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1000m Alpi Orientali Piccole Dolomiti relazioni rock climbing via arrampicata ambiente

La Vigliacca

Avancorpo del Cornetto, 1350m

Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

Comodo e breve accesso, tiri corti ed eterogenei, si arriva su una guglia ma soprattutto con una roccia lavorata e solida come non si trova in altre parti del gruppo.
Su qualche tiro basta chiudere gli occhi per pensare di essere alle Pale di San Martino.
Provare per credere.
Diverrà una classica.


Apritori:

Matthias Stefani in autosicura il 27/06/2021

Accesso:

Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€.


Attacco:

Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Falesia Montagna Viva. Salire diritti i prati e passare una caratteristica barriera in legno per le mucche. Continuare lungo il sentiero entrando nel bosco. Dopo 50m dalla barriera in legno abbandonarlo e seguire la traccia a dx (diversi ometti) che dopo pochi minuti porta direttamente all’attacco. Cordone blu su clessidra alla base. (10 min dal parcheggio)

su gentile concessione di © Matthias Stefani

Foto via:

Schizzo via:


Difficoltà:

IV, IV+ (1.p.sso V+ od A0)/ IV+ obbl.
AD+
5L, 120m, R2, 2 imp.


Compagni:

Anna Tusini


Discesa:

Dalla cima (libro di via dedicato ai Serenissimi e La Vigliacca) attrezzare una doppia su cordoni e maglia rapida (controllare!) da 25m e scendere verso sx (viso a monte) lungo l’ultimo tiro della via “La Rosa di Elisa” fino a pervenire in una sella terrosa.
Da qui salire una decina di metri seguendo la traccia nel bosco (ometti) che dopo 2 min porta nel Vajo del Tricorno.
Percorrere il sentiero di discesa che riporta comodamente al parcheggio 15/20 min esclusa la calata


Cartina:


GPS:


Note:

  • Portare almeno 4/5 cordini poiché l’apritore ha lasciato cordoni solo su alcune clessidre (solo per segnare la linea da seguire) e lasciare così la possibilità ai ripetitori di divertirsi ed imparare ad auto-proteggersi.
  • A due passi da Malga Cornetto, roccia eccellente, tiri simpatici e molto interessante se concatenata con altro sopra od a fianco (via La Rosa di Elisa o la via dei Serenissimi)
  • La prima parte della prima lunghezza risulta spesso bagnata dopo giorni piovosi e risulta quindi patinata di uno strato terroso.

Bibliografia:

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climbing relazioni rock climbing valdastico via arrampicata ambiente

Spigolo della Luna

Val d’Assa 850m

Bastionata del Raparo (top. proposto)

Val d’Astico o Valdastico (VI)

Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!

Gianni Rodari, primi anni ’60

Apritore:

Matthias Stefani dal basso in autosicura il 05 maggio 2020


Descrizione itinerario:

Itinerario alpinistico con vista panoramica, dalle difficoltà relativamente contenute, che serpeggia con logica tra i punti deboli dello spigolo N/W della bastionata del Raparo (top. prop.).
L’ambiente isolato e suggestivo regala un’incantevole visione sulle pareti del Bostel e sulla Val d’Assa da una prospettiva inconsueta.


Accesso:

Accesso 1: Lungo ma panoramico (Pedescala)

(quello da noi scelto e che consiglio per la bellezza del luogo)
dalla Val d’Astico:
dalla strada provinciale SP350, in direzione Trento, raggiungere l’abitato di Pedescala. Svoltare a destra alla prima strada che s’incontra e proseguire fino al cimitero, dove si lascia l’auto. Link al P
Imboccare la strada sterrata che s’inoltra lungo la Val d’Assa proseguendo per 3 km fino a quando la forestale oltrepassa il torrente (appena dopo un largo spiazzo con dei caminetti).
Circa 50 metri dopo, sulla destra, imboccare il sentiero n. 633 (tabella indicazioni CAI) e dopo poche decine di metri, al bivio, tenere la sinistra e seguire il ripido sentiero che velocemente prende quota. Dopo una trentina di minuti, in corrispondenza dello spigolo, nei pressi di un enorme masso con bollo CAI, lo si abbandona prendendo un’esile traccia sulla sinistra (ometti) che in breve conduce all’attacco dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 60/75 min

