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Spigolo del Gelo

secondo pilastro settentrionale del
Monte Tormeno 1292m

Prealpi Venete- Val d’Astico o Valdastico (VI)

Elegante itinerario alpinistico che sale un logico ed aereo spigolo, immerso in un suggestivo contesto isolato.
Le difficoltà sono contenute e l’arrampicata si svolge prevalentemente lungo compatti diedri fessurati.
La moltitudine di fessure lineari che caratterizzano
il percorso permettono di proteggersi sempre in modo sicuro, rendendo superflua un’ulteriore chiodatura.
Successivamente all’apertura l’itinerario è stato ripulito e sono stati aggiunti alcuni chiodi come segnavia.
Le soste sono tutte su
comode terrazze, attrezzate con cordoni.
Il 02/01/2020 gli stessi apritori hanno tracciato un’interessante variante al 3° tiro con diffcoltà di VI grado (40m , 1 chiodo).


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo in comando alternato il 28/12/2019


Accesso:

  1. Dal paese di Arsiero seguire le indicazioni per Posina (SP81), oltrepassare la galleria e, alla fine della discesa, svoltare a destra su via Crosara imboccando la Val di Rio Freddo (indicazioni per ristorante “Dalla Irma” e trattoria “Alla Fortuna”). Al bivio di Contrà Crosara tenere la destra per Scattolari e Contrà Polo. Al ponticello (due fontane ai lati) svoltare a destra ed entrare nella piccola Contrà Polo;
    parcheggiare l’auto nello slargo prima di attraversare il torrente.
    link al P
    Proseguire per la comoda carrareccia con una bellissima veduta sulla parete del Sojo dei Corvi fino a quando diviene sentiero (CAI 538). Si continua per il sentiero (ben segnalato) che ad un certo punto attraversa il torrente e prosegue dolcemente sulla sponda opposta. Dopo pochi minuti, alcune decine di metri prima che il sentiero attraversi nuovamente il torrente, abbandonarlo e prendere un’evidente traccia sulla SX (grande bollo giallo) che si stacca costeggiando inizialmente una fascia rocciosa strapiombante. Continuare lungo la traccia, sempre evidente, che si snoda in un bellissimo contesto di cascate e caratteristiche gole lungo la Val della Sola. Dopo una decina di minuti di falso piano la traccia inizia a salire con serpentine il pendio boschivo e conduce direttamente alla base dei tre evidenti pilastri che caratterizzano il versante settentrionale del Monte Tormeno.
    Portarsi alla base del pilastro centrale, sulla SX dello zoccolo erboso (viso a monte) si trova l’attacco (chiodo con cordone).
    Tot: 50 minuti dall’auto
  2. Si riporta un ulteriore accesso, molto più rapido ma che transita su strada sterrata e dissestata: al bivio di contrà Crosara svoltare a sx e proseguire per 5 Km fino a contrà Busatti (varie indicazioni). Da qui la strada diviene sterrata. La si percorre per 5 km fino a Malga Zolle di Fuori. Dopo 700m al bivio tenere la dx e raggiungere Malga Zolle di Dentro.
    Proseguire ancora 600m fino al primo grande tornante dove si lascia l’auto (Sella del Tormeno).
    Imboccare il largo sentiero (sulla sx) e dopo pochi metri abbandonarlo (grande faggio con segno azzurro) scendendo il pendio boschivo per 30m fino ad intersecare un evidente sentiero (ometti).
    Seguendolo verso dx si perviene comodamente alla base dello spigolo.
    Tot: 10/15 minuti dall’auto.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R2
Impegno:II
Sviluppo:190 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2019
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Foto via:

© Matthias Stefani

Schizzo via:

2019 © Matthias Stefani

Relazione via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L120II,III???
S1 comoda su terrazzino e CH
L230V, V+???
S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L325IV, IV+, 1 passo V???
S3 su 3 CH.
L440IV, 1 passo V ???
S4 sosta su pianta da attrezzare.
L530IV+???
S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L645IV, passi V???
S6 sosta su pianta.
sviluppo190m 
gradazione IV, V, V+ (V obbl.), R2, II, D+ 

Discesa:

  1. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale.
    Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto.
    Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  2. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso.
    Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale.
    Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:


Bibliografia:


Meteo:


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via Armenia

Cimoncello 1162m

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Devo ammettere che fa sempre una certa emozione percorrere sentieri o tracce di tali che affiorano di residuati bellici. Qui sul confine austro-ungarico con la neonata Italia in divenire, appena un secolo fa le giovani forze delle contrade vallive venivano strappate alla loro quotidianità di agricoltori ed allevatori per difendere anacronistici confini e privilegi di sovraniste nazioni. 

