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1000m Piccole Dolomiti relazioni

Pilastro Stenghel + raccordo d’attacco (Placca Lumache)

Pilastro Stenghel 1655m

Monte Cornetto – Sengio Alto (TN)

Non conoscevo bene Giuliano ma lo stimavo molto lo stesso.
Un giorno, a cavallo tra ottobre e novembre, eravamo io e Claudio in Val del Sarca a cercare un po’ di sole in quell’inizio d’autunno.
Giuliano era a fianco e sbucò senza rumore da uno spigolo assolato quando la verticalità permise alle nostre due cordate di incrociare gli sguardi e parole.
Al bar della Lanterna quel tepore che ci accompagnò in via ci permise di gustarci pure una birra all’aperto e riprendere le chiacchiere, interrotte prima dalla divergenza delle linee salite.
Ci scambiammo veloci opinioni sulla giornata e tu ci consigliasti un “diedro appena più in là“, salito da te anni prima e che era altrettanto bello, forse pure più del Baldessarini.
Alla nostra domanda se ci fosse anche lì del sesto, mi ricordo ancora la tua risposta:

” No, no! Quale sesto. Io il sesto non l’ho mai salito da primo! “

Fra me e me pensai che, oltre al fatto che era chiaro davamo a quel grado un valore diverso, molto diverso, era altrettanto chiaro quale umiltà di persona avessi di fronte.

Ci salutasti con tre libri in omaggio, due per noi ed uno per la sezione.

Mi divennero subito chiare le belle parole che avevo sentito sul tuo conto prima di allora.

Non potevamo che aggiungerne altre.

Ciao Giuliano.


Apritori:

Gli apritori hanno deciso di rimanere in anonimato per dare maggiore importanza e risalto alla figura di Giuliano Stenghel a cui hanno deciso di dedicare il toponimo del breve ma elegante pilastro.
Sappiamo che hanno salito questo itinerario con un solo chiodo e qualche protezione veloce, che sicuramente non gli sono servite più di tanto nelle compatte placche che spesso si ritrovano.


Accesso / Attacco:

da SUD:

Dal Rifugio Campogrosso (link al P) 1443m seguire il comodo sentiero 170 E5 verso la Forcelletta N/O e Passo degli Onari, dapprima attraverso un bosco di faggi e poi per prati.
Prima della Malga Bovental 1435m (chiamata anche Boffetàl) si prende il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari.
A due grossi ometti quasi sul sentiero prendere quello più a monte abbandonando il sentiero.
Dopo una ventina di metri si è in prossimità della bella placca nerastra che segna l’attacco della via (cordoni in clessidra e sosta S1 visibili sopra).
TOT: 30/40min da Campogrosso, 10 min da Malga Bovental.

da NORD:

Giungere a Pian delle Fugazze (link al P) 1162m e P, prendere la “strada delle Sette Fontane” e poi il comodo sentiero 173 verso malga Boffetal. Oltrepassata si prende a sx il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari.
A due grossi ometti quasi sul sentiero prendere quello più a monte abbandonando il sentiero.
Dopo una ventina di metri si è in prossimità della bella placca nerastra che segna l’attacco della via (cordoni in clessidra e sosta S1 visibili sopra).

Tot: 30/40 min da Pian delle Fugazze o 10 min da Malga Bovental.


Relazione:

Difficoltà:V+, D+
Proteggibilità:R1 il pilastro Stenghel, R2 le placche delle Lumache
Impegno:II
Sviluppo:170 m + 20 m di trasferimento
Tiri:7
Attrezzatura:NDA, diversi cordini (anche aperti) per le numerose clessidre, friend medio-piccoli
Esposizione:W-SW
Tipo di roccia:dolomia dalla buona all’ottima
Periodo consigliato:Data la comodità d’accesso, di discesa e la favorevole esposizione è possibile percorrere l’itinerario anche nelle belle giornate invernali
Tempo salita:circa 3.5 h
Bellezza:****

Tracciato via:


Schizzo :


