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Alpi Orientali Brentino climbing relazioni rock climbing Spalti dell'Orsa Sport Climbing val d'Adige

Pirata Samu

Spalti di Capitel d’Orsa, 630m

Monte Cor – Val d’Adige – Brentino Belluno (VR)

Situato allo sbocco nella Val di Ferrara del Rio Bissole, già conosciuto come Vajo dell’Orsa, il Capitel d’Orsa affaccia a Sud le sue alte pareti rocciose proprio in fronte al caratteristico santuario di Madonna della Corona abbarbicato sulla roccia.
L’ambiente selvaggio ed incontaminato, regala un’arrampicata emozionante tra angoli di grande suggestione e di inaspettato isolamento.

Gli Spalti del Capitel d’Orsa, un diadema di roccia isolato ed appartato, quasi nascosto.
Una sorta di piccolo Eden da voler conservare integro per l’eternità, incontaminato e tranquillo, eppure così vicino da sembrare un sogno. Racchiuso in sé stesso, discreto e riservato ma non per questo altèro.
E’ proprio per queste sue particolarità, più che per altre ragioni di carattere puramente arrampicatorie, che è entrato come un ariete nei miei pensieri.
Un terreno di avventura dove il contatto con la natura assume a volte aspetti intensi e appaganti.
Un po’ demodé se vogliamo, dallo stile più alpino che sportivo, lontano quel tanto che basta per non incorrere nel pericolo di vederlo assalito da orde di collezionisti di vie.
Una prospettiva questa che mi ha terrorizzato fin qui, momento in cui decido di diffondere questa piccola guida di arrampicate.
Mi sento in qualche modo responsabile di violare qualcosa di sacro e prezioso, ma allo stesso tempo ingiusto non poter far conoscere ed apprezzare a tutti questo angolo di paradiso.
Questa modestissima guida la voglio dedicare ai miei amici e a tutti coloro che avranno la sensibilità di apprezzare e rispettare un così incantevole luogo che mi ha saputo regalare momenti di vera felicità.
Nella speranza che possa piacere come è piaciuta a me,
Vi auguro delle serene salite.

Lodovico Gaspari, da: Vie in roccia agli Spalti dell Capitel d’Orsa, ed. 2004

Apertura:

Stefano Giarola 14/02/2004 dall’alto


Accesso:

Da SUD:
Dall’uscita autostrada A22 di Affi (VR), seguite le indicazioni verso N per Brentino-Belluno V.se.
Oltrepassato di circa 200 mt il secondo bivio che sale all’abitato di Brentino, svoltare a sinistra per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)
Da NORD:
Dall’uscita autostrada A22 di Ala Avio (TN), seguite le indicazioni verso S per Brentino-Belluno V.se.
Circa 200 mt prima dell’abitato svoltare a DX per loc. Castel e continuare per stretta strada vicino a dove finisce l’asfalto, fino al 5°tornante (spazio per 2 sole auto)

Link a Parcheggio.


Avvicinamento:

Risalire la strada per un centinaio di metri fino a che sulla sinistra si stacca il sentiero CAI 74.
Seguirlo per circa 20 minuti fino a che la parete diviene evidente ed in prossimità di un grosso ometto prendere una traccia flebile che si stacca orizzontalmente a SX (link a GPS)
Traversare per tracce e seguire indicazioni (alcuni bolli rossi ed ometti) , dapprima sulla cengia superiore di una fascia rocciosa e poi passando un canalone erboso.
Nei pressi di un traliccio Enel si segue in salita una grossa condotta metallica.
Dopo pochi minuti si stacca un’altra traccia verso sinistra (targhetta S1) ed in breve si è agli attacchi delle vie.
Via Luce e Pirata Samu partenza in comune con targhetta metallica 7 e bollo rosso con grosso bullone arrugginito.
Tot: 35/45 min


Schizzo via:


