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Canale ovest Gomito e var. Mi.Ni.

Monte Gomito 1892m

Uno dei canali più tecnici e caratteristici dell’Appennino.
Peccato le piste da sci e la devastazione perpetrata nella val di Luce.
Attaccarlo presto la mattina od una notturna con uscita all’alba dovrebbe donare ancora un sapore di scoperta.

La variante Mi.Ni. è stata percorsa durante il primo tentativo per mancanza di verglass portante in parete. E’ una simpatica alternativa più semplice del canale W ma anche meno estetica e più soggetta ad essere secca.


Apritori:

Difficoltà:

Obbligatorio:

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Sviluppo:

Quota:

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Esposizione:

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Ubicazione:

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Tipo terreno:

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Bellezza:


Accesso:

Dal Passo dell’Abetone seguire le indicazioni per la Val di Luce. Proseguire per pochi km su stretta stradina fino alla località sciistica, dove è possibile parcheggiare nelle immediate vicinanze degli impianti di risalita.
(a pagamento oppure un poco più a valle gratis)


Avvicinamento:

Dal parcheggio si vede già interamente il canale, quindi dirigersi verso est, direttamente in direzione della parete.
Attraversare le piste e salire senza percorso obbligato il cono che scende dal canale fino al suo restringimento fino a quando la pendenza inizia ad aumentare in modo deciso.
Da qui è preferibile legarsi in cordata.


Tracciato salite:


Relazioni:

Diretta W del Gomito:

L1
Salire questo tratto (pendenza 45/50° circa) superando un risalto ghiacciato a 65°. Proseguire su terreno più appoggiato fino alla base della soprastante fascia rocciosa. Predisporre qui una sosta per superare il successivo e più impegnativo tratto. Nel nostro caso le condizioni della neve hanno permesso di attrezzare una sosta (S1) utilizzando due fittoni (60m). ( Le condizioni trovate hanno permesso di percorrere questo primo tratto del canale in conserva protetta, mantenendosi sul lato sinistro per evitare gli accumuli della parte centrale)

L2
Salire verso destra seguendo la fascia rocciosa, e superare un primo salto ghiacciato (pendenza 80°). Proseguire alcuni metri su terreno più appoggiato e superare un secondo salto ghiacciato di 2m a 90°. SI apre a questo punto una bella rampa a 65° circa, invisibile dal parcheggio che, su fondo compatto e con pendenza costante, porta a ridosso del salto roccioso che scende direttamente dalla cima. Qui si trovano due chiodi su cui sostare e, nelle immediate vicinanze, un sasso incastrato con il quale è possibile rinforzare la sosta (S2). (55m, 65°, due salti ghiacciati di cui uno breve ma verticale, possibilità di proteggere con viti da ghiaccio e fittoni, sosta su due chiodi + sasso incastrato)

L3
Dalla sosta traversare per una decina di metri verso sinistra faccia monte abbassandosi leggermente, fino a portarsi alla base di una bella e regolare goulotte formata alla base del diedro parete sommitale. Le condizioni hanno permesso di percorrere questo tratto in conserva protetta, proteggendosi con fittoni o chiodi, posizionabili sulla parete destra della goulotte. Questo tratto si trova sotto l’uscita, e quindi è soggetto a scariche di ghiaccio e neve dalle cornici soprastanti ed eventualmente sassi dalla parete. Seguire la goulotte (65°) fino alle cornici che circondano l’uscita. Nella nostra ripetizione siamo usciti a destra rasente la parete (1 chiodo a pochi metri dall’uscita), sfruttando accumuli abbondanti di neve sulla nostra sinistra e la parete rocciosa verticale alla nostra destra. (80m, 65° continui, uscita su misto e accumuli abbondanti, 1 chiodo immediatamente prima dell’uscita. Nel caso non fosse possibile affrontare questa lunghezza in conserva, predisporre una sosta intermedia con fittoni o chiodi sulla parete di destra)

Dall’uscita è possibile raggiungere in pochi minuti la cima vera e propria con croce di vetta a quota 1892m

variante Mi.Ni:

L1
Salire il cono fino a che la pendenza va sui 45/50° circa, superare un risalto ghiacciato a 65° e subito dopo predisporre una sosta su fittoni (40m)

