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Tre per Tre

val di Gares (BL)

Questa volta convinco Ivan, senza troppo insistere và detto, a mettere il naso in Val di Gares.

Alcune colate paiono essere in condizioni ancora ottime e di questi tempi è un lusso che occorre cogliere al volo, siamo già a fine stagione quando praticamente quest’anno per svariati motivi, forse, nella mia testa non è mai iniziata.

Poco male se la stagione deve finire con una colata così estetica, appagante ed incastonata tra la Marmolada e le Pale di San Martino, nessun rimpianto.

Piacevole sorpresa alla capanna Comelle (consigliamo fermarvi) dove Efrem e Fabio, forti ghiacciatori che ci ha preceduto, ci hanno offerto 2 birre piccole, forse con l’intento di reidratarci vedendoci prima sudare assai sul flusso. Questi sono piccoli bei gesti che hanno la forza di rimettere in pace, un pò, con il mondo.


Accesso:

Arrivare all’abitato di Gares e poi dirigersi verso la Capanna Comelle dove si parcheggia nell’ampio spiazzo. Tenere la pista da sci sulla sx (Sud) e quando si intravede il flusso imboccare prima il rado bosco e poi il canale che adduce alla base. 300m dislivello, 45min dall’auto.


Quota / Probabilità formazione:

1600m / Alta probabilità ***


Relazione salita:

L1 = 50m, WI 5-, SR
L2 = 20m, WI 4, SR
L3 = 45m, WI 5, SR
115m, WI 5, III

Cascata impegnativa, ghiaccio complesso a petali e stalattiti, visibile crepa orizzontale di 4m su L1 rinsaldata. Primi 10m di L3 con viti aleatorie poi via via sempre meglio fino agli ultimi 15m con bellissimo ghiaccio azzurro plastico.


Ripetizione del 27/02/2017

compagno: Ivan de Iesu


Schizzo:

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Discesa:

  • 2 doppie da 50m attrezzate su spit fix (! D2 concreto pericolo distacco frange sommitali)

Note:


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Fluido Azzurro con ravanage per la Svizzera

Simplon pass (CH) – Passo del Sempione

Torniamo io e Christian in quel di Gondo motivati a salire Carramberos da cui eravamo rimasti intimiditi solo poche settimane prima.

6°C alle 7 di mattina, un’altra auto con ragazzi giovani ma agguerriti è ferma poco prima di noi.

Un pò si gira il collo verso Carramberos un pò verso Minotauro, ma poi tutti si volge lo sguardo altrove.

Siamo titubanti e molto incerti, la determinazione che avevamo poco prima è scemata. Delle frange sommitali alcune paiono parzialmente staccate, altre paiono in procinto di farlo. Decidiamo di provare almeno i primi tiri per vedere che ghiaccio c’è siccome intuiamo che la cascata ha, non i giorni contati bensì le ore e siccome è di rara formazione il “carpe diem” è forse già passato.

Proprio mentre mi sto infilando gli scarponi scende un gentile operaio della stazione li vicino e ci conferma tutto ieri ha scaricato e con anche sonori echi nella gola.

OK, bene non aspettavamo altro!

Si rimonta in auto e si sale verso il passo del Sempione, speriamo sui 1400/1500 m slm le cose cambino ma invece no. Passiamo sotto a “Corvo Nero …” salita solo 2 settimane fa ed è irriconoscibile, “Simplon white” pure.

Scappiamo in alto ed in quel parco giochi che è la Gola di Gondo ci diciamo ci sarà pure qualcosa di salibile oggi ?!

Così non è.

Cascatone Gabi formato ma non presenta le 2 cascate di accesso. Tutto il resto piscia come solo in primavera al disgelo pare possibile.

OK, puntiamo allora a “Tormenta“, dovrebbe essere sui 2100m, non pare molto estetica ma oggi c’è da accontentarsi.

Scesi dall’auto per la terza volta, ci imbraghiamo, ramponiamo e via per quella mezz’ora di avvicinamento che intuiamo diverrà un’ora abbondante. La cascata è li a due passi, ma la neve fresca caduta solo poche ore prima rende la progressione lentissima ed inefficace. Servirebbero le ciaspole almeno, ma non le abbiamo. Ci diamo il cambio a tracciare ed appena abbandoniamo una zona arbustiva per puntare ad un traverso sotto l’attacco sentiamo un sordo tonfo d’aria uscire raggelante sotto gli scarponi. Nel raggio di 10m si disegna così una perfetta linea di frattura a mezzaluna sotto forma di innocente gradino alto pochi centimetri.

