Categorie
1000m Piccole Dolomiti relazioni rock climbing via arrampicata ambiente

Al cuor non si comanda

Campanile del Sengio Bianco (1605 m), parete Nord

Vallon delle Bisse Bianche, Piccole Dolomiti

Itinerario dal sapore decisamente classico, immerso in un magnifico quanto isolato ambiente “dolomitico” a tutti gli effetti, così come la via in questione.
Qui sicuramente non troverete orde di arrampicatori od escursionisti ma solamente camosci e marmotte, oltre ad un prezioso senso di pace e tranquillità.
L’avvicinamento rientra già nella via stessa, dato che si sviluppa lungo il caratteristico e ventilato Vajo delle Bisse Bianche, attraverso singolari pertugi tra enormi massi erranti e divertenti risalti rocciosi.
Una volta usciti dal vajo ci si ritrova direttamente al cospetto dell’imponente parete Nord del campanile, incorniciato come in una fotografia dal bucolico Vallon delle Bisse Bianche.
Il toponimo di questa elegante struttura fu assegnato da Eugenio Cipriani e Gianni Rodighiero nel 1983 che per primi ne salirono la sommità lungo i camini che solcano l’intaglio orientale. Il frastagliato spigolo Est invece fu percorso da Roberto Castagna e Donato Zini nel 1987, i quali dedicarono la salita al forte alpinista valdagnese Ruggero dal Cengio.
“Al Cuor non si Comanda” ne vince invece l’inviolata parete Nord, seguendone i punti più logici e vulnerabili, su roccia generalmente buona per la zona, spesso molto lavorata.
Prestare però attenzione in alcuni punti, soprattutto nei brevi tratti appoggiati dove sono presenti detriti e in corrispondenza della vetta, dove risulta più delicata.
L’itinerario, salito principalmente con protezioni veloci, è stato in seguito integrato dagli apritori con chiodi e cordoni con lo scopo di agevolarne la ripetizione: rimane comunque una salita di stampo alpinistico a tutti gli effetti.
Necessarie 2 corde da 60 m, consigliati friend dal 0,75 al 3 (BD) per il 5°, 6° e 7° tiro.
Chiaramente martello e chiodi per ogni evenienza.

M.S.

Apritori:

Matthias Stefani, Matteo Rini il 04/09/2021


Accesso / Attacco:

da SUD dal Rifugio Campogrosso (link al P) 1443m

Dal passo di Campogrosso seguire la strada verso Obra (o strada Panoramica dei Vaji) per circa 1 km e parcheggiare sullo spiazzo a destra appena prima del divieto. Proseguire a piedi oltrepassando il Vajo dei Colori, il Vallon di Pissavacca ecc. fino a quando finisce l’asfalto (sbarra). Oltrepassarla e continuare ancora sulla strada, ora sterrata, e dopo poco si transita all’imbocco del Vajo delle Bisse Bianche (segni azzurri con numeri neri scritti su un masso). Una quindicina di metri prima dei segni abbandonare la strada e prendere una timida traccia sulla sinistra tra la vegetazione (ometti a bordo strada) che risale il vajo, aggirando inizialmente alcuni facili risalti. Poche decine di metri dopo esser transitati sotto un’evidente e strapiombante parete gialla sulla sx si perviene alla base di un gigantesco e caratteristico masso che ostruisce il vajo. Lo si oltrepassa sulla destra attraversando un pertugio (poco visibile) che conduce in un catino dalle pareti slavate, alla base di un risalto verticale di 15 metri. Superarlo, servendosi di una corda fissa in loco, e proseguire fino ad un successivo breve risalto che si supera sulla destra (3 metri di III grado). Continuare, sempre lungo il vajo, fino all’ultimo risalto sbarrato da un masso strapiombante, che dà accesso al magnifico ed ampio Vallon delle Bisse Bianche. L’imponente torrione è già ben visibile e svetta sulla destra del vallone. Aggirare facilmente il risalto sulla destra tramite una timida traccia(ometti) e risalire i ghiaioni del vallone portandosi alla base dell’evidente parete nord (vari ometti). L’attacco è posto al margine destro (viso a monte) della parete. Chiodo con cordone all’attacco e cordoni su clessidre pochi metri più in alto ben visibili.
2 ore circa dal Passo di Campogrosso

da NORD dalla frazione di Ometto (Vallarsa)