Accesso 2: rapido (Altopiano Sette Comuni)

dall’altopiano dei Sette Comuni:
dalla strada statale 349 del Costo raggiungere il paese di Treschè Conca e seguire le indicazioni per contrà Mosca, dove si lascia l’auto nel piccolo parcheggio poco sotto l’abitato, link al P.
Imboccare la forestale che scende a valle e dopo 250 metri prendere la prima strada a destra che s’incontra (bollo CAI n. 633).
Proseguire fino ad un grande prato aperto dopo il quale la strada diviene sentiero (palina CAI n. 633).
Percorrerlo in discesa (tratto attrezzato con corde fisse) fino a un enorme masso con bollo CAI (circa un centinaio di metri dall’ultima catena fissa). Abbandonarlo prendendo un’esile traccia sulla destra (ometti) che in breve conduce all’attacco dell’itinerario dov’è presente una luna gialla incisa
Tot: 20/30 min (in discesa)


Relazione:

Difficoltà:IV, IV+, 1 passo V (IV+ obbl.), D-
Proteggibilità:R1
Impegno:II
Sviluppo:160 m
Tiri:6
Attrezzatura:NDA,  10 rinvii, alcuni friend medi e vari cordini (anche lunghi) per attrezzare le soste
Esposizione:N, NW
Tipo di roccia:Dolomia
Periodo consigliato:Primavera ed autunno.
Tempo salita:circa 2.5 ore
Bellezza:****
Cartografia:

PDF Relazione scaricabile:



Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L130III, IV, IV+Rimontare le facili balze rocciose fino a una fessura che si supera in dulfer uscendone a sinistra; superare un piccolo strapiombo con buone maniglie portandosi alla base di un corto diedro che conduce a una cengetta erbosa. In breve, verso sinistra, si guadagna la sosta su 2 chiodi (1 chiodo alla base con cordino, 3 clessidre e 1 chiodo, vari alberi)
L230IV, IV+ (un passo V / A0)Salire verticalmente alla sosta sfruttando una bella lama fessurata fino a un pulpito erboso; vincere una breve placca e quindi traver-sare orizzontalmente verso destra sfruttando delle ottime prese fino al filo dello spigolo. Proseguire verticalmente fino a una grossa lama fessurata che conduce a una terrazza erbosa dove comodamente si sosta su 3 chiodi (4 chiodi e un bullone incastrato)
L325IV, passo IV+, IIISpostarsi a sinistra della sosta portandosi alla base di una larga fessura svasata che più in alto diviene facile camino. Salirla per tutta la sua lunghezza fino a un aereo pulpito dove comodamente si sosta su 3 grossi chiodi (1 chiodo, 1 cordone su clessidra, 1 caratteristico cuneo, “luna splendente”)
L420/25IV, IV+Aggirare lo spigolo sulla destra entrando in un bel camino di roccia molto compatta; seguirlo fino a un piccolo tetto che si aggira sulla destra (1 cl). Verticalmente altri pochi metri , sempre su roccia ottima, fino a rimontare lo spigoletto di sx dove si sosta.
(3 clessidre e 1 chiodo )
L525IV, p. IV+Spostarsi 2 metri a dx e dopo aver superato delle balze verticali proseguire dritto in Dulfer per l’invitante fessurone (cl),quando inizia a divenire strapiombante traversare per bella placca verso sx fino ad un chiodo ben visibile in alto e ritornare verso dx sfruttando una cornice molto ammanigliata che conduce a una cengia erbosa.
Seguirla sempre verso destra (II) fino alla sosta su 3 chiodi. (4 chiodi, vari alberi, 2 clessidre e 1 masso incastrato)
L525III, IV,
1 p.sso IV+
Spostarsi 2 metri a destra della sosta e per facili balze rocciose portarsi sotto un piccolo tettino che si aggira a sinistra, quindi rimon-tare un ballatoio sulla destra poco prima di una breve placca che conduce a una piccola cengia. Seguirla verso sinistra fino a un albe-ro con cordone dove comodamente si sosta. (2 chiodi, libro di via.)
sviluppo160m
gradazione  IV, IV+, 1 p.sso V (IV+ obbl.), R1, II, D-
proteggibilità  ottima

