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0-999m Brentino climbing relazioni rock climbing Tessari val d'Adige via sportiva

New Age

settore “Bastionate di Tessari”

dorsale del Cordespino 450m

Tessari  (VR) – Italy


Apritori:

Beppe Vidali, Lodovico Gaspari, Guido Girardini – 2004
Beppe Vidali – nov.2018


Descrizione:

Ai Tessari non c’è solo il Trapezio o la Roda del Canal ma a ben guardare le strutture più meritevoli, già dal basso, risultano essere le Bastionate che si raccordano, con logica alpinistica, alla dorsale del Cordespino.

Qui Beppe Vidali in primis ha tracciato alcuni itinerari che poco o nulla hanno da spartire con gli altri in zona, ed anzi si accomunano più a vere piccole gemme alpinistiche in fondovalle.

Ci troviamo su un itinerario sportivo e protetto ottimamente sia nella progressione che soste, si lascia al parcheggio il patema dell’ingaggio per concentrarsi sul solo piacere del gesto arrampicatorio.

I 3 tiri mediani, in particolare L2 ed L4 meritano il viaggio ed al termine, se non si buttano giù le doppie per le “Nebbie di Avalon” , si gode della gioiosa visione della dorsale del Cordespino con il lago di Garda come quinta scenica; non è vera cima ma il colpo d’occhio non ha nulla da invidiare.

Ora abbiamo trovato la discesa ottimamente segnata e tracciata pure con una fissa, merito probabilmente anche del recente itinerario del “Leone di Nemea” e dei suoi apritori quindi

grazie a tutti quanti ci mettono energia, tempo e passione in favore di altri.


Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Zuane e Canale. Attenzione alla indicazione Tessari a sx ed appena passato il cavo Biffis, voltare a sx e parcheggiare qui nel ampio spiazzo (proprietà privata, siamo educati). Tranquilli anche se trovate parecchie auto saranno quasi tutte destinate al Trapezio oppure alle recenti proposte alla Roda del Canal.


Attacco:

Salire l’ampio sentiero CAI che parte appena prima dello spiazzo costeggiando il vigneto. Ad un bivio a sx tenersi sul principale fino a passare le indicazioni a dx per il settore del Trapezio. Salire ancora qualche tornante ed ignorare una biforcazione che si stacca a sx direzione S. Dopo un ampio cono franoso, in bellavista delle pareti ormai vicine, notare una debole traccia che si stacca a sx e prenderla. Dopo pochi minuti di sentiero più ripido in mezzo alla vegetazione (targhette metalliche S8, SC e qualche ometto) si giunge nei pressi della scritta New Age che indica l’ultima via del settore a N. Attraversare in falsopiano la base della parete stando nel bosco fino alla evidente scritta alla base di un diedrino (attacco nuovo del 2018 ad opera di Beppe Vidali)

nome alla base (link). 25/30 min dal P.


Schizzo via:

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tratto con libera interpretazione dello schizzo di Beppe Vidali


Relazione salita:

tiro m difficoltà protezioni descrizione
L1 30 5b, 1 passo 5c+, 5a 10 fix, S1 Parte in diedrino che muore sotto ad un accennato strapiombino, superarlo e dopo portarsi a sx su bella placca. Alla fine per terreno detritico portarsi sulla cengia verso dx ed allestire S1 comoda su catena (qui partiva la via prima del 2018)
L2 30 5b, 6a 9 fix, S1+ Risalire verso sx per facili e goduriosi strapiombini arancioni stando alla dx di un estetico diedro. Portarsi su placca alla destra e dopo alcuni tecnici passi si raggiunge la comoda ma ventosa sosta su spigolo. S2 su catena
L3 25 5c 9 fix, S2 Salire dritti e prima di raggiungere una fascia boscosa traversare orizzontalmente a sx (allungare) su bella placca a gocce. Doppiare lo spigolo ed S3 scomoda appesi.
L4 35 6a 10 fix + 1 ch, S1+ Traversare a sx per placca verticale dalla liscia apparenza, quando possibile alzarsi verticalmente (allungare) su bellissima e tecnica placca fino a portarsi ad un ballatoio dove si riprende fiato. Con convinzione portarsi in verticale placca e tramite alcune fessure e strapiombini guadagnare la  S4 comoda su catena. Tiro chiave per continuità e sviluppo, allungare bene le protezioni ad ogni cambio di direzione.
L5 50 III+, II 1 cl, R1 Dritti su per diedrino friabile (1 cl con cordone) poi per percorso non obbligato ma da proteggere salire facili marmitte e placche. S5 su albero.
Probabilmente il tiro originale dopo il diedrino si porta in parete N a cercare roccia più verticale, noi non lo abbiamo testato.
sviluppo 170
tot arrampicata 170 m
gradazione 6a+ (6a obbl.), S1+, I