L2
si intravede sulla destra una grossa cengia mediana ascendente verso destra. Percorrerla fino a che diviene cresta e qui predisporre una sosta (utili chiodi) (30m)

L3
continuare a destra quasi orizzontalmente sulla cengia delimitata superiormente da una fascia rocciosa. Così in forte esposizione si guadagnano pochi metri mentre ci si porta sulla parete Sud alla base di un ampio canale dove fare sosta. (55m, 50°, possibilità di proteggersi con fittoni, chiodi e nuts)

L4
Proseguire nell’ampio e facile canale senza obbligo e in conserva protetta fino a portarsi in corrispondenza dell’anticima contrassegnata da targa commemorativa con chiodi (80m, 45°)

Dall’uscita è possibile raggiungere in pochi minuti la cima vera e propria con croce di vetta a quota 1892m


Discesa:

Ci sono due possibilità:

1:

Si può scendere in direzione sud, raggiungere le piste da sci e seguirle fino all’arrivo. Questa soluzione è la più breve ed immediata.

2:

In alternativa, dalla cima del Monte Gomito 1892m, è possibile seguire in discesa la cresta nord, costeggiando un salto roccioso che si apre verso sinistra (ovest). Dopo un centinaio di metri una ripida rampa nevosa interrompe il suddetto salto, ed è possibile scendere nella conca sottostante piegando verso sinistra (ovest).
Seguire la conca verso nord e, alla sua base, traversare verso sinistra (ovest) spostandosi quindi sul versante che sovrasta la Val di Luce. A questo punto il parcheggio è visibile, ed è possibile raggiungerlo scendendo lungo il fianco boscoso della montagna, fino a ricollegarsi alla partenza degli impianti di risalita. Da qui in pochi minuti si raggiunge il parcheggio.
Questa seconda via di discesa, anche se più lunga, evita le affollate piste e si svolge in ambiente più bello ed isolato ed è quella che abbiamo percorso e suggeriamo.

Tracciato della salita della diretta al canale W e discesa 2) a Nord

Relazione scaricabile:

relazione a cura di Gianluca Bulgarelli che ringrazio.


Tempi previsti:

  • Dal P alla cima del m.Gomito = 1.5/3 ore (dipende molto dalle condizioni e dai tiri di corda usati)
  • Discesa 1 = 30 min
    Discesa 2 = 45 min/ 1h

Compagni:

12/12/2012 con Mirko Razzaboni

09/02/2013 con Gianluca Bulgarelli, Roberto Scagliarini ed Andrea Pellegrini


Materiale:

  • NDA, casco e ramponi 12 punte
  • 1 piccozza (meglio se 2 ed 1 con martello)
  • Corda min 50m
  • 2 viti da ghiaccio corte, 2 chiodi universali, 4 rinvii, 2 fittoni, alcuni cordini.
  • Kit autosoccorso da valanga: Artva, pala e sonda (ormai obbligatorio)

Bibliografia:


GPS:


Visualizza mappa ingrandita

Meteo:

Bollettino Valanghe Appennino:

Consulta il bollettino valanghe prima di partire!


Web cam sul Giovo:

Note:

  • Uno dei più bei canali del nostro Appennino. Peccato per la devastazione degli impianti di risalita che occorre si fermino qui.
  • Assicurarsi del bollettino valanghe aggiornato ed evitare di partire tardi. Il canale è soggetto a slavine.
  • In inverno artva, pale e sonda deve essere parte della N.D.A. (Normale Dotazione Alpinistica)
  • Se rimane del tempo segnalo la possibilità di eseguire esercitazioni di autosoccorso da valanga (anche 1 solo componente) in un campo Artva allestito a 100 m dall’Albergone Val di Luce. Link al GPS
  • La variante Mi.Ni. è stata quasi sicuramente già salita in passato ma non sono noti gli artefici. Simpaticamente gli abbiamo attribuito le nostre iniziali che con un gioco di parole fanno intuire essere una “scappatoia” rispetto all’altro bel canale di sinistra.

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Gallery:

Salita direttissima canale W del 09/02/2013:

Salita var. Mi.Ni. del 12/12/2012:

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