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Spirito Baldense

settore “Spalti di Pratovecchio”, Tof Malignos 1320m

Valle dei Molini nel Monte Baldo

Avio  (TN) – Italy

Un aspetto sicuramente unico e positivo dell’andar per monti è rappresentato dall’incontro casuale e fortuito con persone diverse, spesso pure molto.

La curiosità è intrinseca nell’uomo e gli alpinisti solitamente ne hanno una innata per la natura, visceralmente forte tanto che li porta a sentirsi in disagio più quando si è in mezzo alla folla piuttosto che nella solitudine di una parete.

Dicendola tutta: spesse volte si scappa letteralmente dalla città e dagli altri per rinchiudersi in qualche angoletto poco antropizzato e godendo le poche ore di questa solitudine in un clima di intimità con gli altri componenti della cordata.

Il processo è effimero tanto quanto la sua durata. Sono ben pochi quelli che resisterebbero in completo isolamento, anche se non soli. Io sono uno di quelli che non ce la farebbe. Avrei bisogno di un contatto umano, di percepire altra vita intorno.

Sono grato all’alpinismo anche per questo. Mette a nudo, presto e bene i limiti.

Gli sono grato perché mi ha regalato alcuni piacevoli incontri, alcuni dei quali mi hanno germinato dentro, mentre altri solo permesso di conoscere qualcosa di “diverso”, di cui non paventavo l’esistenza prima.

Questo è stato uno di questi incontri. Ritentare la ripetizione di una “vietta sportiva” dopo giusto un anno e trovarsi a non pensare più al grado, all’ingaggio, alla qualità della roccia ma solo al piacere della cordata e piacere degli incontri che questa ha avuto, anche solo appena usciti dalla principale strada asfaltata.

La Contrada Piagù ci si presenta così, due minute facce strinate dal sole che si infilano tra i legni di una staccionata ancora traballante per il colpo d’ariete subito dalla ruota delle loro due piccole biciclette. Subito dopo esce un adulto ma non per rimproverarci della visita troppo mattutina o dello sconfino di proprietà, ma solo per indicarci il percorso migliore per quello che neppure lui sapeva essere una “via di arrampicata”.

Ci stringe la mano, si ferma di lavorare, si intuisce che per loro è importante e metodico quel lavoro del sabato ma accogliere qualcuno lo è di più.

Promesse di una tazza di caffè offerta a pranzo, ma non conosce la nostra lentezza.

Si torna per merenda, ad inizio marzo non manca molto al tramonto e mentre ci aprono le porte del loro soggiorno per farci accomodare alla loro tavola, la stanza si riempie di visi sorridenti, grosse mani segnate dalla giornata e piccoli occhi vispi che arrivano a malapena al bancone di legno ma che brancano sicuri alcuni brandelli di formaggio scampati a quello che ci hanno appena offerto. Ora alcuni adolescenti rincasano, entrano disordinati ma cortesi chiedono chi noi siamo e cosa abbiamo “fatto”, poi subito dopo si preparano che altro devono fare, la giornata ha un fine profondo ma non gli è finita.

Mi pervade un senso di pace e tranquillità in quell’ordinato caos lento. Bevo il caffè e vedo che anche le facce dei miei compagni si sono distese ancora più.

Mi sento però anche superficiale. Tutto il giorno ad impegnare energie, tempo e risorse a salire 150m di roccia per poi appena sopra cercare il modo più veloce per scenderli.

Il paragone con la loro di giornata non tiene.

Non potrebbe tenere.

Non terrà mai.

Ringrazio però un po’ l’alpinismo, sarà pure la “ricerca spasmodica dell’inutile” ma alcune volte regala questi incontri e queste giornate.

 

Contrada Piagù:

L’associazione Aria Nuova Onlus fa parte della rete “Operazione Mato Grosso”, che svolge numerose iniziative completamente gratuite coinvolgendo in particolare ragazzi e giovani dai 16 ai 30 anni per raccogliere fondi con cui sostenere le proprie numerose missioni in America Latina.

