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il Disertore + Anima Senziente

Cima Nodice 852m

Prealpi Trentine – Fraz. Pregasina – Riva del Garda (TN)

Cima Nodice è un panettone roccioso che sorge sopra l’abitato di Pregasina, una frazione di Riva del Garda. Un tempo fa nota come Cima di Lè, oggi porta il nome dell’ufficiale austriaco Nodice che diresse le opere di fortificazione della sommità poco prima della Grande Guerra. Nel 1915 gli italiani riuscirono, dopo 5 giorni, a espugnarne la cima, mantenendola fino alla fine della guerra.
Oggi sono presenti e visibili diverse fortificanti e trincee. Durante la discesa si percorre la “Scala Santa“ ovvero una serie di gradini intagliati nella roccia che conduce a una falesia dove si trova il Popò di Lè, un curioso monolito roccioso.

da Arrampicata Arco.com

Descrizione concatenazione vie:

Due ottime viette plaisir concatenabili anche in mezza giornata e che si fanno gustare per la loro posizione e panorama rispetto alla qualità della arrampicata ed estetica di linea.
Per giornate spensierate all’insegna del sole e temperature miti, pure in inverno per la presenza del lago di Garda.


Accesso :

Da Riva del Garda verso la strada statale 240 che conduce nella Val di Ledro.
Usciti dalla lunga galleria svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Pregasina e lasciare l’auto nell’ampio parcheggio sotto la chiesa link (attenzione che nei festivi potrebbe essere già pieno, nel caso lasciarla in una delle numerose piazzole che si trovano prima).


Attacco:

Salire la scalinata alla chiesa che termina nei pressi di una grande fontana con lavatoio. Seguire la strada direzione SUD e passata la chiesa ed il cimitero proseguire per circa 300m fino a che la strada si biforca.
Tenere la destra e seguire indicazione sentiero 422 (cima Nodice) che dapprima sale su ripido fondo cementato e poi lascia il posto a comodo sentiero in falsopiano.
Salire ormai verso l’evidente parete e prendere indicazione 429a ( Cima Nodice, scala Santa, 20min ).
Poco dopo ad un grosso ometto si scende su sentierino sulla destra in direzione della base della parete.
Scendendo leggermente si raggiunge un canale prima di una grande cengia.
Qui gli attacchi divergono:

  • x il Disertore: si scende nel canale fino ad una piccola piazzola con un grande ometto e un albero sulla destra (scritta rossa sulla roccia “il Disertore“). Da qui una corda fissa consente di raggiungere la scomoda S0 (2 fix+cordoni+maglia rapida).
  • x Anima senziente (o la partenza della via “dei Tre”): si passa la grande cengia e si sale verso i resti di un rudere. Qui attacca Anima Senziente (scritta blu) e pochi metri dopo L3 del Disertore (evidenti fix su placca bianca)

35/45 min dal parcheggio


GPS avvicinamento:

Total distance: 2157 m
Max elevation: 749 m
Min elevation: 475 m
Total climbing: 309 m
Total descent: -40 m
Total time: 01:02:49
Download file: Pregasina.gpx

via Il Disertore:

Apritori:

La via è una combinazione di diverse vie nate in epoche diverse, che unisce due lunghezze di corda lungo lo zoccolo (aperte da Garbaini) un tratto centrale (aperto da Cipriani/Andrighetto/Vidali) e una variante d’uscita (salita da Bernardi).

  • Via dello Spigolo: Eugenio Cipriani e Beppe Vidali – Gennaio 1991
  • Via dei Tre: Eugenio Cipriani, Carlo Andrighetto – Dicembre 1990 e risistemata successivamente con Beppe Vidali
  • Via della Nicchia: Eugenio Cipriani e Beppe Vidali – Gennaio 1991
  • Via Cipriani-Zola: Eugenio Cipriani e Rosa Zola – Inverno 2010

Difficoltà:

4c, 5a, p.ssi 5c / 5b obbl. (passo 6a+ su L1)

7L, 120m + 40m trasf, S1, 1 imp.


