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il Disertore + Anima Senziente

Cima Nodice 852m

Prealpi Trentine – Fraz. Pregasina – Riva del Garda (TN)

Cima Nodice è un panettone roccioso che sorge sopra l’abitato di Pregasina, una frazione di Riva del Garda. Un tempo fa nota come Cima di Lè, oggi porta il nome dell’ufficiale austriaco Nodice che diresse le opere di fortificazione della sommità poco prima della Grande Guerra. Nel 1915 gli italiani riuscirono, dopo 5 giorni, a espugnarne la cima, mantenendola fino alla fine della guerra.
Oggi sono presenti e visibili diverse fortificanti e trincee. Durante la discesa si percorre la “Scala Santa“ ovvero una serie di gradini intagliati nella roccia che conduce a una falesia dove si trova il Popò di Lè, un curioso monolito roccioso.

da Arrampicata Arco.com

Descrizione concatenazione vie:

Due ottime viette plaisir concatenabili anche in mezza giornata e che si fanno gustare per la loro posizione e panorama rispetto alla qualità della arrampicata ed estetica di linea.
Per giornate spensierate all’insegna del sole e temperature miti, pure in inverno per la presenza del lago di Garda.


Accesso :

Da Riva del Garda verso la strada statale 240 che conduce nella Val di Ledro.
Usciti dalla lunga galleria svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Pregasina e lasciare l’auto nell’ampio parcheggio sotto la chiesa link (attenzione che nei festivi potrebbe essere già pieno, nel caso lasciarla in una delle numerose piazzole che si trovano prima).


Attacco:

Salire la scalinata alla chiesa che termina nei pressi di una grande fontana con lavatoio. Seguire la strada direzione SUD e passata la chiesa ed il cimitero proseguire per circa 300m fino a che la strada si biforca.
Tenere la destra e seguire indicazione sentiero 422 (cima Nodice) che dapprima sale su ripido fondo cementato e poi lascia il posto a comodo sentiero in falsopiano.
Salire ormai verso l’evidente parete e prendere indicazione 429a ( Cima Nodice, scala Santa, 20min ).
Poco dopo ad un grosso ometto si scende su sentierino sulla destra in direzione della base della parete.
Scendendo leggermente si raggiunge un canale prima di una grande cengia.
Qui gli attacchi divergono:

  • x il Disertore: si scende nel canale fino ad una piccola piazzola con un grande ometto e un albero sulla destra (scritta rossa sulla roccia “il Disertore“). Da qui una corda fissa consente di raggiungere la scomoda S0 (2 fix+cordoni+maglia rapida).
  • x Anima senziente (o la partenza della via “dei Tre”): si passa la grande cengia e si sale verso i resti di un rudere. Qui attacca Anima Senziente (scritta blu) e pochi metri dopo L3 del Disertore (evidenti fix su placca bianca)

35/45 min dal parcheggio


GPS avvicinamento:

Total distance: 2157 m
Max elevation: 749 m
Min elevation: 475 m
Total climbing: 309 m
Total descent: -40 m
Total time: 01:02:49
Download file: Pregasina.gpx

via Il Disertore:

Apritori:

La via è una combinazione di diverse vie nate in epoche diverse, che unisce due lunghezze di corda lungo lo zoccolo (aperte da Garbaini) un tratto centrale (aperto da Cipriani/Andrighetto/Vidali) e una variante d’uscita (salita da Bernardi).

  • Via dello Spigolo: Eugenio Cipriani e Beppe Vidali – Gennaio 1991
  • Via dei Tre: Eugenio Cipriani, Carlo Andrighetto – Dicembre 1990 e risistemata successivamente con Beppe Vidali
  • Via della Nicchia: Eugenio Cipriani e Beppe Vidali – Gennaio 1991
  • Via Cipriani-Zola: Eugenio Cipriani e Rosa Zola – Inverno 2010

Difficoltà:

4c, 5a, p.ssi 5c / 5b obbl. (passo 6a+ su L1)

7L, 120m + 40m trasf, S1, 1 imp.