Descrizione tiri:

tiromdifficoltàprotezionidescrizione
L1206a+, 5b, II1ch + 3 fix + 2 cordoniPartenza boulderosa a superare un passo in placca strapiombante (6a+ od A0) poi subito le difficoltà calano e, giunti in tratto vegetato e friabile, si traversa decisamente a SX (anche se l’intuito porterebbe salire ancora su bella roccia arancione). S1 comoda in nicchia ma consiglio di concatenare col tiro dopo.
L220II, 5a, II1 fix + 2 cordoniTraversando ancora a SX per bosco sospeso si rinviano 2 cordoni e si supera una corta placchetta (1 fix) fino ad arrivare alla comoda cengia di sosta, sotto a dei fotogenici tetti. S2: 2 fix con catena
L3205b, 1 p.sso 6a6 fixSalire la placca a concrezioni con traverso verso DX. Dopo il secondo fix (allungare) salire decisamente e puntare allo strapiombino superiore. Sopra si traversa verso SX su terreno friabile (! Siamo giusto sopra alla S2) fino alla comoda sosta S3: 2 fix con catena
L430III, 6a5 fixCon andamento ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella ma corta placca che si supera con arrampicata tecnica. S4: 2 fix con catena
L5306a+, 6a6 fixCon andamento ancora ascendente verso SX, prima su fogliame e poi si perviene ad una bella placca con strapiombino mediano di non facile lettura. S5: 2 fix con catena
L6306a+, 5b7 fixTraverso a DX ad aggirare un diedro di cui si scalerà la faccia DX su bella placca verticale con secco strapiombino mediano. Superato il quale una bella Dulfer permette si arrivare in sosta S6: 2 fix con catena.
L7256a+, 6b+, 6b8 fixSalire decisamente la bellissima placca a concrezioni aiutandosi con la lama di SX fino a doverla abbandonare per portarsi il piena placca strapiombante a vincere un bombè di roccia lavorata ma lichenosa (6b+). Sopra breve diedrino che adduce ad una tecnica placca fessurata (6b). Bellissimo tiro chiave. S7: 2 fix con catena
L8256a+, 5a, 5c7 fixIn traverso verso DX a rimontare strapiombini ben ammanigliati, fino a vincerne uno che deposita sulle belle rigole sommitali. Ultimo passo in diedro lisciato e poi S8: 2 fix con catena o qualche metro sopra su albero.
sviluppo200m  
gradazione6a, 6b, 6b+ (6a+ obbl.), S1+, II imp.

Discesa:

Si sale di qualche metro cercando una targhetta S1 e poi inoltrandosi nel bosco su una flebile traccia che si segue verso E (DX faccia a monte), fino in prossimità della condotta metallica. Da qui:

  • scendere a fianco della condotta utilizzando sia le tracce di sentiero vicine che le scalette e mancorrenti (! proprietà privata, divieto uso senza DPI) fino al traliccio dell’alta tensione. Qui si riprendono le tracce di sentiero dell’andata e poi il sentiero CAI 74 fino al P. Circa 30 min
  • alzarsi parallelamente alla stessa e seguire traccia bolli rossi, fino ad intersecare il sentiero CAI 74 e poi tramite questo si ritorna al parcheggio in circa 30 min. Soluzione non provata.

Note:

  • l’ambiente isolato ed assolato e la relativa facilità di accesso non spiega la bassa frequentazione ed il conseguente stato di abbandono delle vie. Ogni ripetitore è invitato a ripulire un po’ la propria ombra.
  • per quanto detto sopra si sconsiglia la calata in doppia anche se ogni sosta è attrezzata allo scopo.
  • La spittatura è ottima a fix ø10 di bell’aspetto ma distanziata, unita al fatto che alcuni tiri partono sprotetti tra vegetazione ed i passi duri sono obbligati siccome su placca compatta, rendono l’obbligatorio vicino al grado in libera.
  • Colazione all’Opera Prima Caffè e Terzo tempo con tappa d’obbligo dalla Gigia, non ve ne pentirete !

Descrizione vie del settore:

grazie a Lodovico Gaspari per la gentile concessione.


GPS:

Total distance: 3220 m
Max elevation: 633 m
Min elevation: 250 m
Total climbing: 561 m
Total descent: -559 m
Total time: 07:28:14
Download file: Spalti.Capitel.d.Orsa_gpx _2020-02-22_0914.gpx

Meteo:


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beginner Brentino climbing relazioni rock climbing Sport Climbing Tessari val d'Adige

New Age

settore “Bastionate di Tessari”

dorsale del Cordespino 450m

Tessari  (VR) – Italy


Apritori:

Beppe Vidali, Lodovico Gaspari, Guido Girardini – 2004
Beppe Vidali – nov.2018


Descrizione:

Ai Tessari non c’è solo il Trapezio o la Roda del Canal ma a ben guardare le strutture più meritevoli, già dal basso, risultano essere le Bastionate che si raccordano, con logica alpinistica, alla dorsale del Cordespino.