Compagni:

Mephisto (il diavoletto pulitore)
Anna Tusini e Riccardo Pittino (cordata amici)


Ritorno:

Dall’ultima sosta alzarsi per una decina di metri nel bosco fino ad intersecare un’evidente traccia di camosci. Seguirla verso destra (viso a monte) costeggiando il ciglio della parete per pochi minuti fino a ricollegarsi nuovamente al sentiero n. 633 e quindi per:

Ritorno 1 (Pedescala)
  • si percorre a ritroso scendendo il sentiero 633 anche tramite alcune corde fisse, fino al bivio dell’attacco e poi sempre su sentiero 633 in 45/60 min si arriva al P.
Ritorno 2 (Altopiano Sette Comuni)
  • in 5/10 minuti di sentiero 633 si torna al P

GPS:

Accesso da Pedescala


Note:

  • Una via facile che serpeggia nel mezzo di una muraglia strapiombante, regala in ogni tiro un diverso tipo di arrampicata. Anche se in un ambiente di bassa montagna sa donare una piacevole ed esposta arrampicata a tutta la cordata.
  • Data la roccia perlopiù eccellente, l’ottima proteggibilità, il modesto sviluppo, le comode e sicure soste si presta ottimamente come via propedeutica per le Dolomiti e per principianti (ma non digiuni di arrampicata classica da integrare).

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Tonezza del Cimone
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0-999m relazioni rock climbing Stallavena Valpantena via sportiva

via Longa

Alcenago di Stallavena, 400m

Grezzana (VR)

In questa palestra è consentito ogni tipo d’arrampicata:

se vuoi attaccarti ai chiodi,

puoi farlo;

se ti servono le staffe sul 3°,

puoi usarle (purché non chiodi: ci sono altri metodi indolori);

se vuoi fare tutte le vie difficili in solitaria, slegato, scalzo e bendato,

puoi farlo;

se vuoi metterti i pantacollant di tua figlia o i pantaloni alla zuava di tuo nonno,

nessuno ti fischierà.

Se vuoi arrampicare con la suocera della tua amante,

puoi farlo;

se ti piacciono di più i nut, perchè sono enigmatici,

puoi adoperarli.

Se ti trovi bene con gli scarponi, perché devi partire per l’Himalaya, o perché ti fanno sentire più alto,

adoperali, ma cerca di non consumare mezza suola al 1 ° rinvio di My Friend Socky;

se vuoi, al 52° volo sulla Placca Sgobbi, ti puoi ricordare di aver dormito male la notte, e dire a tutti che pensavi di essere sulla Longa.

Ricordati però, che se verrai beccato ad asportare materiale, scavare tacche, far moulinette nei cordini di via o abbandonare una qualsiasi immondizia, anche uno strofinaccio per pulire le scarpe o un pacchetto vuoto di sigarette: VERRAI DECAPITATO SUL POSTO!

da Guida STALLAVENA di Beppo Zanini 1987

A questa vietta sono particolarmente legato ed affezionato.
Grazie a lei ho mosso i primi passi da capocordata ormai troppi anni fà e sempre grazie a lei ho fatto scoprire la gioia di “partire dal basso ed arrivare in alto” a molti altri alpinisti in erba.
La ritengo molto didattica e divertente, non mi sono mai stancato di ripeterla e mai lo farò ed anche se ora non mi incute più il timore della prima salita, so bene arriverà presto un giorno che uscendo sbuffando dal camino esclamerò:
“Però … me la ricordavo più facile sta via!”

Prima salita:

Angelo Pojesi primi anni ’40


Da SUD:
Dall’uscita VR EST dall’autostrada A4 Milano-Venezia.
Alla prima rotonda dirirgersi verso Valpantena/Lessinia sulla tangenziale EST e tenerla fino ad indicazioni sulla DX Grezzana / Bosco Chiesanuova.
Proseguire per alcuni km sulla SP6 fino ad una grossa rotonda con indicazioni “Grezzana centro” sulla SX quindi seguirle (la falesia diviene già ben visibile in alto)
Dopo neppure 1 km ed appena prima del distributore di carburanti voltare a DX indicazioni Alcenago.
Seguirle per alcune strade strette e tornanti fino a che in corrispondenza del cimitero si può parcheggiare, o sotto i cipressi o nei pressi della chiesa e trattoria (consigliato).