Schizzo via:

© www.arrampicata-arco.com


via Anima Senziente

Apritori:

Florian Kluckner, Heinz Grill Gennaio 2020

Difficoltà:

5c due passi, 4c, (5b obb.), S1
dislivello 120 m, svil. 190 m

Schizzo via:

© www.arrampicata-arco.com


Discesa:

Si consiglia raggiungere in breve la cuspide di cima Nodice che offre splendida visuale sul lago di Garda, monte Baldo, Stivo, valle del Sarca fino alle dolomiti di Brenta ed Adamello.

panorama verso N da cima Nodice

Poi scendere per la Scala Santa fino a passare la porta del Popò di Lè

Popò di Lè

e la bella ma dura falesia attigua. Poi per il percorso dell’attacco a ritroso in breve al parcheggio.
Tot: 30 min


Note:

  • Vie concatenabili anche in mezza giornata a patto di non trovare altre cordate, in tal caso conviene partire sul Disertore che solitamente ha meno coda.
  • Data la lunghezza dei tiri di corda molti risultano raggruppabili logicamente allungando bene le numerose protezioni.
  • Noi non abbiamo salito i primi 2 tiri del Disertore dati come 6a+ ma friabili.
  • Prestare attenzione alla qualità dei cordini e dove sono infissi, è normale che col tempo, intemperie ed usura questi si logorino.
  • Anima Senziente risulta più varia, piacevole e continua della linea a fianco.

Compagni:

Claudio Bassoli


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    La Vigliacca

    Avancorpo del Cornetto, 1350m

    Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

    Comodo e breve accesso, tiri corti ed eterogenei, si arriva su una guglia ma soprattutto con una roccia lavorata e solida come non si trova in altre parti del gruppo.
    Su qualche tiro basta chiudere gli occhi per pensare di essere alle Pale di San Martino.
    Provare per credere.
    Diverrà una classica.


    Apritori:

    Matthias Stefani in autosicura il 27/06/2021

    Accesso:

    Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€.


    Attacco:

    Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Falesia Montagna Viva. Salire diritti i prati e passare una caratteristica barriera in legno per le mucche. Continuare lungo il sentiero entrando nel bosco. Dopo 50m dalla barriera in legno abbandonarlo e seguire la traccia a dx (diversi ometti) che dopo pochi minuti porta direttamente all’attacco. Cordone blu su clessidra alla base. (10 min dal parcheggio)

    su gentile concessione di © Matthias Stefani

    Foto via:

    Schizzo via:


    Difficoltà:

    IV, IV+ (1.p.sso V+ od A0)/ IV+ obbl.
    AD+
    5L, 120m, R2, 2 imp.


    Compagni:

    Anna Tusini


    Discesa:

    Dalla cima (libro di via dedicato ai Serenissimi e La Vigliacca) attrezzare una doppia su cordoni e maglia rapida (controllare!) da 25m e scendere verso sx (viso a monte) lungo l’ultimo tiro della via “La Rosa di Elisa” fino a pervenire in una sella terrosa.
    Da qui salire una decina di metri seguendo la traccia nel bosco (ometti) che dopo 2 min porta nel Vajo del Tricorno.
    Percorrere il sentiero di discesa che riporta comodamente al parcheggio 15/20 min esclusa la calata


    Cartina:


    GPS:

    Total distance: 205 m
    Max elevation: 1288 m
    Min elevation: 1242 m
    Total climbing: 0 m
    Total descent: -46 m
    Total time: 00:05:37
    Download file: Passo Pian delle Fugazze.gpx

    Note:

    • Portare almeno 4/5 cordini poiché l’apritore ha lasciato cordoni solo su alcune clessidre (solo per segnare la linea da seguire) e lasciare così la possibilità ai ripetitori di divertirsi ed imparare ad auto-proteggersi.
    • A due passi da Malga Cornetto, roccia eccellente, tiri simpatici e molto interessante se concatenata con altro sopra od a fianco (via La Rosa di Elisa o la via dei Serenissimi)
    • La prima parte della prima lunghezza risulta spesso bagnata dopo giorni piovosi e risulta quindi patinata di uno strato terroso.

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    Cielo del Nord

    Parete di Turan, 290 m

    Monte Cordespino – Brentino (VR)

    Un piccolo tributo a tutte le vie che ci hanno fatto sognare qui in val d’Adige in particolare a quelle di Sergio Coltri a cui dedichiamo la via.
    Speriamo piaccia alle future generazioni almeno una frazione di quelle vie che i “signori della val d’Adige” hanno saputo creare negli anni d’oro delle aperture pioneristiche, con pochi chiodi ed ancora meno spit.

