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Teng

Chiusa di Ceraino settore Teng, 150m

Val d’Adige (VR)

È l’ultimo settore uscito dal capppello magico di Emanuele Perolo, uno dei sognatori esploratori che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di settori come Castel Presina, Tessari e lo stesso Cimo.

Durante la prima esplorazione, mentre si stava calando proprio sulla verticale dell’opera di presa del consorzio irriguo, Perolo urtò un sasso che colpì la ringhiera metallica della costruzione producendo un sonoro “teng”. Il rumore allarmò non poco gli operai all’interno della centrale che, inviperiti, gli intimarono di non farsi più vedere.

Dopo quel primo approccio, non proprio amichevole, Perolo continuò a perlustrare la parete a nord della centrale scoprendo un “mare” di roccia molto bella, lavorata a fessure, canne, strapiombi e placche. Il contesto ambientale è quello della Chiusa di Ceraino, ma siamo nel punto più stretto della gola, quello più suggestivo.
Le vie sono lunghe mediamente un centinaio di metri e sono state aperte tutte dall’alto su roccia molto bella e articolata. Le difficoltà si aggirano sul 6b/c e la chiodatura è ottima a fix inox. Occorre una serie di rinvii (15) e qualche cordino.

Da Monte Baldo Rock

Apritori:

Emanuele Perolo 2012


Accesso:

AFFI-> Rivoli Veronese-> si prende la strada della Rocca ed ad un bivio si tiene la SX (link). Attenzione strada molto stretta e che funge pure da ciclabile, andare adagio! Quando questa diviene a solo uso bici tramite una sbarra si parcheggia in piazzola limitrofa (link) oppure se non c’è posto al “Bosco degli elfi”.

Proseguire a piedi lungo la ciclabile in direzione est sino a dove questa piega decisamente in direzione sud in corrispondenza di una panchina. Prendere il sentiero a SX, giusto a lato della panchina in legno, scendere la valletta in direzione dell’Adige (dopo 50m a destra si incontra il sentiero che porta all’uscita delle vie) e percorrerla fino alla sommità del conoide detritico della vecchia cava. Scendere anche il conoide fino al suo termine facendo attenzione ai detriti instabili. A sinistra un tratto attrezzato dentro un caratteristico dentro un pozzo carsico permette di guadagnare la riva dell’Adige. Seguendo il bordo della parete verso S si perviene alla maggior parte degli attacchi, ed tramite un cavo metallico in breve e si giunge all’attacco delle via quasi a ridosso della opera di presa. 20/30 min


Descrizione:

È la via che da il nome a tutto il settore. Il primo tiro è caratterizzato da un singolo passaggio atletico, poi le difficoltà calano e diventano omogenee sino alla grossa cengia, per poi attraversare una zona erbosa dove ci si protegge su piante fino alla sommità.


Relazione:

Difficoltà: 6a+ (6a obbl.)
Proteggibilità: S1
Impegno: I
Sviluppo: 80 m
Tiri: 4
Attrezzatura: NDA,  12 rinvii
Esposizione: E-NE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera ed autunno
Tempo salita: circa 2.5h
Bellezza: ***
Apritori: Emanuele Perolo
Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Compagni:

25 giugno 2016 Ivan de Iesu


Schizzo via:

L1= 15m, 6a+

L2= 25m, 6a

L3= 25m, 6a

L4= 15m, 5b


Discesa:

  • Usciti dalla via seguire una traccia sul bordo parete in direzione nord/ovest sino ad incontrare il sentiero d’attacco e poi la ciclabile. 10 min

GPS:


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Meteo:


Meteo Rivoli veronese

Bibliografia:


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