L’OMG promuove l’idea che per mezzo del lavoro, i ragazzi possono intraprendere una strada che porta loro a scoprire dei valori giudicati importanti:

  • la fatica;
  • il “dare via” gratis;
  • la coerenza tra le parole e la vita;
  • lo spirito di gruppo;
  • l’attenzione ai problemi altrui;
  • il tentativo di imparare a volere bene alle persone;
  • la capillarità tra i gruppi
  • fare bene le cose

 

Spirito Baldense, la nuova via di Beppe Vidali, una linea logica che Beppe aveva individuato da anni con e sue ricerche certosine in luoghi nascosti e parzialmente selvaggi.
Una fessura perfetta dalla base fin sotto un tetto che ne sbarra l’uscita, poi devia a sinistra e esce su un pilastro con difficolta minori. Beppe inizia la via nell’autunno 2014 con Sebastiano Munari e Diego Perotti, ma arrivati a quello che sarà il terzo tiro vengono respinti da una larga fessura la quale richiede friends di grosse dimensioni ….
Amareggiato e deluso, rientra.
Io e Sergio, al suo compleanno, pensiamo cosi di regalargli i friend n° 6 indispensabile per proseguire la via. Felice come un bambino mi chiede se vado con lui a proseguire ‘apertura, porto con me anche i miei friends grandi che avevo acquistato precedentemente per altri miei sogni, cosi riesce a completare i terzo e quarto tiro, rimane pero l’incognita del tiro del tetto. Ecco che cosi chiede appoggio a Sergio che con la sua esperienza di aperture, riesce a risolvere i tiro ostico della via.
La salita è risolta, rimane solo un tiro faci e ma sporco per uscire dalla parete, ma le giornate sono corte e non c’è tempo. Ritorniamo successivamente, calandoci pero dall’alto per ripulire bene il tiro.
Nella via sono stati trovati dei vecchi chiodi di precedenti tentativi, e stata fatta una ricerca per dare un nome a chi aveva fatto il tentativo ma senza risultato.
La via e stata attrezzata a fix del 10 comprese le soste, per renderla sicura, certi passaggi sono pero obbligati e comunque la via rimane di stampo alpinistico.

Giuliana Steccanella

da Arrampicare in Val d’Adige, 56 vie Moderne, Sergio Coltri e Giuliana Steccanella, 2018

 


Apritori:

Beppe Vidali, Diego Perotti e Sebastiano Munari, autunno 2014

Beppe Vidali, Sergio Coltri e Giuliana Steccanella, 20/04/2015


Descrizione:

Una via logica, già notata da alpinisti di Avio ma presa in mano da Beppe Vidali ed in seguito completata con l’aiuto di Sergio Coltri. Roccia ottima, difficoltà sportive, non eccessive ma sostenute in una zona selvaggia ed allo stesso tempo abbastanza comoda per esser ripetuta in giornate corte, come lo sono nelle mezze stagioni.

Attrezzatura sportiva in ambiente alpinistico, un mix difficilmente trascurabile da ogni arrampicatore. Gli apritori poi sono una garanzia.


Accesso:

Da SUD: Casello Ala-Avio, per SP 208 via Valle dei Molini con indicazioni Monte Baldo, San Valentino. Si sale per 10 km circa prendendo rapidamente quota. Si parcheggia in corrispondenza di un comodo ed ampio spiazzo a sx (link al P)  

Siamo già in vista dell’evidente diedro fessura che è esattamente a N poche centinaia di metri in linea d’aria.


Attacco:

Si prende appena più ed E il sentiero con segnaletica “Contrada Piagù” , si perviene in breve alla bellissima contrada animata e gestita dalla associazione Mato Grosso. Si lasciano le costruzioni sulla sx e si sale sempre verso E fino ad incrociare un sentiero che parte in corrispondenza di una condotta. Per comodo sentiero segnato si sale a sx direzione W ed indicazioni Madonnina, fino a che ad un bivio con palina rossa ove si abbandona il sentiero per seguire flebili tracce a sx.

