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0-999m Brentino relazioni rock climbing Sport Climbing Turan val d'Adige

Cielo del Nord

Parete di Turan, 290 m

Monte Cordespino – Brentino (VR)

Un piccolo tributo a tutte le vie che ci hanno fatto sognare qui in val d’Adige in particolare a quelle di Sergio Coltri a cui dedichiamo la via.
Speriamo piaccia alle future generazioni almeno una frazione di quelle vie che i “signori della val d’Adige” hanno saputo creare negli anni d’oro delle aperture pioneristiche, con pochi chiodi ed ancora meno spit.

Che la vita riprenda e sia lieve per chi ha il cuore aperto e leggero.

Per chi in sosta saprà fermarsi veramente ed aprire lo sguardo sulle montagne, a nord, al cielo del nord.

“Dedicata a Sergio Coltri”

Apritori:

Nicola Bertolani ed Anna Tusini (in 8 giornate nov 2020- aprile 2021)


Accesso:

Uscita Affi, direzione Rivoli- Brentino, dopo abitato Tessari sulla strada principale parallela alla A22 si incontra sulla destra il Cristo della Strada. Dopo 100m appena passato un sottopasso sulla sx si parcheggia (lasciate auto fuori dalla sbarra) nei pressi di una fabbrica (P maps link).
Si segue la carrareccia a dx della fabbrica verso S fino ad incontrare un traliccio della tensione. Lo si aggira verso S per traccia tra vegetazione bassa puntando ad un secondo traliccio verde.
Non appena si calpesta del ciottolato si può girare a dx (ometto) per traccia che in breve diviene marcata e passa a fianco di un grosso basamento di cemento.
Facilmente si intercetta il sentiero principale (a sx attacco Diedro degli Elfi) e dopo pochi metri a dx si accede alla base del diedro bianco di attacco, sul sentiero, segnato da una targhetta metallica con nome via.
tot: 10/15 min dal P.


Foto parete:

Schizzo via:


Relazione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L1306a, 1 p.sso 6a+Attaccare il diedro bianco che presto oppone un piccolo strapiombino. Traversare a SX per portarsi sotto a delle caratteristiche canne che si superano con arrampicata atletica. Sopra spostarsi su bella placca con andamento leggermente a sx fino alla comoda sosta su 1 resinato + 1 fix. (10 fix)
Questo tiro si può salire anche come monotiro a moulinette al ritorno dalla Diedro degli Elfi.
L230IITiro di trasferimento. Per cengia elementare ma esposta traversare a sx fino a che si perviene alla comoda sosta su 2 fix con anello, possibile calata da 35m. (3 fix.)
L3305b, 4cSopra la sosta traversare a sx sotto ad uno strapiombino per bella placca rugosa a gocce. Appena possibile salire un masso aggettante e poi per facile placca si perviene alla sosta su 3 resinati. (8 fix) 
L4454c, 5aCon andamento diagonale verso dx per placca fino ad una sporgenza fessurata oltre la quale si vince uno strapiombino su bella roccia a lame. Proseguire alla sx del canale su placca lavorata intervallata da cenge fino a pervenire sotto ad una fascia strapiombante ove si traversa orizzontalmente verso dx fino alla sosta su 2 resinati. (14 fix)
L5256aVerticalmente sopra la sosta per placca fino ad entrare in un diedrino sbarrato da un tetto. Con passo tecnico spostarsi a sx e rimontare su belle placche fino ad una cengia erbosa. Vincere uno strapiombino e subito dopo spostarsi a dx per tecnica placca con grossa clessidra che in breve fa guadagnare la sosta da allestire su 2 resinati con catena o 2 resinati (10 fix)
L6406a, 1 p.sso 6a+Verticalmente sopra la sosta per compatta placca che si sale con eleganti movimenti fino ad una larga fessura. Spostarsi leggermente verso dx con arrampicata varia fino ad un lisco bombè di non facile lettura. Sopra un diedrino accennato ed altra tecnica placca fino alla fine del pilastro ove si traversa (allungare protezione) a sx e rinviando due piante si giunge alla comoda sosta su 2 resinati con catena e libro di via (10 fix + 2 cordini)
sviluppo200m
gradazione6a+ (6a obbl.), S1, II imp.

