Sergio Coltri a cui dedichiamo la via.
Speriamo piaccia alle future generazioni almeno una frazione di quelle vie che i “signori della val d’Adige” hanno saputo creare negli anni d’oro delle aperture pioneristiche, con pochi chiodi ed ancora meno spit.

Che la vita riprenda e sia lieve per chi ha il cuore aperto e leggero.

Per chi in sosta saprà fermarsi veramente ed aprire lo sguardo sulle montagne, a nord, al cielo del nord.

“Dedicata a Sergio Coltri”

Apritori:

Nicola Bertolani ed Anna Tusini (in 8 giornate nov 2020- aprile 2021)


Accesso:

Uscita Affi, direzione Rivoli- Brentino, dopo abitato Tessari sulla strada principale parallela alla A22 si incontra sulla destra il Cristo della Strada. Dopo 100m appena passato un sottopasso sulla sx si parcheggia (lasciate auto fuori dalla sbarra) nei pressi di una fabbrica (P maps link).
Si segue la carrareccia a dx della fabbrica verso S fino ad incontrare un traliccio della tensione. Lo si aggira verso S per traccia tra vegetazione bassa puntando ad un secondo traliccio verde.
Non appena si calpesta del ciottolato si può girare a dx (ometto) per traccia che in breve diviene marcata e passa a fianco di un grosso basamento di cemento.
Facilmente si intercetta il sentiero principale (a sx attacco Diedro degli Elfi) e dopo pochi metri a dx si accede alla base del diedro bianco di attacco, sul sentiero, segnato da una targhetta metallica con nome via.
tot: 10/15 min dal P.


Foto parete:

Schizzo via:


Relazione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L1306a, 1 p.sso 6a+Attaccare il diedro bianco che presto oppone un piccolo strapiombino. Traversare a SX per portarsi sotto a delle caratteristiche canne che si superano con arrampicata atletica. Sopra spostarsi su bella placca con andamento leggermente a sx fino alla comoda sosta su 1 resinato + 1 fix. (10 fix)
Questo tiro si può salire anche come monotiro a moulinette al ritorno dalla Diedro degli Elfi.
L230IITiro di trasferimento. Per cengia elementare ma esposta traversare a sx fino a che si perviene alla comoda sosta su 2 fix con anello, possibile calata da 35m. (3 fix.)
L3305b, 4cSopra la sosta traversare a sx sotto ad uno strapiombino per bella placca rugosa a gocce. Appena possibile salire un masso aggettante e poi per facile placca si perviene alla sosta su 3 resinati. (8 fix) 
L4454c, 5aCon andamento diagonale verso dx per placca fino ad una sporgenza fessurata oltre la quale si vince uno strapiombino su bella roccia a lame. Proseguire alla sx del canale su placca lavorata intervallata da cenge fino a pervenire sotto ad una fascia strapiombante ove si traversa orizzontalmente verso dx fino alla sosta su 2 resinati. (14 fix)
L5256aVerticalmente sopra la sosta per placca fino ad entrare in un diedrino sbarrato da un tetto. Con passo tecnico spostarsi a sx e rimontare su belle placche fino ad una cengia erbosa. Vincere uno strapiombino e subito dopo spostarsi a dx per tecnica placca con grossa clessidra che in breve fa guadagnare la sosta da allestire su 2 resinati con catena o 2 resinati (10 fix)
L6406a, 1 p.sso 6a+Verticalmente sopra la sosta per compatta placca che si sale con eleganti movimenti fino ad una larga fessura. Spostarsi leggermente verso dx con arrampicata varia fino ad un lisco bombè di non facile lettura. Sopra un diedrino accennato ed altra tecnica placca fino alla fine del pilastro ove si traversa (allungare protezione) a sx e rinviando due piante si giunge alla comoda sosta su 2 resinati con catena e libro di via (10 fix + 2 cordini)
sviluppo200m
gradazione6a+ (6a obbl.), S1, II imp.