Il sentiero dapprima segnato con qualche ometto si perde presto nella vegetazione, occorre quindi seguire con intuito traversando decisamente direzione W senza prendere troppa quota. Giunti in prossimità di un ampio canale ghiaioso (ometto alla base di una pianta) la parete e via ormai sono vicine. Attraversarlo e poi su percorso non obbligato arrivare alla esposta ma comoda cengia con a dx una caratteristica onda di calcare arancione.

Qui attacca la via, spit con cordone. 40/50 min dal P.


Foto con tracciati:

Schizzo via:

su gentile concessione di Beppe Vidali

Relazione salita:

tiro m difficoltà descrizione
L1 25 4c, 6a partenza a sx di un fix con cordone in mezzo a vegetazione e terreno smosso. Poi bella placca compatta. Sosta su comodo terrazzino intagliato.
L2 20 5c A sx verso l’evidente diedro fessura che caratterizza la via, poco dopo si passa una fastidiosa pianta e poi sosta appesi prima che le difficoltà aumentino visivamente.
L3 25 6b+ Su per lama strapiombante che incide a fessura tutto il diedro. Un po’ in dulfer ed un po’ in sostituzione si sale con splendida atletica arrampicata. Tiro bellissimo che vale la via. Sosta appesi.
L4 25 6a Ancora per bella placca a gocce e concrezioni alla dx del diedro. Sosta appesi.
L5 30 6b Appena a dx della sosta per placca, oppure dentro alla fessura in camino si guadagnano alcuni metri fino a vincere un leggero strapiombo. Ora traverso delicato a sx su placca lichenosa fino ad un bombè da vincere con decisione e coraggio. Sosta comoda ma ventosa in spigolo su zolle d’erba e terreno smosso. Tiro chiave per continuità e protezioni.
L6 25 5c Leggermente a dx in placca e poi seguendo filo dello spigolo sul suo margine sx, difficoltà calate ma non finite. Soprattutto per via di qualche passo su erba che adduve alla comoda sosta finale su terrazzino.
sviluppo 150 m
gradazione 6b+ (6a+ obbl.), S2, III

Discesa:

  • Non salire l’invitante placca ma traversare a sx per terreno esposto, poi scendere pochi metri fino a guadagnare l’impluvio boschivo. Salire senza percorso obbligato fino ad un bel pianoro sommitale. Stare ancora alti e traversare a dx viso monte per leggera traccia tra fogliame nel bosco (! esposta e malsicura) fino a pervenire in una spianata alla sommità di alcuni canali. Prendere quello a N che è il più ampio ed evidente e che su terreno viscido e pieno di fogliame permette di abbassarsi velocemente (passi di II). Giunti nei pressi del canalone ghiaioso lo si scende brevemente fino a ritrovare la traccia di sentiero dell’andata (lasciato ometto sulla sx alla base di una pianta)
  • Doppie sulla via possibili ma sconsigliate per i traversi e soprattutto per la vegetazione.

GPS:


Compagni:

Claudio Bassoli, Ivan de Iesu


Note personali:

  • Via sportiva ma con un deciso sapore di “ambiente”.
  • Portarsi un tronchesi leggero per decespugliare L1, L2 e parte dell’avvicinamento e discesa, potrebbe rivelarsi la “protezione veloce” più azzeccata della giornata.
  • Fermatevi al ritorno alla contrada Piagù per prendere qualche loro prodotto e soprattutto per farvi invadere dalla loro ospitalità e visione della vita.
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    l’Aldilà può Attendere

    Pale Basse

    Monte Cimo – Val d’Adige – Brentino (VR)

    Prima salita: Sergio Coltri in solitaria dal basso, 30/10/2017

     

    Chi pratica alpinismo accetta per scelta i rischi che, ben si sa, esistono e possono essere sempre nascosti dietro l’angolo, ma per una paventata illusione si è portati a credere che nulla di grave possa succedere a se stessi, una incosciente bambinesca illusione di essere quasi invincibili.