Discesa:

  1. SENTIERO
    Per traccia verso N (a dx viso monte) segnata con bolli blu si scende dapprima in direzione N e poi E. Per bosco su ripido terreno detritico e terroso si scende o tramite facili ma delicate arrampicate di II oppure sfruttando le comode e numerose corde fisse con nodi nei punti più esposti.
    Possibilità di effettuare qualche doppia su maillon od anello (non rubare!) in caso di pioggia o piede non sicuro.
    Al termine ci si ricongiunge ad una comoda traccia che solca la base della parete e con andamento verso S in breve riporta all’attacco.
    Dopo 10m il sentiero si biforca in corrispondenza di un ometto adagiato su albero. Qui tenere la SX e scendere dapprima verso un grosso basamento di cemento e poi per ometti e tracce a ritroso fino al P.
    Tot: 30-45 min.
  2. Con 3 DOPPIE attrezzate (da evitare in caso di altre cordate sulla via)
    • D1 = 32m, da S6 su catena tenere leggermente a dx (viso monte) e poi scendere nel canale tra la Diedro degli Elfi e l’ultimo tiro della Cielo del Nord fino alla sosta S5 su catena + 2 resinati (! friabile)
    • D2 = 32m, da S5 si scende verticalmente tralasciando la S4 e puntando più sotto ad una sosta su cengia sempre su catena resinata adibita solo per doppia.
    • D3 = 60m, si buttano le corde verso dx (viso a valle) evitando le piante sul pianoro sotto. Giuntici sopra si tiene la sx (viso a monte) fino ad una serie di strapiombini che ci permetteranno di divertirci nel vuoto fino a che si perviene alla base a circa 3 metri dal sentiero.

GPS:


Visualizza mappa ingrandita

Link a OpenStreetMap


Note:

  • La Parete del Turan essendo a metà tra i Tessari e la mecca dell’arrampicata rappresentata dalle pale centrale di Brentino, ha le caratteristiche miste tra le due. Tratti di roccia magnificamente lavorata e compatta si mischiano ad altre in cui il friabile impone una certa circospezione. Nel complesso però l’arrampicata è assai varia e dona diversi stili.
  • Rumore dell’autostrada e ferrovia infernali.
  • Consigliabile portarsi dietro un piccolo tronchesi e guanti in pelle per pulire un po’ l’accesso dalla fabbrica che risulta facilmente invaso dalla bassa vegetazione e rovi, soprattutto ad inizio stagione.
  • Via aperta in prevalente arrampicata artificiale dal basso in 6 giornate spalmate in 6 mesi.
  • Il nome della via è sorto spontaneo durante una delle giornate di apertura, quando calati al tramonto il cielo a nord si infiammò ed al ritorno Nick Drake suonava nell’abitacolo.
  • Birra con piada post arrampicata dalla Gigia a Brentino o merenda dalla Miki a Rivoli sono parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

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0-999m Brentino Castel Presina relazioni rock climbing Sport Climbing val d'Adige

Senza chiedere il Permesso

Castel Presina

Monte Cimo – Brentino (VR)

Ennesima apertura di Gigi Pinamonte che sta più a nord delle altre e risulta un po’ compressa con la vicina Evitando el Frio tanto da dover scappare, a destra, in un boschetto pensile per evitarla.
Rispetto alle altre risulta però quasi una via alpinistica travestita, per via dei traversi, del terreno friabile ed ancora da disgaggiare ma soprattutto della chiodatura che è “artigianale e datata” (come nello stile dell’apritore
) ma pure eterogenea con cordoni e chiodi.
Una via dallo stile “Grill” in val d’Adige insomma ed anche se mi toglierò sempre il cappello di fronte agli apritori, c’è da incominciare a chiedersi fino a che punto vogliamo spingerci nell’attrezzatura sistematica di una parete e con che stile?
Ai ripetitori l’ardua sentenza, anche se mi pare di capire che le continue file agli attacchi abbiano già decretato il verdetto.

Almeno tra noi “alpinisti della domenica”.