Discesa:

  1. SENTIERO
    Per traccia verso N (a dx viso monte) segnata con bolli blu si scende dapprima in direzione N e poi E. Per bosco su ripido terreno detritico e terroso si scende o tramite facili ma delicate arrampicate di II oppure sfruttando le comode e numerose corde fisse con nodi nei punti più esposti.
    Possibilità di effettuare qualche doppia su maillon od anello (non rubare!) in caso di pioggia o piede non sicuro.
    Al termine ci si ricongiunge ad una comoda traccia che solca la base della parete e con andamento verso S in breve riporta all’attacco.
    Dopo 10m il sentiero si biforca in corrispondenza di un ometto adagiato su albero. Qui tenere la SX e scendere dapprima verso un grosso basamento di cemento e poi per ometti e tracce a ritroso fino al P.
    Tot: 30-45 min.
  2. Con 3 DOPPIE attrezzate (da evitare in caso di altre cordate sulla via)
    • D1 = 32m, da S6 su catena tenere leggermente a dx (viso monte) e poi scendere nel canale tra la Diedro degli Elfi e l’ultimo tiro della Cielo del Nord fino alla sosta S5 su catena + 2 resinati (! friabile)
    • D2 = 32m, da S5 si scende verticalmente tralasciando la S4 e puntando più sotto ad una sosta su cengia sempre su catena resinata adibita solo per doppia.
    • D3 = 60m, si buttano le corde verso dx (viso a valle) evitando le piante sul pianoro sotto. Giuntici sopra si tiene la sx (viso a monte) fino ad una serie di strapiombini che ci permetteranno di divertirci nel vuoto fino a che si perviene alla base a circa 3 metri dal sentiero.

GPS:


Visualizza mappa ingrandita

Link a OpenStreetMap


Note:

  • La Parete del Turan essendo a metà tra i Tessari e la mecca dell’arrampicata rappresentata dalle pale centrale di Brentino, ha le caratteristiche miste tra le due. Tratti di roccia magnificamente lavorata e compatta si mischiano ad altre in cui il friabile impone una certa circospezione. Nel complesso però l’arrampicata è assai varia e dona diversi stili.
  • Rumore dell’autostrada e ferrovia infernali.
  • Consigliabile portarsi dietro un piccolo tronchesi e guanti in pelle per pulire un po’ l’accesso dalla fabbrica che risulta facilmente invaso dalla bassa vegetazione e rovi, soprattutto ad inizio stagione.
  • Via aperta in prevalente arrampicata artificiale dal basso in 6 giornate spalmate in 6 mesi.
  • Il nome della via è sorto spontaneo durante una delle giornate di apertura, quando calati al tramonto il cielo a nord si infiammò ed al ritorno Nick Drake suonava nell’abitacolo.
  • Birra con piada post arrampicata dalla Gigia a Brentino o merenda dalla Miki a Rivoli sono parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

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0-999m Brentino Castel Presina relazioni rock climbing val d'Adige via sportiva

Senza chiedere il Permesso

Castel Presina

Monte Cimo – Brentino (VR)

Ennesima apertura di Gigi Pinamonte che sta più a nord delle altre e risulta un po’ compressa con la vicina Evitando el Frio tanto da dover scappare, a destra, in un boschetto pensile per evitarla.
Rispetto alle altre risulta però quasi una via alpinistica travestita, per via dei traversi, del terreno friabile ed ancora da disgaggiare ma soprattutto della chiodatura che è “artigianale e datata” (come nello stile dell’apritore
) ma pure eterogenea con cordoni e chiodi.
Una via dallo stile “Grill” in val d’Adige insomma ed anche se mi toglierò sempre il cappello di fronte agli apritori, c’è da incominciare a chiedersi fino a che punto vogliamo spingerci nell’attrezzatura sistematica di una parete e con che stile?
Ai ripetitori l’ardua sentenza, anche se mi pare di capire che le continue file agli attacchi abbiano già decretato il verdetto.

Almeno tra noi “alpinisti della domenica”.