    Poi tutto ad un tratto bastano pochi secondi di terrore per resettare tutto e farti ritrovare con una realtà che non credevi esistesse, pochi secondi nei quali non hai il tempo di percepire per intero la situazione che stai vivendo, come che quello che vedono i tuoi occhi non sia collegato in diretta con il tuo cervello e quando arrivano le immagini è già tutto finito.

    Questo è quanto è successo a me, in qualità di spettatore, ma sopratutto alla mia amata compagna di vita Giuliana, un incidente spaventoso e assurdo, un imprevedibile ed enorme masso in precarissimo bilico, solo sfiorato dal compagno, è precipitato sopra di lei tranciandole la corda e facendola precipitare nel vuoto.

    Non era la sua ora, non era il destino della fine della sua vita,

    un cespuglio l’ha accolta e trattenuta evitandogli un ulteriore salto mortale di oltre cento metri.

    Questa via ho voluto con una parte di rabbia, ma anche di ringraziamento, aprirla per lei, perchè continuasse a legarci quel filo che si stava per rompere, perchè ero sicuro che la sua forza psicologica l’avrebbe portata un giorno a riprendere l’alpinismo e a ripetere con le sue mani questa via, un collegamento per continuare a vivere e vivere con ugual passione tutti i giorni che rimarranno …..

    Sergio Coltri da “Arrampicare in VAL D’ADIGE – 56 VIE MODERNE”


    Descrizione:

    Altro piccolo capolavoro del Coltri che dopo diversi anni è andato a scoprire un nuovo angolo del Cimo con innumerevoli metri di roccia molto appetibili per gli arrampicatori. Qui in scala ridotta si ritrovano gli strapiombi giallo rossastri di Castel Presina, le gocce da stillicidio del Sass de Mesdì e le placche grigio compatte ipertecniche della Pala del Boral. L’esposizione e bellezza dei tiri non è sicuramente paragonabile alle Pale mediane ma ritengo almeno una spanna sopra a molte recenti realizzazioni in Valle, provare per credere. Qui poi il Coltri ci ha deliziato di una spittatura veramente plaisir che rende l’arrampicata adatta a spensierate giornate di mezza stagione con i nostri compagni di arrampicata.

    La genesi purtroppo non è stata delle più felici, Giuliana per un soffio non ci ha lasciato qualche settimana prima dell’apertura, ma la motivazione e dedica che ne è scaturita direi è una delle più belle lettere d’amore che un uomo possa scrivere alla sua amata.

    Onore a Sergio ed auguri a Giuliana anche se non ne ha bisogno siccome la ripetizione prima della nostra è stata appunto la sua a meno di un anno dal suo incidente.

    Che emozione leggerla in sosta.


    Accesso:

    da SUD, uscita Affi tenere SP11 per Ferrara di Monte Baldo, dopo Rivoli Veronese al semaforo di Zuane voltare a DX su SP11 (Brentino Belluno 15km – Trento). Seguire la provinciale e passare Canale, Tessari, Preabocco e poco dopo si prendono sulla SX indicazioni per Brentino. Si sale su un ponticello e poi sempre sulla strada si P appena dopo il cimitero sulla DX (MAPS link).

    Tornare in direzione cimitero (S-W) e dopo la fontana prendere una carrareccia a fianco dei filari sul vigneto (occhio allevamento di api “territoriali” 🙂 ) oppure per strada asfaltata ci si porta all’inizio del vigneto dove si intravede chiaramente una traccia di sentiero.

