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Diedro del Dragone

Gola di Poggio Bianco del Dragone 620m

(toponimo proposto)

Palagano (MO)

Monte Calvario, 780m (link approfondimento) 

C’era un uomo in Cina che amava le immagini raffiguranti i draghi.
Tutti i suoi vestiti ed i suoi mobili erano decorati con questo motivo.
Il dio dragone si accorse di questo amore profondo, così, un giorno, un drago vero si presentò alla sua finestra.
Si dice che l’uomo sia morto di paura…
A parole costui era di certo molto coraggioso, ma si rivelava tutt’altra persona al momento di agire.

(I,81) 葉隠 Hagakure “All’ombra delle foglie” | Yamamoto Tsunetomo | 1659-1719 d.c.

Apritori:

N.Bertolani, R.Pittino, A.Tusini dal basso in 3 giornate da luglio ad ottobre 2020

var. “Traverso dei SospiriN.Bertolani, C.Bassoli dall’alto in 4 giornate ottobre 2020


Descrizione generale:

Via dalla chiodatura sportiva ma dal spiccato sapore alpinistico ed esplorativo che sale il perfetto diedro e vince il tetto cercando sempre “il facile nel difficile“.

La partenza su roccia di granitica memoria cede presto il passo a terriccio.
Segue un diedro dalla geometria euclidea che ci imporrà di usare circospezione e tatto per poi appenderci in sosta come insaccati.
Un traverso fotogenico, il “Traverso dei Sospiri” più difficile a vedersi che a farsi, ci depositerà su un pulpito con esposizione da rapace.
Segue una placca di roccia eccellente che pare rinnegare la genesi ofiolitica. Giunti sulla “Terrazza Belvedere” vi godrete forse un tenue tramonto in uno scenario di pacifica perfezione, sicuramente non avrete incontrato o sentito altra anima viva in tutta la giornata.

Via dal sapore unico, solo per intenditori.
Astenersi collezionisti di vie.


Accesso:

A) Con guado del Dragone (consigliato):

Da N: Arrivare nei pressi di Montefiorino (MO) e dirigersi verso Frassinoro sulla SP486R. All’altezza del caseificio di Casola scendere a SX sulla via Cerratello (fontana d’acqua poco dopo) e seguire la stretta strada fino alla località Lago. Sul tornante appena prima del borgo tenere la DX (ignorare indicazioni Palagano) ed entrando nel piccolo borgo proseguire per poco più di 1 km. Parcheggiare in ampio spiazzo sulla DX, giusto sotto alla cresta che sale al monte Calvario. P qui (link)

Da S: Da Piandelagotti o Pievepelago (MO) arrivare a Sassatella sulla SP486R e proseguire verso Montefiorino. All’altezza della via Medola scendere a DX e seguire la strada passando la bella località omonima (ottima visione sul Parco delle Ofioliti e della via ma solo se si sale sulla sommità del Poggio). Parcheggiare in ampio spiazzo sulla SX, giusto sotto alla cresta che sale al monte Calvario. P qui (link)

B) Senza guado del Dragone (dall’alto):

Ad inizio stagione o dopo abbondanti piogge il guado del Dragone potrebbe essere difficoltoso, si consiglia quindi l’accesso dall’alto tramite 3 doppie sulla via stessa.
P qui (link) sul tornante che serve il percorso del trekking delle miniere di Toggiano.


Attacco:

A1) Il più veloce:

Riprendendo la strada asfaltata dirigersi verso SUD per poco più di un centinaio di metri fino a che, in prossimità di un tornante, parte sulla SX una evidente carrareccia (targhetta di legno su albero ed ometto di pietra). Scendere ed inoltrarsi nel bosco seguendo alcuni bolli rossi e le targhette in legno ed abbandonarlo preferendogli una timida traccia sulla DX seguendo sempre ometti, bolli rossi e targhette. Quando la vista si apre sul greto del Dragone saremo alti sulla sua sponda sinistra con bellissima vista sulla via che ci aspetta. Scendere su terreno smosso e ghiaioso seguendo sempre ometti e bolli fino a portarsi nei pressi di un smottamento con alcuni grossi massi affioranti (1 fix per attrezzare eventuale doppia in caso di fango.