Schizzo via:

© www.arrampicata-arco.com


via Anima Senziente

Apritori:

Florian Kluckner, Heinz Grill Gennaio 2020

Difficoltà:

5c due passi, 4c, (5b obb.), S1
dislivello 120 m, svil. 190 m

Schizzo via:

© www.arrampicata-arco.com


Discesa:

Si consiglia raggiungere in breve la cuspide di cima Nodice che offre splendida visuale sul lago di Garda, monte Baldo, Stivo, valle del Sarca fino alle dolomiti di Brenta ed Adamello.

panorama verso N da cima Nodice

Poi scendere per la Scala Santa fino a passare la porta del Popò di Lè

Popò di Lè

e la bella ma dura falesia attigua. Poi per il percorso dell’attacco a ritroso in breve al parcheggio.
Tot: 30 min


Note:

  • Vie concatenabili anche in mezza giornata a patto di non trovare altre cordate, in tal caso conviene partire sul Disertore che solitamente ha meno coda.
  • Data la lunghezza dei tiri di corda molti risultano raggruppabili logicamente allungando bene le numerose protezioni.
  • Noi non abbiamo salito i primi 2 tiri del Disertore dati come 6a+ ma friabili.
  • Prestare attenzione alla qualità dei cordini e dove sono infissi, è normale che col tempo, intemperie ed usura questi si logorino.
  • Anima Senziente risulta più varia, piacevole e continua della linea a fianco.

Compagni:

Claudio Bassoli


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    La Rosa di Elisa

    Avancorpo Nord del Cornetto, 1350m

    Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

    Ottima vietta per iniziare i primi passi da capocordata.
    Ad oggi forse la più facile delle Piccole Dolomiti ma pure con una roccia lavorata e solida come non si trova in altre parti del gruppo.


    Apritori:

    Dario de Rossi e Marco Canova 27/06/2021


    Accesso :

    Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€.


    Attacco:

    Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Falesia Montagna Viva.
    Salire diritti i prati e passare una caratteristica barriera in legno per le mucche. Continuare lungo il sentiero entrando nel bosco e seguirlo (bolli gialli) alcuni minuti. Quando questo passa in un breve tratto pianeggiante abbandonarlo e seguire la traccia che orizzontalmente (ometti) e dopo un centinaio di metri, porta direttamente all’attacco.
    Tre cordoni su clessidre ben visibili. (

    15 min dal parcheggio


    Foto via:

    Schizzo via:


    Difficoltà:

    II, III, p.ssi IV / III obbl.
    PD+
    7L, 130m + 50m trasf, R1, 1 imp.


    Compagni:

    Anna Tusini

    Gea e Mephisto (altra cordata)


    Discesa:

    Dalla cima (libro di via dedicato solo a questa via) attrezzare una doppia da 25m su cordoni e maglia rapida (controllare!) e scendere leggermente verso sx (viso a monte) lungo l’ultimo tiro fino a pervenire nella sella terrosa, poco sotto la penultima sosta.
    Da qui salire una decina di metri seguendo la traccia nel bosco (ometti) che dopo 2 min porta nel Vajo del Tricorno.
    Percorrere il sentiero di discesa che riporta comodamente al parcheggio 15/20 min esclusa la calata


    Cartina:


    GPS:

    Total distance: 205 m
    Max elevation: 1288 m
    Min elevation: 1242 m
    Total climbing: 0 m
    Total descent: -46 m
    Total time: 00:05:37
    Download file: Passo Pian delle Fugazze.gpx

    Note:

    • Via dedicata dagli apritori all’amica Elisa Nalesso caduta tragicamente sulla Nord del San Matteo nel giugno 2019.
    • La sosta del primo tiro su mugo muove. Consiglio farla appena sopra.
    • Prestare attenzione alla qualità dei cordini e dove sono infissi, è normale che col tempo, intemperie ed usura questi si logorino. Vie così facili e prive di esposizione sono un ottimo banco di prova, per cordate neofite, proprio per provare ad attrezzare in modo autonomo le soste e protezioni intermedie.
    • Roccia ottima, tiri simpatici e molto interessante se concatenata con altro sopra od a fianco (via della Vigliacca o la via dei Serenissimi)
    • Siccome la via si presta ad essere percorsa con scarpe da avvicinamento, curate la pulizia della suola pena vanificare in breve il lavoro di pulizia degli apritori.