Qui Beppe Vidali in primis ha tracciato alcuni itinerari che poco o nulla hanno da spartire con gli altri in zona, ed anzi si accomunano più a vere piccole gemme alpinistiche in fondovalle.

Ci troviamo su un itinerario sportivo e protetto ottimamente sia nella progressione che soste, si lascia al parcheggio il patema dell’ingaggio per concentrarsi sul solo piacere del gesto arrampicatorio.

I 3 tiri mediani, in particolare L2 ed L4 meritano il viaggio ed al termine, se non si buttano giù le doppie per le “Nebbie di Avalon” , si gode della gioiosa visione della dorsale del Cordespino con il lago di Garda come quinta scenica; non è vera cima ma il colpo d’occhio non ha nulla da invidiare.

Ora abbiamo trovato la discesa ottimamente segnata e tracciata pure con una fissa, merito probabilmente anche del recente itinerario del “Leone di Nemea” e dei suoi apritori quindi

grazie a tutti quanti ci mettono energia, tempo e passione in favore di altri.


Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Zuane e Canale. Attenzione alla indicazione Tessari a sx ed appena passato il cavo Biffis, voltare a sx e parcheggiare qui nel ampio spiazzo (proprietà privata, siamo educati). Tranquilli anche se trovate parecchie auto saranno quasi tutte destinate al Trapezio oppure alle recenti proposte alla Roda del Canal.


Attacco:

Salire l’ampio sentiero CAI che parte appena prima dello spiazzo costeggiando il vigneto. Ad un bivio a sx tenersi sul principale fino a passare le indicazioni a dx per il settore del Trapezio. Salire ancora qualche tornante ed ignorare una biforcazione che si stacca a sx direzione S. Dopo un ampio cono franoso, in bellavista delle pareti ormai vicine, notare una debole traccia che si stacca a sx e prenderla. Dopo pochi minuti di sentiero più ripido in mezzo alla vegetazione (targhette metalliche S8, SC e qualche ometto) si giunge nei pressi della scritta New Age che indica l’ultima via del settore a N. Attraversare in falsopiano la base della parete stando nel bosco fino alla evidente scritta alla base di un diedrino (attacco nuovo del 2018 ad opera di Beppe Vidali)

nome alla base (link). 25/30 min dal P.


Schizzo via:

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tratto con libera interpretazione dello schizzo di Beppe Vidali


Relazione salita:

tiro m difficoltà protezioni descrizione
L1 30 5b, 1 passo 5c+, 5a 10 fix, S1 Parte in diedrino che muore sotto ad un accennato strapiombino, superarlo e dopo portarsi a sx su bella placca. Alla fine per terreno detritico portarsi sulla cengia verso dx ed allestire S1 comoda su catena (qui partiva la via prima del 2018)
L2 30 5b, 6a 9 fix, S1+ Risalire verso sx per facili e goduriosi strapiombini arancioni stando alla dx di un estetico diedro. Portarsi su placca alla destra e dopo alcuni tecnici passi si raggiunge la comoda ma ventosa sosta su spigolo. S2 su catena
L3 25 5c 9 fix, S2 Salire dritti e prima di raggiungere una fascia boscosa traversare orizzontalmente a sx (allungare) su bella placca a gocce. Doppiare lo spigolo ed S3 scomoda appesi.
L4 35 6a 10 fix + 1 ch, S1+ Traversare a sx per placca verticale dalla liscia apparenza, quando possibile alzarsi verticalmente (allungare) su bellissima e tecnica placca fino a portarsi ad un ballatoio dove si riprende fiato. Con convinzione portarsi in verticale placca e tramite alcune fessure e strapiombini guadagnare la  S4 comoda su catena. Tiro chiave per continuità e sviluppo, allungare bene le protezioni ad ogni cambio di direzione.
L5 50 III+, II 1 cl, R1 Dritti su per diedrino friabile (1 cl con cordone) poi per percorso non obbligato ma da proteggere salire facili marmitte e placche. S5 su albero.
Probabilmente il tiro originale dopo il diedrino si porta in parete N a cercare roccia più verticale, noi non lo abbiamo testato.
sviluppo 170
tot arrampicata 170 m
gradazione 6a+ (6a obbl.), S1+, I

