Categorie
Alpi Orientali climbing Dolomiti relazioni rock climbing via arrampicata ambiente via Dolomitica

normale Sassolungo

Sassolungo – Langkofel, 3181 m

gruppo Sassolungo, Val Gardena (BZ)

Apritori:

Per il Canalone basso: Paul Grohmann, F.Innerkofler e P.Salcher, 1869
Parte finale: L.Bernard e G.Davarda, 1892
Cengia dei Fassani: G.Mayer e militari austriaci, 1917
la “variante delle Guide” al Canalone Basso: M. Bernardi e K. Unterkircher, 1999


Descrizione

Lunga e complessa salita che si snoda su più versanti e pieghe della montagna.
Tecnicamente non difficile siccome non raggiunge mai il IV grado e si svolge su roccia sempre ottima, non è però da sottovalutare. Richiede una buona esperienza ed orientamento per annusare la traccia più proficua oltre ad una certa disinvoltura con la corda, pena dilatarsi i tempi a dismisura od ancora peggio trovarsi fuori via, con difficoltà superiori e roccia friabile.
Il tutto viene però ripagato con delle magnifiche vedute che cambiano prospettiva e scenari più volte nell’arco della salita e discesa, rendendo questa normale forse la più completa ed appagante dell’intero arco Dolomitico.


Accesso:

P al passo Sella, nei pressi dalla stazione telecabine Gondelbahn per la Forcella del Sassolungo (link al P gratuito)


Avvicinamento:

Giunti al passo Sella 2180m si sale o per mezzo della cabinovia o tramite il sentiero 525 fino al rifugio Toni Demetz 2681m situato sulla forcella del Sassolungo. Da lì si scende sul versante opposto, sempre sul 525, in direzione rif.Vicenza perdendo circa 100m di quota fino a che nei pressi di un tornante si stacca una evidente traccia a destra che punta all’altrettanto evidente Cengia dei Fassani, in piena parete SW del Sassolungo.


Foto tracciato:

Versante SW del Sassolungo dalla Torre Innerkofler (it.Mistica, dic 2013)

Schizzo salita:


Eccellente come sempre il Bernardi di cui ho ripreso e rivisto lo schizzo e consiglio l’acquisto (link guida)


Relazione salita:

RELAZIONE (ITA)
Itinerariovia normale al Sassolungo
prima salita2 settembre 1946 – Otto Eisenstecken, F. Rabanser e J. Sepp
Zona MontuosaDolomiti
SottogruppoSassolungo
Settore / Parete / CimaSassolungo
StatoItaly
Località di PartenzaPasso Sella (BZ)
Parcheggiogratuito sulla strada presso il passo Sella
Sentieri525
Punti d’appoggiorif. Toni Demetz , ev. rif. Vicenza
Acquaal rifugio, all’inizio della cengia dei Fassani ed alla base del Canalone Basso
Dislivello avvicinamento [m]+500m circa -100m ( -100m con seggiovia )
Dislivello itinerario [m]700m circa
Sviluppo itinerario [m]2 km circa
Quota partenza [m]2138m (2681 m con cabinovia)
Quota arrivo [m]3181m
Cartografia utilizzataTabacco 006 – Val di Fassa e Dolomiti Fassane. 1 a 25000
Difficoltà su rocciaII con qualche tiro di III (passi di III+)
Qualità rocciaDal buono all’eccellente. Attenzione a non uscire dalla via.
ProteggibilitàR2
SosteLa maggior parte su chiodi o fittoni resinati.
ImpegnoIII
Difficoltà globalePD+/AD
MaterialeNDA, + qualche cordino
Esposizione prevalenteW, SW, N, NE
Discesaper lo stesso itinerario
Data gitasabato 23 luglio 2021
Tempo impiegato avvicinamento20 min (cabinovia)
Tempo impiegato salita6 h
Tempo impiegato discesa5 h
Libro di vettaSI
Giudizio9
ConsigliataSi. Una classica da non mancare.

Difficoltà:

II, III, p.ssi III+
PD+ , R2
700m dislivello, 2000m sviluppo, 3 imp.