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    Cresta Tignosa

    Sasso Tignoso, 1469 m

    Pievepelago (MO)

    Per alcuni alpinisti sarà come un ripido sentiero da farsi in scarpette da avvicinamento, per altri escursionisti forse uno dei percorsi più ingaggiosi e verticali mai percorsi in Appennino.
    Per tutti spero però che sia una piacevole mezza giornata trascorsa all’aria aperta in un contesto ambientale unico del nostro Appennino.
    La posizione dominante e con una notevole prominenza dalle valli circostanti, dona a questo affioramento ofiolitico una splendida visuale su tutta la catena montuosa: dalle cime del bolognese come il Corno alle Scale, passando per il Cimone che è sempre in primo piano ed il Cipolla, Prado e Cusna che chiudono l’anfiteatro. Sull’altro versante la est della Pietra di Bismantova è in bella evidenza con le tributarie valli del Dolo e Dragone che verdi serpeggiano verso la pianura.

    Ottima per cordate neofite o fresche di corsi che vogliono cimentarsi nelle manovre e progressione in conserva protetta senza l’ingaggio ed esposizione di una vera parete.


    Monte Tignoso.
    Montagna caratteristica di origine vulcanica, formata da scuri basalti alterati, in cui si riconoscono le forme tondeggianti dei cuscini di lava repentinamente raffreddata.
    La vetta, segnata da una croce, concede un vasto panorama sul
    crinale dal Monte Cusna al Monte Cimone, e sul medio Appennino reggiano e modenese.
    Emerge prepotente lungo la boscosa dorsale che divide la Val Dragone
    (bacino del Fiume Secchia) dalla Valle Scoltenna (bacino del Fiume Panaro).

    da TCI Appennino Ligure e Tosco-Emiliano | di Marco Salvo, Daniele Canossini | 2006

    Prima salita certa:

    N. Bertolani, R. Pittino dal basso 06 giugno 2020 (prima salita certa)


    Accesso:

    da Nord:

    • da Montefiorino, Frassinoro su provinciale SP486R direzione Passo delle Radici. Appena passato Piandelagotti alle indicazioni a dx per Civago e Prati di San Gemignano, svoltare a sx ed abbassarsi in un strada senza nome che in breve conduce ad una falegnameria. Scendere sul greto del torrente con bella vista sul Sasso del Corvo e poi passato il ponte risalire quindi sulla via comunale per Roccapelago. Quando questa si immette in un tornante tenere a SX per Sasso Tignoso. Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.

    da altri versanti:

    • Giungere sulla via Comunale per Roccapelago e poi imboccare la strada per Sasso Tignoso ed Oratorio Giovannoni.
      Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.

    Attacco:

    Dall’oratorio Giovannoni salire verso N in falsopiano sul sentiero CAI 579 (via Vandelli) fino a che questo di biforca. Tenere quindi la SX sul sentiero 565 ma abbandonarlo vicino al limite boschivo ( ad una quota di circa 1350m) e preferirgli una carrareccia verso SX che costeggia la base dell’affioramento.
    Nel punto di maggior sviluppo della cresta Sud si trova l’attacco con 1 chiodo con cordino nero in un diedrino e targhetta.
    Link al GPS dell’attacco.