Discesa:

  • Salire per ometti e percorso non obbligato fino a trovare ad W il sentiero del Cordespino che porterebbe in direzione S fino al forte di San Marco. Dopo alcune centinaia di metri, quando si biforca tenere a sx direzione E val D’Adige (bolli rossi) e quindi scendere dapprima parallelo al crinale e dopo direttamente nel bosco sfruttando anche una corda fissa. Per tracce nel bosco stare alla dx (faccia a valle) dei ghiaioni fino ad intercettarne uno piccolo che deposita direttamente sul sentiero CAI di attacco. In breve si è al P dei Tessari. 20/30 min
  • Portarsi verso S stando in quota e seguendo ometti alla S6 della “Nebbie di Avalon” link e poi in doppia tramite 3 calate. La prima calata di 20m, poi una da 45m, traverso a sx faccia valle e poi ultima da 60m (fare nodi). Soluzione non sperimentata.

GPS discesa:

Total distance: 1198 m
Max elevation: 458 m
Min elevation: 138 m
Total climbing: 10 m
Total descent: -330 m
Total time: 00:35:13
Download file: Discesa_Bastionate-Tessari_gpx _2019-11-01_1457.gpx


Compagni:

Silvia Corradi e Federico Ravarotto


Note:

  • Portarsi cordini e qualche friend 0.5-0.75 o nut per integrare l’ultimo tiro o qualche passaggio sotto.
  • Via diversa dalle limitrofe e che malgrado la vicinanza al paese o la bassa quota, da qualche veduta e sapore di ambiente. Bellissima la discesa sulla dorsale del Cordespino con vista sul forte di San Marco, la conca di Caprino e lago di Garda.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:


Meteo Rivoli veronese


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climbing relazioni rock climbing Sport Climbing Tessari val d'Adige

le Nebbie di Avalon

settore “Bastionate di Tessari”

dorsale del Cordespino 450m

Tessari  (VR) – Italy

Nel 2005 con Guido Girardini e Lodovico Gaspari decidiamo di aprire una via nuova sulle Bastionate dei Tessari a sinistra di “Danza Celtica”, aperta dal sottoscritto con Emanuele Perolo nel 1999.
Come sempre, quando si apre dal basso, la linea di salita non coincide mai con quella tracciata dagli occhi, ma metro dopo metro troviamo il percorso tra gli strapiombi generosi che ci lasciano entrare in un lungo diedro appoggiato e con una roccia superba.
Con uno spostamento su una cengia evitiamo una parte sporca poi con altri tre tiri usciamo sulla sommità.
In lontananza si fanno vedere le umide nebbie della pianura che si fanno strada tra le pareti della Chiusa di Ceraino e in un batter d’occhio tutta la valle viene avvolta da questa coltre bianca.
E’ inevitabile farsi suggestionare da questa scenografia, mancano soltanto i cavalieri della tavola rotonda.

Beppe Vidali da Arrampicare in Val d’Adige, 56 vie Moderne, Sergio Coltri e Giuliana Steccanella, 2018

Dopo un mese di stop forzato da un leggero trauma mi decido a rimettere piede nelle scarpette. E’ troppo il desiderio di respirare un po’ di natura in compagnia di amici.
La prima ipotesi di una corta via iniziatica su comode staffe sfuma il giorno prima e quindi mi propongo come gratuita zavorra ai miei due forti amici Ivan e Dario. Non vorrei essere loro di peso o limite e quindi lascio decidere a loro la via senza opporre resistenza. La scelta sarà lungimirante.
Gran bella via, in una parete solare ma con uno sviluppo ed andamento alpinistico. Tutta dalle retrovie, mentre osservo quasi ammirato la bravura dei miei compagni, mi appenderò non poche volte, azzererò l’ultimo tiro e gemerò un numero indefinito di volte.
Loro lo sanno bene ma in questa impacciata e goliardica progressione guadagniamo la dorsale del Cordespino con un tramonto che non lascia posto ai dubbi.

Siamo nel posto giusto, al momento giusto.

Giù svelti però … che ci aspetta la Gigia!