Apritori:

Gigi Pinamonte, 2020


Accesso:

Uscita Affi seguire le indicazioni per Verona-Trento-Valpolicella. Passato il cavalcavia Rivoli, Caprino Veronese e successivamente per Spiazzi. Prima di raggiungere la frazione si nota sulla destra il ristorante “La Baita” e subito dopo una strada in discesa con indicazioni per Ca’ Scala, Broieschi, Porcino. Solitamente si seguiva la strada per circa 1 km fino a che sul lato sinistro della strada si individuava un piccolo slargo e si parcheggiava qui (link) ma sono stati segnalati numerosi furti.

Ora conviene lasciare le auto sulla strada principale appena dopo “La Baita” link al P (! Lasciare liberi gli accessi e pensare ad anche gli altri climber)

Quindi scendere per la strada in direzione SUD per circa 600 m fino a che, dopo le recinzioni, sul lato sinistro si intravede una traccia che sale nel bosco. Costeggiare per un po’ la strada poi scendere per il sentiero nella boscaglia che perde velocemente quota in direzione E-SE.
In breve si arriva ad un bivio con palina CAI in legno. Qui andare a sinistra (N) imboccando un marcato sentiero con bella vista sulla val d’Adige e dopo poco sulla solare parete di Castelpresina.

la solare parete di Castelpresina dal sentiero di accesso

Con breve discesa su placche si raggiunge la base della parete.
Passare tutta la zona degli strapiombi e risalire, poi quando il sentiero si abbassa proseguire ignorando gli attacchi di Ciao Sic, Prosciutto Cotto di Parma, Instabilità Emotiva, ecc..
La nostra parte 10m a dx di Evitando el Frio, dopo lo spigolo, alla base di una tetro camino.
Attacco con 1 spit fix senza piastrina e piccola scritta “progetto” non evidente.

Total distance: 1955 m
Max elevation: 684 m
Min elevation: 520 m
Total climbing: 210 m
Total descent: -267 m
Total time: 00:40:56
Download file: Accesso-CastelPresina_gpx _2020-10-29_0926-corretto.gpx

Schizzo:


Descrizione dei tiri:


Compagni:

Anna Tusini, Claudio Bassoli


Discesa:

  • Usciti dalla via riprendere evidenti tracce di sentiero che prima salgono verso NW ed intercettano il sentiero per la Sgrenza e poi si abbassano (targhette metalliche S4) fino al greto di un ruscello, per poi risalire verso S riportando al P.
    TOT: 20-25 min
  • Usciti dalla via riprendere evidenti tracce di sentiero che prima salgono verso NW ed intercettano il sentiero per la Sgrenza, non abbassarsi ma stare alti ed una traccia ad W su calcare bianco (ometti) che in breve porta ad un grosso castagno proprio al centro del tornante dove si è P.
    ! Attenzione: anni fa questo accesso era stato vietato per disguidi con il proprietario del fondo.
    TOT: 10 min

Note:

  • La via regala qualche bel tiro: il primo è originale, il secondo forzato, il terzo piacevole, il quarto atletico e l’ultimo mi ha ricordato le placche delle classiche della fascia mediana, quindi il massimo per chi ama questo genere démodé.
  • Via ancora da pulire ed anche se consolidata con cemento in qualche punto occorre prestare attenzione a chi sta sotto. Se avete altre cordate avanti desistere (vedi video sotto)
  • Nome dato dall’apritore in risposta all’aver salito una linea forse non sua o che è rimasta per troppo tempo un “progetto”. Lo stile anarchico di Pinamonte divide nettamente ed anche se non lo conosco ammetto mi è simpatico.


Meteo:

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Video piccolo disgaggio in parete:

Noi eravamo soli in parete quel giorno ma disgaggi simili al fine settimana sono altamente pericolosi per tutte le cordate sotto!

Urlate sempre S A S S OOOOOOOOOOOO !!! anche per cose molto più modeste.


Gallery:


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Appennino borghi da riscoprire relazioni Sassomorello

Chi trova un Amico trova un Tesoro

SassoMorello, 670m

Prignano sul Secchia (MO)

Quelle sonore batoste che Bud Spencer e Terence Hill si davano ad ogni film per poi tornare a riappacificarsi più amici di prima, da piccolo faticavo a capirne il motivo, mi facevano solo sorridere.
Ora invece è più chiaro quanto poco occorra a due persone per allontanarsi e lasciarsi andare al reciproco oblio.
A volte pure senza cazzotti, senza che l’amico o noi stessi manifestiamo platealmente quello che proviamo, quello che pensiamo non vada più nella relazione.
L’amicizia, quella vera, merita una correttezza ben diversa.

