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0-999m relazioni rock climbing Stallavena Valpantena via sportiva

via Longa

Alcenago di Stallavena, 400m

Grezzana (VR)

In questa palestra è consentito ogni tipo d’arrampicata:

se vuoi attaccarti ai chiodi,

puoi farlo;

se ti servono le staffe sul 3°,

puoi usarle (purché non chiodi: ci sono altri metodi indolori);

se vuoi fare tutte le vie difficili in solitaria, slegato, scalzo e bendato,

puoi farlo;

se vuoi metterti i pantacollant di tua figlia o i pantaloni alla zuava di tuo nonno,

nessuno ti fischierà.

Se vuoi arrampicare con la suocera della tua amante,

puoi farlo;

se ti piacciono di più i nut, perchè sono enigmatici,

puoi adoperarli.

Se ti trovi bene con gli scarponi, perché devi partire per l’Himalaya, o perché ti fanno sentire più alto,

adoperali, ma cerca di non consumare mezza suola al 1 ° rinvio di My Friend Socky;

se vuoi, al 52° volo sulla Placca Sgobbi, ti puoi ricordare di aver dormito male la notte, e dire a tutti che pensavi di essere sulla Longa.

Ricordati però, che se verrai beccato ad asportare materiale, scavare tacche, far moulinette nei cordini di via o abbandonare una qualsiasi immondizia, anche uno strofinaccio per pulire le scarpe o un pacchetto vuoto di sigarette: VERRAI DECAPITATO SUL POSTO!

da Guida STALLAVENA di Beppo Zanini 1987

A questa vietta sono particolarmente legato ed affezionato.
Grazie a lei ho mosso i primi passi da capocordata ormai troppi anni fà e sempre grazie a lei ho fatto scoprire la gioia di “partire dal basso ed arrivare in alto” a molti altri alpinisti in erba.
La ritengo molto didattica e divertente, non mi sono mai stancato di ripeterla e mai lo farò ed anche se ora non mi incute più il timore della prima salita, so bene arriverà presto un giorno che uscendo sbuffando dal camino esclamerò:
“Però … me la ricordavo più facile sta via!”

Prima salita:

Angelo Pojesi primi anni ’40


Da SUD:
Dall’uscita VR EST dall’autostrada A4 Milano-Venezia.
Alla prima rotonda dirirgersi verso Valpantena/Lessinia sulla tangenziale EST e tenerla fino ad indicazioni sulla DX Grezzana / Bosco Chiesanuova.
Proseguire per alcuni km sulla SP6 fino ad una grossa rotonda con indicazioni “Grezzana centro” sulla SX quindi seguirle (la falesia diviene già ben visibile in alto)
Dopo neppure 1 km ed appena prima del distributore di carburanti voltare a DX indicazioni Alcenago.
Seguirle per alcune strade strette e tornanti fino a che in corrispondenza del cimitero si può parcheggiare, o sotto i cipressi o nei pressi della chiesa e trattoria (consigliato).

Link a Parcheggio.


Accesso:

Dal tornante nei pressi del cimitero scendere indifferentemente da uno dei due sentieri, che dopo poco si congiungono. Lasciare sulla DX quell’orrendo scempio ambientale di croce con cuore rosso polimero e scendere per roccette tenendo la SX.
Passare sotto al settore “Palestrina” e poi “Peruviana” fino ad arrivare al settore “Longa“.
La nostra è una delle prime vie, attacco con scritta e bollo in giallo nei pressi di una larga fessura aggettante.
Tot: 10/15 min


Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàprotezionidescrizione
L1254b7 fixAttaccare in corrispondenza di una larga fessura aggettante (bollo e scritta gialla) quando questa diviene placca traversare leggermente verso DX seguendo sempre i fix gialli. Passo tecnico e poi si perviene alla sosta originale su un terrazzino che consiglio saltare. Salire un’altra breve fessura ed appena rinviato (allungare) stare bassi e traversare a DX su belle gocce esposte ma facili, puntando alla comoda sosta S1 su catena (in comune con “Quando il cielo non è più blu”).
L2153c, 4a3 fix + soste + 1 cordoneTraversare 2m a DX (fix evitabile) e quindi salire la breve fessura fino alla evidente cengia mediana. Traversare per terreno facile ma esposto rinviando qualche sosta  per poi in corrispondenza dello spigolo abbassarsi (1 cordino in clessidra + 1 fix) con passo non intuitivo. S2 su catena comoda alla base del camino ma non ci si sente con S1.
L3354b, 4c, 4a9 fixEntrare nel camino con larga spaccata e salirlo con bella arrampicata fino ad un passo appena più difficile ove si usa pure la placca di DX. Sopra le difficoltà calano ma non mollano fino alla pianta con catena. Consiglio di fare sosta S3 appena sopra su pianoro, 2 resinati da collegare.
sviluppo75m  
gradazione4b, 4c (4b obbl.), D- S1+, I imp.

Portarsi NDA, casco, 2 cordini, sosta con ghiere e 10 rinvii.


Discesa:

2 possibilità:

  • Discesa classica tramite 2 doppie (oppure 1 unica da 50m), la prima da S3 (catena su pianta) 30m fino ad S2 e la seconda da 20m fino alla base. Tot: 20/30 min
  • Non attrezzare S3 su pianta ma appena dopo, su 2 resinati in pianoro. Da li salire per terreno elementare brevi roccette e congiungersi al sentiero sommitale che scendendo in direzione S congiunge in breve al cimitero o tornante. Tot: 10 min

Compagni cordata:

Salita una decina di volte con numerosi compagni di cordata, gli ultimi sono Francesco e Gioele Pini, 14 e 12 anni a cui vanno le mie congratulazioni.


Note:

  • Prima del traverso di L2 accordarsi con chi fa sicura su un “codice” per capire entrambe quando si è finito il tiro. La comunicazione verbale è quasi impossibile … per fortuna a volte 🙂
  • Non sottovalutare i tiri e la genesi alpinistica degli stessi, ora sono addomesticati da numerosi fix e resinati ma a pensare che fu aperta nel ’40 con 5 chiodi e ripetuta per anni con 7 e gradata III e IV fa riflettere.
  • Ottima per cordate neofite e fresche di corsi che si vogliono testare sia sulla salita che magari sulle doppie. Anche seguire la linea originale non è scontato, ora è stata tutta segnata in giallo ma voi provate a seguire …” il facile nel difficile” e non sbaglierete 😉
  • Colazione in Pasticceria Rossini (link) e dopo panino e birra all’Ostaria Trattoria Castel (link) sono parte integrante dell’arrampicata a Stallavena!

Bibliografia storica di Stallavena:

Guida Stallavena GASV-Cai Verona 1979
guida Stallavena di Beppo Zanini 1987

GPS:


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Meteo:


Meteo Grezzana

Link utili:


Altre vie nei dintorni:

Stallavena Valpantena 1
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    0-999m Brentino relazioni rock climbing Spalti dell'Orsa val d'Adige via sportiva

    Pirata Samu

    Spalti di Capitel d’Orsa, 630m

    Monte Cor, 1018m – Val d’Adige – Brentino Belluno (VR)

    Situato allo sbocco nella Val di Ferrara del Rio Bissole, già conosciuto come Vajo dell’Orsa, il Capitel d’Orsa affaccia a Sud le sue alte pareti rocciose proprio in fronte al caratteristico santuario di Madonna della Corona abbarbicato sulla roccia.
    L’ambiente selvaggio ed incontaminato, regala un’arrampicata emozionante tra angoli di grande suggestione e di inaspettato isolamento.