Raggiungere l’abitato di Ometto (in Vallarsa) e proseguire fino al termine della strada, dove si lascia l’auto al principio della galleria (ampio parcheggio libero). Attraversarla e proseguire per la comoda carrareccia che, dopo una decina di minuti, transita alla base dell’impluvio delle Giare Larghe (indicazioni CAI per Vallon dei Cavai). Continuare sempre lungo la strada, superando un tratto cementato, fino a raggiungere l’attacco del Vajo delle Bisse Bianche (segni azzurri con numeri neri scritti su un masso). Fin qui 25/30 minuti. Una quindicina di metri dopo il masso abbandonare la carrareccia e prendere una timida traccia sulla destra tra la vegetazione (ometti a bordo strada) che risale il vajo, aggirando inizialmente alcuni facili risalti. Poche decine di metri dopo esser transitati sotto un’evidente e strapiombante parete gialla sulla sx si perviene alla base di un gigantesco e caratteristico masso che ostruisce il vajo. Lo si oltrepassa sulla destra attraversando un pertugio (poco visibile) che conduce in un catino dalle pareti slavate, alla base di un risalto verticale di 15 metri. Superarlo, servendosi di una corda fissa in loco, e proseguire fino ad un successivo breve risalto che si supera sulla destra (3 metri di III grado). Continuare, sempre lungo il vajo, fino all’ultimo risalto sbarrato da un masso strapiombante, che dà accesso al magnifico ed ampio Vallon delle Bisse Bianche. L’imponente torrione è già ben visibile e svetta sulla destra del vallone. Aggirare facilmente il risalto sulla destra tramite una timida traccia(ometti) e risalire i ghiaioni del vallone portandosi alla base dell’evidente parete nord (vari ometti). L’attacco è posto al margine destro (viso a monte) della parete. Chiodo con cordone all’attacco e cordoni su clessidre pochi metri più in alto ben visibili.

1 ora e 15/30 min dalla galleria di Ometto

Mappa accessi

Mappa con gli accessi da Nord e da Sud

Relazione:

L1 = 25 m; IV p. IV+, 1 chiodo e 3 clessidre

Salire verticalmente su roccia bianca lavorata e qualche zolla erbosa fino a una cengetta, dove si sosta su 3 chiodi.

L2 = 30 m; IV+, II, 6 clessidre

Traversare 5 metri a destra fino a un cordone su clessidra, quindi proseguire verticalmente, su roccia bianca molto lavorata, fino alla prima cengia erbosa. Portarsi facilmente (terreno delicato) alla base di un’evidente fessura posta al margine sinistro di una placca a buchi nerastra. Sosta da attrezzare su 1 clessidra con cordino e 2 friend medi su fessura lineare. ().

L3 = 25 m; V-, III, 1 chiodo, 3 clessidre

Salire la bella placca nera a buchi sopra la sosta (roccia ottima e lavoratissima), sfruttando la fessura a fianco, fin sotto alla prima fascia strapiombante. Traversare quindi una decina di metri verso destra percorrendo una facile ma esposta cengetta fino alla sosta su 4 chiodi con cordone e maglia rapida, posta in un piccolo ballatoio sospeso nel vuoto.

L4 = 40 m; V+, IV, IV+, II, 5 chiodi e 4 clessidre

Rimontare verticalmente la sosta superando una bella placca bianca a buchi di roccia molto lavorata con andamento verso destra, fino a quando la parete diviene più appoggiata e meno compatta. Proseguire diritti tra rocce ed erba superando infine un’altro tratto verticale, fino alla seconda cengia (ultimi facili metri con roccia delicata). Sostare su 3 chiodi alla base dell’evidente camino sulla destra che solca la seconda fascia di strapiombi

L5 = 30 m; VI+, IV/V, 3/4 chiodi

Vincere il camino (roccia ottima), superando un difficile strapiombo iniziale (lungo cordone per eventuale azzero) e dopo una decina di metri abbandonarlo spostandosi sulla placca di sinistra. Proseguire in leggero obliquo verso sinistra fino a raggiungere la terza cengia (detriti). Sostare comodamente su 3 clessidre con cordoni