Imbracciare fucili, riempire le trincee, passare gli inverni rannicchiati tra cunicoli ghiacciati forati nelle viscere delle montagne ed accettare di saltare in aria in mille brandelli, combattendo una guerra di altri, dove quello che magari solo fino a poco tempo prima era il confinante di proprietà o l’amico nel paesino limitrofo. Abbandonare tutta la famiglia: amori, affetti e gestione della propria piccola proprietà caricandola in mano alle donne e genitori anziani che divennero una ulteriore linea di difesa, più arretrata ma non meno importante. Un vero tessuto sociale che si rivelò fondamentale per la ricostruzione e per la memoria.

Memoria che da lì a pochi decenni sembrò svanire.

Memoria che da lì ad oggi pare non essere mai esistita.

Perchè chi non conosce la storia è destinato a ripeterla, e tutti noi oggi pariamo non aver più voglia di studiare.


Apritori:

G. e M. Menegnini, M.Genero, A.Pettinà il 15 gennaio 1989


Accesso:

da SUD, uscita Piovene Rocchette -> Cogolo del Cengio -> Arsiero -> Tonezza, dentro al paese stare a sx verso la loc. Contrà Campana e prendere le chiare indicazioni per il Sacrario del Monte Cimone ( ) . P l’auto nell’ampio spiazzo del sacrario (maps link)


Attacco:

  1. Dall’alto: tornare a piedi sulla strada per poche centinaia di metri fino ad incontrare sulla dx il sentiero 547 per il Cimoncello  . Percorrere il sentiero fino ad un bivio sulla dx, ignorarlo e proseguire fino a che si scende per pochi metri e poi si risale in vista di una palina con indicazioni Cimoncello – Contrà Campana . Con andamento in falsopiano si segue il 547 fino a che in corrispondenza di una zona pianeggiante (15/20 min dal P) è evidente un grosso ometto sulla DX e bolli rossi che indicano le tracce da seguire. Giunti sulla sommità dell’imbocco di un grosso canale terroso, scenderlo delicatamente fino a delle corde fisse che addolciscono alcuni salti rocciosi. Alla fine di queste seguire ometti e mantenere la quota aggirando verso W la base della bastionata. In breve giunti sotto a degli evidenti tetti gialli ed un grottone, si risale su terreno friabile ed esposto alcune roccette fino a pervenire ad una comoda cengia con 2 ch a dx che indicano l’attacco della via.
  2. Dal basso: da Arsiero -> Tonezza posteggiare l’auto a sx in angusto e pericoloso spiazzo poco dopo la galleria n°4 “Tartura”. Risalire per esile sentiero i pendi boschivi fin sotto la parete (soluzione non provata e sconsigliata)

Relazione:

Difficoltà: VI, VII  (VI+ obbl.), TD+
Proteggibilità: R1
Impegno: II
Sviluppo: 125 m + 100m roccette
Tiri: 6
Attrezzatura: NDA,  14 rinvii
Esposizione: S-SE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera ed autunno
Tempo salita: circa 4h
Bellezza: ****
Apritori: G. e M. Menegnini, M.Genero, A.Pettinà il 15 gennaio 1989
Riferimenti bibliografici: Piccole Dolomiti e dintorni. Arrampicate scelte. | Guido Casarotto | Cierre Edizioni | 2015 | ISBN: 8883143019

L’arrampicario, vie di roccia della Valdastico | Mario Schiro | Cai sez. Arsiero | 2002

Cartografia: Carta sentieri Valdastico e Altopiani Trentini 1:25000 | Cai Vicenza | 2012 | ISBN 978-8614000029

 


Schizzo via:

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Descrizione:

tiro m difficoltà descrizione
L1 45 V,VI-,V+ Si salgono pochi metri e poi subito si traversa a dx prima di salire ad una invitante cengia. Su roccia un po’ friabile (2 ch bassi) si perviene ad un diedrino da vincere con decisione. Sopra con andamento verso sx si supera qualche breve strapiombino su roccia delicata, poi segue una bella placca che con andamento verso dx porta via via più facilmente ad una comoda sosta con 2 CH di sosta + 1 spit. Tiro lungo ed articolato, allungare le protezioni nei cambi di direzione.
L2 12 IV+ Sopra la sosta sulla placca creata dalla faccia di dx del diedro, brevemente di perviene alla comoda sosta. Tiro corto e che sarebbe da abbinare al tiro precedente se non fosse per l’attrito. Sosta su 3 spit.
L3 15 V Bellissimo traverso a sx su roccia lavoratissima e solida, più facile a farsi che a vedersi. Sosta appesi su 2 ch malsicuri (rinforzare la sosta). Sconsiglio di unire al tiro dopo per gli attriti e per assicurare meglio sul seguente che è il chiave.
L4 25 VI,VII, I Sopra la sosta sulla placca che diventa via via più impegnativa e strapiombante fino al passo chiave rappresentato da un singolo passo atletico in strapiombo (2 spit vecchi) superato il quale su banale cengia a dx si perviene alla comodissima sosta su pianta (libro di via).
L5 20 VI,VI+ Su per placca verticale che in breve diviene strapiombante. Singolo passo difficile e tecnico in fessura per giungere sopra alla cengia bombata che con movimenti delicati conduce alla sosta appesi su 3 chiodi.
L6 40 V+,V, I Subito su aggettante muretto con uscita erbosa (1 ch poco visibile), poi su placca non difficile ma delicata si serpeggia fino ad un muretto liscio e verticale con chiodo che si vince alla sua dx con andamento a C. Ora giungere ad un diedro marcato che si supera con passo felpato siccome la faccia sx è rappresentata da un grosso pilastro staccato. Sopra a questo su terreno facile ma erboso in breve si giunge alla sosta da attrezzare su pianta.
sviluppo 157 m
gradazione VI,VII (VI+ obbl.), R1, II, TD+

Discesa:

  • se si è arrivati all’attacco tramite il P del Sacrario: salire verso SX stando sul ciglio del Cimoncello per vaghe tracce fino ad incontrare il sentiero dell’accesso. 15min
  • se si è arrivati all’attacco dal basso: salire verso SX stando sul ciglio del Cimoncello per vaghe tracce fino ad incontrare il sentiero sommitale, qui si tiene la dx fino ad abbassarsi ad un valloncello ove un grosso ometto sulla dx indica una traccia da prendere. Si segue questa per flebili segni fino a giungere sulla sommità di un ripido e smosso canale che si scende anche per mezzo di alcune corde fisse. Alla fine delle stesse si è alla base e da qui si scende per il percorso dell’accesso. 1h/1.5h (soluzione non testata)
  • discesa in doppia sconsigliata per via dei traversi e delle soste non sempre a prova di bomba

Compagni:

Ivan de Iesu

Claudio Bassoli e Dario Sacchetti, altra cordata.


Foto Cimoncello (zona tetti gialli):

foto tratta dal “Casarotto”

Altipiano Tonezza Cimoncello 1910 circa


GPS:


Note:

  • La via ha tiri molto belli e su roccia ormai ottima dovuta alla morfologia della parete e le ripetizioni, la chiodatura corta ed abbondante ne mitiga il grado che sennò sarebbe davvero impegnativo.
  • Stranamente alcune soste sono su chiodi artigianali dall’aspetto ben peggiore di quelli che si trovano in progressione (1 ch all’attacco ci si è sfilato in mano). Consiglio di rinforzarne alcune con altro materiale e/o portarsi il martello per controllare e ribattere ev. chiodi.
  • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e pilastro staccato, soprattutto sul primo ed ultimo tiro.

Bibliografia:


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diedro Stefani Toldo

Bastionata Obergrubele 1085m

S. Pietro Valdastico – Val d’Astico o Valdastico (VI)

Lontano dal clangore delle valli limitrofe, siamo in bassa montagna a circa 1000m slm ma per un gioco di valli e campo visivo saremo al cospetto delle dolomiti del Brenta con il Basso in evidenza e dietro le quinte, col ciel invernale, si scorge pure la catena dell’Ortles Cevedale a chiudere lo spazio scenico.

Nessuna parete famosa, nessuna cima da raggiungere, tuttavia il sapore che se ne ricava è proprio quello di una bella via in ambiente.

Sì perché questa salita ha proprio quelle caratteristiche di gusto, sapore e “stile proprio” che mancano a molte vie recenti. Eppure l’apertura è di soli due anni fa e per giunta da parte di due giovani alpinisti del posto.

Mentre si sale il sentiero si apprezza l’immenso lavoro di pulizia e tracciatura. Lavoro che non si è esaurito in parete, anzi, la via conta più di 50 chiodi in meno di 200m per rendere la fruizione appetibile dalla maggior parte delle cordate moderne.

Qui però il sapore è classico, sia nella roccia, che nei gradi, che soprattutto nella logica di salita.

Ogni tiro ha il suo perchè ed è diverso da quello sotto e da quello che segue.

Scomodo le quattro stelle per questo recente itinerario che ritengo abbia tutte le caratteristiche di divenire una “via classica”.

Nel suo piccolo, un capolavoro.