Giunti sul greto si guada per percorso non obbligato (legarsi in caso di acqua alta!) puntando all’evidente diedro fessura del primo tiro.
Una targhetta (foto) alla base ne identifica l’attacco.
Tot: 20÷30 min a seconda del guado

A2) Il più bello ed avventuroso:

Riprendendo la strada asfaltata dirigersi verso SUD per circa 650m fino a che un centinaio di metri prima di arrivare al Poggio Medola, parte sulla SX una evidente strada ghiaiata.
Scendere ed arrivare sul greto del torrente e stando sulla sua sponda sinistra discenderlo direzione N. Per percorso non obbligato ma dettato dall’intuito e dalle condizioni del Dragone eseguire alcuni cambi sponda con pure qualche facile passo di arrampicata su bizzarre rocce conglomerate.
In corrispondenza di alcune piscine naturali utile breve doppietta di alcuni metri da eseguirsi su una vite che esce da un sasso levigato.
Si perviene quindi ad una zona di grandi ed affascinanti strapiombi che si evitano stando bassi sulla SX.
Con alcuni passi su terriccio fangoso si perviene di fronte alla serpentinica placca verdastra di attacco della via.
Guadare per l’ultima volta (legarsi in caso di acqua alta!) puntando all’evidente diedro fessura del primo tiro.
Una targhetta (foto) alla base ne identifica l’attacco.
Tot: 1/3 h a seconda dei guadi e del livello dell’acqua.

B1) Se si è P nei pressi della Miniera di Toggiano:

Scendere per l’evidente stradina di servizio dell’abitazione che ben presto ad un bivio, tenendo la SX (palina informativa), diviene largo sentiero.
Scendere fino al greto di un torrente e passare un ponte di legno.
Risalire ed attraversare un ampio spiazzo da pic-nin. Proseguire per il sentiero e quando questo sale a SX preferirgli la traccia che rimane orizzontale non prendendo quota.
Il sentiero diverrà sempre più rado ma seguendo ometti ed alcuni bolli rossi si perviene ad un crestina rocciosa che si scende ed aggira per portarsi su una cengia esposta.
Percorrerla stando in quota e puntando ad una corda fissa che agevola in presenza di insidiosa erba bagnata.
Risalire ancora pochi metri su un’altra cresta e poi ridiscenderne il crinale che porta alla ormai evidente “Terrazza Belvedere” ove si troveranno i due ancoraggi per attrezzare la prima delle tre corde doppie.

D1 = Prima doppia da 20m, si arriva ad una sosta su catena.

D2 = Seconda doppia da 25m, si scende tra i resinati puntando ad un pulpito con catena “Pulpito del Sole“, giusto pochi metri a dx del grande tetto.

D3 = Terza doppia da 35m, a goccia d’acqua si perviene all’attacco della via, su una piazzola di ciottoli tra la parete principale ed un grosso masso.

Tot: 30 min / 1h a seconda della velocità delle manovre.


Foto Parete :


Schizzo via:


Descrizione tiri:

Variante del “Traverso dei Sospiri”:
TIROmDifficoltàfixDescrizione
L1354c, II4Salire per il regolare diedro fessurato di roccia eccellente. Integrare con un nut medio tra il primo e secondo fix ed un friend #2 tra il secondo e terzo . Dopo le difficoltà son finite ma procedere su cengia esposta fino ad S1 da attrezzare su 2 resinati.
L2206a, 6a+7Salire verticalmente sulla sosta o stando in placca od usando lo stretto camino. Presto si deve spaccare sull'”Angolo dello Psicologo” per cercare i poveri appoggi sulla facciata sinistra. Con bella arrampicata tecnica si sale verticalmente fino ad un breve passo in leggero strapiombo sotto la sosta (chiave). Questa la si attrezza su 2 resinati.
L3155b, 5c7“Traverso dei Sospiri”. Traversare orizzontalmente usando alcuni appigli fin troppo generosi ma soprattutto appoggi obbligati. A metà salire leggermente per cercare due incastri sotto al tetto, traversare ancora ed uscire dal tetto con movimento che obbliga ad una bella spaccata. Sosta “Pulpito del Sole” in bella esposizione su 2 resinati con catena.
L4256a10 res.Alzarsi dalla sosta verso SX su strapiombino ben ammanigliato. Immettersi nella “Placca dei Sogni” di eccellente roccia  fin sotto ad un piccolo arco strapiombante che si vince con elegante arrampicata. Dopo il terreno si abbatte e si arriva presto alla comoda sosta su 2 resinati con catena. Libro di via.
L5154b4Per percorso non obbligato ma dettato dai fix salire la bella e facile placca fino a che si sbuca sul pianoro sommitale “Terrazza Belvedere”. Sosta su 2 resinati.
sviluppo/diff110m6a+ (6a obbl), RS2, TD-, 2 imp.