Discesa:

  • Salire per ometti e percorso non obbligato fino a trovare ad W il sentiero del Cordespino che porterebbe in direzione S fino al forte di San Marco. Dopo alcune centinaia di metri, quando si biforca tenere a sx direzione E val D’Adige (bolli rossi) e quindi scendere dapprima parallelo al crinale e dopo direttamente nel bosco sfruttando anche una corda fissa. Per tracce nel bosco stare alla dx (faccia a valle) dei ghiaioni fino ad intercettarne uno piccolo che deposita direttamente sul sentiero CAI di attacco. In breve si è al P dei Tessari. 20/30 min
  • Portarsi verso S stando in quota e seguendo ometti alla S6 della “Nebbie di Avalon” link e poi in doppia tramite 3 calate. La prima calata di 20m, poi una da 45m, traverso a sx faccia valle e poi ultima da 60m (fare nodi). Soluzione non sperimentata.

GPS discesa:


Compagni:

Silvia Corradi e Federico Ravarotto


Note:

  • Portarsi cordini e qualche friend 0.5-0.75 o nut per integrare l’ultimo tiro o qualche passaggio sotto.
  • Via diversa dalle limitrofe e che malgrado la vicinanza al paese o la bassa quota, da qualche veduta e sapore di ambiente. Bellissima la discesa sulla dorsale del Cordespino con vista sul forte di San Marco, la conca di Caprino e lago di Garda.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:


Meteo Rivoli veronese

Bibliografia:


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0-999m Brentino climbing relazioni rock climbing Tessari val d'Adige via sportiva

le Nebbie di Avalon

settore “Bastionate di Tessari”

dorsale del Cordespino 450m

Tessari  (VR) – Italy

Nel 2005 con Guido Girardini e Lodovico Gaspari decidiamo di aprire una via nuova sulle Bastionate dei Tessari a sinistra di “Danza Celtica”, aperta dal sottoscritto con Emanuele Perolo nel 1999.
Come sempre, quando si apre dal basso, la linea di salita non coincide mai con quella tracciata dagli occhi, ma metro dopo metro troviamo il percorso tra gli strapiombi generosi che ci lasciano entrare in un lungo diedro appoggiato e con una roccia superba.
Con uno spostamento su una cengia evitiamo una parte sporca poi con altri tre tiri usciamo sulla sommità.
In lontananza si fanno vedere le umide nebbie della pianura che si fanno strada tra le pareti della Chiusa di Ceraino e in un batter d’occhio tutta la valle viene avvolta da questa coltre
bianca.
E’ inevitabile farsi suggestionare da questa scenografia, mancano soltanto i cavalieri della tavola rotonda.

Beppe Vidali da Arrampicare in Val d’Adige, 56 vie Moderne, Sergio Coltri e Giuliana Steccanella, 2018

 


Dopo un mese di stop forzato da un leggero trauma mi decido a rimettere piede nelle scarpette. E’ troppo il desiderio di respirare un pò di natura in compagnia di amici. La prima ipotesi di una corta via iniziatica su comode staffe sfuma il giorno prima e quindi mi propongo come gratuita zavorra ai miei due amici Ivan e Dario. Non vorrei essere loro di peso o limite e quindi lascio decidere a loro la via senza opporre resistenza. La scelta sarà lungimirante.

Gran bella via, in una parete solare ma con uno sviluppo ed andamento alpinistico. Tutta dalle retrovie, mentre osservo quasi ammirato la bravura dei miei compagni, mi appenderò non poche volte, azzererò l’ultimo tiro e gemerò un numero indefinito di volte.

Loro lo sanno bene ma in questa impacciata e goliardica progressione guadagnamo la dorsale del Cordespino con un tramonto che non lascia posto ai dubbi.

Siamo nel posto giusto, al momento giusto.

Giù svelti però … che ci aspetta la Gigia!


Apritori:

Beppe Vidali, Ludovico Gaspari, Guido Girardini, 2005

Ultime 2 tiri Beppe Vidali, 2018

Descrizione:

Ai Tessari non c’è solo il Trapezio o la Roda del Canal ma a ben guardare le strutture più meritevoli, già dal basso, risultano essere le Bastionate che si raccordano, con logica alpinistica, alla dorsale del Cordespino.

Qui Beppe Vidali in primis ha tracciato alcuni itinerari che poco o nulla hanno da spartire con gli altri in zona, ed anzi si accomunano più a vere piccole gemme alpinistiche in fondovalle.