Apritori:

Gigi Pinamonte, 2020


Accesso:

Uscita Affi seguire le indicazioni per Verona-Trento-Valpolicella. Passato il cavalcavia Rivoli, Caprino Veronese e successivamente per Spiazzi. Prima di raggiungere la frazione si nota sulla destra il ristorante “La Baita” e subito dopo una strada in discesa con indicazioni per Ca’ Scala, Broieschi, Porcino. Solitamente si seguiva la strada per circa 1 km fino a che sul lato sinistro della strada si individuava un piccolo slargo e si parcheggiava qui (link) ma sono stati segnalati numerosi furti.

Ora conviene lasciare le auto sulla strada principale appena dopo “La Baita” link al P (! Lasciare liberi gli accessi e pensare ad anche gli altri climber)

Quindi scendere per la strada in direzione SUD per circa 600 m fino a che, dopo le recinzioni, sul lato sinistro si intravede una traccia che sale nel bosco. Costeggiare per un po’ la strada poi scendere per il sentiero nella boscaglia che perde velocemente quota in direzione E-SE.
In breve si arriva ad un bivio con palina CAI in legno. Qui andare a sinistra (N) imboccando un marcato sentiero con bella vista sulla val d’Adige e dopo poco sulla solare parete di Castelpresina.

la solare parete di Castelpresina dal sentiero di accesso

Con breve discesa su placche si raggiunge la base della parete.
Passare tutta la zona degli strapiombi e risalire, poi quando il sentiero si abbassa proseguire ignorando gli attacchi di Ciao Sic, Prosciutto Cotto di Parma, Instabilità Emotiva, ecc..
La nostra parte 10m a dx di Evitando el Frio, dopo lo spigolo, alla base di una tetro camino.
Attacco con 1 spit fix senza piastrina e piccola scritta “progetto” non evidente.


Schizzo:


Descrizione dei tiri:


Compagni:

Anna Tusini, Claudio Bassoli


Discesa:

  • Usciti dalla via riprendere evidenti tracce di sentiero che prima salgono verso NW ed intercettano il sentiero per la Sgrenza e poi si abbassano (targhette metalliche S4) fino al greto di un ruscello, per poi risalire verso S riportando al P.
    TOT: 20-25 min
  • Usciti dalla via riprendere evidenti tracce di sentiero che prima salgono verso NW ed intercettano il sentiero per la Sgrenza, non abbassarsi ma stare alti ed una traccia ad W su calcare bianco (ometti) che in breve porta ad un grosso castagno proprio al centro del tornante dove si è P.
    ! Attenzione: anni fa questo accesso era stato vietato per disguidi con il proprietario del fondo.
    TOT: 10 min

Note:

  • La via regala qualche bel tiro: il primo è originale, il secondo forzato, il terzo piacevole, il quarto atletico e l’ultimo mi ha ricordato le placche delle classiche della fascia mediana, quindi il massimo per chi ama questo genere démodé.
  • Via ancora da pulire ed anche se consolidata con cemento in qualche punto occorre prestare attenzione a chi sta sotto. Se avete altre cordate avanti desistere (vedi video sotto)
  • Nome dato dall’apritore in risposta all’aver salito una linea forse non sua o che è rimasta per troppo tempo un “progetto”. Lo stile anarchico di Pinamonte divide nettamente ed anche se non lo conosco ammetto mi è simpatico.


Meteo:

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Video piccolo disgaggio in parete:

Noi eravamo soli in parete quel giorno ma disgaggi simili al fine settimana sono altamente pericolosi per tutte le cordate sotto!

Urlate sempre S A S S OOOOOOOOOOOO !!! anche per cose molto più modeste.


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Altre vie nei dintorni:

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0-999m Brentino relazioni rock climbing Spalti dell'Orsa val d'Adige via sportiva

Pirata Samu

Spalti di Capitel d’Orsa, 630m

Monte Cor, 1018m – Val d’Adige – Brentino Belluno (VR)

Situato allo sbocco nella Val di Ferrara del Rio Bissole, già conosciuto come Vajo dell’Orsa, il Capitel d’Orsa affaccia a Sud le sue alte pareti rocciose proprio in fronte al caratteristico santuario di Madonna della Corona abbarbicato sulla roccia.
L’ambiente selvaggio ed incontaminato, regala un’arrampicata emozionante tra angoli di grande suggestione e di inaspettato isolamento.