Ritorno:

Per gli accessi (A):

Discesa in corda doppia:

D1 = Prima doppia 20m.
D2 = Seconda doppia 25m, si scende tra i resinati puntando ad un pulpito con catena “Pulpito del Sole”, giusto pochi metri a dx del grande tetto.
D3 = Terza doppia 35m, a goccia d’acqua si perviene all’attacco della via, su una piazzola detritica tra la parete principale ed un grosso masso.
Si ritorna a ritroso per il sentiero di accesso (A1)
Tot: 30 min / 1h a seconda della velocità delle manovre

Per l’accesso (B):

Si ritorna a ritroso per il sentiero di accesso.

Tot: 20 min


Note:

  • Portarsi qualche friends medio grande #2 o #3 + nuts per integrare ove possibile su L1 ed L2, dopo superflui.
  • La via è stata aperta dal basso a più riprese in prevalente arrampicata artificiale di A1, la variante del “Traverso dei Sospiri” è stata creata per dare la possibilità di salire tutto “in libera” una linea sennò molto esigente.
  • Portarsi qualche bicchierino da caffè che potrebbe rivelarsi utile al libro di via ed anche qualcosa di piccolo e personale che si vorrebbe lasciare ai prossimi ripetitori.
  • Se ci si cala dall’alto e non si è sicuri di uscire lasciare 2 fisse, una all’ultima sosta ed una proprio sul “Pulpito del Sole”. E’ una ovvietà lo so, ma oltre al fatto di cercare di chiamare il soccorso alpino SOLO in casi di incidenti seri e come ultima possibilità, c’è anche il fatto che quasi sicuramente non sapranno dove siete e come operare.

Bibliografia:


Meteo:

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Spigolo della Luna

Val d’Assa 850m

Bastionata del Raparo (top. proposto)

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!

Gianni Rodari, primi anni ’60

Apritore:

Matthias Stefani dal basso in autosicura il 05 maggio 2020


Descrizione itinerario:

Itinerario alpinistico con vista panoramica, dalle difficoltà relativamente contenute, che serpeggia con logica tra i punti deboli dello spigolo N/W della bastionata del Raparo (top. prop.).
L’ambiente isolato e suggestivo regala un’incantevole visione sulle pareti del Bostel e sulla Val d’Assa da una prospettiva inconsueta.


Accesso:

Accesso 1: Lungo ma panoramico (Pedescala)

(quello da noi scelto e che consiglio per la bellezza del luogo)
dalla Val d’Astico:
dalla strada provinciale SP350, in direzione Trento, raggiungere l’abitato di Pedescala. Svoltare a destra alla prima strada che s’incontra e proseguire fino al cimitero, dove si lascia l’auto. Link al P
Imboccare la strada sterrata che s’inoltra lungo la Val d’Assa proseguendo per 3 km fino a quando la forestale oltrepassa il torrente (appena dopo un largo spiazzo con dei caminetti).
Circa 50 metri dopo, sulla destra, imboccare il sentiero n. 633 (tabella indicazioni CAI) e dopo poche decine di metri, al bivio, tenere la sinistra e seguire il ripido sentiero che velocemente prende quota. Dopo una trentina di minuti, in corrispondenza dello spigolo, nei pressi di un enorme masso con bollo CAI, lo si abbandona prendendo un’esile traccia sulla sinistra (ometti) che in breve conduce all’attacco dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 60/75 min