    Che la vita riprenda e sia lieve per chi ha il cuore aperto e leggero.

    Per chi in sosta saprà fermarsi veramente ed aprire lo sguardo sulle montagne, a nord, al cielo del nord.

    “Dedicata a Sergio Coltri”

    Apritori:

    Nicola Bertolani ed Anna Tusini (in 8 giornate nov 2020- aprile 2021)


    Accesso:

    Uscita Affi, direzione Rivoli- Brentino, dopo abitato Tessari sulla strada principale parallela alla A22 si incontra sulla destra il Cristo della Strada. Dopo 100m appena passato un sottopasso sulla sx si parcheggia (lasciate auto fuori dalla sbarra) nei pressi di una fabbrica (P maps link).
    Si segue la carrareccia a dx della fabbrica verso S fino ad incontrare un traliccio della tensione. Lo si aggira verso S per traccia tra vegetazione bassa puntando ad un secondo traliccio verde.
    Non appena si calpesta del ciottolato si può girare a dx (ometto) per traccia che in breve diviene marcata e passa a fianco di un grosso basamento di cemento.
    Facilmente si intercetta il sentiero principale (a sx attacco Diedro degli Elfi) e dopo pochi metri a dx si accede alla base del diedro bianco di attacco, sul sentiero, segnato da una targhetta metallica con nome via.
    tot: 10/15 min dal P.


    Foto parete:

    Schizzo via:


    Relazione tiri:

    tiromdifficoltàdescrizione
    L1306a, 1 p.sso 6a+Attaccare il diedro bianco che presto oppone un piccolo strapiombino. Traversare a SX per portarsi sotto a delle caratteristiche canne che si superano con arrampicata atletica. Sopra spostarsi su bella placca con andamento leggermente a sx fino alla comoda sosta su 1 resinato + 1 fix. (10 fix)
    Questo tiro si può salire anche come monotiro a moulinette al ritorno dalla Diedro degli Elfi.
    L230IITiro di trasferimento. Per cengia elementare ma esposta traversare a sx fino a che si perviene alla comoda sosta su 2 fix con anello, possibile calata da 35m. (3 fix.)
    L3305b, 4cSopra la sosta traversare a sx sotto ad uno strapiombino per bella placca rugosa a gocce. Appena possibile salire un masso aggettante e poi per facile placca si perviene alla sosta su 3 resinati. (8 fix) 
    L4454c, 5aCon andamento diagonale verso dx per placca fino ad una sporgenza fessurata oltre la quale si vince uno strapiombino su bella roccia a lame. Proseguire alla sx del canale su placca lavorata intervallata da cenge fino a pervenire sotto ad una fascia strapiombante ove si traversa orizzontalmente verso dx fino alla sosta su 2 resinati. (14 fix)
    L5256aVerticalmente sopra la sosta per placca fino ad entrare in un diedrino sbarrato da un tetto. Con passo tecnico spostarsi a sx e rimontare su belle placche fino ad una cengia erbosa. Vincere uno strapiombino e subito dopo spostarsi a dx per tecnica placca con grossa clessidra che in breve fa guadagnare la sosta da allestire su 2 resinati con catena o 2 resinati (10 fix)
    L6406a, 1 p.sso 6a+Verticalmente sopra la sosta per compatta placca che si sale con eleganti movimenti fino ad una larga fessura. Spostarsi leggermente verso dx con arrampicata varia fino ad un lisco bombè di non facile lettura. Sopra un diedrino accennato ed altra tecnica placca fino alla fine del pilastro ove si traversa (allungare protezione) a sx e rinviando due piante si giunge alla comoda sosta su 2 resinati con catena e libro di via (10 fix + 2 cordini)
    sviluppo200m
    gradazione6a+ (6a obbl.), S1, II imp.