Chapeau a Stefani e Toldo


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo il 14 aprile 2017

Itinerario dalla logica impeccabile che segue una lunga rampa verticale di roccia compatta con elegante arrampicata in diedro, aggirando i grandi tetti gialli sovrastanti. La continuità nella progressione, la bontà e pulizia della roccia, la logicità dello sviluppo e l‘abbondante chiodatura ne fanno una piacevole salita. Durante l’apertura i salitori hanno trovato traccie di un precedente tentativo conclusosi a circa 40metri dall’attacco. Dopo alcune ricerche è emerso essere stato compiuto nel 1986 da parte di M.Michelusi, G.Michelusi, C.Lovisetto e P.Meneghini. Per rispetto del sopra citato tentativo e della valenza storica che esso rappresenta per gli apritori, è stato deciso di lasciare in loco parte del materiale trovato, compresa la sosta ancora attrezzata per la calata. L’ambiente isolato e suggestivo consente una visione della Valdastico da una prospettiva inconsueta rispetto ad altri itinerari presenti in valle.


Accesso:

Dalla località San Pietro Valdastico, imboccare la strada che porta a Castelletto/Rotzo. Percorsi circa 8 tornanti, sulla sinistra si incontra l’edificio dell’acquedotto dove è consigliabile lasciare la macchina. Link al P.


Attacco:

Si risale la strada asfaltata e dopo pochi m sulla sinistra si stacca una forestale sterrata che sale nel bosco direzione N. La si percorre fino a che la Bastionata diviene evidente e dopo circa 400 metri sulla destra un ometto indica la traccia che bisogna seguire. Su per irta traccia nel bosco ma ben segnata in circa 20 min si è alla base della parete  Giunti alla targhetta di legno tenere a DX per un facile ma detritico canalino attrezzato con corda fissa. Si risale lo zoccolo ed attraversando una breve ed esposta cengia sulla sinistra (legarsi prima), si arriva ai 2 chiodi della prima sosta.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h (cordata a 3)
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2017
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140V, III, V+, VParte subito tecnica su placca un po’ polverosa. Traverso a dx e poi difficile placca fino ad un diedrino da passare a dx. Tiro chiave per continuità e qualità roccia. S1 comoda su terrazzino e CH
L230IV+, VSu per diedro verticale ed a vincere un piccolo strapiombo intermedio friabile. (Matthias mi riporta che è più proficuo salire la placca a dx, appena più difficile ma sicura) . S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L335V, V+, IVA dx su bella placca grigia e poi ci si immette nell’invitante diedro fessurato che accetta ottime protezioni.  Dopo una ventina di metri vincere uno strapiombino e subito dopo non proseguire ma traversare orizzontalmente a dx (cordone) per terreno facile ma detritico e poi rimontare sulla comoda cengia di S3 su 3 CH.
L420IV+Ancora decisamente a dx per terreno facile ma friabile. Diedro accennato ed uscita verticale su masso instabile. S4 sosta su pianta da attrezzare.
L535II, V+, VI-Su per rampa detritica e poi con andamento in traverso verso dx sul muro su buoni blocchi orizzontali con atletici movimenti in strapiombo ma ben ammanigliati. Placca fisica in uscita appena prima di S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L625III, VI, IVA dx per esposto ma facile traverso, poi a rimontare qualche blocco e sotto al diedro evidente, singolo passo boulderoso in strapiombo. Dopo il terreno si abbatte e si esce su erba e piante. S6 sosta su pianta.
sviluppo185m 
tot arrampicata185m 
gradazione VI (V+ obbl.), R1, II, TD- 

Compagni:

Tommaso Fiorini, Christian Farioli


Foto Parete e tracciati:


Discesa:

  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale. Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto. Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso. Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale. Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


Note:

  • Una via dalla spiccata personalità e “sapore” che anche se in un ambiente di bassa montagna sa regalare emozioni a tutta la cordata.
  • Sconsigliata in periodi freddi, data esposizione ed orientamento va al sole al pomeriggio.

Bibliografia:


Meteo:


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Spigolo Conforto

Cimoncello 1162m

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Via adatta a chi cerca un pò di solitudine anche se a pochi passi da centri abitati.
Quando ormai in montagna, in certi luoghi avremo la quasi totale certezza di dividere la via con molti altri pretendenti: sopra, sotto ed a fianco; esistono anche altri luoghi, fuori dalle mode e dai report, ove itinerari classici sono perlopiù dimenticati o ripetuti solo dai locali.
Questo è uno di questi.