Ci troviamo su un itinerario sportivo e protetto ottimamente sia nella progressione che soste, si lascia al parcheggio il patema dell’ingaggio per concentrarsi sul solo piacere del gesto arrampicatorio e qui ce ne è davvero tanto.

Altra piccola perla della val d’Adige, con i due tiri finali merita di divenire una classica se non altro per la gioia della visione che si gode dall’ultima sosta.

Grazie Beppe, grazie LAAC, grazie a tutti quanti ci mettono energia, tempo e passione in favore di altri.

Non era originariamente questo, lo spirito natalizio ?


Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Zuane e Canale. Attenzione alla indicazione Tessari a sx ed appena passato il cavo Biffis, voltare a sx e parcheggiare qui nel ampio spiazzo (proprietà privata, siamo educati). Tranquilli anche se trovate parecchie auto saranno quasi tutte destinate al Trapezio oppure alle recenti proposte alla Roda del Canal.


Attacco:

Salire l’ampio sentiero CAI che parte appena prima dello spiazzo costeggiando il vigneto. Ad un bivio a sx tenersi sul principale fino a passare le indicazioni a dx per il settore del Trapezio. Salire ancora qualche tornante ed ignorare una biforcazione che si stacca a sx direzione S. Dopo un ampio cono franoso, in bellavista delle pareti ormai vicine, notare una debole traccia che si stacca a sx e prenderla. Dopo pochi minuti di sentiero più ripido in mezzo alla vegetazione (targhette metalliche S8, SC e qualche ometto) si giunge nei pressi della scritta New Age che indica l’ultima via del settore a N. Noi dobbiamo andare in direzione opposta e salendo ancora brevemente saremo alla base di una assolata ma repulsiva conca strapiombante.

Qui attacca la via, targhetta 1 e nome alla base. 20/25 min dal P.


Schizzo via:

© Beppe Vidali

Relazione salita:

tiro m difficoltà descrizione
L1 25 6a+, 6b, 6a Parte subito atletica su strapiombini ben ammanigliati. Poi placca con breve diedro per guadagnarsi la sosta. S1 comoda su catena.
L2 40 5c, 6a Dritti per placca e poi a cercare un diedro che a metà ha un passo più tecnico. In corrispondenza di una pianta prestare attenzione al friabile. S2 su catena (ev. doppia)
L3 25 4a Traversare orizzontalmente a sx per terreno facile fino ad abbassarsi su una comoda cengia erbosa alla base di un muro. S3 comoda.
L4 20 6b,6b+ Su per verticale e tecnico muro. Prendere una lama che porta alla dx di un arbusto sopra il quale di sosta appesi. S4 su catena.
L5 25 6b+,6b Ancora sul muro con atletici movimenti in strapiombo, poi più facilmente fino ad una tecnica placca finale da vincere prima della sosta. S5 su catena. (ev.doppia)
L6 15 6a+, 5c A dx su tecnica placca e poi più facilmente tornando a sx su terreno più friabile e sporco (! Attenzione a chi sta sotto) Sosta su lapide che era la fine della via prima della integrazione. (ev.doppia)
trasf 25 I camminare in falsopiano verso sx fino a portarsi alla base di uno scudo grigio che termina in un evidente ed invitante diedro giallo
L7 45 5b, 6a, 6a+ Su per la placca adagiata che verticalizza in direzione dell’evidente diedro giallo. Una volta sotto cercare di salirlo un po’ sul pilastro ed un po’ a diedro. Verso la fine passo più difficile. Allungare protezioni sotto e portarne 15. Sosta comoda su cordoni sopra il pilastro. (ev.doppia)
trasf 20 I per bosco fino a portarsi alla base di uno scudo grigio sormontato da tetto con volta ad arco, ed odoroso grottino alla base che funge da talamo per la fauna.
L8 20 6a, 6b, 5a Su per placca e poi con evidente movimento a sx fino a vincere una liscia e tecnica sezione. Appena sopra più facilmente si passa la fune metallica e poi passando delle marmitte si sosta su lapide a spit a pochi passi dal sentiero.
sviluppo 260
tot arrampicata 215 m
gradazione 6b+ (6a+ obbl.), S1, II

Discesa:

  • Salire e trovare appena più a W il sentiero del Cordespino che porta al forte di San Marco, dopo alcune centinaia di metri, quando si biforca tenere a sx direzione E val D’Adige e quindi scendere dapprima parallelo al crinale e dopo direttamente nel bosco (bolli VIOLA)
  • A ritroso dalla via con 5 calate in corda doppia, le prime due evitabili per sentiero sommitale. Una volta arrivati ad S6 (la fine della via prima della integrazione del 2018), una calata di 20m, poi una da 45m, traverso a sx faccia valle e poi ultima da 60m. ( soluzione non sperimentata)