OK capiamo l’antifona: “oggi non è giornata!”

Christian torna sui suoi passi, io più a monte, fermo immobile attendo torni tra gli alberi poi partirò pure io per non caricare troppo il pendio.

Si rimonta in auto destinazione Briga prima e poi vedremo. Visto che la giornata è in vacca perchè non andare a mettere il naso in posti sennò irraggiungibili, che ne sò tipo la mitica Kandersteg ?!?

Ma si oggi và così e mentre percorriamo, rigorosamente fuori dall’autostrada per non pagare la “vignette”, questa vallata assolata leggiamo ormai nei pressi dell’imbocco del traforo che questo è percorribile solo in treno!

Cosa? E come facciamo con l’auto? Semplice l’auto si carica con elvetica precisione e puntualità sul treno per Kandersteg!

Arriviamo al casello del treno ormai in piena ilarità, è ora di pranzo e ci diamo una regola per questa “gitarella fuori porta” che sta assumendo i tratti di una barzelletta ma con i costi di un mutuo fondiario: “Se ci chiedono più di 50€ niente!”

La casellante appena capisce siamo italiani sfodera il suo migliore tedesco. Di inglese neppure l’ombra. Capiamo solo che il biglietto costa 27 franchi. Chiediamo la conversione in euro e ci dice 30€ … strano tasso di cambio in quel di Kandersteg … ok siamo ancora nel budget.

Christian chiede per scrupolo se gli esosi 30€ per 15 minuti di treno, sono andata e ritorno e di tutto punto la risposta è: “Nein !”

OK, altro dietrofront. Giriamo l’auto, anzi vorremmo solo ma non ci riesce siccome qui non è contemplata la corsia “esco senza acquisti” come al supermercato. L’elvetico si sa è persona risoluta, non come noi due italici, chi viene qui sa già essere sicuro imbarcarsi e quindi ci facciamo pure la fila fino a che le auto si immettono e noi riusciamo a sgattaiolare fuori.

La giornata ha preso i connotati della farsa, se non fossimo così stanchi dalle ormai 7 ore in auto ci rideremmo in faccia l’un l’altro.

Si torna al passo del Sempione, andremo a spiccozzare alla “palestra” o ci dovrebbe essere un “Fluido Azzurro”, incassato, riparato, sicura formazione e scrivono bello ma son solo 40/50m.

Ripassiamo per Briga e sulla sx si apre la visione di questa meraviglia che prima non avevamo osservato. Ennesima inversione ad U, parcheggiamo e torna la vestizione e preparazione degli imbraghi, direi la terza della giornata e speriamo l’ultima, ma non ne siamo così sicuri.

Via quasi di corsa su quello che pensiamo essere il sentiero di avvicinamento, ad un certo punto sale troppo e devia a sud. No buono. Parte un ravanage con albering in sottobosco elvetico. Riesco anche a spiccozzare e trazionare su qualche tronco marcio per eseguire traversi sennò con “del grado” che a vista non posseggo. Gli scarponi mordono a meraviglia questo humus e fogliame ed in men che non si dica (mezz’ora abbondante) capiamo essere troppo alti e la cascata troppo lunga ed ingaggiosa.

Vai di foto e via che scatta il quinto “OK” della giornata.

Ormai la discesa è fin liberatoria, attaccare una cascata alle tre del pomeriggio non mi era mai successo prima e sarebbe corretto neppure questa volta.

Ormai al passo del Sempione scendiamo senza nessuna velleità per il Fluido Azzurro.

Poi senza corda si risalgono i corti colatoi stradali in un circuito che sa più di ruota del criceto che di alpinismo.

Si torna senza birra, oggi non ce la meritiamo ed almeno non facciamo notte dai! Intento poi logicamente smentito dai fatti.

Alla fine sarà anche divertente ma assolutamente una gita da non consigliare e che di “green” ha solo il colore nel portafoglio.


Accesso:

Passato Gondo direzione Gabi / Simplon Pass. Si parcheggia appena usciti a sx di un paravalanghe. Si sale la rampa di accesso e ci si dirige a S verso la palestrina. In 3 minuti si è davanti alla piccola gola dove si forma Fluido Azzurro.

