Sassomorello

Sassomorello

Ci sono quelle volte che vai così di fretta che cerchi di tagliare.

Tagliare la strada, tagliare una conversazione, tagliare con i perditempo, tagliare con le persone che in quel momento senti non ti stanno ridando ma solo prendendo, tagliare con gli affetti anche se non te ne rendi conto.

Tagli, sforbici ed usi l’accetta e se non stai attento arrivi fino alla base, fino alle radici e lì cadi.

Questa vietta è forse nata per questo. Mi trovavo a correre, in ritardo come sempre nella mia vita, cercando una scorciatoia, mi sono infilato in un budello solo all’apparenza più corto.

La strada in breve ha perso la comoda pavimentazione, è divenuta sterrata e poi piena di buche, ha imposto di rallentare.

Solo allora si riesce ad alzare la testa, a guardare oltre il ciglio.

Si osserva e si riesce a vedere ciò che prima era solo scontato passare e che esistesse in quella posizione.

La vista si può aprire.

Una vallata verde e rigogliosa che nel suo movimento di dilatazione a due braccia ti accoglie ed invita a percorrerla camminando, non correndo.

Il Sassomorello mi è apparso così, una promessa di roccia, una croce, una rocca ed annesso borgo su uno sperone di tetro ma invitante serpentino, qualche rimbalzo sotto e lussureggiante verde. Tanto verde, troppo verde per ogni rocciatore ed alpinista che si rispetti.

A casa il pensiero ha lavorato e quando mi ritrovavo a riprenderne la memoria mi accorgevo che il taumaturgico e sedativo effetto mi permeava, se correvo, dopo rallentavo.

Quella bella sensazione doveva avere un seguito, per me ma soprattutto per altri.

E’ una bella via? No.

Penso possa essere utile però.

Anzi a ben pensarci è completamente inutile, come è giusto sia inutile l’alpinismo.

Se si abbandona ogni velleità ed ambizione, che nell’alpinismo e non solo sfociano in breve nella maniacale pratica monotematica, ecco se si abbandona tutto e si decide di salire per il puro gusto di farlo si troverà un terreno che accoglie con “semplicità” e non “difficoltà”.

Ecco allora spero possiate rivivere quello che ho vissuto io.

Giornate inutili.

Giornate che vale la pena vivere.

tratto dalla via “Il Bucato”

Borgo e chiesa di San Bartolomeo Apostolo sulla rupe ofiolitica

Un pò di Storia

La prima citazione della località risale al 1197, quando gli uomini di Saso Merelli, facenti parte del Comitato di Gombola, giurarono fedeltà al Comune di Modena.

La posizione del borgo, disteso sulla balconata ofiolitica a strapiombo, poteva aver spinto i signori del luogo ad edificare una struttura fortificata. Del resto Sassomorello controlla una delle strade che dal fondovalle del Rossenna porta verso Prignano s/S e Monfestino, in passato importanti punti di attraversamento dei primi contrafforti appenninici lungo le vie di collegamento tra Modena ed il Frignano.

Nel secolo XV si stacca dalla contea di Gombola ed entra a far parte della Podesteria di Monfestino. Da vedere, la chiesa si San Bartolomeo inaugurata nel 1859, al cui interno è visibile il Martirio di San Bartolomeo, tela settecentesca che riproduce un famoso dipinto di Jusepe de Ribera (link) .

In prossimità dell’edificio sacro svetta l’antica torre campanaria, ristrutturata nel 1950. Sulla strada che porta a Gombola è possibile ammirare l’imponenza della rupe ofiolitica sulla quale poggiano le fondamenta del paese e le antiche compagini murarie della Pieve poste a strapiombo sulla roccia.

A sud di Sassomorello merita una visita il borgo rurale denominato La Cà, che si sviluppa attorno ad un’ampia corte in cui centralmente si trova una torre cinquecentesca con cordolo di colombaia in arenaria e con il portale scolpito a croce. Interessante un edificio che presenta architrave arcuato poggiato su mensole, affiancato ad una residenza padronale che presenta un grosso arco a tutto sesto. Pregevoli anche le mensole sagomate che sorreggono il tetto di un vecchio fienile. L’oratorio dedicato alla Sacra Famiglia presenta sulla facciata una finestrella quadrilobata con data incisa dell’inizio del XVIII secolo. All’interno dell’oratorio è ammirabile un considerevole altare in stucco.

fonte www.comune.prignano.mo.it

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Sassomorello 5