GPS:


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Compagni:

rip del 22/12/2018 (solo secondo cordata) con: Dario Sacchetti, Ivan de Iesu


Note personali:

  • Via diversa dalle limitrofe e che malgrado la vicinanza al paese o la bassa quota, da qualche veduta e sapore di ambiente. Bellissima l’uscita sulla dorsale del Cordespino con vista sul forte di San Marco, la conca di Caprino e lago di Garda.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:


Meteo Rivoli veronese

Bibliografia:


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0-999m Brentino climbing parete degli Stranieri relazioni rope solo val d'Adige via artificiale

Aufguss Street

settore “Parete degli Stranieri”, monte Cimo

Brentino Belluno  (VR) – Italy

 

Descrizione:

Dal sito SassBaloss: « Itinerario d’arrampicata artificiale aperto dal basso il 13 e 19 marzo 2016 da Matteo Bertolotti, Diego Filippi e Davide Martini. La via si snoda lungo la parete che sovrasta l’abitato di Canale di Rivoli Veronese e che è stata battezzata dai primi salitori “Parete degli Stranieri”. La progressione è prettamente in artificiale e la via ottimamente attrezzata con fix da 8mm; le soste sono tutte su fix da 10mm.
La linea è logica; il superamento del tetto, punto massimo delle difficoltà, avviene sfruttando una fessura.
L’Aufguss è una operazione in uso tra chi fa la sauna: consiste nel versare di colpo acqua mescolata ad essenza aromatiche sulle pietre della stufa in modo da produrre un forte gettito di vapore bollente. Durante l’operazione un addetto aumenta lo stimolo termico con colpi di asciugamano indirizzati verso le persone. »

Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Canale, Tessari e Preabocco. Poco dopo, in corrispondenza di una svolta a destra, si trova la piccola frazione di Canale. Qui abbandonare la strada principale e imboccare a sinistra la stretta via Piano Canale. In breve si raggiunge la piazza (area pic-nic, giochi per bambini, fermata dell’autobus, ampio parcheggio) e alzando lo sguardo, si può vedere la parete e la via, conviene parcheggiare qui poi salire fino alla chiesa.

Attacco:

Dalla chiesa di Canale proseguire direzione W lungo la stradina indicata dalla palina CAI e al termine della stessa, sulla sinistra, imboccare il sentiero vero e proprio. Percorrerlo costeggiando una recinzione, terminata la quale, la traccia piega a destra; abbandonarla e svoltare a sinistra. Il sentiero ora è sbarrato da del filo spinato ma un’apertura “poco visibile” (primo rebus della giornata) consente di proseguire. Superare alcuni saliscendi e raggiungere un traliccio dell’alta tensione; costeggiarlo e continuare sino a quando il sentiero perde repentinamente quota. Poco prima sulla destra alcuni bolli rossi indicano la traccia che sale sino all’attacco. 30/45 min faticoso a seconda della vegetazione. Scritta rossa su placca e spit fix con cordone ne indicano l’inizio.

Relazione salita:

115m, 4L, IV+, A1, A2, S1+,S1, II

Discesa:

  • Dirigersi a W quasi in orizzontale su prati, dopo circa 50m si raggiungere la strada sterrata che sale verso il Forte San Marco. Percorrerla verso sinistra e con tornanti e sentiero terroso raggiungere la via Zuane Canale. Da qui ancora a sinistra (asfalto – tratto percorso in macchina) sino a raggiungere nuovamente Canale, 30 min.
  • Due calate in corda doppia (non sperimentate). La prima è assai problematica e di difficile gestione. Con una discesa di 55 Mt. raggiungere la grande terrazza (S2) ma fare molta attenzione perché la calata termina nel vuoto e occorre dondolarsi parecchio per raggiungerla.
    Spostarsi a piedi verso il centro della grotta dov’è presente una sosta attrezzata (poco visibile – 2 fix 8mm. – non utilizzata durante la progressione) che consente mediante una seconda calata di raggiungere nuovamente l’attacco.

Note personali:

  • Via meritevole. La vicinanza al paese e la bassa quota non deve farla sottovalutare però. Ritirata dopo S3 problematica e comunque è richiesta una certa “disinvoltura” su staffe.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con soppressa post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.
  • Tempo salita 6.5h circa (rope solo)

Schizzo salita e discesa:


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