Apritori:

, ,
,

Difficoltà:

,

Obbligatorio:

,
,

Sviluppo:

Quota:

,

Esposizione:

,

Ubicazione:

,

Tipo terreno:

,

Bellezza:


Descrizione:

Ai Tessari non c’è solo il Trapezio o la Roda del Canal ma a ben guardare le strutture più meritevoli, già dal basso, risultano essere le Bastionate che si raccordano, con logica alpinistica, alla dorsale del Cordespino.

Qui Beppe Vidali in primis ha tracciato alcuni itinerari che poco o nulla hanno da spartire con gli altri in zona, ed anzi si accomunano più a vere piccole gemme alpinistiche in fondovalle.

Ci troviamo su un itinerario sportivo e protetto ottimamente sia nella progressione che soste, si lascia al parcheggio il patema dell’ingaggio per concentrarsi sul solo piacere del gesto arrampicatorio e qui ce ne è davvero tanto.

Altra piccola perla della val d’Adige, con i due tiri finali merita di divenire una classica se non altro per la gioia della visione che si gode dall’ultima sosta.

Grazie Beppe, grazie LAAC, grazie a tutti quanti ci mettono energia, tempo e passione in favore di altri.

Non era originariamente questo, lo spirito natalizio ?


Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Zuane e Canale. Attenzione alla indicazione Tessari a sx ed appena passato il cavo Biffis, voltare a sx e parcheggiare qui nel ampio spiazzo (proprietà privata, siamo educati). Tranquilli anche se trovate parecchie auto saranno quasi tutte destinate al Trapezio oppure alle recenti proposte alla Roda del Canal.


Attacco:

Salire l’ampio sentiero CAI che parte appena prima dello spiazzo costeggiando il vigneto. Ad un bivio a sx tenersi sul principale fino a passare le indicazioni a dx per il settore del Trapezio. Salire ancora qualche tornante ed ignorare una biforcazione che si stacca a sx direzione S. Dopo un ampio cono franoso, in bellavista delle pareti ormai vicine, notare una debole traccia che si stacca a sx e prenderla. Dopo pochi minuti di sentiero più ripido in mezzo alla vegetazione (targhette metalliche S8, SC e qualche ometto) si giunge nei pressi della scritta New Age che indica l’ultima via del settore a N. Noi dobbiamo andare in direzione opposta e salendo ancora brevemente saremo alla base di una assolata ma repulsiva conca strapiombante.

Qui attacca la via, targhetta 1 e nome alla base. 20/25 min dal P.


Schizzo via:

© Beppe Vidali, che ringrazio per la cessione.

Relazione salita:

tiromDiff.Descrizione
L1256a+, 6b, 6aParte subito atletica su strapiombini ben ammanigliati. Poi placca con breve diedro per guadagnarsi la sosta. S1 comoda su catena.
L2405c, 6aDritti per placca e poi a cercare un diedro che a metà ha un passo più tecnico. In corrispondenza di una pianta prestare attenzione al friabile. S2 su catena (ev. doppia)
L3254aTraversare orizzontalmente a sx per terreno facile fino ad abbassarsi su una comoda cengia erbosa alla base di un muro. S3 comoda.
L4206b,6b+Su per verticale e tecnico muro. Prendere una lama che porta alla dx di un arbusto sopra il quale di sosta appesi. S4 su catena.
L5256b+,6bAncora sul muro con atletici movimenti in strapiombo, poi più facilmente fino ad una tecnica placca finale da vincere prima della sosta. S5 su catena. (ev.doppia)
L6156a+, 5cA dx su tecnica placca e poi più facilmente tornando a sx su terreno più friabile e sporco (! Attenzione a chi sta sotto) Sosta su lapide che era la fine della via prima della integrazione. (ev.doppia)
trasf25Icamminare in falsopiano verso sx fino a portarsi alla base di uno scudo grigio che termina in un evidente ed invitante diedro giallo
L7455b, 6a, 6a+Su per la placca adagiata che verticalizza in direzione dell’evidente diedro giallo. Una volta sotto cercare di salirlo un po’ sul pilastro ed un po’ a diedro. Verso la fine passo più difficile. Allungare protezioni sotto e portarne 15. Sosta comoda su cordoni sopra il pilastro. (ev.doppia)
trasf20Iper bosco fino a portarsi alla base di uno scudo grigio sormontato da tetto con volta ad arco, ed odoroso grottino alla base che funge da talamo per la fauna.
L8206a, 6b, 5aSu per placca e poi con evidente movimento a sx fino a vincere una liscia e tecnica sezione. Appena sopra più facilmente si passa la fune metallica e poi passando delle marmitte si sosta su lapide a spit a pochi passi dal sentiero.
sviluppo260  
tot arrampicata215m 
Generale6b+(6a+ obbl.), S1+, II

