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Spigolo Rivero

Rocca Sbarua

Monte Freidur 1200 m- Pinerolo (TO)


La Rocca Sbarua (Roccia Bianca, Rocho Blanco per i locali) geograficamente appartiene al Monte Freidur e si erge sopra i boschi dominando la pianura pinerolese, di fronte all’imponente Monviso.

E’ conosciuta sin dagli albori dell’alpinismo pinerolese e torinese, infatti grandi alpinisti quali Boccalatte, Gervasutti, Ellena, Mellano, Rossa, Rivero, Motti, Grassi, hanno aperto itinerari in cui la bellezza e la logicità delle vie precede anche la difficoltà.

La roccia è di gneiss granitoide molto solida e rugosa che ben si presta alla pratica della scalata lungo fessure, diedri, placche d’aderenza, muri verticali, tetti. Esistono oltre cento vie attrezzate, dal terzo grado a itinerari non ancora interamente saliti in libera, che potrebbero scomodare il grado otto della scala francese. La lunghezza degli itinerari varia dai venti metri dei monotiri attrezzati per l’arrampicata sportiva, a itinerari di duecento metri di sviluppo dal sapore tipicamente classico.

Alla Sbarua si può arrampicare praticamente tutto l’anno tranne brevi periodi in caso di grosse nevicate.

da www.casacanada.eu

1 – Masso del Grosso – Fessura del Nero – Torrione del Drago, 2 – Bianciotto – Mont Blanc – Vena di Quarzo, 3 – Normale, 4 – Iniziazione e Meteora, 5 – Placche Gialle, 6 – Belvedere, 7 – Sperone Rivero8 – Freak Street, 9 – Torrione Grigio, 10 – Argonauti, 11 – Sperone Cinquetti, 12 – Torre del Bimbo, 13 – Torrione Pacciani, 14 – Torrione Anna, 15 – The Magic Mushroom (Fungo), 16 – Torrione Alice, 17 – Torrione Rubinetto, 18 – Torrione del Nonno, 19 – Torrione Manera (o della Nonna), 20 – Barra del Freidour, 21 – Torrione del Condor.

Apritori:

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Difficoltà:

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Obbligatorio:

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Sviluppo:

Quota:

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Esposizione:

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Ubicazione:

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Tipo terreno:

Bellezza:


Accesso:

P appena prima della borgata Dairin a quota circa 1100 (link al P)
A piedi in falsopiano oltrepassare la borgata fino al colle Ciardonet 1180m ove si tiene indicazione 060 per rifugio Melano (Casa Canada), che si raggiunge su comodo sentiero in poco meno di mezz’ora dal P.

Attacco:

Appena a N del rifugio parte un comodo sentiero che in 5 minuti porta alla base delle pareti. Tenere a dx (viso monte) fino ad incrociare il caratteristico spigolo fessurato di un pilastro che cade nella vegetazione. Scritta e bollo Rivero (link a foto).
Attrezzare sosta su albero o ventrale.


Descrizione:

Tiri:7
Tipo di roccia:gneiss granitoide
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 3 h

Schizzo:


Relazione tiri:

 Descrizione LunghezzaDifficoltà
L1Partenza tecnica, diedro verticale poco protetto, leggero traverso a destra sotto strapiombo. Rimontarlo poi salire per diedro a sinistra, sosta a destra comoda.30 m4b, p. 4c
L2Partenza su diedro/camino, poi su placca e fessura, saltare sosta sommitale e andare a sinistra in basso.20 m5a
L3Salire a destra per diedro appoggiato, traversare a sinistra su cengia accennata con rovescio di mani. Sosta comoda.25 m4a/3c
L4Su per fessura, traversare a sinistra appena possibile sotto ad un tetto fino ad arrivare su una sosta su placca inclinata. 15m4b
L5Montare sopra la sosta e traversare a destra su strapiombo esposto; superarlo e quando diventa facile raggiungere la comoda sosta. (Concatenato con L4, allungare protezioni) 15m 4c
L6Salire prima per breve diedro, poi su placca tecnica, traversare a destra con passo delicato, superato lo spigolo su per placca sporca e poco protetta. 3 soste vicine.25 m5a, p. 5b
L7Uscire per facili rocce. Bel passo finale in diedro per uscire.15 mIII, 4a

Relazione a cura di Fiorella Marini


Compagni:

rip del 22/04/2014:  Fiorella Marini e Federico Ravarotto


Discesa:

  • Per percorso …
  • doppie sconsigliabili per via dei traversi

GPS:


Visualizza mappa ingrandita

Note:

  • Una classica della Sbarua
  • Salita durante il corso di Roccia AR1 2014 della scuola Angela Montanari sez. CAI di Carpi
  • Gradi “classici” e chiodatura sportiva ma lontana, che potrebbe disorientare più di un arrampicatore abituato magari a calcare o dolomia. Per i neofiti non è da sottovalutare.
  • I licheni ed erbacce obbligano ad un ottimo “ascolto” dei piedi, arrampicata d’altri tempi ma anche per questo meritevole

Bibliografia:

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