Link a Parcheggio.


Accesso:

Dal tornante nei pressi del cimitero scendere indifferentemente da uno dei due sentieri, che dopo poco si congiungono. Lasciare sulla DX quell’orrendo scempio ambientale di croce con cuore rosso polimero e scendere per roccette tenendo la SX.
Passare sotto al settore “Palestrina” e poi “Peruviana” fino ad arrivare al settore “Longa“.
La nostra è una delle prime vie, attacco con scritta e bollo in giallo nei pressi di una larga fessura aggettante.
Tot: 10/15 min


Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàprotezionidescrizione
L1254b7 fixAttaccare in corrispondenza di una larga fessura aggettante (bollo e scritta gialla) quando questa diviene placca traversare leggermente verso DX seguendo sempre i fix gialli. Passo tecnico e poi si perviene alla sosta originale su un terrazzino che consiglio saltare. Salire un’altra breve fessura ed appena rinviato (allungare) stare bassi e traversare a DX su belle gocce esposte ma facili, puntando alla comoda sosta S1 su catena (in comune con “Quando il cielo non è più blu”).
L2153c, 4a3 fix + soste + 1 cordoneTraversare 2m a DX (fix evitabile) e quindi salire la breve fessura fino alla evidente cengia mediana. Traversare per terreno facile ma esposto rinviando qualche sosta  per poi in corrispondenza dello spigolo abbassarsi (1 cordino in clessidra + 1 fix) con passo non intuitivo. S2 su catena comoda alla base del camino ma non ci si sente con S1.
L3354b, 4c, 4a9 fixEntrare nel camino con larga spaccata e salirlo con bella arrampicata fino ad un passo appena più difficile ove si usa pure la placca di DX. Sopra le difficoltà calano ma non mollano fino alla pianta con catena. Consiglio di fare sosta S3 appena sopra su pianoro, 2 resinati da collegare.
sviluppo75m  
gradazione4b, 4c (4b obbl.), D- S1+, I imp.

Portarsi NDA, casco, 2 cordini, sosta con ghiere e 10 rinvii.


Discesa:

2 possibilità:

  • Discesa classica tramite 2 doppie (oppure 1 unica da 50m), la prima da S3 (catena su pianta) 30m fino ad S2 e la seconda da 20m fino alla base. Tot: 20/30 min
  • Non attrezzare S3 su pianta ma appena dopo, su 2 resinati in pianoro. Da li salire per terreno elementare brevi roccette e congiungersi al sentiero sommitale che scendendo in direzione S congiunge in breve al cimitero o tornante. Tot: 10 min

Compagni cordata:

Salita una decina di volte con numerosi compagni di cordata, gli ultimi sono Francesco e Gioele Pini, 14 e 12 anni a cui vanno le mie congratulazioni.


Note:

  • Prima del traverso di L2 accordarsi con chi fa sicura su un “codice” per capire entrambe quando si è finito il tiro. La comunicazione verbale è quasi impossibile … per fortuna a volte 🙂
  • Non sottovalutare i tiri e la genesi alpinistica degli stessi, ora sono addomesticati da numerosi fix e resinati ma a pensare che fu aperta nel ’40 con 5 chiodi e ripetuta per anni con 7 e gradata III e IV fa riflettere.
  • Ottima per cordate neofite e fresche di corsi che si vogliono testare sia sulla salita che magari sulle doppie. Anche seguire la linea originale non è scontato, ora è stata tutta segnata in giallo ma voi provate a seguire …” il facile nel difficile” e non sbaglierete 😉
  • Colazione in Pasticceria Rossini (link) e dopo panino e birra all’Ostaria Trattoria Castel (link) sono parte integrante dell’arrampicata a Stallavena!