L6 = 30 m; V-, VI, V, 4 chiodi e 1 clessidra

Spostarsi un paio di metri a sinistra della sosta e salire l’unica fessura gialla che solca la terza fascia di strapiombi (utili friend medio-grandi) e che più in alto diviene liscio camino (attenzione a dei massi incastrati sulla sinistra a metà fessura). Quando il camino diviene molto strapiombante abbandonarlo e uscire sulla parete di sinistra guadagnando un piccolo pulpito sospeso. Proseguire verticalmente per altri pochi metri fino a raggiungere la terza cengia (diversi detriti) che sorregge la cuspide sommitale. Sostare su 3 chiodi alla base di una breve placca compatta sulla sinistra.

L7 = 30 m; IV+/V, 1 chiodo. Libro di vetta

Superare la breve ma compatta placca sopra la sosta fino a una piazzola. Spostarsi pochi metri a sinistra e vincere l’ultimo muro verticale seguendo una fessura obliqua (roccia delicata) che dà accesso alla stretta e caratteristica cima del campanile (utili friend). Sosta su mugo e chiodo con cordone e maglia rapida.


Tracciato via:


Relazione (PDF scaricabile):

Su gentile concessione degli apritori.


Discesa:

Con 3 calate lungo il versante di salita si ritorna alla base della parete.
Dalla vetta con una prima calata di 58 metri (mugo e 1 chiodo con cordone e maglia rapida) si arriva alla cengia mediana della parete e alla successiva sosta di calata (fuori via) su 2 mughi collegati a 2 chiodi con cordone e maglia rapida. Con una seconda calata di 35 metri si arriva alla S3 su 4 chiodi con cordone e maglia rapida . Una terza calata di 60 m deposita nel canalone detritico a fianco dell’attacco (caratteristica calata nel vuoto esposta).
Rientrare seguendo a ritroso l’accesso.
Tempo tot: ???

Note:

Nonostante le protezioni siano state integrate dagli stessi apritori rimane comunque una via di stampo decisamente dolomitico, sia nella roccia, che nei gradi, che nell’avvicinamento e discesa.


Bibliografia:


Meteo:

Ritieni utile la relazione?

Dona per lo sviluppo del sito e permettermi di togliere la pubblicità.
Grazie.

1€5€10€


Ti potrebbero anche interessare:

Categorie
1000m Alpi Orientali beginner Piccole Dolomiti relazioni rock climbing via arrampicata ambiente

Boni con le Patate

Parete dei Vaccari, 1770m

Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

Via corta e dallo sviluppo contorto ma che regala una roccia che non ha eguali in Piccole Dolomiti e che ricorda, a tratti, i colatoi neri della Moiazza o le verticali placche lavorate delle Pale di San Martino.

Provare per credere !

Adattissima per principianti o come concatenamento.


Apritori:

Diego Filippi e Luca Pilati 29 luglio 2012


Accesso :

Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€ tutto il giorno.


Attacco:

Attraversare la strada e prendere le indicazioni per vajo Stretto – Boale dei Vaccari.
Salire diritti i prati verso la Malga e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco e seguirlo in falsopiano verso N – NW (bolli gialli).
Quando questo passa in un tratto pianeggiante prendere le indicazioni Vajo Stretto e giungere ai piedi del caratteristico canyon. Non salire i tratti attrezzati ma stare a dx sul sentiero e salire il ripido, terroso e faticoso Boale dei Vaccari.
Giunti allo spettacolare anfiteatro delle propaggini del monte Cornetto si intravede già sulla dx la nostra parete dal caratteristico arco strapiombante e la sottostante placca nerastra.
Tagliare in diagonale per timide tracce di sentiero e ghiaioni fino alla base.
Chiodo con cordone identifica l’attacco.

45/60 min dal parcheggio


Foto via:

Schizzo via:

tratto da Scuola Graffer


Descrizione tiri:

L1, 25m, IV, 1 p.sso IV+

In corrispondenza del chiodo con cordone entrare nella scura fessura e salire aiutandosi sulla nerastra placca a destra. Appena prima della sosta breve traversino a destra con passo appena più difficile. Sosta comoda su 2 fix

L2, 30m, IV, 1 p.sso IV+

Traversare orizzontalmente a sinistra su bella roccia scura lavorata ed ignorare un breve ed invitante strapiombino. Appena più a sinistra (1 ch) rimontare per fessura e poi per percorso tendente a sx pervenire alla comoda sosta comoda su 2 fix in una nicchia.