Gli Spalti del Capitel d’Orsa, un diadema di roccia isolato ed appartato, quasi nascosto.
Una sorta di piccolo Eden da voler conservare integro per l’eternità, incontaminato e tranquillo, eppure così vicino da sembrare un sogno. Racchiuso in sé stesso, discreto e riservato ma non per questo altèro.
E’ proprio per queste sue particolarità, più che per altre ragioni di carattere puramente arrampicatorie, che è entrato come un ariete nei miei pensieri.
Un terreno di avventura dove il contatto con la natura assume a volte aspetti intensi e appaganti.
Un po’ demodé se vogliamo, dallo stile più alpino che sportivo, lontano quel tanto che basta per non incorrere nel pericolo di vederlo assalito da orde di collezionisti di vie.
Una prospettiva questa che mi ha terrorizzato fin qui, momento in cui decido di diffondere questa piccola guida di arrampicate.
Mi sento in qualche modo responsabile di violare qualcosa di sacro e prezioso, ma allo stesso tempo ingiusto non poter far conoscere ed apprezzare a tutti questo angolo di paradiso.
Questa modestissima guida la voglio dedicare ai miei amici e a tutti coloro che avranno la sensibilità di apprezzare e rispettare un così incantevole luogo che mi ha saputo regalare momenti di vera felicità.
Nella speranza che possa piacere come è piaciuta a me,
Vi auguro delle serene salite.

Lodovico Gaspari, da: Vie in roccia agli Spalti dell Capitel d’Orsa, ed. 2004

Prima salita:

Stefano Giarola 14/02/2004 dall’alto


Accesso:

Da SUD:
Dall’uscita autostrada A22 di Affi (VR), seguite le indicazioni verso N per Brentino-Belluno V.se.
Oltrepassato di circa 200 mt il secondo bivio che sale all’abitato di Brentino, svoltare a sinistra per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)
Da NORD:
Dall’uscita autostrada A22 di Ala Avio (TN), seguite le indicazioni verso S per Brentino-Belluno V.se.
Circa 200 mt prima dell’abitato svoltare a DX per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)

Link a Parcheggio.


Avvicinamento:

Risalire la strada per un centinaio di metri fino a che sulla sinistra si stacca il sentiero CAI 74. Seguirlo per circa 20 minuti fino a che la parete diviene evidente ed in prossimità di un grosso ometto con una traccia flebile che si stacca a SX.
Traversare per tracce e seguire indicazioni (alcuni bolli rossi ed ometti) , dapprima sulla cengia superiore di una fascia rocciosa e poi passando un canalone erboso. Nei pressi di un traliccio Enel si segue in salita una grossa condotta metallica.
Dopo pochi minuti si stacca una traccia verso sinistra (targhetta S1) ed in breve si è agli attacchi delle vie.
Via Luce e Pirata Samu targhetta metallica 7 e bollo rosso con grosso bullone arrugginito.
Tot: 35/45 min


Schizzo via:


Descrizione tiri:

tiromdifficoltàprotezionidescrizione
L1206a+, 5b, II1ch + 3 fix + 2 cordoniPartenza boulderosa a superare un passo in placca strapiombante (6a+ od A0) poi subito le difficoltà calano e, giunti in tratto vegetato e friabile, si traversa decisamente a SX (anche se l’intuito porterebbe salire ancora su bella roccia arancione). S1 comoda in nicchia ma consiglio di concatenare col tiro dopo.
L220II, 5a, II1 fix + 2 cordoniTraversando ancora a SX per bosco sospeso si rinviano 2 cordoni e si supera una corta placchetta (1 fix) fino ad arrivare alla comoda cengia di sosta, sotto a dei fotogenici tetti. S2: 2 fix con catena
L3205b, 1 p.sso 6a6 fixSalire la placca a concrezioni con traverso verso DX. Dopo il secondo fix (allungare) salire decisamente e puntare allo strapiombino superiore. Sopra si traversa verso SX su terreno friabile (! Siamo giusto sopra alla S2) fino alla comoda sosta S3: 2 fix con catena
L430III, 6a5 fixCon andamento ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella ma corta placca che si supera con arrampicata tecnica. S4: 2 fix con catena
L5306a+, 6a6 fixCon andamento ancora ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella placca con strapiombino mediano di non facile lettura. S5: 2 fix con catena
L6306a+, 5b7 fixTraverso a DX ad aggirare un diedro di cui si scalerà la faccia DX su bella placca verticale con secco strapiombino mediano. Superato il quale una bella Dulfer permette si arrivare in sosta S6: 2 fix con catena.
L7256a+, 6b+, 6b8 fixSalire decisamente la bellissima placca a concrezioni aiutandosi con la lama di SX fino a doverla abbandonare per portarsi il piena placca strapiombante a vincere un bombè di roccia lavorata ma lichenosa (6b+). Sopra breve diedrino che adduce ad una tecnica placca fessurata (6b). Bellissimo tiro chiave. S7: 2 fix con catena
L8256a+, 5a, 5c7 fixIn traverso verso DX a rimontare strapiombini ben ammanigliati, fino a vincerne uno che deposita sulle belle rigole sommitali. Ultimo passo in diedro lisciato e poi S8: 2 fix con catena o qualche metro sopra su albero.
sviluppo200m  
gradazione6a, 6b, 6b+ (6a+ obbl.), S1+, II imp.

Difficoltà in libera:

Difficoltà obbligatoria:

Proteggibilità:

Impegno:

Esposizione:


Discesa:

Si sale di qualche metro cercando una targhetta S1 e poi inoltrandosi nel bosco su una flebile traccia che si segue verso E (DX faccia a monte), fino in prossimità della condotta metallica. Da qui:

  • scendere a fianco della condotta utilizzando sia le tracce di sentiero vicine che le scalette e mancorrenti (! proprietà privata, divieto uso senza DPI) fino al traliccio dell’alta tensione. Qui si riprendono le tracce di sentiero dell’andata e poi il sentiero CAI 74 fino al P. Circa 30 min
  • alzarsi parallelamente alla stessa e seguire traccia bolli rossi, fino ad intersecare il sentiero CAI 74 e poi tramite questo si ritorna al parcheggio in circa 30 min. Soluzione non provata.

Note:

  • l’ambiente isolato ed assolato e la relativa facilità di accesso non spiega la bassa frequentazione ed il conseguente stato di abbandono delle vie. Ogni ripetitore è invitato a ripulire un po’ la propria ombra.
  • per quanto detto sopra si sconsiglia la calata in doppia anche se ogni sosta è attrezzata allo scopo.
  • La spittatura è ottima a fix ø10 di bell’aspetto ma distanziata, unita al fatto che alcuni tiri partono sprotetti tra vegetazione ed i passi duri sono obbligati siccome su placca compatta, rendono l’obbligatorio vicino al grado in libera.
  • Colazione all’Opera Prima Caffè e Terzo tempo con tappa d’obbligo dalla Gigia, non ve ne pentirete !

Descrizione vie del settore:

grazie a Lodovico Gaspari


GPS:


Meteo:


Meteo Rivoli veronese


Altre vie nei dintorni:

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0-999m Boomerang Brentino relazioni rock climbing Turan val d'Adige via arrampicata ambiente via sportiva

Diedro degli Elfi

Parete di Turan, 290 m

Monte Cimo – Brentino (VR)

C’era bisogno di un’altra linea a Brentino per giunta a ridosso dell’autostrada e con avvicinamento che si snoda tra una fabbrica e dei tralicci d’alta tensione?

No, anzi a ben guardare sì.

L’occhio attento e lungimirante di Stefani ci ha visto una linea logica e perfetta, che dal basso sale verso l’alto sfruttando non solo le debolezze della parete ma una roccia che racchiude: placche, canne, concrezioni, diedri, traversi e fessure in un summa come non si trova in molti altri itinerari limitrofi.

L’apritore probabilmente sapeva bene che data la collocazione mai e poi mai avrebbe potuto ambire a divenire una “classica alpinistica” e penso sapesse pure bene le polemiche che sarebbero scaturite dallo stile personale di chiodatura tradizionale, ben differente da tutto ciò che la circonda.