    Gli Spalti del Capitel d’Orsa, un diadema di roccia isolato ed appartato, quasi nascosto.
    Una sorta di piccolo Eden da voler conservare integro per l’eternità, incontaminato e tranquillo, eppure così vicino da sembrare un sogno. Racchiuso in sé stesso, discreto e riservato ma non per questo altèro.
    E’ proprio per queste sue particolarità, più che per altre ragioni di carattere puramente arrampicatorie, che è entrato come un ariete nei miei pensieri.
    Un terreno di avventura dove il contatto con la natura assume a volte aspetti intensi e appaganti.
    Un po’ demodé se vogliamo, dallo stile più alpino che sportivo, lontano quel tanto che basta per non incorrere nel pericolo di vederlo assalito da orde di collezionisti di vie.
    Una prospettiva questa che mi ha terrorizzato fin qui, momento in cui decido di diffondere questa piccola guida di arrampicate.
    Mi sento in qualche modo responsabile di violare qualcosa di sacro e prezioso, ma allo stesso tempo ingiusto non poter far conoscere ed apprezzare a tutti questo angolo di paradiso.
    Questa modestissima guida la voglio dedicare ai miei amici e a tutti coloro che avranno la sensibilità di apprezzare e rispettare un così incantevole luogo che mi ha saputo regalare momenti di vera felicità.
    Nella speranza che possa piacere come è piaciuta a me,
    Vi auguro delle serene salite.

    Lodovico Gaspari, da: Vie in roccia agli Spalti dell Capitel d’Orsa, ed. 2004

    Prima salita:

    Stefano Giarola 14/02/2004 dall’alto


    Accesso:

    Da SUD:
    Dall’uscita autostrada A22 di Affi (VR), seguite le indicazioni verso N per Brentino-Belluno V.se.
    Oltrepassato di circa 200 mt il secondo bivio che sale all’abitato di Brentino, svoltare a sinistra per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)
    Da NORD:
    Dall’uscita autostrada A22 di Ala Avio (TN), seguite le indicazioni verso S per Brentino-Belluno V.se.
    Circa 200 mt prima dell’abitato svoltare a DX per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)

    Link a Parcheggio.


    Avvicinamento:

    Risalire la strada per un centinaio di metri fino a che sulla sinistra si stacca il sentiero CAI 74. Seguirlo per circa 20 minuti fino a che la parete diviene evidente ed in prossimità di un grosso ometto con una traccia flebile che si stacca a SX.
    Traversare per tracce e seguire indicazioni (alcuni bolli rossi ed ometti) , dapprima sulla cengia superiore di una fascia rocciosa e poi passando un canalone erboso. Nei pressi di un traliccio Enel si segue in salita una grossa condotta metallica.
    Dopo pochi minuti si stacca una traccia verso sinistra (targhetta S1) ed in breve si è agli attacchi delle vie.
    Via Luce e Pirata Samu targhetta metallica 7 e bollo rosso con grosso bullone arrugginito.
    Tot: 35/45 min


    Schizzo via:


    Descrizione tiri:

    tiromdifficoltàprotezionidescrizione
    L1206a+, 5b, II1ch + 3 fix + 2 cordoniPartenza boulderosa a superare un passo in placca strapiombante (6a+ od A0) poi subito le difficoltà calano e, giunti in tratto vegetato e friabile, si traversa decisamente a SX (anche se l’intuito porterebbe salire ancora su bella roccia arancione). S1 comoda in nicchia ma consiglio di concatenare col tiro dopo.
    L220II, 5a, II1 fix + 2 cordoniTraversando ancora a SX per bosco sospeso si rinviano 2 cordoni e si supera una corta placchetta (1 fix) fino ad arrivare alla comoda cengia di sosta, sotto a dei fotogenici tetti. S2: 2 fix con catena
    L3205b, 1 p.sso 6a6 fixSalire la placca a concrezioni con traverso verso DX. Dopo il secondo fix (allungare) salire decisamente e puntare allo strapiombino superiore. Sopra si traversa verso SX su terreno friabile (! Siamo giusto sopra alla S2) fino alla comoda sosta S3: 2 fix con catena
    L430III, 6a5 fixCon andamento ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella ma corta placca che si supera con arrampicata tecnica. S4: 2 fix con catena
    L5306a+, 6a6 fixCon andamento ancora ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella placca con strapiombino mediano di non facile lettura. S5: 2 fix con catena
    L6306a+, 5b7 fixTraverso a DX ad aggirare un diedro di cui si scalerà la faccia DX su bella placca verticale con secco strapiombino mediano. Superato il quale una bella Dulfer permette si arrivare in sosta S6: 2 fix con catena.
    L7256a+, 6b+, 6b8 fixSalire decisamente la bellissima placca a concrezioni aiutandosi con la lama di SX fino a doverla abbandonare per portarsi il piena placca strapiombante a vincere un bombè di roccia lavorata ma lichenosa (6b+). Sopra breve diedrino che adduce ad una tecnica placca fessurata (6b). Bellissimo tiro chiave. S7: 2 fix con catena
    L8256a+, 5a, 5c7 fixIn traverso verso DX a rimontare strapiombini ben ammanigliati, fino a vincerne uno che deposita sulle belle rigole sommitali. Ultimo passo in diedro lisciato e poi S8: 2 fix con catena o qualche metro sopra su albero.
    sviluppo200m  
    gradazione6a, 6b, 6b+ (6a+ obbl.), S1+, II imp.