    Tot: 15/20 min


    Scheda:

    RELAZIONE (ITA) 
    Itinerariovia Cresta Tignosa
    prima salitagiugno 2020: N.Bertolani, R.Pittino dal basso
    Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
    SottogruppoPievepelago
    Settore / Parete / CimaSasso Tignoso
    StatoItaly
    ParcheggioOratorio Giovannoni 1300m (MO)
    Sentieri utilizzativia Vandelli, 579, 565
    Acquasì, fonte segnalata qui
    Dislivello avvicinamento [m]+ 60 m
    Dislivello itinerario [m]135 m
    Sviluppo itinerario [m]300 m
    Quota partenza [m]1360 m
    Quota arrivo [m]1469 m
    Tipologia itinerarioCresta rocciosa a balze in ambiente collinare
    Difficoltà su rocciaI, II, passi III.
    Qualità rocciaOfiolite da buona a mediocre
    ProteggibilitàR2
    SosteDa attrezzare su spuntoni, alberi o fessure.
    Impegno1
    Numero di tiri di cordavariabili
    Difficoltà globaleF+
    Pericolofriabilità in alcuni tiri
    MaterialeNDA, friend #0.5-#1-#2, nuts e cordini
    Esposizione prevalenteS
    Discesasentiero 575
    Data apertura6 giugno 2020
    Tempo avvicinamento20 min
    Tempo salita1/1.5 h
    Tempo discesa30 min
    Libro di viaSì prossimamente
    Giudizio6 (media tra ambiente 8 ed arrampicata 4)
    ConsigliataOttima per iniziare vie di più tiri ed esercitarsi nella progressione in conserva.

    Schizzo via:

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    Descrizione:

    L1: attaccare nel punto più basso della cresta Sud in corrispondenza di un accennato e corto diedro ( II, 1ch con cordino nero) Appena sopra il terreno si abbatte e si cerca quindi di salire sugli affioramenti più consistenti su, stranamente, solida roccia chiara (1 fix + 1 albero) fino ad un gruppo di grossi lecci alla base della successiva parete, dove si attrezza la sosta.
    40m, II, I (1 ch+ 1 fix) Sosta su alberi

    L2: attaccare la paretina su placca inizialmente verticale (III) puntando ad un chiodo ma proteggendosi prima con friends. Salire altri pochi metri fino a che la pendenza cala e procedere quasi sul filo di cresta per balze, erba e massi. Attrezzare la sosta alla base della successiva paretina, nei pressi del filo di cresta ed usando una fessura verticale ove di attrezza la sosta su friends.
    60m, III, II, I (1 ch) Sosta su friends #1 e #2..

    L3: Portarsi leggermente a dx ed entrare nell’accennato canale dai molti spuntoni chiari affioranti. Salire proteggendosi con cordini e quando il terreno diviene orizzontale attrezzare la sosta attorno ad un grosso e caratteristico masso squadrato con licheni e muschio bianco, proprio sul filo di cresta e con bella visuale sui pinnacoli della cresta W.
    40m, II, I Sosta su spuntone.

    Ora per terreno elementare e senza percorso obbligato stare sul filo di cresta e scendere di 2m ad una sella e poi risalire fino alla base di roccette più verticali. 70m circa di conserva protetta.

    L4: Salire l’ultimo pinnacolo con 10m di arrampicata elementare (II) e poi

    proseguire in conserva e con qualche saliscendi fino alla croce di vetta.


    Difficoltà:

    I, II, p.ssi III, 300m, R2, F+, 1 imp.


    Discesa:

    a) Per sentiero 565
    Scendere dalla croce ed imboccare indifferentemente il sentiero 565 sul versante N oppure la “direttissima” sul versante S. In breve si ritorna al P nei pressi dell’oratorio.