E qui scatta l’innegabile stile e savoir-faire delineato da fatti e non parole: un’ottima pulizia per la linea di salita, una bella relazione e poi l’uscita di scena da ogni polemica. Un passo indietro lasciando ai ripetitori l’ardua sentenza ma nello stesso tempo ben sapendo la pochezza di questi giochini verticali all’aperto, che lui e noi amiamo tanto fare ad ogni week end.

Ha nascosto alcuni Elfi in punti strategici, che ti osservano placidamente seduti al riparo mentre stai cercando di capire dove è il prossimo chiodo, se terrà un volo vista la foggia artigianale di alcuni e quindi ci si sta arrovellando sudati per piazzare un buon nut, friend o cordino.

Ecco in quel momento se ti fermi un attimo a guardare l’elfo pare ti ridimensioni la visuale. Nella sua prospettiva tutte queste energie, forze fisiche e mentali sono inutili ed applicate ad una cosa inutile come è salire a fatica dove lui placidamente siede: la metafora dell’alpinismo.

Appena dopo si affronta il passo più sereni. Del nostro passaggio rimarrà nulla, come è giusto che sia e come penso pure l’elfo ben sa. Ci sarà un giorno che il suo tetto crollerà e diverrà lapide: è gravità, è natura, è normale, perchè scappare?

E quanti ne avrà visti prima sbuffare, imprecare e maledire ma poi, una volta al libro di vetta, ringraziare e sorridersi a vicenda tutti i componenti della cordata, sia propria che magari quella vicina per tutta la salita.

Perchè se ci si prendesse tutti meno sul serio si potrebbe veramente, come auspica l’apritore nella relazione:


“Dedicarla a tutti quelli che al termine della via avranno scoperto il piacere di un sorriso.”

Apritori:

Matthias Stefani in autosicura (in 3 giornate maggio 2018)


Accesso:

Uscita Affi, direzione Rivoli- Brentino, dopo abitato Tessari sulla strada principale parallela alla A22 si incontra sulla destra il Cristo della Strada, dopo 100m passato un sottopasso subito sulla sx si parcheggia (lasciate auto fuori dalla sbarra) nei pressi di una fabbrica (maps link). Si segue carrareccia a dx della fabbrica verso S fino ad incontrare un traliccio della tensione. Lo si aggira verso S per vegetazione e ciottoli puntando ad un secondo traliccio. La traccia in breve diviene marcata e segnata da ometti e bolli blu che si seguono facilmente fino al comodo attacco segnato da un elfo alla base e sopra un chiodo blu.

Tot: 10/15 min dal P.


Relazione:

Difficoltà:IV, V, V+, 2 passi VI (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii, friend 0.5, 0.75, 1, 2 e/o serie nuts
Esposizione:E -NE
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 4h (cordata 3)
Bellezza:****
Apritori:Matthias Stefani maggio 2018
Riferimenti bibliografici:Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia:Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Schizzo (su gentile concessione di M.Stefani):

(aggiornato al 2021)