Aprire questa vietta è stato possibile proprio grazie alle diverse amicizie che a più riprese, senza fretta o spasmi, hanno dato il loro corale contributo.
Ed ammetto che quando, dalla prima sosta, osservavo comodamente l’amico di turno contorcersi per trovare il giusto piazzamento, fra me e me è sorta proprio spontanea la consapevolezza che:

“Chi trova un amico trova un tesoro!”


Apritori:

N.Bertolani, C.Bassoli, T.Fiorini dal basso (giugno – luglio 2020)

var. Diretta: N.Bertolani, M.Bulgarelli, I. de Iesu, T.Fiorini dal basso (gennaio – giugno 2020)


Descrizione:

Sesta via a più tiri nata al Sassomorello su quella che era un’altra linea naturale della parete ad una prima osservazione dal basso.

Una via esplorativa con qualche bel passaggio nel solito ameno paesaggio di Sassomorello (link).

Si parte su una liscia placca fessurata che obbliga a tecnici e non intuitivi movimenti, sosta su una comoda terrazza alla base di un tetto che condivide la medesima fessurazione. Seguirla proteggendosi con solidi friends e nuts per poi scoprire, sorpresi, un celato appiglio che permette un facile rimonto sullo sperone aggettante.

Traverso su facile placca nerastra che però, verso la fine, impone dover scendere con i piedi vicino al baratro per assicurarsi ed assaporare un po’ di esposizione.

Segue un percorso discontinuo che permette di approdare però alla base della fascia sommitale, ove poggiano le fondamenta della maestosa torre.

Per l’ultimo tiro si sale un inspiegabile nastro bianco verticale che ahimè, all’ultima sosta, svela la sua genesi proprio a fianco del libro di via.

Per mezze giornate spensierate o dal meteo incerto, anche e soprattutto nelle terse giornate invernali, evitare l’estate.


Accesso:

dal BASSO:
da Nord:

Sulla Provinciale 21 tra Serramazzoni e Prignano (MO) scendere per una stretta svolta sulla via Casina tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante tenere a dx la via Bertoni e parcheggiare appena prima di una svolta a sx di 90° e di un ponticello. Link al P con google maps.

da SUD:

(consigliato per i romantici siccome regala una bella visione d’insieme della parete dal basso)
Indicazioni Gombola (MO), passato il bel paese con vista sul borgo (fermatevi) si tiene la via Valrossenna fino al bivio nei pressi dellabbandonato ponte romano Cervaro (link)
Lì imboccare la via Badaglia tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante diviene via Bertoni e la vista si apre su una magnifica vallata con ruderi e la rocca del Sassomorello che domina in alto.
Parcheggiare appena dopo una svolta a 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.
Dal P: 5 min tot.

dall’Alto:

(consigliato se dopo si vuole concatenare con Antenna 1 Rock station, provare alcuni monotiri od anche solo rinfrescarsi e mangiare qualcosa all’ombra su comode panchine).

Parcheggiare nel borgo di Sassomorello tra la chiesa di San Bartolomeo (link approfondimento) ed i cassoni dei rifiuti. (link a google maps).
Seguire la strada principale via Don Luigi Spallanzani che, dopo un rudere, diviene strada bianca e scende verso W.
Percorrerla con vista sulle pareti ed il sempre bel borgo di Sassomorello in bella mostra, fino al limite di una casa ove una palina CAI indicherà andare sulla dx (direzione SUD).
In falsopiano seguire una traccia che poi scende fino ad una zona paludosa (palina CAI) ed in breve si è sotto alla parete principale ove si passa un rigagnolo di fonte (attacco via Maschera della Morte Rossa) poi la Chi Trova un Amico trova un Tesoro e dopo un allevamento di api anche le altre vie (ometti).
Dal P: 15/20 min tot.


Attacco:

Camminare sulla carrareccia in direzione W lasciando le arnie sulla DX e dopo qualche centinaio di metri, ad un grosso masso alla SX del sentiero, notare sulla DX un chiaro ometto da cui, guardando bene, si intravede già la targhetta di via.