Descrizione tiri:

Dato lo sviluppo e complessità ma anche bassa difficoltà della via, la progressione potrebbe essere molto diversa a seconda della cordata. Alcuni non troveranno mai l’esigenza di legarsi, altri lo faranno fin troppo presto.
Per tale motivo si è diviso la salita in 3 macro gruppi A, B, C dando indicazioni per ognuno di questi.
Esplorando diversi versanti ed esposizioni le condizioni possono variare molto e rendere il tutto molto più impegnativo e delicato, informarsi bene prima di attaccare.
Con condizioni ottimali, tipicamente estive e dopo periodi soleggiati la salita si può dividere in 3 fasi:

A = La Cengia dei Fassani fino alla Seconda Forcella.

Lasciato dopo pochi metri il sentiero 525 ci si abbassa di 10m su una rocciosa schiena inclinata che permette l’ingresso alla Cengia dei Fassani tramite una fenditura (1 resinato ad U, 1 p.sso III, spesso neve).
Ora si percorre la larga e comoda cengia dapprima lasciando sulla destra la cascata che scende dallo Spallone (acqua potabile) poi salendo in falsopiano su roccette e detriti fino ad un grande canalone con grossi blocchi sul fondo.
Qui conviene legarsi e procedere in conserva media all’esterno sulla parete su una cengia accennata, senza alzarsi troppo fino a che si perviene su un comodo ballatoio sopra il quale parte un diedro fessurato, con andamento da destra e sinistra (1 cordino).
Salire il diedro o la parete immediatamente a sinistra (III) per una ventina di metri e fare sosta su un bel anello cementato che useremo poi anche in discesa per l’ultima doppia.
Ora il percorso si fa meno evidente ed obbligato quindi occorre cercare la traccia migliore per salire e puntare alla prima piccola forcella, che non è quella più evidente in basso a ridosso di un gendarme, bensì è in alto preceduta da un tetro grottino.
Passata questa Ia Forcella scendere alcuni metri sul versante W e seguendo alcuni ometti e bolli rossi si attacca il tratto attrezzato che, orizzontalmente, ci porta in un umido camino da passare con spaccata. Visibile un chiodo sotto ad un antro color ocra.
Salire la breve verticale fessura a sinistra (III) e poi sempre per percorso da ricercare puntare alla IIa forcella preceduta da qualche passo di III (targa D. Tomaselli + 1 ch).

B = Il ghiacciaio, il Canalone Basso fino alla forcella con l’anfiteatro

Passata la seconda forcella scendere qualche metro e procedere con andamento orizzontale in piena parete N su percorso facile (qualche passo di II) ma esposto. Passati due ancoraggi resinati ad U siamo alla base di un breve strapiombino (III) sopra il quale si trova un altro ancoraggio e la discesa al ghiacciaio superstite diviene evidente.
Abbassandosi di qualche metro si mette piede su quel poco che è rimasto e tagliando la sua lingua inferiore si punta alle rocce appena a sinistra, del ora evidente, Canalone Basso.
Una volta si usava salire la dura neve trasformata nel canalone con i ramponi e piccozza, ora quasi tutte le cordate preferiscono mantenersi sulla sua sponda di sinistra per una variante, ormai classica, tutta rocciosa e parzialmente attrezzata (M. Bernardi e K. Unterkircher, 1999).
Salire quindi per percorso non obbligato ma dettato dalla logica e qualche fittone ad U, la sponda del canalone stando quasi sempre a sinistra dello spigolo su buona roccia (passi di III, 1 p.sso III+).
Giunti sotto ad una parete verticale salirla con l’aiuto di 9 pioli metallici fino a sbucare su un tratto attrezzato con fune metallica che, con andamento orizzontale, deposita sulla terrosa sella da cui ha origine il canalone stesso.

C = l’Anfiteatro, la Gola delle Guide, il Bivacco, la torre Gialla e la cima principale