    Difficoltà in libera:

    Difficoltà obbligatoria:

    Proteggibilità:

    Impegno:

    Esposizione:


    Discesa:

    Si sale di qualche metro cercando una targhetta S1 e poi inoltrandosi nel bosco su una flebile traccia che si segue verso E (DX faccia a monte), fino in prossimità della condotta metallica. Da qui:

    • scendere a fianco della condotta utilizzando sia le tracce di sentiero vicine che le scalette e mancorrenti (! proprietà privata, divieto uso senza DPI) fino al traliccio dell’alta tensione. Qui si riprendono le tracce di sentiero dell’andata e poi il sentiero CAI 74 fino al P. Circa 30 min
    • alzarsi parallelamente alla stessa e seguire traccia bolli rossi, fino ad intersecare il sentiero CAI 74 e poi tramite questo si ritorna al parcheggio in circa 30 min. Soluzione non provata.

    Note:

    • l’ambiente isolato ed assolato e la relativa facilità di accesso non spiega la bassa frequentazione ed il conseguente stato di abbandono delle vie. Ogni ripetitore è invitato a ripulire un po’ la propria ombra.
    • per quanto detto sopra si sconsiglia la calata in doppia anche se ogni sosta è attrezzata allo scopo.
    • La spittatura è ottima a fix ø10 di bell’aspetto ma distanziata, unita al fatto che alcuni tiri partono sprotetti tra vegetazione ed i passi duri sono obbligati siccome su placca compatta, rendono l’obbligatorio vicino al grado in libera.
    • Colazione all’Opera Prima Caffè e Terzo tempo con tappa d’obbligo dalla Gigia, non ve ne pentirete !

    Descrizione vie del settore:

    grazie a Lodovico Gaspari


    GPS:


    Meteo:


    Meteo Rivoli veronese


    Altre vie nei dintorni:

    Spalti dell'Orsa val d'Adige 44 44
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    Appennino borghi da riscoprire relazioni Sassomorello

    via del Tramonto Inaspettato

    SassoMorello, 670m

    Prignano sul Secchia (MO)

    Quinta via nata al Sassomorello su quella che era un’altra linea naturale della parete ad una prima osservazione dal basso.

    Partenza facile su placca compatta con singolo tecnico. Rimontare S1 non è altrettanto facile e poi traverso tendente a dx alla ricerca della roccia più divertente.

    Giunti alla base di un corto ma estetico diedro lo si sale solo tramite protezioni classiche od integrando facilmente con friends e nuts.

    Di conserva fin sotto ad una ultima placca che ci permette di sbucare direttamente in cima, sulla croce e goderci, semmai, un inaspettato tramonto.

    Una via esplorativa con qualche bel passaggio nel solito ameno paesaggio del Sassomorello (link).

    Per mezze giornate spensierate o dal meteo incerto, anche e soprattutto nelle terse giornate invernali, evitare l’estate.