Accesso 2: rapido (Altopiano Sette Comuni)

dall’altopiano dei Sette Comuni:
dalla strada statale 349 del Costo raggiungere il paese di Treschè Conca e seguire le indicazioni per contrà Mosca, dove si lascia l’auto nel piccolo parcheggio poco sotto l’abitato, link al P.
Imboccare la forestale che scende a valle e dopo 250 metri prendere la prima strada a destra che s’incontra (bollo CAI n. 633).
Proseguire fino ad un grande prato aperto dopo il quale la strada diviene sentiero (palina CAI n. 633).
Percorrerlo in discesa (tratto attrezzato con corde fisse) fino a un enorme masso con bollo CAI (circa un centinaio di metri dall’ultima catena fissa). Abbandonarlo prendendo un’esile traccia sulla destra (ometti) che in breve conduce all’attacco dell’itinerario dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 20/30 min (in discesa)


Relazione:

Difficoltà:IV, IV+, 1 passo V (IV+ obbl.), D-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:160 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  10 rinvii, alcuni friend medi e vari cordini (anche lunghi) per attrezzare le soste
Esposizione:N, NW
Tipo di roccia:Dolomia
Periodo consigliato:Primavera ed autunno.
Tempo salita:circa 2.5 ore
Bellezza:****
Cartografia:

PDF Relazione scaricabile:



Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L130III, IV, IV+Rimontare le facili balze rocciose fino a una fessura che si supera in dulfer uscendone a sinistra; superare un piccolo strapiombo con buone maniglie portandosi alla base di un corto diedro che conduce a una cengetta erbosa. In breve, verso sinistra, si guadagna la sosta su 2 chiodi (1 chiodo alla base con cordino, 3 clessidre e 1 chiodo, vari alberi)
L230IV, IV+ (un passo V / A0)Salire verticalmente alla sosta sfruttando una bella lama fessurata fino a un pulpito erboso; vincere una breve placca e quindi traver-sare orizzontalmente verso destra sfruttando delle ottime prese fino al filo dello spigolo. Proseguire verticalmente fino a una grossa lama fessurata che conduce a una terrazza erbosa dove comodamente si sosta su 3 chiodi (4 chiodi e un bullone incastrato)
L325IV, passo IV+, IIISpostarsi a sinistra della sosta portandosi alla base di una larga fessura svasata che più in alto diviene facile camino. Salirla per tutta la sua lunghezza fino a un aereo pulpito dove comodamente si sosta su 3 grossi chiodi (1 chiodo, 1 cordone su clessidra, 1 caratteristico cuneo, “luna splendente”)
L420/25IV, IV+Aggirare lo spigolo sulla destra entrando in un bel camino di roccia molto compatta; seguirlo fino a un piccolo tetto che si aggira sulla destra (1 cl). Verticalmente altri pochi metri , sempre su roccia ottima, fino a rimontare lo spigoletto di sx dove si sosta.
(3 clessidre e 1 chiodo )
L525IV, p. IV+Spostarsi 2 metri a dx e dopo aver superato delle balze verticali proseguire dritto in Dulfer per l’invitante fessurone (cl),quando inizia a divenire strapiombante traversare per bella placca verso sx fino ad un chiodo ben visibile in alto e ritornare verso dx sfruttando una cornice molto ammanigliata che conduce a una cengia erbosa.
Seguirla sempre verso destra (II) fino alla sosta su 3 chiodi. (4 chiodi, vari alberi, 2 clessidre e 1 masso incastrato)
L525III, IV,
1 p.sso IV+
Spostarsi 2 metri a destra della sosta e per facili balze rocciose portarsi sotto un piccolo tettino che si aggira a sinistra, quindi rimon-tare un ballatoio sulla destra poco prima di una breve placca che conduce a una piccola cengia. Seguirla verso sinistra fino a un albe-ro con cordone dove comodamente si sosta. (2 chiodi, libro di via.)
sviluppo160m
gradazione  IV, IV+, 1 p.sso V (IV+ obbl.), R1, II, D-
proteggibilità  ottima

Compagni:

Mephisto (il diavoletto pulitore)
Anna Tusini e Riccardo Pittino (cordata amici)


Ritorno:

Dall’ultima sosta alzarsi per una decina di metri nel bosco fino ad intersecare un’evidente traccia di camosci. Seguirla verso destra (viso a monte) costeggiando il ciglio della parete per pochi minuti fino a ricollegarsi nuovamente al sentiero n. 633 e quindi per:

Ritorno 1 (Pedescala)
  • si percorre a ritroso scendendo il sentiero 633 anche tramite alcune corde fisse, fino al bivio dell’attacco e poi sempre su sentiero 633 in 45/60 min si arriva al P.
Ritorno 2 (Altopiano Sette Comuni)
  • in 5/10 minuti di sentiero 633 si torna al P

GPS:

Accesso da Pedescala


Note:

  • Una via facile che serpeggia nel mezzo di una muraglia strapiombante, regala in ogni tiro un diverso tipo di arrampicata. Anche se in un ambiente di bassa montagna sa donare una piacevole ed esposta arrampicata a tutta la cordata.
  • Data la roccia perlopiù eccellente, l’ottima proteggibilità, il modesto sviluppo, le comode e sicure soste si presta ottimamente come via propedeutica per le Dolomiti e per principianti (ma non digiuni di arrampicata classica da integrare).

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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Spigolo del Gelo

secondo pilastro settentrionale del
Monte Tormeno 1292m

Prealpi Venete- Val d’Astico o Valdastico (VI)

Elegante itinerario alpinistico che sale un logico ed aereo spigolo, immerso in un suggestivo contesto isolato.
Le difficoltà sono contenute e l’arrampicata si svolge prevalentemente lungo compatti diedri fessurati.
La moltitudine di fessure lineari che caratterizzano
il percorso permettono di proteggersi sempre in modo sicuro, rendendo superflua un’ulteriore chiodatura.
Successivamente all’apertura l’itinerario è stato ripulito e sono stati aggiunti alcuni chiodi come segnavia.
Le soste sono tutte su
comode terrazze, attrezzate con cordoni.
Il 02/01/2020 gli stessi apritori hanno tracciato un’interessante variante al 3° tiro con diffcoltà di VI grado (40m , 1 chiodo).


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo in comando alternato il 28/12/2019


Accesso:

  1. Dal paese di Arsiero seguire le indicazioni per Posina (SP81), oltrepassare la galleria e, alla fine della discesa, svoltare a destra su via Crosara imboccando la Val di Rio Freddo (indicazioni per ristorante “Dalla Irma” e trattoria “Alla Fortuna”). Al bivio di Contrà Crosara tenere la destra per Scattolari e Contrà Polo. Al ponticello (due fontane ai lati) svoltare a destra ed entrare nella piccola Contrà Polo;
    parcheggiare l’auto nello slargo prima di attraversare il torrente.
    link al P
    Proseguire per la comoda carrareccia con una bellissima veduta sulla parete del Sojo dei Corvi fino a quando diviene sentiero (CAI 538). Si continua per il sentiero (ben segnalato) che ad un certo punto attraversa il torrente e prosegue dolcemente sulla sponda opposta. Dopo pochi minuti, alcune decine di metri prima che il sentiero attraversi nuovamente il torrente, abbandonarlo e prendere un’evidente traccia sulla SX (grande bollo giallo) che si stacca costeggiando inizialmente una fascia rocciosa strapiombante. Continuare lungo la traccia, sempre evidente, che si snoda in un bellissimo contesto di cascate e caratteristiche gole lungo la Val della Sola. Dopo una decina di minuti di falso piano la traccia inizia a salire con serpentine il pendio boschivo e conduce direttamente alla base dei tre evidenti pilastri che caratterizzano il versante settentrionale del Monte Tormeno.
    Portarsi alla base del pilastro centrale, sulla SX dello zoccolo erboso (viso a monte) si trova l’attacco (chiodo con cordone).
    Tot: 50 minuti dall’auto
  2. Si riporta un ulteriore accesso, molto più rapido ma che transita su strada sterrata e dissestata: al bivio di contrà Crosara svoltare a sx e proseguire per 5 Km fino a contrà Busatti (varie indicazioni). Da qui la strada diviene sterrata. La si percorre per 5 km fino a Malga Zolle di Fuori. Dopo 700m al bivio tenere la dx e raggiungere Malga Zolle di Dentro.
    Proseguire ancora 600m fino al primo grande tornante dove si lascia l’auto (Sella del Tormeno).
    Imboccare il largo sentiero (sulla sx) e dopo pochi metri abbandonarlo (grande faggio con segno azzurro) scendendo il pendio boschivo per 30m fino ad intersecare un evidente sentiero (ometti).
    Seguendolo verso dx si perviene comodamente alla base dello spigolo.
    Tot: 10/15 minuti dall’auto.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R2
Impegno:II
Sviluppo:190 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2019
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Foto via:

© Matthias Stefani

Schizzo via:

2019 © Matthias Stefani

Relazione via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L120II,III???
S1 comoda su terrazzino e CH
L230V, V+???
S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L325IV, IV+, 1 passo V???
S3 su 3 CH.
L440IV, 1 passo V ???
S4 sosta su pianta da attrezzare.
L530IV+???
S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L645IV, passi V???
S6 sosta su pianta.
sviluppo190m 
gradazione IV, V, V+ (V obbl.), R2, II, D+ 

Discesa:

  1. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale.
    Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto.
    Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  2. dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso.
    Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale.
    Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


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Note:


Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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diedro Stefani Toldo

Bastionata Obergrubele 1085m

S. Pietro Valdastico – Val d’Astico o Valdastico (VI)

Lontano dal clangore delle valli limitrofe, siamo in bassa montagna a circa 1000m slm ma per un gioco di valli e campo visivo saremo al cospetto delle dolomiti del Brenta con il Basso in evidenza e dietro le quinte, col ciel invernale, si scorge pure la catena dell’Ortles Cevedale a chiudere lo spazio scenico.

Nessuna parete famosa, nessuna cima da raggiungere, tuttavia il sapore che se ne ricava è proprio quello di una bella via in ambiente.

Sì perché questa salita ha proprio quelle caratteristiche di gusto, sapore e “stile proprio” che mancano a molte vie recenti. Eppure l’apertura è di soli due anni fa e per giunta da parte di due giovani alpinisti del posto.

Mentre si sale il sentiero si apprezza l’immenso lavoro di pulizia e tracciatura. Lavoro che non si è esaurito in parete, anzi, la via conta più di 50 chiodi in meno di 200m per rendere la fruizione appetibile dalla maggior parte delle cordate moderne.

Qui però il sapore è classico, sia nella roccia, che nei gradi, che soprattutto nella logica di salita.

Ogni tiro ha il suo perchè ed è diverso da quello sotto e da quello che segue.

Scomodo le quattro stelle per questo recente itinerario che ritengo abbia tutte le caratteristiche di divenire una “via classica”.

Nel suo piccolo, un capolavoro.

Chapeau a Stefani e Toldo


Apritori:

Matthias Stefani e Marco Toldo il 14 aprile 2017

Itinerario dalla logica impeccabile che segue una lunga rampa verticale di roccia compatta con elegante arrampicata in diedro, aggirando i grandi tetti gialli sovrastanti. La continuità nella progressione, la bontà e pulizia della roccia, la logicità dello sviluppo e l‘abbondante chiodatura ne fanno una piacevole salita. Durante l’apertura i salitori hanno trovato traccie di un precedente tentativo conclusosi a circa 40metri dall’attacco. Dopo alcune ricerche è emerso essere stato compiuto nel 1986 da parte di M.Michelusi, G.Michelusi, C.Lovisetto e P.Meneghini. Per rispetto del sopra citato tentativo e della valenza storica che esso rappresenta per gli apritori, è stato deciso di lasciare in loco parte del materiale trovato, compresa la sosta ancora attrezzata per la calata. L’ambiente isolato e suggestivo consente una visione della Valdastico da una prospettiva inconsueta rispetto ad altri itinerari presenti in valle.