Scendere qualche metro oltre la forcella del Canalone Basso fino all’Anfiteatro che è un’ampia cengia detritica che taglia orizzontalmente la soprastante parete, denominata Gola delle Guide.
Percorrerla quasi completamente fino ad un grosso ometto di pietra che delimita la congiunzione con la normale dal rif. Vicenza (ormai abbandonata).
Qui alzarsi sulla parete in opposta direzione (verso dx viso monte) e salire il largo canale roccioso per percorso non obbligato seguendo alcuni cordini e chiodi ma stando anche a destra dei gialli strapiombi, puntando ad un grosso masso adagiato alla torre Piramidale che a destra occlude lo sbocco (1 resinato per doppia).
Doppiato il masso salire per roccette sulla parete di sinistra e stando sul bordo di destra in bella esposizione in breve si giunge alla forcella del bivacco Giuliani a 3100m.
Dal retro del bivacco portarsi a ridosso della torre Gialla (o Rossa in alcune guide) e traversare qualche metro a destra per portarsi in piena parete alla base di un diedro verticale (1 p.sso III+ 1 ch, esposto). Salirlo per 25m fino alla sommità della torre (ignorare sosta intermedia su 1 ch+ fix) e quindi fare sosta su resinati (sarà la nostra prima doppia al ritorno).
Ora si è sulla facile ma esposta cresta sommitale in vista della croce di legno e della cima principale, ancora ben distante.
Passare in rassegna tutte le torri stando in falsopiano sul lato di sx delle stesse (versante W, NW) fino alla anticima da cui si scende qualche metro per poi portarsi sulla ultima cuspide sommitale.
Ora sarete sulla cima principale a 3181m.
Targa e libro di via ed una magnifica visuale a 360° su tutto l’arco alpino.

Tot: 4/5h


Discesa:

Per lo stesso itinerario di salita.
Nei tratti più esposti e difficili ed a seconda della stanchezza si possono approntare delle doppie da 30m (sconsiglio più lunghe per evitare incastri). Noi ne abbiamo eseguite 5 in totale di cui solo 2 caldamente consigliate:

  • 30m dalla cima della Torre Gialla (sosta a resinati) fino al bivacco.
  • 30m sotto alla prima forcella (fittone resinato) fino alla cengia dei Fassani

Tot: 5h


Note:

  • Visto e considerato i numerosi tratti in conserva corta/media è un itinerario da affrontare in cordate affiatate. Se non lo sono lo diverranno alla fine della gita !
  • Arrivare in cima con la necessaria scorta di energia e lucidità mentale, siccome lì non si neppure a metà percorso.
  • Non ci sono tiri chiave o passaggi fuori dalle difficoltà medie. Anche questa è la bellezza delle vie classiche.
  • Consiglio la salita e soprattutto la discesa con scarpe da avvicinamento o scarponcini. Scarpette da arrampicata e magnesite solo peso in più.

Cartina consigliata:

Tabacco 006-Val-di-Fassa-e-Dolomiti-Fassane-Catinaccio-Marmolada-Monzoni

GPS


Visualizza mappa ingrandita


Ripetizione del 23/07/2021

compagna: Anna Tusini

Ritieni utile la relazione?

Dona per lo sviluppo del sito e permettermi di togliere la pubblicità.
Grazie.

1€5€10€


Ti potrebbero anche interessare:

via Dolomitica 10 10 Dolomiti 15 15

Gallery

Categorie
Appennino borghi da riscoprire relazioni rock climbing Sasso Tignoso via arrampicata ambiente

Cresta Tignosa

Sasso Tignoso, 1469 m

Pievepelago (MO)

Per alcuni alpinisti sarà come un ripido sentiero da farsi in scarpette da avvicinamento, per altri escursionisti forse uno dei percorsi più ingaggiosi e verticali mai percorsi in Appennino.
Per tutti spero però che sia una piacevole mezza giornata trascorsa all’aria aperta in un contesto ambientale unico del nostro Appennino.
La posizione dominante e con una notevole prominenza dalle valli circostanti, dona a questo affioramento ofiolitico una splendida visuale su tutta la catena montuosa: dalle cime del bolognese come il Corno alle Scale, passando per il Cimone che è sempre in primo piano ed il Cipolla, Prado e Cusna che chiudono l’anfiteatro. Sull’altro versante la est della Pietra di Bismantova è in bella evidenza con le tributarie valli del Dolo e Dragone che verdi serpeggiano verso la pianura.

Ottima per cordate neofite o fresche di corsi che vogliono cimentarsi nelle manovre e progressione in conserva protetta senza l’ingaggio ed esposizione di una vera parete.