    Ottima per cordate neofite o fresche di corsi che vogliono cimentarsi nelle manovre senza l’ingaggio ed esposizione di una vera parete.


    Apritori:

    N.Bertolani ed Anna Tusini dal basso (gennaio 2020)


    Accesso:

    da Nord: da Serramazzoni o Prignano, su Provinciale 21 scendere per una stretta svolta la via Casina tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante tenere a dx la via Bertoni e P appena prima di una svolta a sx di 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.

    da Sud (consigliato per i romantici siccome regala una visione d’insieme dal basso): indicazioni Gombola, passato il bel paese con vista sul borgo (fermatevi) si tiene la via Valrossenna fino al bivio nei pressi dellabbandonato ponte Cervaro (link) Lì imboccare la via Bedaglia tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante diviene via Bertoni che si apre su una magnifica vallata con ruderi e con la rocca del Sassomorello che domina in alto. P appena dopo di una svolta a 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.


    Attacco:

    Risalire per esile traccia il prato a SX del torrente (viso a monte) puntando ad una catasta di sassi che si aggira appena a SX (ometto).
    Per percorso non obbligato ma dettato da qualche tronco secco che da la direttiva, fino alla base di uno speroncino roccioso (via Il Bucato, targhetta visibile). Appena prima svoltare orizzontalmente a SX (viso monte) quasi alla base della parete e seguirla (ometti) per un centinaio di metri in falsopiano fino a che si è in corrispondenza di una evidente placca nera appoggiata.
    Alla base, nel punto di maggior sviluppo si trova l’attacco con targhetta. Tot: 10/15 min


    Scheda:

    RELAZIONE (ITA) 
    Itinerariovia del Tramonto Inaspettato
    prima salitagennaio 2020: N.Bertolani, A.Tusini dal basso
    Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
    SottogruppoPrignano sul Secchia
    Settore / Parete / CimaSassomorello
    StatoItaly
    Località di Partenza 
    ParcheggioCà Bertoni 580m(MO)
    Sentieri utilizzativia Spallanzani
    Punti d’appoggiobar Katia
    Acquasì, nel lato W della chiesa
    Dislivello avvicinamento [m]+ 30 m
    Dislivello itinerario [m]60 m circa
    Sviluppo itinerario [m]170
    Quota partenza [m]580
    Quota arrivo [m]670
    Tipologia itinerarioRS via misto sportivo/classico in ambiente collinare
    Difficoltà su rocciaII, III, IV, 2 passi 5a (4c obbl.)
    Qualità rocciaOfiolite da buona a mediocre
    ProteggibilitàRS2
    SosteOttime, la maggior parte su fix/resinati
    Impegno2
    Numero di tiri di corda6
    Difficoltà globaleAD+
    Pericolofriabilità in alcuni tiri
    MaterialeNDA, friend #0.5-#1-#2, nuts e cordini
    Esposizione prevalenteS
    Discesasterrato + sentiero
    Data apertura23 gennaio 2020
    Tempo avvicinamento15 min
    Tempo salita2 h
    Tempo discesa20 min
    CompagniAnna Tusini
    Libro di via
    Giudizio6,5
    ConsigliataOttima per iniziare vie di più tiri.

    Schizzo via:

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    Descrizione:

    TIROmDifficoltàProtezioniDescrizione
    L125II, 1.p.sso 4c4 fix, 1 resinatoAttaccare la placca verticalmente al primo spit per terreno elementare che però verticalizza al primo resinato. Passarlo con breve passo tecnico (4c) che purtroppo finisce subito. Salire la facile placca a blocchi fino alla comoda sosta situata alla DX di uno strapiombino. (1 resinato + 1 ch)
    L2205a, I1 fixVincere con movimento atletico un singolo passo in strapiombo, magari aiutandosi con il tronchetto di sosta. Sopra il terreno si abbatte e diviene elementare. Ignorare la pianta con cordino (utile per ritirata in doppia) e con andamento verso DX approdare alla base di un piccolo anfiteatro roccioso ( visibile sopra 1 ch in fessura di L3). Attrezzare comoda sosta su albero sotto al piccolo anfiteatro.
    L320III+, II, I 1 ch, 3 fixAlzarsi nello strapiombino in corrispondenza del chiodo (III+), dopo di che si traversa sul bordo superiore dello stesso (2 fix) fino ad approdare a comoda cengia ed un grosso masso staccato (1 fix). Salendo ancora qualche metro fino a che si perviene alla base di un solido diedro ove si sosta. 1 fix + 1 resinato di sosta.
    L4104a, III2 fix + cordinoImmettersi nel diedro con bel movimento e rinviando il suo bordo sx superiore (fix). Ora stare bassi in parete traversando su roccia ed aggirando un piccolo spigolo (fix) e poi per terreno elementare (cordone bianco su pianta) fino a pervenire ad una sosta su pianta alla base di un estetico diedro. Sosta attrezzata su pianta con cordone.
    L515V, IV+, II2 ch, 1 fixInserirsi nell’invitante diedro ascendente con tecnici movimenti (2 ch). Usare il fondo fessurato per integrare eventualmente con friend #0,5 e #1 oppure nuts e poi portarsi in placca sulla dx. In breve si perviene al suo termine e si traversa in orizzontale a sx (1 fix) per giungere sulla comoda cengia. Si attrezza la sosta su 1 golfare + 1 fix (libro di via).
    trasferimento80Trasferimento. Tenere la DX e camminare su pendio erboso in direzione della croce di vetta (1 cordone su albero in comune con l’uscita della via del Bucato e Colpo di Calore). Dopo un breve gradino roccioso, in corrispondenza di un ometto, tenere la SX puntando ad un alto cordone bianco su albero, ma soprattutto ad una placca fessurata più o meno a perdendicolo con i balconi delle costruzioni sommitale. Pentagono di marmo bianco alla base. 80m su terreno elementare
    L6304a, 4c, II 3 fixSalire la lichenosa placca fidandosi dei piedi con bei movimenti (2 fix). Puntare ad una fessura (utile friend #1 e #2) che si vince sulla sua DX su un blocco in apparenza staccato, fino al terzo fix. Traversare ora orizzontalmente su terreno elementare aiutandosi con la recinzione (utili cordini) e puntando alla evidente croce ove si attrezza la sosta.
    sviluppo arrampicata120m
    sviluppo totale200m
    gradazioneII, III, IV, 2 passi 5a (4c obbl), RS2, AD+, 2 imp.

    Discesa:

    A) Scendere dalla croce e passare per il piccolo borgo (! proprietà privata, evitare schiamazzi). Dopo poche decine di metri in direzione della strada principale, appena dopo un rudere parte una strada bianca a sx, via Don Luigi Spallanzani. Percorrerla scendendo fino ad una casa. Sulla dx vi si trova una palizzata come traccia di una antica carrozzabile (bollo CAI). Ora si è in vista della parete W con sempre il borgo di Sassomorello in bella mostra. Scendere ancora fino a che al termine dei paletti di recinzione non si incrocia una carrareccia abbandonata e spesso paludosa (palina CAI). Qui girare a sx in direzione N ed in vista della base della parete. In breve la strada diviene sentiero, passiamo prima un rigagnolo di fonte (attacco via Mascherata della Morte Rossa) e dopo un allevamento di arnie. In breve ci riconduce alla strada del P. 20 min tot.

    B) discesa in doppia sconsigliata ma possibile da S1 e prima di S2 dalla pianta attrezzata con maglia rapida.


    Compagni:

    Anna Tusini (23/01/2020)

    Luca Mazzoli pulizia e resinatura (31/01/2020)


    GPS:


    Visualizza mappa ingrandita


    Note:

    • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su 6 tiri di corda, una progressione in conserva, muoversi sul facile ma friabile ed il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
    • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e lama staccata, occorre acuire la sensibilità di piedi e mani su questa roccia.
    • via concatenabile con le altre limitrofe oppure con maggiore logica ad Antenna Uno Rock Station( link) In quest’ultimo caso, dopo che si è arrivati in croce, occorre scendere per la mulattiera tra la chiesa e le case tralasciando sulla SX la falesia, fin quasi alla corda fissa che scende dal cimitero. Valutare in questo caso il P nei pressi del cimitero (link al P) e poi attaccare scendendo la via Spallanzani (discesa A)
    •  birra e spuntini al bar Katia (link) dopo sono una garanzia.