Entrare nel bosco per esili tracce e puntare ad uno sperone con strapiombi sulla sua sinistra. Seguendo ometti ed in poche decine di metri si è alla base, sotto ad una invitante e sinuosa fessura ove si trova l’attacco con targhetta (foto).
Se si arriva alla sorgente (attacco via Mascherata della Morte Rossa) tornare indietro.
Tot: 10/15 min dal P


Schizzo via:

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Descrizione:

tirom arramp.m trasf.difficoltàprotezionidescrizione
L1155c, 1 p.sso 6a3 fix, 1 chAttaccare la parete alla base dove inizia l’evidente bella fessura. Salire da dx a sx sfruttando la fessura, con tecnici movimenti e spalmo di piedi cercando un non scontato equilibrio (p.sso 6a) poi vincere la verticale fessura cieca sempre fidandosi dei piedi. In prossimità del terrazzo il terreno si abbatte e si sosta comodi sotto al tetto  (1 resinato +  1 fix)
L235V, 4a, 3c7 fixSalire sopra la sosta sfruttando la fessura che da verticale diviene presto orizzontale quando incontra il tetto. Proteggersi con solidi friends e nuts medi e percorrerla verso sx in bella ed insolita arrampicata fino a che torna verticale (1 fix impedisce possibile incastro corde). Tramite una celata presa naturale portarsi sullo spigolo in bella esposizione e poi salire in diedro. Al secondo fix non salire ma traversare a sx su bella e rugosa placca fino a pervenire sulla cengia ove si rinvia alti (1 fix da allungare). Traversare ancora verso sx scendendo e portandosi sul ciglio dello strapiombo sottostante (2 fix) in bella esposizione. Risalire infine su cengia ove si trova la sosta su 2 resinati (1 fittone+ 1 golfare)
L35355a, I1 fixRimontare la placca verticale sopra la sosta con un passo non immediato (1 fix). Il terreno dopo si abbatte e per detriti si cammina in direzione di una pianta con cordino in alto e poi per tracce fino alla base di una nerasta placca.  Sosta alla base della placca da allestire su tronco segato od una delle numerose piante.
L420104c, III4 fixAttaccare la placca nel punto più verticale con partenza strapiombante ma in breve interrotta da cengia (2 fix). Per terreno elementare ci si porta sotto ad una fascia con un breve ma caratteristico diedrino con naso. Ora in vista delle mura sommitali salire la facile placca (1 fix) e poi il diedrino (1 fix). Sosta su pianta con cordone.
L51530III, I2 fix, 1 resPartenza a vincere un breve risalto friabile e sopra rinviando su un altro caratteristico naso (1 fix). Facile placca appoggiata (1 fix) e tenere in direzione della fascia sommitale alla SX della colata bianca e sotto a grossi blocchi aggettanti (1 resinato da allungare). Camminare sulla cengia verso DX fino a far sosta su 2 resinati, giusto alla SX della colata bianca.
L615 5a2 fix + 1 golfareEntrare nella colata bianca tramite una bella lama e subito dopo spostarsi a DX su placca verticale (1 fix). Salire la placca puntando ad un diedrino sommitale di uscita (1 fix + 1 golf.). Sosta su 1 golfare da integrare con i paletti della recinzione. Libro di via.
sviluppo10575m
sviluppo totale180m
gradazioneIV, V, 1 passo 6a (5b obbl), RS2, D, 2 imp.

Discesa:

A) Alla recinzione prendere la cengia esposta verso SX (! proprietà privata, evitare schiamazzi). Dopo poche decine di metri girando intorno la base della torre prendere la strada principale appena dopo un rudere.
Questa strada bianca è la via Don Luigi Spallanzani che scende fino ad una casa.
Sulla dx vi si trova una palizzata come traccia di una antica carrozzabile (bollo CAI). Ora si è in vista della parete W con sempre il borgo di Sassomorello in bella mostra.
Scendere ancora fino a che al termine dei paletti di recinzione non si incrocia una carrareccia abbandonata e spesso paludosa (palina CAI e bolli rossi).
Qui girare a sx in direzione N ed in vista della base della parete. In breve la strada diviene sentiero, passiamo prima un rigagnolo di fonte (attacco via Mascherata della Morte Rossa) e dopo un allevamento di arnie. In breve ci riconduce alla strada del P.
20 min tot.