Descrizione:

tiromdifficoltàdescrizione
L125V p. V+Salire verticalmente la placca compatta rimanendo nel suo margine dx (2 cl, utili cordini aperti fini), quindi spostarsi leggermente a sx e superare un’altra breve placca (1 ch) fino a prendere delle lame gialle (1 cl sulla dx) che portano ad una fessura. Superarla (ottimo posto per friend rosso) uscendo a sx su buoni appigli (mugo). Vincere un’ulteriore placca (1 ch e 1cl stretta circa un metro sopra al chiodo) che conduce direttamente alla sosta da attrezzare su 4 clessidre.
L220IV, IIITraversare orizzontalmente circa 4 metri fino ad una sosta intermedia su 2 dadi incastrati e cl con cordino (sosta originale di apertura, da evitare), quindi rimontare in verticale la placca, ora appoggiata, che si segue facilmente verso dx (1 cl e 1 dado incastr.) fino a uno spigoletto giallo al margine di quest’ultima. Sosta da attrezzare su clessidra e un chiodo.
L325p. V+, IV+, IAggirare l’aggettante spigoletto giallo, quindi rimontare un breve strapiombetto (dado incastrato per azzero) che dà accesso a un caratteristico diedro obliquo (posti per friend medi e 1 cl formata da sassi incastr. a circa metà della rampa). Un grosso mugo aiuta ad uscire su di una cengia erbosa che, seguita per una decina di metri verso dx, porta alla base di un tozzo pilastro staccato, dove si sosta su 1 ch giallo.
*Da qui è possibile evitare il successivo sperone seguendo la traccia che lo aggira a destra e in 2 minuti porta direttamente all’attacco del Pilastro Stenghel.
L430V+, III, IVSalire la breve fessura in dulfer sopra la sosta (ottimi posti per friend medi) fino ad uno strapiombetto, traversare quindi orizzontalmente 2 metri a dx su piccoli appigli (clessidra con fettuccia per azzero) e proseguire ora in facile traverso orizzontale, sempre verso dx, su roccia lavoratissima ricca di clessidre. Riprendere a salire verticalmente a dx degli strapiombetti (1 cl) su buoni appigli fino alla cima dello sperone (1 cl formata da massi incastr. un metro prima di uscire). Spostarsi orizzontalmente circa 3 metri verso dx e sostare su mugo con cordone e maglia rapida.
trasferimento20scendere verso sx arrampicando in discesa per 3/4 metri (IV, oppure 1 calata da 5 metri) e portarsi alla base dell’evidente “Pilastro Stenghel” (chiodo con cordino visibile alla base).
*Da qui è possibile concludere la salita rientrando per la comoda traccia (ometti) che riporta velocemente al sentiero n. 170.
L530V p. V+, IV+, IIISalire la placca di roccia ottima, inizialmente verso sx puntando ad un chiodo giallo, poi verticalmente seguendo i numerosi chiodi (6 chiodi e 1 cl), fino a quando la parete diviene meno verticale, quindi traversare facilmente a sx sfruttando una grossa lista rocciosa per le mani, portandosi sul filo dello spigolo. Sosta su grosso mugo in una comoda cengetta 3 metri a sinistra del filo dello spigolo.
L620V, IIITornare 2 metri a dx della sosta e proseguire verticalmente sul filo dello spigolo superando una breve ma bella placca lavorata di roccia ottima (3 cl) fino ad una cengetta. Salire la breve paretina soprastante in obliquo verso sx (grossa clessidra e 1 ch) fino ad una nicchia gialla dove si sosta su 1 ch + 1 cl attrezzata con cordone e maglia rapida). *La via originale dalla cengetta seguirebbe direttamente il filo dello spigolo, evitando la sosta intermedia (V/V+, 1 cl con cordone visibile)
L7201 passo V, III, IITraversare orizzontalmente a dx per 3 metri portandosi alla base del breve ma aggettante “naso” fessurato. Vincerlo (1 ch e ottima fessura per friend medio) e quindi traversare a dx su cengetta per tre metri (2/3 cl). Per facili roccette in breve si raggiunge la sommità del pilastro dove comodamente si sosta su un mugo con cordone e maglia rapida (Libro di via).
sviluppo200m
tot arrampicata170m
gradazioneV/V+, R2, II, D+