    Discesa:

    1. SENTIERO
      Per traccia verso N (a dx viso monte) segnata con bolli blu si scende dapprima in direzione N e poi E. Per bosco su ripido terreno detritico e terroso si scende o tramite facili ma delicate arrampicate di II oppure sfruttando le comode e numerose corde fisse con nodi nei punti più esposti.
      Possibilità di effettuare qualche doppia su maillon od anello (non rubare!) in caso di pioggia o piede non sicuro.
      Al termine ci si ricongiunge ad una comoda traccia che solca la base della parete e con andamento verso S in breve riporta all’attacco.
      Dopo 10m il sentiero si biforca in corrispondenza di un ometto adagiato su albero. Qui tenere la SX e scendere dapprima verso un grosso basamento di cemento e poi per ometti e tracce a ritroso fino al P.
      Tot: 30-45 min.
    2. Con 3 DOPPIE attrezzate (da evitare in caso di altre cordate sulla via)
      • D1 = 32m, da S6 su catena tenere leggermente a dx (viso monte) e poi scendere nel canale tra la Diedro degli Elfi e l’ultimo tiro della Cielo del Nord fino alla sosta S5 su catena + 2 resinati (! friabile)
      • D2 = 32m, da S5 si scende verticalmente tralasciando la S4 e puntando più sotto ad una sosta su cengia sempre su catena resinata adibita solo per doppia.
      • D3 = 60m, si buttano le corde verso dx (viso a valle) evitando le piante sul pianoro sotto. Giuntici sopra si tiene la sx (viso a monte) fino ad una serie di strapiombini che ci permetteranno di divertirci nel vuoto fino a che si perviene alla base a circa 3 metri dal sentiero.

    GPS:


    Visualizza mappa ingrandita

    Link a OpenStreetMap


    Note:

    • La Parete del Turan essendo a metà tra i Tessari e la mecca dell’arrampicata rappresentata dalle pale centrale di Brentino, ha le caratteristiche miste tra le due. Tratti di roccia magnificamente lavorata e compatta si mischiano ad altre in cui il friabile impone una certa circospezione. Nel complesso però l’arrampicata è assai varia e dona diversi stili.
    • Rumore dell’autostrada e ferrovia infernali.
    • Consigliabile portarsi dietro un piccolo tronchesi e guanti in pelle per pulire un po’ l’accesso dalla fabbrica che risulta facilmente invaso dalla bassa vegetazione e rovi, soprattutto ad inizio stagione.
    • Via aperta in prevalente arrampicata artificiale dal basso in 6 giornate spalmate in 6 mesi.
    • Il nome della via è sorto spontaneo durante una delle giornate di apertura, quando calati al tramonto il cielo a nord si infiammò ed al ritorno Nick Drake suonava nell’abitacolo.
    • Birra con piada post arrampicata dalla Gigia a Brentino o merenda dalla Miki a Rivoli sono parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

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    Pilastro Stenghel + raccordo d’attacco (Placca Lumache)

    Pilastro Stenghel 1655m

    Monte Cornetto – Sengio Alto (TN)

    Non conoscevo bene Giuliano ma lo stimavo molto lo stesso.
    Un giorno, a cavallo tra ottobre e novembre, eravamo io e Claudio in Val del Sarca a cercare un po’ di sole in quell’inizio d’autunno.
    Giuliano era a fianco e sbucò senza rumore da uno spigolo assolato quando la verticalità permise alle nostre due cordate di incrociare gli sguardi e parole.
    Al bar della Lanterna quel tepore che ci accompagnò in via ci permise di gustarci pure una birra all’aperto e riprendere le chiacchiere, interrotte prima dalla divergenza delle linee salite.
    Ci scambiammo veloci opinioni sulla giornata e tu ci consigliasti un “diedro appena più in là“, salito da te anni prima e che era altrettanto bello, forse pure più del Baldessarini.
    Alla nostra domanda se ci fosse anche lì del sesto, mi ricordo ancora la tua risposta:

    ” No, no! Quale sesto. Io il sesto non l’ho mai salito da primo! “

    Fra me e me pensai che, oltre al fatto che era chiaro davamo a quel grado un valore diverso, molto diverso, era altrettanto chiaro quale umiltà di persona avessi di fronte.

    Ci salutasti con tre libri in omaggio, due per noi ed uno per la sezione.

    Mi divennero subito chiare le belle parole che avevo sentito sul tuo conto prima di allora.

    Non potevamo che aggiungerne altre.

    Ciao Giuliano.