B) discesa in doppia sconsigliata ma possibile da S1 ed S2. Dopo si può interrompere la salita nelle varie cenge e scendere per tracce nel bosco.


Compagni:

Marco Bulgarelli il 27/02/2020

Ivan de Iesu il 09/05/2020

Tommaso Fiorini il 13/06/2020

Claudio Bassoli il 20/06/2020

Pulizia e resinatura, solo, 25/06/2020


GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:

  • Carina la fessura del primo tiro da salire con movimenti inusuali ed il tetto fessurato del secondo tiro da proteggere con friends e nuts.
  • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su 6 tiri di corda, una progressione in conserva, muoversi sul facile ma friabile ed il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
  • Il nome deriva anche da un gioco di parole, trovare il giusto friends per L2 è come trovare un tesoro.
  • via concatenabile con le altre limitrofe oppure con maggiore logica ad Antenna Uno Rock Station( link) In quest’ultimo caso, dopo che si è arrivati in croce, occorre scendere per la mulattiera tra la chiesa e le case tralasciando sulla SX la falesia, fin quasi alla corda fissa che scende dal cimitero. Valutare in questo caso il P nei pressi del cimitero (link al P) e poi attaccare scendendo la via Spallanzani (discesa A)
  •  birra e spuntini al bar Katia (link) dopo sono una garanzia.

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Prignano sulla secchia
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Mix di 3 giornate di apertura.

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0-999m Brentino climbing relazioni rock climbing Sport Climbing Tessari val d'Adige

New Age

settore “Bastionate di Tessari”

dorsale del Cordespino 450m

Tessari  (VR) – Italy


Apritori:

Beppe Vidali, Lodovico Gaspari, Guido Girardini – 2004
Beppe Vidali – nov.2018


Descrizione:

Ai Tessari non c’è solo il Trapezio o la Roda del Canal ma a ben guardare le strutture più meritevoli, già dal basso, risultano essere le Bastionate che si raccordano, con logica alpinistica, alla dorsale del Cordespino.

Qui Beppe Vidali in primis ha tracciato alcuni itinerari che poco o nulla hanno da spartire con gli altri in zona, ed anzi si accomunano più a vere piccole gemme alpinistiche in fondovalle.

Ci troviamo su un itinerario sportivo e protetto ottimamente sia nella progressione che soste, si lascia al parcheggio il patema dell’ingaggio per concentrarsi sul solo piacere del gesto arrampicatorio.

I 3 tiri mediani, in particolare L2 ed L4 meritano il viaggio ed al termine, se non si buttano giù le doppie per le “Nebbie di Avalon” , si gode della gioiosa visione della dorsale del Cordespino con il lago di Garda come quinta scenica; non è vera cima ma il colpo d’occhio non ha nulla da invidiare.

Ora abbiamo trovato la discesa ottimamente segnata e tracciata pure con una fissa, merito probabilmente anche del recente itinerario del “Leone di Nemea” e dei suoi apritori quindi

grazie a tutti quanti ci mettono energia, tempo e passione in favore di altri.


Accesso:

Da SUD: Casello Affi, indicazioni in rotonda per SS12 Verona, Rivoli, Sant’Ambrogio Valpolicella. Montare su SP11 e passare Rivoli senza entrarci, al semaforo scendere a dx direzione Brentino Belluno, Trento. Passare nella bella porta fortificata di Austriaca memoria ed i paesini di Zuane e Canale. Attenzione alla indicazione Tessari a sx ed appena passato il cavo Biffis, voltare a sx e parcheggiare qui nel ampio spiazzo (proprietà privata, siamo educati). Tranquilli anche se trovate parecchie auto saranno quasi tutte destinate al Trapezio oppure alle recenti proposte alla Roda del Canal.