L3, 35m, II-III, 1 p.sso IV

Traversare orizzontalmente a destra per 2m e vincere uno strapiombino. Ora per percorso non obbligato ma dettato dalla logica salire il colatoio di terra e mughi ed appena sopra traversare decisamente a destra su mughi senza prendere quota.
Si perviene su un comodo pulpito con 2 fix ed 1 moschettone adibiti per la doppia.


Difficoltà:

III, IV, p.ssi IV+ / IV+ obbl.
AD+
3L, 90m, RS2, 1 imp.


Compagni:

Ivan de Iesu, Fabio Scaglioni.


Discesa:

Dal terrazzino attrezzare una doppia da 40m e scendere prima su terreno appoggiato e poi verticale fino alla base della parete a pochi metri dall’attacco.
Da qui scendere per il percorso dell’andata od altro se si vuole compiere un bel giro ad anello, oppure concatenare le altre vie lì vicino.
I tempi di discesa andranno da 1h in su.


Cartina:


GPS:

Salita per il Vajo Stretto e Boale Vaccari

Total distance: 2028 m
Max elevation: 1769 m
Min elevation: 1297 m
Total climbing: 545 m
Total descent: -126 m
Total time: 04:20:46
Download file: malga.Cornetto_Boni.patate_2022-05.gpx

Discesa per la sella dell’Emmele e sentiero 175

Total distance: 3189 m
Max elevation: 1721 m
Min elevation: 1256 m
Total climbing: 124 m
Total descent: -575 m
Total time: 01:30:04
Download file: Boni.patate.Malga.Cornetto.sella.Emmele.gpx

Note:

  • Prestare attenzione alla qualità dei cordini e dove sono infissi, è normale che col tempo, intemperie ed usura questi si logorino.
  • Roccia ottima, tiri simpatici e molto interessante se concatenata con …

Ritieni utile la relazione?

Dona per lo sviluppo del sito e permettermi di togliere la pubblicità.
Grazie.

1€5€10€

Meteo:


Ti potrebbero anche interessare:


Gallery:

Categorie
1000m relazioni

Traversata del Coston

Coston del Cornetto, 1630m

Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

Spettacolare itinerario che traversa la parete nord del Coston da ovest a est unendo le prime tre lunghezze della via Placca d’Argento e le ultime tre della via Logica Classica, regalando un’arrampicata d’insieme tra le più belle dell’intera zona.
Risulta un’ottimo e comodo proseguo dopo lo Spigolo Noaro, via Maica ecc..


Apritori:

Placca d’Argento: Arturo Franco Castagna e Giuseppe Tararan (2008)

Logica Classica: Matthias Stefani in autosicura (2017)


Accesso :

Da N (classico):
Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€.

Da S (panoramico ma più lungo):
Giungere al rif. Campogrosso (link) e P nei numerosi spazi 5€ (oppure gratuitamente in quello 50m sotto circolare).
Anche se vedrete delle auto si sconsiglia il P alla sbarra dopo malga Campogrosso (link) siccome a volte fioccano multe.


Attacco:

Da N (classico):
Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare alla DX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi e qualche grosso blocco della frana, in breve in falsopiano si è alla base del Vajo Stretto, passarlo e salire per tracce non sempre evidenti il Boale dei Vaccari. Giunti alla fine del boale taversare verso sinistra fino all’evidente Boale dell’Emmele. Scendere per circa un centinaio di metri costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto fino al punto più basso dove attacca la via Placca d’Argento. 50 min da Malga Cornetto

Da S (stando in quota):
percorrere la strada del Re prima verso malga Campogrosso, poi dopo una sbarra fin sotto alle pareti del Baffelan ed Apostoli che si scorrono sulla sx con panoramico e facile percorso. Seguire ancora la strada fino a che sulla SX si stacca il sentiero 175A Bruno Peruffo (ex: sentiero della Loffa ) che salendo nel bosco porta al Terzo Apostolo, Giare Bianche e Torre Emmele. Giunti alla sella dell’Emmele, 1675m tenere le indicazioni per Vajo Stretto e scendere prima per sentiero e poi per traccia costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto fino al punto più basso dove attacca la via Placca d’Argento. 60/75 min  dal P a Campogrosso (D+ circa 150m)