    Bibliografia:


    Meteo:


    Meteo Prignano sulla secchia
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    0-999m climbing Muzzerone pilastro del Bunker relazioni rock climbing via sportiva

    Chi vuol esser lieto Sia

    Pilastro del Bunker

    Muzzerone, 325 m slm – Portovenere (SP)


    Apritori:

    Roberto Vigiani e Tino Amore 1986


    Descrizione

    Una delle prime vie aperte al Muzzerone che anche a distanza di più di trentanni ne mantiene le caratteristiche di logicità ed appagamento nella salita, oltre che essere una delle più facili.
    La roccia, il contesto ambientale unico, i gabbiani reali che ci osservano sempre allo stesso livello, il clima, le protezioni ora corrette e riviste in chiave moderna e soprattutto l’incomparabile colpo d’occhio della parete a picco sul mare, rendono questa una salita da non lasciarsi sfuggire a chi possiede un solido 5b/5c a vista.
    Una vera “classica plaisir” della zona insomma, da non perdere.


    Accesso:

    Uscita La Spezia direzione Portovenere, poi Le Grazie.
    Arrivati all’abitato di Le Grazie subito dopo il parcheggio delle ambulanze ed in corrispondenza di un bivio a V stretta prendere la DX (cartello palestra Arrampicata).
    Seguire la strada che sale stretta per tornanti fino a che si intravede sulla SX una impressionante cava. Ad un bivio seguente tenere la SX e salire per tornanti su strada fortemente dissestata.
    Mentre si sale si incontra prima il parcheggio per il rifugio Muzzerone (link), proficuo per le vie alla Parete Striata o gli inferiori settori Mandrachia e Pilastro della Discordia e poi quello della Parete Centrale (link).
    Ignorarli e proseguire in corrispondenza dell’ultima curva a gomito prima del Forte e qui parcheggiare non invadendo la panchina (link).

    Avvicinamento:

    Prendere il sentiero 1a per Portovenere che parte proprio vicino al tavolo da pic-nic.
    Dopo 5 minuti quasi in falsopiano e prima di raggiungere il Bunker, si intravede in basso sulla DX una freccia bianca ma soprattutto un sentiero che scende decisamente nella macchia tramite fisse.
    Imboccarlo e perdere quota velocemente prestando attenzione alla qualità delle funi (2019 molte logorate e pericolose in caso di pioggia).
    Arrivare fino a che il sentiero si allarga a catino e qui seguire ometti sulla SX ed un cavo metallico che ci fa perdere altra quota.
    Proseguire su cengia esposta nella boscaglia in direzione E fino a che si raggiunge un non intuitivo bivio.
    Non salire (attacco via Prenotazione Obbligatoria) ma tenere le tracce che scendono fino a che si perviene su un grosso pino marittimo con sia una corda fissa che cavo metallico (foto) che ci permette di arrivare ad una comoda cengia.
    Si dovrebbe intravedere il caratteristico pino marittimo che sbuca quasi perpendicolare dalla parete e che segna l’attacco della via.
    Consiglio legarsi appena prima su comodo terreno.