Attacco:

Salire l’ampio sentiero CAI che parte appena prima dello spiazzo costeggiando il vigneto. Ad un bivio a sx tenersi sul principale fino a passare le indicazioni a dx per il settore del Trapezio. Salire ancora qualche tornante ed ignorare una biforcazione che si stacca a sx direzione S. Dopo un ampio cono franoso, in bellavista delle pareti ormai vicine, notare una debole traccia che si stacca a sx e prenderla. Dopo pochi minuti di sentiero più ripido in mezzo alla vegetazione (targhette metalliche S8, SC e qualche ometto) si giunge nei pressi della scritta New Age che indica l’ultima via del settore a N. Attraversare in falsopiano la base della parete stando nel bosco fino alla evidente scritta alla base di un diedrino (attacco nuovo del 2018 ad opera di Beppe Vidali)

nome alla base (link). 25/30 min dal P.


Schizzo via:

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tratto con libera interpretazione dello schizzo di Beppe Vidali


Relazione salita:

tiro m difficoltà protezioni descrizione
L1 30 5b, 1 passo 5c+, 5a 10 fix, S1 Parte in diedrino che muore sotto ad un accennato strapiombino, superarlo e dopo portarsi a sx su bella placca. Alla fine per terreno detritico portarsi sulla cengia verso dx ed allestire S1 comoda su catena (qui partiva la via prima del 2018)
L2 30 5b, 6a 9 fix, S1+ Risalire verso sx per facili e goduriosi strapiombini arancioni stando alla dx di un estetico diedro. Portarsi su placca alla destra e dopo alcuni tecnici passi si raggiunge la comoda ma ventosa sosta su spigolo. S2 su catena
L3 25 5c 9 fix, S2 Salire dritti e prima di raggiungere una fascia boscosa traversare orizzontalmente a sx (allungare) su bella placca a gocce. Doppiare lo spigolo ed S3 scomoda appesi.
L4 35 6a 10 fix + 1 ch, S1+ Traversare a sx per placca verticale dalla liscia apparenza, quando possibile alzarsi verticalmente (allungare) su bellissima e tecnica placca fino a portarsi ad un ballatoio dove si riprende fiato. Con convinzione portarsi in verticale placca e tramite alcune fessure e strapiombini guadagnare la  S4 comoda su catena. Tiro chiave per continuità e sviluppo, allungare bene le protezioni ad ogni cambio di direzione.
L5 50 III+, II 1 cl, R1 Dritti su per diedrino friabile (1 cl con cordone) poi per percorso non obbligato ma da proteggere salire facili marmitte e placche. S5 su albero.
Probabilmente il tiro originale dopo il diedrino si porta in parete N a cercare roccia più verticale, noi non lo abbiamo testato.
sviluppo 170
tot arrampicata 170 m
gradazione 6a+ (6a obbl.), S1+, I

Discesa:

  • Salire per ometti e percorso non obbligato fino a trovare ad W il sentiero del Cordespino che porterebbe in direzione S fino al forte di San Marco. Dopo alcune centinaia di metri, quando si biforca tenere a sx direzione E val D’Adige (bolli rossi) e quindi scendere dapprima parallelo al crinale e dopo direttamente nel bosco sfruttando anche una corda fissa. Per tracce nel bosco stare alla dx (faccia a valle) dei ghiaioni fino ad intercettarne uno piccolo che deposita direttamente sul sentiero CAI di attacco. In breve si è al P dei Tessari. 20/30 min
  • Portarsi verso S stando in quota e seguendo ometti alla S6 della “Nebbie di Avalon” link e poi in doppia tramite 3 calate. La prima calata di 20m, poi una da 45m, traverso a sx faccia valle e poi ultima da 60m (fare nodi). Soluzione non sperimentata.

GPS discesa:

Total distance: 1198 m
Max elevation: 458 m
Min elevation: 138 m
Total climbing: 10 m
Total descent: -330 m
Total time: 00:35:13
Download file: Discesa_Bastionate-Tessari_gpx _2019-11-01_1457.gpx


Compagni:

Silvia Corradi e Federico Ravarotto


Note:

  • Portarsi cordini e qualche friend 0.5-0.75 o nut per integrare l’ultimo tiro o qualche passaggio sotto.
  • Via diversa dalle limitrofe e che malgrado la vicinanza al paese o la bassa quota, da qualche veduta e sapore di ambiente. Bellissima la discesa sulla dorsale del Cordespino con vista sul forte di San Marco, la conca di Caprino e lago di Garda.
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:


Meteo Rivoli veronese


Bibliografia:


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