Attacco per Concatenamenti:

Da N con prima lo Spigolo Noaro o la via Maica: Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare alla DX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi e qualche grosso blocco della frana, in breve si è alla base del Pilastro del Vajo Stretto (es.via Maica) oppure proseguendo in falsopiano verso W si scorge un cordino penzolante sulla faccia  SX del Vajo Stretto (attacco diretto Spigolo Noaro), se si intravede il camino del vajo tornare qualche metro indietro.

Da N con prima la Cavalcata tra i Camosci: Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare a SX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi in breve si è alla base del Pilastro Dalai Lama e delle vie che lo cingono.

Stare alla sua DX (viso monte) e passare alcuni spit-fix di vie sportive (es: N=via Nirvana), risalire il canale detritico usando anche alcuni recenti blocchi rossastri della frana del Pilastro del Vajo Stretto. Ad una sella con alberi appare il diedrino di attacco della Cavalcata tra i Camosci che presenta una inconfondibile freccia rossa ↑.  20 min dalla malga. D+ circa 200m

Da S con prima qualcosa sulla Torre dell’Emmele: percorrere la strada del Re prima verso malga Campogrosso, poi dopo una sbarra fin sotto alle pareti del Baffelan ed Apostoli che si scorrono sulla sx con panoramico e facile percorso. Seguire ancora la strada fino a che sulla SX si stacca il sentiero 175A Bruno Peruffo (ex: sentiero della Loffa ) che salendo nel bosco porta al Terzo Apostolo, Giare Bianche e Torre Emmele. Salire una delle sue belle vie come la Ultime foglie d’Autunno, Supermario o Spigolo Scorzato. Giunti alla fine della via che si vuole concatenare scendere alla sella dell’Emmele, 1675m tenere le indicazioni per Vajo Stretto e scendere prima per sentiero e poi per traccia costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto fino al punto più basso dove attacca la via Placca d’Argento. 60/75min  dal P a Campogrosso + i tempi della via che si sceglie. D+ circa 150m (15/20min  dalla cima dell’Emmele)

Schizzo e Relazione scaricabile:


Discesa:

In comune: Dalla sosta salire qualche metro a SX (SUD) fino al prato sommitale (1630m) e poi per evidente ed esposta traccia scendere in direzione W-NW sul boale di raccordo tra la Sella dell’Emmele e la sommità del vajo Stretto.

  • per ritorno a N, Malga Cornetto: dirigersi verso il Vajo Stretto ma prima di arrivare alla sua testa tenere una evidente traccia a SX che porta al Boale dei Vaccari. Seguirlo dapprima su tracce e poi per sentiero evidente ma tortuoso che segue a volte cenge in falsopiano. Dopo 20-30min passeremo vicini al termine della Cresta delle Emozioni e dopo poco saremo all’inizio del vajo Stretto e da lì con intuitivo sentiero ai prati appena sopra a Malga Cornetto. 45/60 min tot
  • per ritorno a S, passo Campogrosso: dirigersi verso la selletta dell’Emmele e da li tornare per il 175A Bruno Peruffo (Ossario Pasubio) o se si vuole completare con un bellissimo e panoramico rientro tra guglie, pinnacoli, apostoli ed il Baffelan scegliere prima le indicazioni sent. 175 (ex.15) forc. monte Cornetto e poi il sentiero di arroccamento 149. 1/1.5 h tot

Cartina:


GPS:

Total distance: 2217 m
Max elevation: 1630 m
Min elevation: 1221 m
Total climbing: 730 m
Total descent: -321 m
Total time: 07:47:34
Download file: Cavalcata_Camosci+Logica-Classica_gpx _2019-07-06_0927.gpx

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Recoaro Mille
Ritieni utile la relazione?

Dona per lo sviluppo del sito e permettermi di togliere la pubblicità.
Grazie.