Indossare ramponi e picche e scendere disarrampicando qualche banale roccetta passando il torrente più volte fino alla base del salto.


Relazione salita:

30m, WI 5, I

linea di misto visibile a dx


Discesa:

  • 1 doppia o moulinette 30m attrezzata a sx su spit fix.


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Corvo Nero non avrai il mio scalpo

Gola di Gondo (CH)

Passo del Sempione

Arrivati sotto siffatta bellezza ma pure ingaggio l’intenzione originaria si spegne, ci mettiamo poco a capire che oggi non è proprio giornata.

Ripieghiamo su questa cascata che pare essere tra le più facili della zona. Anche se parte appoggiata e con 4 tiri discontinui, si riprende e verticalizza sui 3 finali, dando la possibilità di salire prima su un muretto di 40m, poi si insinua in una goulotte che l’ultimo tiro si stringe ed assottiglia su ghiaccio fine dove spesso occorre uscire con brevi, facili ma saporiti passi di misto.

6 doppie depositano sullo scivolo del primo tiro e così se si è gigioni come noi, occorre pure fare qualche decina di metri disarrampicando. La cascata ha buon sviluppo superiore ai 320m e siccome partirebbe dal ruscello sotto non è escluso che integrale superi i 400m.

L’avvicinamento banale e veloce ne permette la salita pure in giornata e senza uso di frontale.

Con Christian, salita molto divertente e dal poco ingaggio, la gola di Gondo merita essere visitata da ogni ghiacciatore.

Accesso:

Passato Gondo direzione Gabi / Simplon sulla E62 dopo 2 tornanti si imbocca una galleria paravalanghe, appena questa si apre ed appena prima di un’altra galleria di intravede a sx una strada di servizio che va in direzione opposta alla nostra. Imboccarla e parcheggiare appena è possibile. Per:

  • Corvo…” è consigliato scendere leggermente sulla strada asfaltata e poi risalire l’esile ponticello metallico con splendido sguardo sulla sottostante forra del rio Diveria. Si deve passare una portone metallico o scavalcandolo o per scivolo di ciotoli a dx. La cascata è visibile ed attaccabile appena dopo una grotta artificiale. 5min dall’auto.
  • Simplon white” è consigliato salire leggermente e procedere mezzacosta in direzione dell’evidente colata. 10min dall’auto.

Relazione salita:

330m, L7, WI 4, II
  • L1 = 60m WI 2+, M3
  • L2= 60m WI 2, 60°
  • L3= 50m WI 2+, 60°
  • L4= 40m WI 3
  • L5= 50m WI 4
  • L6= 30m WI 3+
  • L7= 40m WI 3+, R, M3

Discesa:

  • 6 doppie attrezzate le prime a sx (faccia a monte) e poi a dx. Ultima se non si arriva all’albero secco deposita sullo scivolo del primo tiro, occorre disarrampicare od attrezzare Abalakov.


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Cascata Alta Val Martello SX

Val Martello 2400m

Gruppo Ortles – Cevedale


Avvicinamento:

Da Laces (BZ) prendere indicazioni Val Martello. Su buona strada ci si inoltra nella valle fino a superare quota 2000m (necessarie catene in caso di vetrato sugli ultimi irti tornanti), dove di parcheggia dopo l’hotel Belvedere. Da li prendere il sentiero 103 o per carrareccia o tagliando nel greto (spesso gelato e scivoloso). Appena si prende un pò di quota si può vedere il rifugio Corsi e soprattutto i flussi dalla parte opposta della valle.

Descrizione:

Bella cascata in ambiente di prim’ordine ma purtroppo molto inflazionata di questi tempi.

  • L1 = WI 2+, 55m, SG
  • L2 = WI 4-, 55m, SG
  • L3= WI 3, 60m, SG
  • L4 = WI 2, 60m, SG

Discesa:

salire a sinistra in falsopiano direzione E per alcune centinaia di metri, poi appena possibile cercare di raccordarsi al sentiero CAI 103 che riporta con lungo giro direzione W ad un ponticello di raccordo con il sentiero dell’avvicinamento.

Se si vuole tornare alla base delle cascate per salirne un’altra allora è meglio scendere per traccia su cengia esposta ascendente ben visibile a sx dei flussi (traccia verde in foto).

 

[table id=cascata_martello /]

 


Schizzo e relazione via


Cartina


GPS


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