Monte Tignoso.
Montagna caratteristica di origine vulcanica, formata da scuri basalti alterati, in cui si riconoscono le forme tondeggianti dei cuscini di lava repentinamente raffreddata.
La vetta, segnata da una croce, concede un vasto panorama sul
crinale dal Monte Cusna al Monte Cimone, e sul medio Appennino reggiano e modenese.
Emerge prepotente lungo la boscosa dorsale che divide la Val Dragone
(bacino del Fiume Secchia) dalla Valle Scoltenna (bacino del Fiume Panaro).

da TCI Appennino Ligure e Tosco-Emiliano | di Marco Salvo, Daniele Canossini | 2006

Prima salita certa:

N. Bertolani, R. Pittino dal basso 06 giugno 2020 (prima salita certa)


Accesso:

da Nord:
  • da Montefiorino, Frassinoro su provinciale SP486R direzione Passo delle Radici. Appena passato Piandelagotti alle indicazioni a dx per Civago e Prati di San Gemignano, svoltare a sx ed abbassarsi in un strada senza nome che in breve conduce ad una falegnameria. Scendere sul greto del torrente con bella vista sul Sasso del Corvo e poi passato il ponte risalire quindi sulla via comunale per Roccapelago. Quando questa si immette in un tornante tenere a SX per Sasso Tignoso. Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.
da altri versanti:
  • Giungere sulla via Comunale per Roccapelago e poi imboccare la strada per Sasso Tignoso ed Oratorio Giovannoni.
    Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.

Attacco:

Dall’oratorio Giovannoni salire verso N in falsopiano sul sentiero CAI 579 (via Vandelli) fino a che questo di biforca. Tenere quindi la SX sul sentiero 565 ma abbandonarlo vicino al limite boschivo ad una quota di circa 1350m (grosso ometto) e preferirgli una carrareccia verso SX che costeggia la base dell’affioramento.
Nel punto di maggior sviluppo della cresta Sud, appena sopra ad un cono detritico, si trova l’attacco in un diedrino con visibile 1 chiodo con cordino nero e la targhetta.
Link al GPS dell’attacco.

Tot: 15/20 min


Scheda:

RELAZIONE (ITA) 
Itinerariovia Cresta Tignosa
Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
SottogruppoPievepelago
Settore / Parete / CimaSasso Tignoso
StatoItaly
ParcheggioOratorio Giovannoni 1300m (MO)
Sentieri utilizzativia Vandelli, 579, 565
Acquasì, fonte segnalata qui
Dislivello avvicinamento [m]+ 60 m
Dislivello itinerario [m]135 m
Sviluppo itinerario [m]300 m
Quota partenza [m]1360 m
Quota arrivo [m]1469 m
Tipologia itinerarioCresta rocciosa a balze in ambiente collinare
Difficoltà su rocciaI, II, passi III.
Qualità rocciaOfiolite da discreta a mediocre
ProteggibilitàR2
SosteDa attrezzare su spuntoni, alberi o fessure.
Impegno1
Numero di tiri di cordavariabili
Difficoltà globaleF+
Pericolofriabilità in alcuni tiri
MaterialeNDA, friend #0.5-#1-#2, nuts e cordini
Esposizione prevalenteS
Discesasentiero 575
Tempo avvicinamento20 min
Tempo salita1/1.5 h
Tempo discesa30 min
Libro di viaNO
Giudizio6 (media tra ambiente 8 ed arrampicata 4)
ConsigliataOttima per iniziare vie di più tiri ed esercitarsi nella progressione in conserva.

Schizzo via (PDF scaricabile):

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [371.80 KB]


Descrizione:

L1 = 40m, II, I (1 ch+ 1 fix) Sosta su alberi

attaccare nel punto più basso della cresta Sud in corrispondenza di un accennato e corto diedro ( II, 1ch con cordino nero + targhetta).
Appena sopra il terreno si abbatte e si cerca quindi di salire sugli affioramenti più consistenti su, stranamente, solida roccia chiara (1 fix + 1 albero) fino ad un gruppo di grossi lecci alla base della successiva parete, dove si attrezza la sosta.

L2 = 60m, III, II, I (1 spit) Sosta su 1 fix o friends #1 e #2

attaccare la paretina su placca inizialmente verticale (III) puntando ad uno Spit Roc ma proteggendosi prima con un friends (da #0.25 a 0.5)
Salire altri pochi metri friabili e delicati fino a che la pendenza cala e procedere camminando quasi sul filo di cresta per balze, erba e massi.
Attrezzare la sosta alla base della successiva paretina, nei pressi del filo di cresta su un fix od usando una fessura verticale ove di attrezza la sosta su friends.