1€5€10€


Ti potrebbero anche interessare:


Gallery:

Logica Classica

Categorie
Alpi Apuane Appennino Appennino Modenese trekking

via Vandelli

La Via Vandelli collega Modena e Massa. Il Duca Francesco III d’Este chiede a Domenico Vandelli un progetto per una strada moderna, di facile manutenzione, che passi solo per i territori del ducato estense. Il primo progetto del 1738 ricalca la via Bibulca. Il secondo progetto del 1739 è quello più innovativo e leggendario. Nel 1750 viene realizzata la bretella da Sassuolo. Si tratta di una strada frutto dell’illuminismo, di un sovrano e del suo progettista. La prima strada europea progettata e fornita di infrastrutture per l’alloggio e il ristoro, una gigantesca opera dell’ingegno umano. Oggi in gran parte è nascosta sotto le strade moderne, o sbiadisce in sentieri, o sparisce tra prati e boschi. Questo sito offre le informazioni per camminare in sicurezza sulla madre di tutte le strade moderne (e l’occasione per riscoprire il percorso originale, senza compromessi); e un po’ di poesia.

da il libro “La Via Vandelli – Antica strada, nuovo cammino” di Giulio Ferrari


Un’opera ingegneristica estremamente coraggiosa ed ardita, quasi impensabile per quei tempi, che permise al ducato di avere uno sbocco al mare e che fu realizzata sotto la supervisione dell’abate Domenico Vandelli e di chissà quanta manodopera dell’epoca.

La strada attraversa l’Emilia e la Toscana in un alternarsi di paesaggi unici ed irripetibili, oltrepassa montagne con due passi oltre i 1500m di altezza (passo Lagadello e passo Tambura) in un alternarsi di scenari di rara bellezza per l’Appennino e non solo.

Sia la parte emiliana che toscana sono state in parte soverchiate da tratti asfaltati ma l’occhio attento del viandante saprà scorgere i muretti a secco ed i ciottolami che lastricano alcuni tratti più impervi o scoscesi.

Il tratto forse più ben conservato è quello che scende a Resceto dal rifugio Nello Conti. La strada precipita con tornati e pendenza costante a zigzag con imponenti muri a secco, in un ambiente apparentemente povero di vegetazione, ma che invece ad una osservazione più attenta, rivela la presenza di piante e fiori di un rara bellezza.

Da San Pellegrino in Alpe, il rifugio Burigone od i Campaniletti l’orizzonte si dipana e si intravedono le isole della costa ligure e toscana. Al Passo Tambura il panorama è unico e magnifico: da una parte la costa ligure e toscana e nelle giornate limpide la Corsica, dall’altra parte la Garfagnana e un lungo tratto della catena appenninica.


MIA CONDOTTA:

Vengono qui descritte le ultime 5 tappe della classica Via Vandelli, effettuate in solitaria ed invernale dal 31 dic al 5 gennaio di un anno e stagione particolarmente mite e con poche precipitazioni nevose recenti.
Consiglio il percorso solo nei mesi tardo primaverili od autunnali. In estate potrebbe esserci troppo caldo soprattutto nelle prime tappe ed in inverno il superamento dei passi comporta attrezzatura da escursionismo invernale (ramponi e/o ciaspole).


ACCESSO:

Qui si descrive la via Vandelli con partenza da Pavullo che sarebbe la terza giornata del percorso classico.
Link al P consigliato.


CARTINA dell’anello:


BIBLIOGRAFIA:

Consiglio l’acquisto dell’ottima guida di riferimento di Giulio Ferrari

La Via Vandelli. Antica strada, nuovo cammino
Giulio Ferrari

Titolo Guida alla Via Vandelli
Autore: Giulio Ferrari
Editore: Terre di Mezzo, 2021
ISBN 8861896707, 9788861896703
132 pagine


GPS:

Total distance: 127271 m
Max elevation: 1698 m
Min elevation: 36 m
Total climbing: 4138 m
Total descent: -4779 m
Total time: 09:27:17
Download file: via-Vandelli-day-3-7_from.Pavullo_to.Marina.di.Massa.gpx

Day 3: Da Pavullo alla La Santona

Total distance: 25447 m
Max elevation: 1190 m
Min elevation: 600 m
Total climbing: 1202 m
Total descent: -734 m
Total time: 08:03:26
Download file: via-vandelli-day-3-pavullo-la-santona.gpx

Day 4: Dalla La Santona a San Pellegrino in Alpe (rif.Burigone)