Accesso:

Dalla località San Pietro Valdastico, imboccare la strada che porta a Castelletto/Rotzo. Percorsi circa 8 tornanti, sulla sinistra si incontra l’edificio dell’acquedotto dove è consigliabile lasciare la macchina. Link al P.


Attacco:

Si risale la strada asfaltata e dopo pochi m sulla sinistra si stacca una forestale sterrata che sale nel bosco direzione N. La si percorre fino a che la Bastionata diviene evidente e dopo circa 400 metri sulla destra un ometto indica la traccia che bisogna seguire. Su per irta traccia nel bosco ma ben segnata in circa 20 min si è alla base della parete  Giunti alla targhetta di legno tenere a DX per un facile ma detritico canalino attrezzato con corda fissa. Si risale lo zoccolo ed attraversando una breve ed esposta cengia sulla sinistra (legarsi prima), si arriva ai 2 chiodi della prima sosta.


Relazione:

Difficoltà:VI, (V+ obbl.), TD-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:185 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:W, NW
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:estate ed autunno
Tempo salita:circa 5h (cordata a 3)
Bellezza:****
Apritori:Stefani, Toldo, 2017
Riferimenti bibliografici:
Cartografia:

Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L140V, III, V+, VParte subito tecnica su placca un po’ polverosa. Traverso a dx e poi difficile placca fino ad un diedrino da passare a dx. Tiro chiave per continuità e qualità roccia. S1 comoda su terrazzino e CH
L230IV+, VSu per diedro verticale ed a vincere un piccolo strapiombo intermedio friabile. (Matthias mi riporta che è più proficuo salire la placca a dx, appena più difficile ma sicura) . S2 su comodo ballatoio su 3 CH.
L335V, V+, IVA dx su bella placca grigia e poi ci si immette nell’invitante diedro fessurato che accetta ottime protezioni.  Dopo una ventina di metri vincere uno strapiombino e subito dopo non proseguire ma traversare orizzontalmente a dx (cordone) per terreno facile ma detritico e poi rimontare sulla comoda cengia di S3 su 3 CH.
L420IV+Ancora decisamente a dx per terreno facile ma friabile. Diedro accennato ed uscita verticale su masso instabile. S4 sosta su pianta da attrezzare.
L535II, V+, VI-Su per rampa detritica e poi con andamento in traverso verso dx sul muro su buoni blocchi orizzontali con atletici movimenti in strapiombo ma ben ammanigliati. Placca fisica in uscita appena prima di S5 comoda su 2 CH e libro di via.
L625III, VI, IVA dx per esposto ma facile traverso, poi a rimontare qualche blocco e sotto al diedro evidente, singolo passo boulderoso in strapiombo. Dopo il terreno si abbatte e si esce su erba e piante. S6 sosta su pianta.
sviluppo185m 
tot arrampicata185m 
gradazione VI (V+ obbl.), R1, II, TD- 

Compagni:

Tommaso Fiorini, Christian Farioli


Foto Parete e tracciati:


Discesa:

  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri, prima dell’imbocco di un ripido canale si sale ancora brevemente tra arbusti e roccette fino a guadagnare il crinale. Lo si percorre ancora abbassandosi sull’altro versante fino a pervenire su tracce evidenti di carrareccia boschiva. Si prosegue fino ad una costruzione e poi direzione S fino ad incrociare la strada Vicinale Laite per Castelletto. Poco dopo si perviene ad un piccolo cimitero animale, scendere per tracce ed intuito dir W, NW fino ad incrociare la via Costa e quindi in breve all’acquedotto del P.
  • dall’uscita della via ci si alza per una decina di metri lungo tracce di sentiero e si traversa a dx per un centinaio di metri fino all’imbocco di un ripido canale. Su grosso albero una prima corda doppia fino ad uno sbarramento roccioso. Seguire poi gli ometti tendenzialmente verso DX e scendere interamente il canale fino al canalino di accesso iniziale. Ritorno per il sentiero dell’andata. (Soluzione non percorsa)

GPS:


Note:

  • Una via dalla spiccata personalità e “sapore” che anche se in un ambiente di bassa montagna sa regalare emozioni a tutta la cordata.
  • Sconsigliata in periodi freddi, data esposizione ed orientamento va al sole al pomeriggio.

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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