    Si sale su sassaia verso W. Dopo 15/20 min dal P si giunge al bivio, salendo dritto si prosegue per le Pale Mediane (Sass de Mesdì e Pala del Boral), noi andiamo a sx alle Pale Basse – Mamma Olga dove tramite un esile sentiero in traverso si adduce alle pale Basse. Tralasciare sulla dx il settore Mamma Olga e tramite evidente traccia portarsi verso “L’Aldilà può attendere”

    Targhetta con scritta alla base. 30min tot


    Relazione:

    Difficoltà: 6b+ (6a+ obbl.)
    Proteggibilità: S1
    Impegno: II
    Sviluppo: 150 m + 30m raccordo
    Tiri: 6+1
    Attrezzatura: NDA,  14 rinvii
    Esposizione: E
    Tipo di roccia: calcare
    Periodo consigliato: primavera ed autunno
    Tempo salita: circa 3.5 h
    Bellezza: ****
    Apritori: Sergio Coltri solo, 2018
    Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
    Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
    Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014Arrampicare in VAL D’ADIGE – 56 VIE MODERNE (DAL 3c ALL’ 8c) | Coltri S.,  Steccanella G. |
    Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

    Descrizione tiri:

    L1 = 6a, 4c | 25m | Placca per scaldarsi e poi qualche strapiombino atletico, arrivati in cengia traversare per 10m a sx su facile terreno.

    L2 = 6b, 6a+| 25m | Appena a sx su compatta placca strapiombante, si superano alcune cenge rosse con rigonfiamenti atletici e continui. Tiro sostenuto nel grado. Sosta da usarsi poi per doppia.

    L3 = 6a+| 25m |  A dx per fessura e poi piccolo strapiombo che si apre a diedro in placca. Superato questo con bei movimenti si giunge sotto a due fasce di strapiombi che si superano in traverso a sx con una sequenza non banale. Sosta appesi su pianta. Sosta da usarsi poi per doppia.

    L4 = I | 30m |  Bosco per corda fissa. Attenzione ai numerosi detriti che finiranno sulle cordate sotto se smossi.

    L5 = 5b | 20m | Partenza su placca sporca, poi facilmente traverso a sx fino alla sosta alla base del chiave. Sosta da usarsi poi per doppia.

    L6 = 6b, 6b+, 6a | 30m | Placca ipertecnica prima leggermente appoggiata, poi verticale. Movimenti obbligati, senza fidarsi ciecamente dei piedi non si sale. Il chiave si supera con astuzia ed una sequenza apparentemente illogica. Il tiro vale la via. Capolavoro. Sosta da usarsi poi per doppia.

    L7 = 5b | 25m | A dx e poi su per facile placche intervallate da cenge e fessure. Due ghiri trovati nelle fenditure. Non disturbare. Sosta da usarsi poi per doppia.

     

    6b+ (6a+ obblig.), 7L, 150+30m, II, S1


    Schizzo via:

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    Discesa:

    • Tramite 5 doppie ( con 2 mezze corde si possono unire D1 con D2 e D4 con D5), occhio agli incastri ed a D4 su albero (sosta S3) soggetta a caduta pietre.
    • Risalire per bosco non tracciato fino ad incontrare il sentiero di accesso alle Pale Mediane / Sass de Mesdì. Una volta incrociato tenere la DX (N) fino al raccordo con il sentiero che abbassandosi riporta al bivio iniziale (soluzione non provata e riservata solo ai conoscitori della zona)

    GPS:


    Visualizza mappa ingrandita

    Link a Bing bird’s eye


    Compagni:

    Claudio Bassoli


    Note:

    • Come tutte le vie di Brentino e del Coltri occorre prendere i gradi con le pinze, però a differenza delle storiche qui la spittatura è molto più plaisir. Occorre avere chiaro e saldo l’obbligatorio, se si passa qua poi altrove sarà più facile.
    • Terzo tempo con tappa d’obbligo dalla Gigia, non ve ne pentirete !
    • per cordate veloci il Sass de Mesdì è proprio sopra !

    Bibliografia:


    Altre vie nei dintorni:

    Pale Basse 5 5 val d'Adige 44 44

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