    Schizzo via:

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    Descrizione tiri:

    tiromdifficoltàprotezionidescrizione
    L1255b (1.passo 6a)8 fixPartenza su diedro verticale fino a delle lame, non tutte stabili, all’altezza del terzo spit si traversa a dx per placca verticale. Per cengia si perviene sotto ad un muretto fessurato da vincere con atletica e scorbutica arrampicata (6a ma con 3 spit in 2 m). Sopra le difficoltà son finite quindi con magnifica e fotogenica arrampicata in pochi metri si raggiunge la base di un diedro, ove è posta la catena a spit di S1.
    L2355b11 fixAlzarsi dal diedro prendendo la placca di dx e poi per bella roccia lavorata più semplicemente si risale con andamento sinuoso fino alla comodissima S2 su un ballatoio. (ignorare i vecchi fix a dx di Powa)
    L3405c sost.12 fixRisalire la bella placca fino a che si perviene a dx ad un tratto di vegetazione che adduce alla base di una ostica placca fessurata a sx. Entrarci con tecnica arrampicata resa più difficile dalla patinatura degli appoggi obbligati. Salire fino a che la fessura diviene placca tecnica da traversare a dx con arrampicata entusiasmante. Stare in placca o più semplicemente appena a dx fino a che si raggiunge la comoda S3 con una caratteristica lama che può fungere da seggiola. Allungare bene le protezioni prima dei cambi di direzione e per potere tenerle corte sulle fessura. 1 friend #0,5/#1 potrebbe aiutare nell’A0.
    L4455c – 5b12 fixPartenza a sx su pulpito per bella placca verticale, si agguanta la goduriosa lama e la si usa per uscire a dx fino ad immettersi in solare ed estetico diedro. Lo si sale con arrampicata tecnica fino a che non si perviene ad uno spit sulla faccia sx (allungare protezione). Qui traversare a sx in bella esposizione riguadagnando lo spigolo. Poco dopo si perviene ad una sosta da ignorare poi per facili roccette si raggiunge S4. 2 fix con catena ed 1 resinato.
    L5455c – 5a11 fixTraversare a sx su blocchi ignorando la prima fila di vecchi fix (Powa) fino ad immettersi sotto ad una evidente placca incisa da larga fessura (altri spit a sx portano all’uscita di Prenotazione Obbligatoria). Salire la fessura con movimenti non intuitivi fino a che sulla sua sommità si passa sull’altra faccia a sx con movimento atletico per vincere lo strapiombino. Ora per terreno più facile e discontinuo su gradoni si sale fino alla comoda sosta sommitale da attrezzare su 2 resinati.
    sviluppo190   
    gradazione5c, 6a (5b obbl.), D+, S1+, 5L, 190m, 2  

    Discesa:

    • Dalla sosta stare alti sul crinale e traversare su terreno elementare alcuni metri verso E fino a che il bunker diviene visibile.
      Scendere ora per evidente traccia una sella e poi risalire al Bunker dove si incontra il sentiero 1a che in 5 min ci riporta alle auto.  15/20 min tot.
    • Discesa tramite doppie sconsigliata sia per i traversi che per le numerose cordate che di solito affollano la via. Una ritirata da S1 è possibile tramite 20m di doppia che depositano su una cengia collegata con fune metallica pure alla Parete Striata.

    Ripetizione del:

    • 21/10/2007: Michele Bartarelli (circa 3.5h)
    • 13/01/2008: Fabio Salvaterra e Marco Bulgarelli (circa 5h)
    • 21/11/2008: Paolo Dante Gatti (circa 2.5h)
    • 13/12/2010: Andrea Pellegrini e Marco Bulgarelli (circa 5h)
    • 19/01/2020: Francesco Pini (14 anni) e Luca Mazzoli (circa 5h). Karen Martinelli, Silvia Corradi e Bianca Musiani (16 anni) altra cordata di amici.

    Note:

    • La rispittatura ad ottimi inox ø10 e resinati ha tolto qualche run-out che mi ricordavo nelle prime ripetizioni, ora friends e nuts sono superflui. Solo alcuni cordini possono risultare utili per ridurre attrito nei cambi di direzione e/o nei tiri lunghi.
    • si può incontrare l‘edera del climber (link) che provoca dermatite e piccole pustole, prestare attenzione e coprirsi quando si è dentro al fogliame sommitale.
    • evitare l’estate od in caso di mare mosso, il meglio lo si trova nelle terse giornate invernali con mare calmo in cui si arrampica in maglietta con alle spalle Elba, Corsica e Capraia.

    GPS:

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    Meteo:


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