    Apritori:

    Gli apritori hanno deciso di rimanere in anonimato per dare maggiore importanza e risalto alla figura di Giuliano Stenghel a cui hanno deciso di dedicare il toponimo del breve ma elegante pilastro.
    Sappiamo che hanno salito questo concatenamento con un solo chiodo e qualche protezione veloce, che sicuramente non gli sono servite più di tanto nelle compatte placche che spesso si ritrovano.


    Accesso / Attacco:

    da SUD:

    Dal Rifugio Campogrosso (link al P) 1443m seguire il comodo sentiero 170 E5 verso la Forcelletta N/O e Passo degli Onari, dapprima attraverso un bosco di faggi e poi per prati.
    Prima della Malga Bovental 1435m (chiamata anche Boffetàl) si prende il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari.
    A due grossi ometti quasi sul sentiero prendere quello più a monte abbandonando il sentiero.
    Dopo una ventina di metri si è in prossimità della bella placca nerastra che segna l’attacco della via (cordoni in clessidra e sosta S1 visibili sopra).
    TOT: 30/40min da Campogrosso, 10 min da Malga Bovental.

    da NORD:

    Giungere a Pian delle Fugazze (link al P) 1162m e P, prendere la “strada delle Sette Fontane” e poi il comodo sentiero 173 verso malga Boffetal. Oltrepassata si prende a sx il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari.
    A due grossi ometti quasi sul sentiero prendere quello più a monte abbandonando il sentiero.
    Dopo una ventina di metri si è in prossimità della bella placca nerastra che segna l’attacco della via (cordoni in clessidra e sosta S1 visibili sopra).

    Tot: 30/40 min da Pian delle Fugazze o 10 min da Malga Bovental.


    Relazione:

    Difficoltà:V+, D+
    Proteggibilità:R1 il pilastro Stenghel, R2 le placche delle Lumache
    Impegno:II
    Sviluppo:170 m + 20 m di trasferimento
    Tiri:7
    Attrezzatura:NDA, diversi cordini (anche aperti) per le numerose clessidre, friend medio-piccoli
    Esposizione:W-SW
    Tipo di roccia:dolomia dalla buona all’ottima
    Periodo consigliato:Data la comodità d’accesso, di discesa e la favorevole esposizione è possibile percorrere l’itinerario anche nelle belle giornate invernali
    Tempo salita:circa 3.5 h
    Bellezza:****

    Tracciato via:


    Schizzo :


    Descrizione:

    tiromdifficoltàdescrizione
    L125V p. V+Salire verticalmente la placca compatta rimanendo nel suo margine dx (2 cl), quindi spostarsi leggermente a sx e superare un’altra breve placca (1 ch) fino a prendere delle lame gialle (1 cl sulla dx) che portano ad una fessura. Superarla (ottimo posto per friend rosso) uscendo a sx su buoni appigli. Vincere un’ulteriore placca (1 ch e 1cl) che conduce direttamente alla sosta su 4 clessidre.
    L220IV, IIITraversare orizzontalmente circa 4 metri fino ad una sosta intermedia su 2 dadi incastrati e cl con cordino (sosta originale di apertura, da evitare), quindi rimontare in verticale la placca, ora appoggiata, che si segue facilmente verso dx (1 cl e 1 dado incastr.) fino a uno spigoletto giallo al margine di quest’ultima. Sosta su clessidra e un chiodo.
    L325p. V+, IV+, IAggirare l’aggettante spigoletto giallo, quindi rimontare un breve strapiombetto (dado incastrato per azzero) che dà accesso a un caratteristico diedro obliquo (posti per friend medi e 1 cl formata da sassi incastr. a circa metà della rampa). Uscire verso dx su di una cengia erbosa che, seguita per una decina di metri verso dx, porta alla base di un tozzo pilastro staccato, dove si sosta su 3 ch.
    *Da qui è possibile anche evitare il successivo sperone seguendo la traccia che lo aggira a destra e in 2 minuti porta direttamente all’attacco del Pilastro Stenghel.
    L430V+, III, IVSalire la breve fessura in dulfer sopra la sosta (ottimi posti per friend medi) fino ad uno strapiombetto, traversare quindi orizzontalmente 2 metri a dx su piccoli appigli (clessidra con fettuccia per azzero) e proseguire ora in facile traverso orizzontale, sempre verso dx, su roccia lavoratissima ricca di clessidre. Riprendere a salire verticalmente a dx degli strapiombetti (1 cl) su buoni appigli fino alla cima dello sperone (1 cl formata da massi incastr. un metro prima di uscire). Da qui è possibile Spostarsi orizzontalmente circa 3 metri verso dx e sostare su mugo con cordone e maglia rapida (per poi fare una calata di 5m) oppure proseguire per la crestina per altri pochi metri e scendere a piedi.
    *Da qui è possibile concludere la salita rientrando per la comoda traccia (ometti) che riporta velocemente al sentiero n. 170.
    trasferimento20Portarsi alla base dell’evidente “Pilastro Stenghel” (chiodo con cordino visibile alla base).
    L530V p. V+, IV+, IIISalire la bella placca di roccia ottima, seguendo i numerosi chiodi (6 chiodi e 1 cl), fino a quando la parete diviene meno verticale, quindi traversare facilmente a sx sfruttando una grossa lista rocciosa per le mani, portandosi sul filo dello spigolo. Sosta su grosso mugo in una comoda cengetta 3 metri a sinistra del filo dello spigolo.
    L620V, IIITornare 2 metri a dx della sosta e proseguire verticalmente sul filo dello spigolo superando una breve ma bella placca lavorata di roccia ottima (3 cl) fino ad una cengetta. Salire la breve paretina soprastante in obliquo verso sx (grossa clessidra e 1 ch) fino ad una nicchia gialla dove si sosta su 1 ch + 1 cl attrezzata con cordone e maglia rapida). *La via originale dalla cengetta seguirebbe direttamente il filo dello spigolo, evitando la sosta intermedia (V/V+, 1 cl con cordone visibile)
    L7201 passo V, III, IITraversare orizzontalmente a dx per 3 metri portandosi alla base del breve ma aggettante “naso” fessurato. Vincerlo (1 ch e ottima fessura per friend medio) e quindi traversare a dx su cengetta per tre metri (2/3 cl). Per facili roccette in breve si raggiunge la sommità del pilastro dove comodamente si sosta su un mugo con cordone e maglia rapida (Libro di via).
    sviluppo200m
    tot arrampicata170m
    gradazioneV/V+, R1, II, D+

    Compagni:

    Anna Tusini e Claudio Bassoli


    Discesa:

    1. Dalla cima del pilastro scendere alla forcelletta mugosa per tracce ed ometti e poi risalire in direzione N (SX viso a monte) su evidente traccia ad un’altra forcella stavolta rocciosa. In breve ad a mezzacosta ricollegarsi all’evidente sentiero con galleria che porta verso il Passo degli Onari.
      Da qui è possibile rientrare a Campogrosso o Pian delle Fugazze (40 min) o proseguire in funzione di un possibile concatenamento di altri itinerari alpinistici sul m.Cornetto, come lo Spigolo Soldà, la via degli Ometti, ecc…
    2. Se si vuole concatenare la Stefani-Bertolotti o lo Spigolo Bellavista meglio e più veloce fare una doppia da 40m, attrezzata su mugo in sommità, verso la base della evidente fessura-camino di attacco.

    Cartina:


    GPS:

    Total distance: 3231 m
    Max elevation: 1653 m
    Min elevation: 1451 m
    Total climbing: 320 m
    Total descent: -201 m
    Total time: 06:31:41
    Download file: v.spigolo.Stenghel_gpx _2020-09-10_0947.gpx

    Note:

    • Alternativa sempre più utilizzata per raggiungere il frequentato Spigolo Soldà al Cornetto o la Via degli Ometti evitando l’avvicinamento a piedi.
    • Anche se il grado non è mai tecnicamente troppo elevato è abbastanza continua nelle difficoltà e qualche passaggio esige il muoversi agevolmente sul V dolomitico. Siccome gira pure parecchio non ritengo sia adatta a cordate neofite, per queste molto meglio il Bellavista che rimane globalmente più facile ed intuitivo.
    • Questi due itinerari concatenati alla splendida Stefani-Bertolotti e alla Via degli Ometti prendono il nome di “Direttissima sud/ovest del Cornetto”, che con i suoi 700m di arrampicata effettiva porta direttamente in vetta al Cornetto.

    Bibliografia:


    Meteo:

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