Compagni:

Anna Tusini e Claudio Bassoli


Discesa:

  1. Dalla cima del pilastro scendere alla forcelletta mugosa per tracce ed ometti e poi risalire in direzione N (SX viso a monte) su evidente traccia ad un’altra forcella stavolta rocciosa. In breve ad a mezzacosta ricollegarsi all’evidente sentiero con galleria che porta verso il Passo degli Onari.
    Da qui è possibile rientrare a Campogrosso o Pian delle Fugazze (40 min) o proseguire in funzione di un possibile concatenamento di altri itinerari alpinistici sul m.Cornetto, come lo Spigolo Soldà, la via degli Ometti, ecc…
  2. Se si vuole concatenare la Stefani-Bertolotti o lo Spigolo Bellavista meglio e più veloce fare una doppia da 40m, attrezzata su mugo in sommità, verso la base della evidente fessura-camino di attacco.

Cartina:


GPS:


Note:

  • Alternativa sempre più utilizzata per raggiungere il frequentato Spigolo Soldà al Cornetto o la Via degli Ometti evitando l’avvicinamento a piedi.
  • Anche se il grado non è mai tecnicamente troppo elevato è abbastanza continua nelle difficoltà e qualche passaggio esige il muoversi agevolmente sul V dolomitico. Siccome gira pure parecchio non ritengo sia adatta a cordate neofite, per queste molto meglio il Bellavista che rimane globalmente più facile ed intuitivo.
  • Questi due itinerari concatenati alla splendida Stefani-Bertolotti e alla Via degli Ometti prendono il nome di “Direttissima sud/ovest del Cornetto”, che con i suoi 700m di arrampicata effettiva porta direttamente in vetta al Cornetto.

Bibliografia:


Meteo:

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Spigolo del Gelo

secondo pilastro settentrionale del
Monte Tormeno 1292m

Prealpi Venete- Val d’Astico o Valdastico (VI)

Elegante itinerario alpinistico che sale un logico ed aereo spigolo, immerso in un suggestivo contesto isolato.
Le difficoltà sono contenute e l’arrampicata si svolge prevalentemente lungo compatti diedri fessurati.
La moltitudine di fessure lineari che caratterizzano
il percorso permettono di proteggersi sempre in modo sicuro, rendendo superflua un’ulteriore chiodatura.
Successivamente all’apertura l’itinerario è stato ripulito e sono stati aggiunti alcuni chiodi come segnavia.
Le soste sono tutte su
comode terrazze, attrezzate con cordoni.
Il 02/01/2020 gli stessi apritori hanno tracciato un’interessante variante al 3° tiro con diffcoltà di VI grado (40m , 1 chiodo).


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo in comando alternato il 28/12/2019


Accesso:

  1. Dal paese di Arsiero seguire le indicazioni per Posina (SP81), oltrepassare la galleria e, alla fine della discesa, svoltare a destra su via Crosara imboccando la Val di Rio Freddo (indicazioni per ristorante “Dalla Irma” e trattoria “Alla Fortuna”). Al bivio di Contrà Crosara tenere la destra per Scattolari e Contrà Polo. Al ponticello (due fontane ai lati) svoltare a destra ed entrare nella piccola Contrà Polo;
    parcheggiare l’auto nello slargo prima di attraversare il torrente.
    link al P
    Proseguire per la comoda carrareccia con una bellissima veduta sulla parete del Sojo dei Corvi fino a quando diviene sentiero (CAI 538). Si continua per il sentiero (ben segnalato) che ad un certo punto attraversa il torrente e prosegue dolcemente sulla sponda opposta. Dopo pochi minuti, alcune decine di metri prima che il sentiero attraversi nuovamente il torrente, abbandonarlo e prendere un’evidente traccia sulla SX (grande bollo giallo) che si stacca costeggiando inizialmente una fascia rocciosa strapiombante. Continuare lungo la traccia, sempre evidente, che si snoda in un bellissimo contesto di cascate e caratteristiche gole lungo la Val della Sola. Dopo una decina di minuti di falso piano la traccia inizia a salire con serpentine il pendio boschivo e conduce direttamente alla base dei tre evidenti pilastri che caratterizzano il versante settentrionale del Monte Tormeno.
    Portarsi alla base del pilastro centrale, sulla SX dello zoccolo erboso (viso a monte) si trova l’attacco (chiodo con cordone).
    Tot: 50 minuti dall’auto
  2. Si riporta un ulteriore accesso, molto più rapido ma che transita su strada sterrata e dissestata: al bivio di contrà Crosara svoltare a sx e proseguire per 5 Km fino a contrà Busatti (varie indicazioni). Da qui la strada diviene sterrata. La si percorre per 5 km fino a Malga Zolle di Fuori. Dopo 700m al bivio tenere la dx e raggiungere Malga Zolle di Dentro.
    Proseguire ancora 600m fino al primo grande tornante dove si lascia l’auto (Sella del Tormeno).
    Imboccare il largo sentiero (sulla sx) e dopo pochi metri abbandonarlo (grande faggio con segno azzurro) scendendo il pendio boschivo per 30m fino ad intersecare un evidente sentiero (ometti).
    Seguendolo verso dx si perviene comodamente alla base dello spigolo.
    Tot: 10/15 minuti dall’auto.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R2
Impegno:II
Sviluppo:190 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2019
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Foto via:

© Matthias Stefani

Schizzo via:

2019 © Matthias Stefani

Relazione via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L120II,III???
S1 comoda su terrazzino e CH
L230V, V+???
S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L325IV, IV+, 1 passo V???
S3 su 3 CH.
L440IV, 1 passo V ???
S4 sosta su pianta da attrezzare.
L530IV+???
S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L645IV, passi V???
S6 sosta su pianta.
sviluppo190m 
gradazione IV, V, V+ (V obbl.), R2, II, D+ 

Discesa:

  1. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale.
    Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto.
    Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  2. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso.
    Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale.
    Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


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Note:


Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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Stefani Bertolotti

Torre Luca Franceschini 1730m

Monte Cornetto – Sengio Alto (TN)

E’ metà marzo e sono a pestare neve e qualche primula avvicinandomi alla torre Bovental che già al sole ci invita ad essere salita. Sono insieme a Marco, Alice ed Andrea ma son rimasto indietro cercando qualche scorciatoia dal sentiero, che come sempre si manifesta come la scelta sbagliata.
Siamo soli, anzi no.
Davanti a noi due alpinisti salgono veloci ed io mi stupisco di come questa via sia già presa dall’assalto a marzo, quando al Campogrosso ci avevano detto eravamo i primi arrampicatori a transitare da loro.
Ben presto però vedo cambiano itinerario, non ci presto caso e mi spiego saliranno magari la Soldà al Cornetto.
Poco dopo in sosta sento il mio nome ma la voce non mi pare dei miei compagni, mi guardo attorno ma vedendo nulla penso ad un riverbero.
Scendiamo soddisfatti e sereni al Campogrosso e mentre divido il materiale intravedo due ceffi scuri che si avvicinano un po’ piegati al rifugio.
Uno mi pare di conoscerlo, l’altro no, anzi pure l’altro mi ricorda qualcosa.
Abbozzo un nome … è lui.
Le facce sono sporche e strinate, gli occhi gonfi e le mani la sommatoria di ciò che è scritto sopra.
Sono brasati ma contenti.
Qui han fatto qualcosa di bello e tosto, oggi c’è aria di alpinismo a Campogrosso e la poca gente ci permette di respirarne di più, di aria.
Si siedono con noi, parliamo, ci raccontiamo ed in breve il tavolo si riempie di soppressa, formaggio e sei immancabili birre.
Noi abbiamo fatto nulla e siamo stanchi, chissà loro!
Ed invece qualche forza la tiriamo fuori tutti.
Si ride, si scherza, si sogna, si fanno promesse che non verranno forse mai mantenute, ma poco importa.
C’è voglia di stare insieme e condividere un frangente di vita, senza che questo divenga “reale” solo perchè qualcuno ne ha fatto un selfie.
Ed in effetti una volta a casa mi accorgo ho più di cento foto di via e nessuna di quei momenti.
Che belli i momenti che si ricordano solo, senza le briglie degli occhi.

