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1000m Appennino couloir Giovo Rondinaio ice climbing relazioni

Canale centrale Giovo con Cresta Rondinaio

AAA … Attrazione per Alpinismo in Appennino

Il suono rassicurante dei ramponi mi attraversava. Poche volte in Appennino ero riuscito ad intaccare con così tanta soddisfazione la neve invernale.

Il lago Santo tra le mie caviglie era già piuttosto lontano ma il suo speculare candore sembrava dare luce a questo ombroso canale.

Ma forse era solo il riverbero di una alba vicina che si intuiva dall’accendersi dei candelotti di ghiaccio sopra le nostre teste. Poco sotto quello che percepivamo essere il termine.

Alcuni passi sulle mani ben ferme prolungate nelle becche e ci ritroviamo in una quinta glaciale degna di qualche goulotte nelle occidentali.

Lo stupore è forte e mi giro intorno più volte per fissare quei riflessi. Qualche zolletta di ghiaccio sul casco ci riporta alle intenzioni e filato l’unico tiro di corda, dopo settanta metri mi ritrovo fuori, in quel pieno sole che fino a poco prima percepivamo.

Tutto diviene nel solito senso e sensazione:

Natura,

con io ed il mio compagno Mirko che ne chiediamo un poco da respirare e portare giù.

Pianto facilmente un fittone nella neve dalla epidermide gelata e recupero la corda senza fretta. Mirco impiega fin troppo poco tempo per togliere le tre protezioni che avevo disposto: una vite da ghiaccio che al parcheggio volevamo lasciare in auto perché “Tanto in Appennino le viti non servono!”, un chiodo piantato per metà ed un altro che ho trovato in loco, segno di svaghi passati e sicurezza per i futuri.

La partenza all’alba ci dona ancora solitudine in questo angolo sopra la pianura padana, si scruta intorno solo neve ghiacciata e modellata dal vento. Le piogge dei giorni passati ed il forte gradiente termico hanno cancellato ogni segno antropico ed ancora più grande è il dono di passeggiare su queste creste con l’illusione effimera di essere i primi, i soli.

Con poche parole ci concediamo il lusso di prolungare questa esperienza, capiamo entrambe che il momento ha la sua piccola magia e vogliamo solo dilatare il più possibile questo spettacolo.

E’ per questo che scendiamo senza voler scendere verso il Rondinaio, rinunciando senza rimorso alla più logica e veloce via normale.

La cresta invernale sul crinale l’avevo già affrontata anni fa in salita e complice le condizioni trovate quest’anno ed un po’ di ricordi offuscati, ammetto si è rivelata più delicata del previsto. In particolare per evitare del misto poco proteggibile, dato il cavo della ferrata sepolto, abbiamo aggirato i balzi rocciosi dell’Altaretto con una esposto traverso a SW affrontato con lucidità ma anche in apnea.

Subito dopo la vetta del Rondinaio era sotto di noi e nulla ormai potevamo inventarci per rimandare la discesa.

Ad ora di pranzo eravamo già all’auto, sazi di una giornata dal sapore quasi Alpino e che ci ha permesso di godere di quell’alpinismo fatto di grandi classiche alla portata di tutti che

tanto sa donare a chi piccolo ci si avvicina.


Relazione:
  • Materiale: 2 piccozze (1 con martello), ramponi, corda min 50m, casco, 2 viti ghiaccio, 2 chiodi a lama, 4 rinvii, cordini.
  • Salita: Canale centrale del M.Giovo 1991m + crinale 00 al M.Rondinaio 1964m
  • Discesa: per 523, lago Baccio e parcheggio
  • Dislivello: 500m+500m
  • Tempi previsti: dal lago al Giovo 2.5/3 ore (dipende molto dalle condizioni e dai tiri di corda usati dal Giovo al Rondinaio) 1.5 ore traversata al Rondinaio, 30 min al parcheggio. 
  • Cartografia: Carta dei sentieri | Alto Appennino Modenese | Cai Appennino Invernale | G.Fabbri e F.Montorsi | Collana “Le Nevi”

tracciato

discesa con aggiramento Altaretto
cartina 1:25.000

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