Apritori:

Umberto Conforto link, Luigi Toffoli e Danilo Zoppi il 26 maggio 1935 (tentativo il 7 e 14 aprile)


Accesso:

da SUD, uscita Piovene Rocchette -> Cogolo del Cengio -> Arsiero -> Tonezza. Poi:

Dall’alto: Arsiero -> Tonezza dentro al paese stare a sx presso la loc. Contrà Campana e prendere le chiare indicazioni per il Sacrario del Monte Cimone. Dopo 10min P l’auto nell’ampio spiazzo del sacrario

Dal basso: da Arsiero -> Tonezza posteggiare l’auto a sx in angusto e pericoloso spiazzo poco dopo la galleria n°4 “Tartura”. Risalire per esile sentiero i pendi boschivi fin sotto la parete (soluzione non provata e sconsigliata)


Attacco:

Tornare a piedi sulla strada per poche centinaia di metri fino ad incontrare sulla dx il sentiero 547 per il Cimoncello  . Percorrere il sentiero fino ad un bivio sulla dx, ignorarla e proseguire fino a che si scende per pochi metri e poi si risale in vista di una palina con indicazioni Cimoncello 10min  . Ora si seguono deboli tracce di sentiero fino a che si perviene sul ciglio del monte che si risale con andamento da E ad W fino alla sommità.
Qui si scende tra blocchi instabili cercando deboli ometti, tenendo la cresta S – SW (No la S che porta su terreno instabile ed infruttuoso!).
In prossimità di un vecchio chiodo a lama (foto)  allestire la prima doppia. Poi per cengia orizzontale si perviene ad altro ancoraggio e con altre 2 doppie (50m, 25m) si giunge alla sosta su albero sopra il primo tiro.
Con un’altra doppia si arriva all’attacco vero e proprio. (Noi abbiamo evitato visto che il primo tiro pareva sporco e friabile)


Tracciato via:

fonte www.umbertoconforto.net/

Schizzo via:

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Relazione:

Difficoltà:VI-, V, IV, III (V+ obbl.), D+
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:125 m + 100m roccette
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:S
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 3.5h
Bellezza:***

Descrizione tiri:

L1 = III, IV 30m, sosta su albero (non percorso)

L2 = V, V+ 25m, R1: dalla comoda sosta si parte su placca povera di appigli, prima a dx poi a sx a cercare i punti più deboli. Si prende ora un diedro strapiombante che sale da sx a dx, standone fuori fino alla sosta su 2 spit-fix (uno traballante) e 2 chiodi con anello.

L3 = V, V+,VI- 25m, R1: su dritti per diedro verticale fino a che un tetto lo chiude come un cappello. Traversare a dx aiutati da bella fessura orizzontale e poi con movimenti tecnici salire leggermente verso dx per una placca tagliata verticalmente da fessura. Ignorare la variante che esce a sx e puntare alla sosta a dx su comoda cengia. Meno comodo raggiungerla. Sosta comoda ed esposta su chiodi e spit.

L4 = V, IV 30m, R1: traversare a dx pochi metri fin sotto l’evidente strapiombino che si supera con buoni appigli. Proseguire nel diedro e passare a sx di un albero e poi leggermente a dx fino a che non si perviene ad una evidente cengia orizzontale che si percorre per 10m a sx fino alla sosta su cordone metallico in clessidra. ( all’altezza della cengia sulla dx è visibile un chiodo e dopo a sx uno spit, prob. variante)

L5 = IV, III 15m, R3: risalire facili cenge fino ad una sosta con catena e libro di via.

L6 + L7 = III, III+ 100m, R3: in conserva protetta superare qualche breve muretto e ripidi prati stando sempre ben attenti alla qualità della roccia, quindi a ritroso sulla cresta salendo anche il primo tratto sceso in doppia che ora appare semplice (III, II)


Compagni:

Mirco Prandini


Foto Cimoncello:

Dal “Casarotto”

Altipiano Tonezza Cimoncello 1910 circa

Discesa:

  • se si è arrivati all’attacco tramite il P del Sacrario, alla fine della via si è a pochi minuti dall’auto. Prestare attenzione però ai numerosi sassi instabili sulla cresta sommitale.
  • se si è arrivati all’attacco dal basso si consiglia l’uscita sulla cengia erbosa mediana, che si segue a sx (faccia a monte) per circa 200m

GPS:


Note:

  • La via ha tiri molto belli, fosse più continua e lunga si meriterebbe le ****
  • La via è stata parzialmente incrociata e sovrapposta nel 2011 dalla “Forza Cariatidi” ben più difficile, per non sbagliarsi basta seguire i consigli dell’immortale Detassis: “Seguire il facile nel difficile “
  • Uscita formativa per aspiranti istruttori della scuola A.Montanari


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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