    TOT: 30 min circa

    b) Anello panoramico sotto alle 4 torri
    E’ possibile scendere per anello panoramico sotto alle 5 torri della cresta W prendendo il 565 a N ed abbandonando non appena questo svolta ad E (lato DX viso valle). Seguire poi delle tracce tra le roccette ed il limite boschivo che con percorso antiorario portano alla base delle caratteristiche 5 torri dall’aspetto bizzarro e caratteristico.
    TOT: 45 min

    le 4 torri della cresta W del Sasso Tignoso

    Compagni:

    Riccardo Pittino


    GPS:

    Total distance: 3791 m
    Max elevation: 1469 m
    Min elevation: 1277 m
    Total climbing: 211 m
    Total descent: -208 m
    Total time: 05:47:10
    Download file: RK_gpx _2020-06-06_1023.gpx

    Note:

    • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su alcuni facili tiri di corda e soprattutto la progressione in conserva su cresta, tanto importante quando poi ci si sposta su vere montagne d’alta quota.
    • Qui ci si muove sul facile ma friabile. Il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
    • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e tacca, occorre acuire la sensibilità di piedi e mani su questa roccia ma questa esperienza diverrà impagabile e merce preziosa nel bagaglio di ogni neofita alpinista.

    Bibliografia:


    Meteo:

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      via Longa

      Alcenago di Stallavena, 400m

      Grezzana (VR)

      In questa palestra è consentito ogni tipo d’arrampicata:

      se vuoi attaccarti ai chiodi,

      puoi farlo;

      se ti servono le staffe sul 3°,

      puoi usarle (purché non chiodi: ci sono altri metodi indolori);

      se vuoi fare tutte le vie difficili in solitaria, slegato, scalzo e bendato,

      puoi farlo;

      se vuoi metterti i pantacollant di tua figlia o i pantaloni alla zuava di tuo nonno,

      nessuno ti fischierà.

      Se vuoi arrampicare con la suocera della tua amante,

      puoi farlo;

      se ti piacciono di più i nut, perchè sono enigmatici,

      puoi adoperarli.

      Se ti trovi bene con gli scarponi, perché devi partire per l’Himalaya, o perché ti fanno sentire più alto,

      adoperali, ma cerca di non consumare mezza suola al 1 ° rinvio di My Friend Socky;

      se vuoi, al 52° volo sulla Placca Sgobbi, ti puoi ricordare di aver dormito male la notte, e dire a tutti che pensavi di essere sulla Longa.

      Ricordati però, che se verrai beccato ad asportare materiale, scavare tacche, far moulinette nei cordini di via o abbandonare una qualsiasi immondizia, anche uno strofinaccio per pulire le scarpe o un pacchetto vuoto di sigarette: VERRAI DECAPITATO SUL POSTO!

      da Guida STALLAVENA di Beppo Zanini 1987

      A questa vietta sono particolarmente legato ed affezionato.
      Grazie a lei ho mosso i primi passi da capocordata ormai troppi anni fà e sempre grazie a lei ho fatto scoprire la gioia di “partire dal basso ed arrivare in alto” a molti altri alpinisti in erba.
      La ritengo molto didattica e divertente, non mi sono mai stancato di ripeterla e mai lo farò ed anche se ora non mi incute più il timore della prima salita, so bene arriverà presto un giorno che uscendo sbuffando dal camino esclamerò:
      “Però … me la ricordavo più facile sta via!”

      Prima salita:

      Angelo Pojesi primi anni ’40


      Da SUD:
      Dall’uscita VR EST dall’autostrada A4 Milano-Venezia.
      Alla prima rotonda dirirgersi verso Valpantena/Lessinia sulla tangenziale EST e tenerla fino ad indicazioni sulla DX Grezzana / Bosco Chiesanuova.
      Proseguire per alcuni km sulla SP6 fino ad una grossa rotonda con indicazioni “Grezzana centro” sulla SX quindi seguirle (la falesia diviene già ben visibile in alto)
      Dopo neppure 1 km ed appena prima del distributore di carburanti voltare a DX indicazioni Alcenago.
      Seguirle per alcune strade strette e tornanti fino a che in corrispondenza del cimitero si può parcheggiare, o sotto i cipressi o nei pressi della chiesa e trattoria (consigliato).

      Link a Parcheggio.