Discesa:

  • Salire e trovare appena più a W il sentiero del Cordespino che porta al forte di San Marco, dopo alcune centinaia di metri, quando si biforca tenere a sx direzione E val D’Adige e quindi scendere dapprima parallelo al crinale e dopo direttamente nel bosco (bolli VIOLA)
  • A ritroso dalla via con 5 calate in corda doppia, le prime due evitabili per sentiero sommitale. Una volta arrivati ad S6 (la fine della via prima della integrazione del 2018), una calata di 20m, poi una da 45m, traverso a sx faccia valle e poi ultima da 60m. ( soluzione non sperimentata)

GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Compagni:

ripetizione del 22/12/2018 (solo secondo cordata) con: Dario Sacchetti, Ivan de Iesu


Note personali:

  • Via diversa dalle limitrofe e che malgrado la vicinanza al paese e la bassa quota, da qualche veduta e sapore di ambiente. Bellissima l’uscita sulla dorsale del Cordespino con vista sul forte di San Marco, la conca di Caprino e lago di Garda.
  • Colazione abbondante dalla Miki e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento!
  • 2005 ad opera di: Beppe Vidali, Ludovico Gaspari, Guido Girardini.
    2018 ultimi 2 tiri ad opera del solo Beppe Vidali

Meteo:


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Brentino Castel Presina relazioni rock climbing Sport Climbing val d'Adige

4 Passi su Marte

Castel Presina

Monte Cimo – Brentino (VR)

 

Apritori:

Beppe Vidali & Lodovico Gaspari, 2006


Bella varia ed impegnativa, una delle prime e più belle a Castelpresina rimanendo sul 6b obbl. La classe degli apritori poi è una garanzia!


Accesso:

Uscita Affi seguire le indicazioni per Verona-Trento-Valpolicella. Passato il cavalcavia Rivoli, Caprino Veronese e successivamente per Spiazzi. Prima di raggiungere la frazione si nota sulla destra il ristorante “La Baita” e subito dopo una strada in discesa con indicazioni per Ca’ Scala, Broieschi, Porcino. Seguire la strada per circa 1 km fino a che sul lato sinistro della strada si individua un piccolo slargo dove stanno 2 o 3 auto. Solitamente si parcheggiava qui (link) ma dopo numerosi furti conviene lasciare le auto sulla strada principale appena dopo “La Baita” link al P.

Giunti alla piazzola si sale a ritroso direzione NE (val d’Adige) su sentiero parallelo alla strada, poi direzione E nella boscaglia sfruttando una lieve traccia. In breve si scende fino ad un bivio con palina in legno. Qui andare a sinistra imboccando un marcato sentiero con bella vista sulla val d’Adige.

Con breve discesa si raggiunge la base della parete. La nostra via è una delle prime appena dopo il grottone. (25/30 min)

Attaccare su “Saluto al Sole” – “4 Passi su Marte” targhetta (1) (2) alla base


Schizzo:


Relazione:

Difficoltà: 6c max (6b obbl)
Proteggibilità: S1
Impegno: II
Sviluppo: 165 m
Tiri: 6
Attrezzatura: NDA,  12 rinvii
Esposizione: E -SE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera ed autunno
Tempo salita: circa 4h
Bellezza: ****
Apritori: Beppe Vidali & Lodovico Gaspari, 2006
Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Compagni:

Dario Sacchetti


Discesa:

Usciti dalla via riprendere evidenti tracce di sentiero che prima salgono verso NW e poi si abbassano (targhette metalliche S4) fino al ruscello, per poi risalire verso S riportando al P. (20min)


GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:

Bella varia ed impegnativa, una delle più belle a Castelpresina rimanendo sul 6b obbl.


Note enogastronomiche:


Bibliografia:


Altre vie nei dintorni:

Castel Presina 8

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val d'Adige 46

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Meteo Caprino veronese


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