Bibliografia storica di Stallavena:

Guida Stallavena GASV-Cai Verona 1979
guida Stallavena di Beppo Zanini 1987

GPS:


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Meteo:


Meteo Grezzana

Link utili:


Altre vie nei dintorni:

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    1000m climbing relazioni rock climbing via arrampicata ambiente via Dolomitica

    Vicenza + Verona al Baffelan

    monte Baffelan, 1793m

    Gruppo del Carega (Vi)

    combinazione via VICENZA + VERONA

    Zona Montuosa:Gruppo del Carega – sottogruppo Sengio Alto, monte Baffelan (Vi) 1793m, parete N
    Località di partenza:Rifugio Campogrosso 1448m – Passo di Campogrosso
    Quota Partenza:1448 m
    Quota di arrivo:1793 m
    Dislivello totale / Sviluppo via:345 m totale / 190 m la via
    Tempo di avvicinamento:45 min avvicinamento
    Tempo di salita:2.5/3 h
    Tempo di discesa:1h
    Sentieri utilizzati:149 e 177
    Difficoltà:D
    Grado obb.(max)III+/ IV (passo di IV+)
    Proteggibilità :R2, Soste su golfari cementati. Chiodi di passaggio nei punti più difficili.
    Impegno:2
    Materiale necessarioNDA. Solito da arrampicata in ambiente. Due mezze corde da 60mt. Serie di nuts e cordini.
    Caratteristiche salita:Via in ambiente. Parete sempre in ombra e possibilità di tratti bagnati e/o ghiacciati.
    Pericoli oggettivi:Soliti da arrampicata in ambiente. Possibilità concreta di scariche di sassi da chi precede ed anche senza.
    Esposizione:N
    Periodo consigliato:Da Giugno a Settembre. Vista l’esposizione della parete è bene evitare giornate con meteo incerto o dopo le copiose piovute delle “Piccole”
    Punti appoggio:Rifugio Campogrosso 1448m.
    Condizioni meteo:A tratti coperto.
    Condizioni della roccia:Tratti con roccia instabile. Roccia buona nei punti più difficili
    Cartografia:Pasubio – Carega – Foglio 1 – sud  1:25.000,  Sezioni Vicentine del CAI
    Giudizio sull’ascensione:♥♥♥ Bella salita in ambiente molto suggestivo. Roccia generalmente buona, salvo in alcuni tratti.
    Ripetizione del:24/05/2014. Nicola Bertolani+Roberto Scagliarini, Gianluca Bulgarelli + Marco Bulgarelli

    Accesso:

    Uscita A4 Montecchio. Seguire le indicazioni per Valdagno, poi Recoaro Terme e successivamente per passo di Campogrosso. Parcheggiare nelle vicinanze del rifugio, il parcheggio sulla strada del Re fino alla sbarra è sconsigliato e spesso multato.
    LINK al P consigliato.


    Avvicinamento:

    Dal rifugio Campogrosso seguire la strada asfaltata verso E chiamata strada del Re (sent 177), direzione malga Baffelan / ossario Pasubio.
    Oltrepassata la sbarra di chiusura al traffico si abbandona poi la strada seguendo il sentiero segnavia 177 sulla sx. Superata l’incombente parete E del Baffelan, si stacca sulla sinistra una traccia, che in ripida salita conduce al di sotto di un muro di contenimento di grossi blocchi cementati.
    Al suo estremo sinistro si trovano una catena e qualche piolo metallico che consentono di raggiungerne il bordo superiore.
    Da qui seguire le tracce di sentiero che risalgono il ripido canalone che costeggia la parete nord del Baffelan (qualche passo di facile arrampicata). Quando la traccia si addossa e tocca quasi la parete nord del Baffelan è ben visibile una nicchia gialla sulla destra.
    Qui si trova l’attacco della via Verona.
    L’attacco della via Vicenza si trova una decina di metri a sinistra (faccia alla parete), in corrispondenza di un piccolo bollo rosso leggermente sbiadito a circa 2 mt di altezza.
    Sulla verticale sono visibili i primi due chiodi.