      Accesso:

      Dal tornante nei pressi del cimitero scendere indifferentemente da uno dei due sentieri, che dopo poco si congiungono. Lasciare sulla DX quell’orrendo scempio ambientale di croce con cuore rosso polimero e scendere per roccette tenendo la SX.
      Passare sotto al settore “Palestrina” e poi “Peruviana” fino ad arrivare al settore “Longa“.
      La nostra è una delle prime vie, attacco con scritta e bollo in giallo nei pressi di una larga fessura aggettante.
      Tot: 10/15 min


      Schizzo via:

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      Descrizione tiri:

      tiromdifficoltàprotezionidescrizione
      L1254b7 fixAttaccare in corrispondenza di una larga fessura aggettante (bollo e scritta gialla) quando questa diviene placca traversare leggermente verso DX seguendo sempre i fix gialli. Passo tecnico e poi si perviene alla sosta originale su un terrazzino che consiglio saltare. Salire un’altra breve fessura ed appena rinviato (allungare) stare bassi e traversare a DX su belle gocce esposte ma facili, puntando alla comoda sosta S1 su catena (in comune con “Quando il cielo non è più blu”).
      L2153c, 4a3 fix + soste + 1 cordoneTraversare 2m a DX (fix evitabile) e quindi salire la breve fessura fino alla evidente cengia mediana. Traversare per terreno facile ma esposto rinviando qualche sosta  per poi in corrispondenza dello spigolo abbassarsi (1 cordino in clessidra + 1 fix) con passo non intuitivo. S2 su catena comoda alla base del camino ma non ci si sente con S1.
      L3354b, 4c, 4a9 fixEntrare nel camino con larga spaccata e salirlo con bella arrampicata fino ad un passo appena più difficile ove si usa pure la placca di DX. Sopra le difficoltà calano ma non mollano fino alla pianta con catena. Consiglio di fare sosta S3 appena sopra su pianoro, 2 resinati da collegare.
      sviluppo75m  
      gradazione4b, 4c (4b obbl.), D- S1+, I imp.

      Portarsi NDA, casco, 2 cordini, sosta con ghiere e 10 rinvii.


      Discesa:

      2 possibilità:

      • Discesa classica tramite 2 doppie (oppure 1 unica da 50m), la prima da S3 (catena su pianta) 30m fino ad S2 e la seconda da 20m fino alla base. Tot: 20/30 min
      • Non attrezzare S3 su pianta ma appena dopo, su 2 resinati in pianoro. Da li salire per terreno elementare brevi roccette e congiungersi al sentiero sommitale che scendendo in direzione S congiunge in breve al cimitero o tornante. Tot: 10 min

      Compagni cordata:

      Salita una decina di volte con numerosi compagni di cordata, gli ultimi sono Francesco e Gioele Pini, 14 e 12 anni a cui vanno le mie congratulazioni.


      Note:

      • Prima del traverso di L2 accordarsi con chi fa sicura su un “codice” per capire entrambe quando si è finito il tiro. La comunicazione verbale è quasi impossibile … per fortuna a volte 🙂
      • Non sottovalutare i tiri e la genesi alpinistica degli stessi, ora sono addomesticati da numerosi fix e resinati ma a pensare che fu aperta nel ’40 con 5 chiodi e ripetuta per anni con 7 e gradata III e IV fa riflettere.
      • Ottima per cordate neofite e fresche di corsi che si vogliono testare sia sulla salita che magari sulle doppie. Anche seguire la linea originale non è scontato, ora è stata tutta segnata in giallo ma voi provate a seguire …” il facile nel difficile” e non sbaglierete 😉
      • Colazione in Pasticceria Rossini (link) e dopo panino e birra all’Ostaria Trattoria Castel (link) sono parte integrante dell’arrampicata a Stallavena!

      Bibliografia storica di Stallavena:

      Guida Stallavena GASV-Cai Verona 1979
      guida Stallavena di Beppo Zanini 1987

      GPS:


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      Meteo:


      Meteo Grezzana

      Link utili:


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      Stallavena Valpantena 1
        1
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