16 marzo 2019 durante la nostra ripetizione del Bellavista a fianco si chiudeva questo itinerario per merito di Matthias e Matteo.

Apritori:

Matthias Stefani e Matteo Bertolotti ( 16 marzo 2019 dopo 2 tentativi invernali)


Accesso :

da SUD:

Dal Rifugio Campogrosso (link) 1443m seguire il comodo sentiero 170 E5 verso la “Forcelletta N/O” e “Passo degli Onari”, dapprima attraverso un bosco di faggi e poi per prati. Prima della Malga Bovental 1435m (chiamata anche Boffetàl) si prende il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari. Da qui sono facilmente riconoscibili la Torre Bovental, il Monte Cornetto e, alla sua base, la Torre Luca Franceschini.

da NORD:

Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e P, prendere la “strada delle Sette Fontane” e poi il comodo 173 verso malga Boffetal. Oltrepassata si prende a sx il 170 in direzione N verso il Passo degli Onari. Da qui sono facilmente riconoscibili la Torre Bovental, il Monte Cornetto e, alla sua base, la Torre Luca Franceschini.


Attacco:

Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco fino a quando, proprio in mezzo al sentiero, si nota una evidente radice.
Poco oltre, sulla sinistra, si trova un faggio con due segnavia CAI molto vicini. Pochissimi metri dopo, sulla destra, si stacca la traccia che conduce alla base della parete (continuando si raggiunge il bivio – ometto – per lo Spigolo Bellavista alla Torre Bovental o la Placca delle Lumache).

Salire zigzagando (numerosi ometti) e guadagnare una zona con dei grossi massi oltre la quale, attraverso un corridoio tra mughi, si perviene al ghiaione basale.

Portarsi verso sinistra alla base dell’evidente diedro/camino dove si trova l’attacco (visibile chiodo rosso in alto)


Relazione:

Zona MontuosaPiccole Dolomiti
Sottogruppomonte Cornetto
Settore / Parete / CimaTorre Luca Franceschini
Località di PartenzaRifugio Campogrosso, 1460m (VI) o Pian delle Fugazze, 1163m (TN)
Sentieri170 e 176
Punti d’appoggioRifugio Campogrosso, 1460m (VI) o Pian delle Fugazze, 1163m (TN)
Acquarif. Campogrosso
Dislivello avvicinamento da Campogrosso [m]+ 250 m
Dislivello avvicinamento da Pian Fugazze [m]+ 450 m
Dislivello itinerario [m]120 m circa
Sviluppo itinerario [m]170 m
Quota partenza [m]1.600
Quota arrivo [m]1.730
Cartografia utilizzataCartina TABACCO 056 PASUBIO Piccole Dolomiti Campogrosso Sengio Alto
Tipologia itinerariovia classica in ambiente su dolomia
Difficoltà su rocciaVII-(1 passo),VI,V (VI obbl)
Qualità rocciaDa buona ad ottima, solo qualche tratto friabile
ProteggibilitàR3
SosteLa maggior parte su chiodi
ImpegnoII
Numero di tiri di corda6
Difficoltà globaleTD+
Pericoliprestare attenzione ad alcuni tratti instabili nel quarto tiro
MaterialeNdA, 8 rinvii, serie friends e nuts. Ev. martello e chiodi per ogni evenienza
Esposizione prevalenteSW
Data gitasabato 29 giugno 2019
Tempo impiegato salita3,5 h
Tempo impiegato discesa30 min
Libro di vettaSi.
Giudizio8,5
ConsigliataSi. Una delle più belle che abbia salito in Piccole e non solo.
Link utiliSassBaloss