Relazione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140IV,V, 1.p.ssoVI, IIIpartenza dritti per fessura (1 ch) fin sotto ad uno strapiombino che si affronta leggermente a dx. Traverso a sx (allungare prot.) ma senza arrivare al fondo liscio del diedro. Si sale per placca tra ch ed alberello fin sotto all’ostica placca da vincere con convinzione (1 p.sso VI, o V A0) Poi traverso in placca ascendente a sx e infine superare dei gradoni terrosi fino alla sosta comoda su cordoni in clessidre e un chiodo.
L220V,IVSu per belle canne e placca lisciata dalle intemperie, più facile a farsi che vedersi. Con movimento verso dx e sfruttando l’ottima roccia si perviene presto alla sosta comoda su cordoni in clessidre e un chiodo.
L335V+, IVTraversare orizzontalmente a dx per un paio di metri e vincere un movimento tecnico in placca V+ (1 ch da allungare), riportarsi a sx nel fondo del diedro che si sale con bella arrampicata sfruttando le canne e l’ottima roccia. proseguire vincendo altri più facili risalti e placche fino alla Sosta su clessidre con cordone e 1 ch (ultima possibilità per calata in doppia)
L430III+Sopra la sosta rinviando con cordino uno spuntone poi più facilmente ci si porta sotto allo strapiombo che si segue orizzontalmente verso dx alla base su goduriosa roccia a concrezioni e poi elementare cengia fino alla comoda sosta su 4 ch.
L535IV, V, VI, VDritti per placca che aumenta di difficoltà man mano si sale con andamento verso dx. Dopo 10m, alla base del diedro, passo tecnico strapiombante e non intuitivo (VI) e subito traverso a sx che ci permette entrare nel bellissimo diedro/fessura bianco, il quale si integra bene con friends e nuts medi e conduce alla comoda sosta su un pulpito sospeso a sx (3 ch di cui 1 a pressione). Tiro chiave per continuità.
L625III,IIA sx della sosta per breve diedrino e poi in verticale su facile diedrino fin al bosco sommitale dove si sosta su albero con cordone e libro di via.
sviluppo185m 
gradazione IV,V,V+, 2 passi VI (V+ obbl.), R1, TD-, 2 

 


Compagni:

rip del 04/10/2019: Silvia Corradi e Mephisto


Discesa:

  1. SENTIERO
    Per traccia verso N (a dx viso monte) segnata con bolli blu si scende dapprima in direzione N e poi E. Per bosco su ripido terreno detritico e terroso si scende o tramite facili ma delicate arrampicate di II oppure sfruttando le comode e numerose corde fisse con nodi nei punti più esposti.
    Possibilità di effettuare qualche doppia su maillon od anello (non rubare!) in caso di pioggia o piede non sicuro.
    Al termine ci si ricongiunge ad una comoda traccia che solca la base della parete e con andamento verso S in breve riporta all’attacco.
    Dopo 10m il sentiero si biforca in corrispondenza di un ometto adagiato su albero. Qui tenere la SX e scendere dapprima verso un grosso basamento di cemento e poi per ometti e tracce a ritroso fino al P.
    Tot: 30-45 min.
  2. Con 3 DOPPIE attrezzate della vicina “Cielo del Nord” (da evitare in caso di altre cordate sulla via). Abbassarsi una decina di metri sulla sx (viso a valle) e tramite una breve corda fissa si raggiunge il termine della via “Cielo del Nord” e quindi il primo ancoraggio di calata.
    • D1 = 32m, da S6 su catena tenere leggermente a dx (viso monte) e poi scendere nel canale tra la Diedro degli Elfi e l’ultimo tiro della Cielo del Nord fino alla sosta S5 su catena + 2 resinati (! friabile)
    • D2 = 32m, da S5 si scende verticalmente tralasciando la S4 e puntando più sotto ad una sosta su cengia sempre su catena resinata adibita solo per doppia.
    • D3 = 60m, si buttano le corde verso dx (viso a valle) evitando le piante sul pianoro sotto. Giuntici sopra si tiene la sx (viso a monte) fino ad una serie di strapiombini che ci permetteranno di divertirci nel vuoto fino a che si perviene alla base a circa 3 metri dal sentiero.

GPS:

Visualizza mappa ingrandita


Note:

  • Di tutte le vie di Brentino questa risulta una delle più abbordabili come grado ma non è da sottovalutare siccome dal sapore decisamente alpinistico. Occorre saper integrare, nel caso scendere in doppia con possibili incastri o traversi ed avere piede fermo, soprattutto nel catino finale pena scaricarsi sassi vicendevolmente.
    Quindi è raccomandabile come scoperta di questo magnifico luogo ma non come “prima” via alpinistica od in cordate non affiatate.
  • Rumore dell’autostrada e ferrovia infernali.
  • Consigliabile portarsi dietro un piccolo tronchesi e guanti per pulire un po’ l’accesso dalla fabbrica ai tralicci che risulta facilmente invaso dalla bassa vegetazione, soprattutto ad inizio stagione.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:

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