L3 = 40m, II, I Sosta su spuntone.

Portarsi leggermente a dx ed entrare nell’accennato canale dai molti spuntoni chiari affioranti.
Salire proteggendosi con cordini e quando il terreno diviene orizzontale attrezzare la sosta attorno ad un grosso e caratteristico masso squadrato con licheni e muschio bianco, proprio sul filo di cresta e con bella visuale sui pinnacoli della cresta W.
Ora per terreno elementare e senza percorso obbligato stare sul filo di cresta e scendere di 2m ad una sella e poi risalire fino alla base di roccette più verticali. 70m circa di conserva protetta.

L4 = 10m, II + 80m cresta elementare.

Salire l’ultimo pinnacolo con 10m di arrampicata elementare (II) e poi

proseguire in conserva e con qualche saliscendi fino alla croce di vetta.


Difficoltà:

I, II, p.ssi III

300m, RS2, F+, 1 imp.


Discesa:

a) Per sentiero 565

Scendere dalla croce ed imboccare indifferentemente il sentiero 565 sul versante N oppure la “direttissima” sul versante S. In breve si ritorna al P nei pressi dell’oratorio.

TOT: 30 min circa

b) Anello panoramico sotto alle 4 torri


E’ possibile scendere per anello panoramico sotto alle 5 torri della cresta W prendendo il 565 a N ed abbandonando non appena questo svolta ad E (lato DX viso valle). Seguire poi delle tracce tra le roccette ed il limite boschivo che con percorso antiorario portano alla base delle caratteristiche 5 torri dall’aspetto bizzarro e caratteristico.
TOT: 45 min

le 4 torri della cresta W del Sasso Tignoso

Compagni:

Riccardo Pittino


GPS:

Total distance: 3791 m
Max elevation: 1469 m
Min elevation: 1277 m
Total climbing: 211 m
Total descent: -208 m
Total time: 05:47:10
Download file: RK_gpx _2020-06-06_1023.gpx

Note:

  • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su alcuni facili tiri di corda e soprattutto la progressione in conserva su cresta, tanto importante quando poi ci si sposta su vere montagne d’alta quota.
  • Qui ci si muove sul facile ma friabile. Il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
  • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e tacca, occorre acuire la sensibilità di piedi e mani su questa roccia ma questa esperienza diverrà impagabile e merce preziosa nel bagaglio di ogni neofita alpinista.

Bibliografia:


Meteo:

Ritieni utile la relazione?

Dona per lo sviluppo del sito e permettermi di togliere la pubblicità.
Grazie.

1€5€10€


Gallery

Ti potrebbero anche interessare:

Sasso Tignoso 1
    1 Appennino 27 27

    Progetto di Valorizzazione dell’Appennino Tosco Emiliano

    I borghi dimenticati da riscoprire:

    Alcune salite proposte in questi borghi:

    borghi da riscoprire 10 10
    Categorie
    Appennino Appennino Modenese borghi da riscoprire relazioni rope solo Sassomorello

    Via il Bucato

    SassoMorello 670m

    Prignano sul Secchia (MO)