    Foto tracciato:

    Schizzo via Vicenza e Verona al Baffelan
    Schizzo via Vicenza e Verona

    Descrizione via:

    • L1Partenza sulla via Vicenza. Vincere lo strapiombetto iniziale, (IV+), superare una placca (III+, 1ch), puntando alla lama soprastante (1ch, IV). Per paretina più facile (III+) salire fino ad una marcata fessura-diedro alla destra di uno strapiombo, superarla (IV+, 2ch) e traversare su rocce rotte verso sinistra fino alla sosta su anello cementato. (35mt, IV+, III+, IV, IV+, 4 ch)
    • L2 – Salire verticalmente su placca lavorata (2ch III), salire su di una piccola ed esposta cengetta (passo IV-), traversare a sx raggiungendo e risalendo una larga e rotta fessura (III). Traversare poi verso destra per 5/6 metri con passi esposti fino all’imbocco di un umido camino (III+, 1ch a dx semi-nascosto all’imbocco del camino, allungare molto le protezioni precedenti per evitare attriti). Risalire il camino fino al suo termine (1ch, III+) e rimontare a destra su di un comodo ballatoio con la sosta. (passo IV). (35mt, III, III+, passo IV, 3 ch)
    • L3Da questo punto la descrizione si riferisce via Verona. Risalire la paretina sopra la sosta (III) e raggiungere il terrazzo soprastante. Superare la successiva parete (passo IV-). Dopo un breve terrazzo risalire il camino a sx (IV-, passo IV) fino alla sosta su comodo ballatoio (30mt, III, IV-, passo IV)
    • L4 – Scendere e salire la rampa a dx della sosta e traversare a sx per 7/8 metri fino ad uno strapiombetto con una marcata fessura al di sotto di un camino-canale. In alternativa e possibile, dalla sosta, traversare in esposizione a sx e risalire allo strapiombetto superando una paretina aggettante con passo di V. Vincere lo strapiombetto (passo IV) e risalire l’umido ed instabile canale (II, III-), prestando attenzione a non smuovere i sassi che si trovano sul fondo. Uscire dal canale al di sotto di un masso incastrato. Pochi metri più in alto si trova la sosta, in comune con la via che risale il pilastro Soldà. (35 mt, III, passo IV, II, III-)
    • L5 – Dalla sosta traversare a sx ed imboccare il magnifico diedro soprastante (III+, IV-). Nella parte alta occorre scegliere la parete di destra di quest’ultimo con passo deciso (2ch, IV, passi IV+). Usciti dal diedro questo prende la forma di un largo camino con un accidentato canale basale (attenzione sassi instabili) salirlo fin quasi al suo termine (III+, II+, possibile sosta intermedia su 2 vecchi chiodi sulla parete di dx). Da qui spostarsi sulla nera e strapiombante parete di dx, superarla spostandosi a dx e sfruttando una breve fessura (III+, passo IV-) si giunge ad un comodo e solare ballatoio con anello di sosta.  Attenzione alla lunghezza del tiro e delle corde a disposizione (55 mt, III+, IV, IV+, III+, IV-, 4ch)

    Relazione:

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    Discesa:

    Seguire le tracce verso S e aggirare a sinistra una paretina rocciosa (ometto) fino alla croce di vetta. Da qui proseguire verso W scendendo per la via normale (passi di II+ in discesa) fino ad incrociare il sentiero segnavia 149 sul passo delle Gane.
    Da qui per sentiero si passa sotto alle Due Sorelle e Sengio Sisilla fino all’evidente parcheggio del rifugio Campogrosso.
    TOT: 45min / 1h


    Note:

    • La ripetizione descritta prevede la partenza sulla via Vicenza e l’uscita sulla via Verona, combinazione classica che sentiamo di consigliare siccome rende il grado più omogeneo e continuo.
    • La via non è così banale come il grado lascerebbe intendere, occorre aver salito prima altre vie e/o è un ottimo modo per avvicinarsi a vie classiche in Dolomiti, qui però con roccia che richiede “mano sensibile”.
    • Percorsa durante una uscita di aggiornamento Scuola Montanari sez.Cai Carpi da: Nicola Bertolani con Roberto Scagliarini – Gianluca Bulgarelli con  Marco Bulgarelli.

    Meteo:

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