Tracciato via:


Schizzo via:

Su gentile concessione di Matthias Stefani


Descrizione:

tiromdifficoltàdescrizione
L125V (1 p.sso V+)Parte subito su diedro verticale (1ch) che presto diviene sinuoso “camino del verme”. Singolo passo strapiombante (1 ch) fino a vincere un masso incastrato (cordone) e poi dentro alle viscere della montagna per divenire un “verme” (si passa solo senza zaino e scarpe). Dopo diversi minuti di catartica perdita di dignità, si perviene più facilmente ad un comodo pulpito con 3 CH di sosta.
L220V+,VII-, VI, VAlzarsi subito con decisione a prendere l’invitante fessura di sx che serpeggia dritta e netta (1 CH all’inizio). Proteggersi poi esclusivamente con ottimi friends o nuts vincendo un breve passo tecnico (VII-) che richiede sensibilità di piede. Più semplicemente ora fino alla fine del diedrino e poi munirsi di decisione e sangue freddo per affrontare il traverso a dx (1 CH) su verticale muro povero di appoggi (V+). Presa l’altra fessura parallela si sale più facilmente (1 CH) fino alla comodissima sosta a 3 CH in una nicchia. Tiro magnifico, uno dei più belli delle Piccole e non solo.
L340VI-, IV+, V+,IIScendere brevemente a dx una gobbosità (1 CH) e poi su terreno all’apparenza friabile traversare orizzontalmente proteggendosi con ottimi friend ed 1 CH. A metà tiro si perviene ad una placca nera che con splendida arrampicata ma sprotetta (R3) si lascia vincere (V+). Dopo per terreno facile ma esposto (3 CH) si perviene alla comoda ed estetica sosta su mugo.
L425II, IV-Traversare a dx su terreno elementare (ometto) ma instabile fino a rimontare un grosso masso precario, salire una rampa ascendente verso dx su buona roccia (1 CH) fino a pervenire in un comodo ballatoio con a fianco la sosta su 2 CH alla base di un diedro-camino.
L530IV, IV+,IIISalire direttamente il bel camino di ottima roccia fino ad un cordone, poco sopra singolo passo strapiombante (IV+) di difficile protezione. Le difficoltà poi calano fino alla comoda sosta su mugo.
L630III+Ora per terreno appoggiato su splendida dolomia bianca e lavorata, per percorso non obbligato si cercano due clessidre con cordone fino alla spianata sommitale dove su mugo si recupera il compagno. Libro di via
sviluppo170m 
gradazione VII-, VI, V
(VI obbl.)
TD+, R2, II

Compagni:

Mephisto


Discesa:

  • Dalla cima della “Torre Franceschini” portarsi sul versante N e scendere 3m per trovare un mugo attrezzato per una doppia da 40m. Lanciarla stando attenti ai mughi ed alla direttiva di discesa che deve portare nei pressi della sella del sentiero.
    Da lì a ritroso per il sentiero di avvicinamento.
    30/45 min circa.

Cartina:


GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:

  • Superbo itinerario dalla logica esemplare, intelligenza alpinistica e roccia che sa regalare ad ogni tiro qualcosa di diverso ed unico.
  • Per cordate agguerrite raggiungere l’attacco tramite la concatenazione prima della Placca delle Lumache e del Pilastro Stenghel così da ricavarne 13 tiri nel complesso su ottima dolomia e dallo stile di arrampicata molto eterogenei.
  • Se ancora non si è sazi concatenare dopo la Via degli Ometti compiendo la “Direttissima sud/ovest del Cornetto”, che con i suoi 700m di arrampicata effettiva e difficoltà media di V con passi fino al VII- porta direttamente in vetta al Cornetto con una arrampicata di sicuro impegno e soddisfazione!

Bibliografia:

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