    Ci sono quelle volte che vai così di fretta che cerchi di tagliare.
    Tagliare la strada, tagliare una conversazione, tagliare con i perditempo, tagliare con le persone che in quel momento senti non ti stanno ridando ma solo prendendo, tagliare con gli affetti anche se non te ne rendi conto.
    Tagli, sforbici ed usi l’accetta e se non stai attento arrivi fino alla base, fino alle radici e lì cadi.
    Questa vietta è forse nata per questo. Mi trovavo a correre, in ritardo come sempre nella mia vita, cercando una scorciatoia, mi sono infilato in un budello solo all’apparenza più corto.
    La strada in breve ha perso la comoda pavimentazione, è divenuta sterrata e poi piena di buche, ha imposto di rallentare.
    Solo allora si riesce ad alzare la testa, a guardare oltre il ciglio.
    Si osserva e si riesce a vedere ciò che prima era solo scontato passare e che esistesse in quella posizione.
    La vista si può aprire.
    Una vallata verde e rigogliosa che nel suo movimento di dilatazione a due braccia ti accoglie ed invita a percorrerla camminando, non correndo.
    Il Sassomorello mi è apparso così, una promessa di roccia, una croce, una rocca ed annesso borgo su uno sperone di tetro ma invitante serpentino, qualche rimbalzo sotto e lussureggiante verde. Tanto verde, troppo verde per ogni rocciatore ed alpinista che si rispetti.
    A casa il pensiero ha lavorato e quando mi ritrovavo a riprenderne la memoria mi accorgevo che il taumaturgico e sedativo effetto mi permeava, se correvo, dopo rallentavo.
    Quella bella sensazione doveva avere un seguito, per me ma soprattutto per altri.
    E’ una bella via? No.
    Penso possa essere utile però.
    Anzi a ben pensarci è completamente inutile, come è giusto sia inutile l’alpinismo.
    Se si abbandona ogni velleità ed ambizione, che nell’alpinismo e non solo sfociano in breve nella maniacale pratica monotematica, ecco se si abbandona tutto e si decide di salire per il puro gusto di farlo si troverà un terreno che accoglie con “semplicità” e non “difficoltà”.
    Ecco allora spero possiate rivivere quello che ho vissuto io.
    Giornate inutili.
    Giornate che vale la pena vivere.

    N.B.

    Apritori:

    N.Bertolani dal basso 1+6 giugno 2019


    Accesso:

    dal BASSO:
    da Nord:

    Sulla Provinciale 21 tra Serramazzoni e Prignano (MO) scendere per una stretta svolta sulla via Casina tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante tenere a dx la via Bertoni e parcheggiare appena prima di una svolta a sx di 90° e di un ponticello. Link al P con google maps.

    da SUD:

    (consigliato per i romantici siccome regala una bella visione d’insieme della parete dal basso)
    Indicazioni Gombola (MO), passato il bel paese con vista sul borgo (fermatevi) si tiene la via Valrossenna fino al bivio nei pressi dellabbandonato ponte romano Cervaro (link)
    Lì imboccare la via Badaglia tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante diviene via Bertoni e la vista si apre su una magnifica vallata con ruderi e la rocca del Sassomorello che domina in alto.
    Parcheggiare appena dopo una svolta a 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.
    Dal P: 5 min tot.

    dall’Alto:

    (consigliato se dopo si vuole concatenare con Antenna 1 Rock station, provare alcuni monotiri od anche solo rinfrescarsi e mangiare qualcosa all’ombra su comode panchine).

    Parcheggiare nel borgo di Sassomorello tra la chiesa di San Bartolomeo (link approfondimento) ed i cassoni dei rifiuti. (link a google maps).
    Seguire la strada principale via Don Luigi Spallanzani che, dopo un rudere, diviene strada bianca e scende verso W.
    Percorrerla con vista sulle pareti ed il sempre bel borgo di Sassomorello in bella mostra, fino al limite di una casa ove una palina CAI indicherà andare sulla dx (direzione SUD).
    In falsopiano seguire una traccia che poi scende fino ad una zona paludosa (palina CAI) ed in breve si è sotto alla parete principale ove si passa un rigagnolo di fonte (attacco via Maschera della Morte Rossa) poi la Chi Trova un Amico trova un Tesoro e dopo un allevamento di api anche le altre vie (ometti).
    Dal P: 15/20 min tot.


    Attacco:

    Risalire per esile traccia il prato a sx del torrente (viso a monte) puntando ad una catasta di sassi che si aggira appena a sx (ometto). Risalire per percorso non obbligato ma dettato da qualche tronco secco che da la direttiva, fino alla base di uno speroncino roccioso. Targhetta (foto) e tronchi orizzontali alla base ne identificano l’attacco. 5 min


    Scheda:

    Itinerariovia Il Bucato
    prima salita1+6 giugno 2019: Nicola Bertolani dal basso
    Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
    Settore / Parete / CimaSassomorello
    Località di PartenzaCà Bertoni
    Punti d’appoggiobar pizzeria Katia (link)
    AcquaSi, vicino alla chiesa
    Dislivello avvicinamento [m]+ 30 m
    Dislivello itinerario [m]+ 60 m circa
    Sviluppo itinerario [m]200 m circa
    Quota partenza [m]580
    Quota arrivo [m]670
    Tipologia itinerarioRS1 via misto sportivo/classico in ambiente collinare
    Difficoltà su rocciaII, III, III+
    Qualità rocciaOfiolite da buona a mediocre
    ProteggibilitàRS1
    SosteLa maggior parte su spit-fix ø10×100 in inox 316
    Impegno1
    Numero di tiri di corda6
    Difficoltà globalePD
    Pericolifriabilità in alcuni tiri
    MaterialeNDA
    Esposizione prevalenteS
    Discesasterrato + sentiero
    Tempo impiegato avvicinamento5 min
    Tempo impiegato salita1,5 h
    Tempo impiegato discesa20 min
    Libro di viaSi.
    Giudizio6
    ConsigliataSì per principianti. Ottima per iniziare vie di più tiri. Direi la più facile in Appennino e non solo.

    Foto Parete :

    visione d’insieme della bella parete solare del SassoMorello

    Schizzo via:

    Loader Loading…
    EAD Logo Taking too long?

    Reload Reload document
    | Open Open in new tab

    Download [633.63 KB]


    Descrizione:

    TiromdifficoltàDescrizione
    L120III, IAttaccare la paretina su roccia delicata (III, 3 spit), Proseguire su terreno appoggiato (1 spit) fino ad una fascia strapiombante sotto la quale si trova la sosta su 2 spit con cordino (attenzione a non smuovere sassi). 20m, III, I, 4 spit + 2 spit di sosta (cordino per calata, non usare per sosta)
    L220IITraversare a sx (viso a monte) su rampa ascendente (I, 2 spit in alto). Proseguire qualche metro a sx e risalire verso dx al di sopra dello strapiombo aggirandolo (1 ch). Proseguire poi su terreno appoggiato ma delicato (II, 1 ch).  20m, I, II, I, 2spit, 1ch + 2 spit di sosta (cordino per calata, non usare per sosta).
    Variante:  All’altezza del secondo spit è possibile rimontare direttamente lo strapiombino fin sopra ad una piccola grotta, passo 4c, 1 spit immediatamente sopra lo strapiombo.
    L330I, II, ITraversare orizzontalmente a dx (viso a monte) su terreno detritico fino ad una compatta paretina nera, risalirla nella sua parte dx (II, 1 ch) e proseguire poi camminando fino alla sosta in una evidente fessura su fascia rocciosa nera a dx di una caratteristica grotta. 30m, I, II, I, 1ch, 1 spit+1ch di sosta
    L435II, IAlzarsi 1m e traversare a sx, prima orizzontalmente poi appena al di sopra della grotta (II, 2 spit). Proseguire camminando e superando alcuni alberi e massi fino alla sosta alla base ed a sx di un evidente diedro. 35m II, I 2 spit + 2 spit di sosta
    L510III+Rimontare sopra la sosta e spostarsi a dx nel diedro salendo su un terrazzino (III+, passo chiave, 1 spit). Aggirare a dx lo spigolo dove si trova la sosta su 1 spit + 1ch. 10m, III+, 1 spit, 2 spit di sosta (libro di via)
    trasferimento60 Trasferimento. Camminare su pendio erboso superando alcuni alberi uno con cordino rosa alto penzolante. Dopo alcuni facili affioramenti rocciosi stare alla sx degli ormai evidenti “filari del bucato” fino alla base di un piccolo promontorio lichenoso con a dx un albero (possibilità di sosta su albero), 60m su terreno elementare, procedere di conserva.
    L615III, IRisalire il piccolo promontorio con andamento verso dx su roccia molto friabile e sporca (III, 1 spit, 1ch). Traversare a dx su terreno erboso fino alla sosta su 2 spit e catena ed ormai con la croce in bella evidenza. Volendo dopo il primo spit si può salire più a sx (1 spit) e raggiungere la sosta deviando poi verso dx. 15m, III, 1spit, 1 ch, sosta su 2 spit.
    sviluppo130m 
    gradazione II, III, RS1, PD, 1

    Discesa:

    • Scendere dalla croce e passare per il piccolo borgo (! proprietà privata, evitare schiamazzi).
      Dopo poch