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0-999m climbing Muzzerone pilastro del Bunker relazioni via sportiva

Chi vuol esser lieto Sia

Pilastro del Bunker

Muzzerone, 325 m slm – Portovenere (SP)


Apritori:

Roberto Vigiani e Tino Amore 1986


Descrizione

Una delle prime vie aperte al Muzzerone che anche a distanza di più di trentanni ne mantiene le caratteristiche di logicità ed appagamento nella salita, oltre che essere una delle più facili.
La roccia, il contesto ambientale unico, i gabbiani reali che ci osservano sempre allo stesso livello, il clima, le protezioni ora corrette e riviste in chiave moderna e soprattutto l’incomparabile colpo d’occhio della parete a picco sul mare, rendono questa una salita da non lasciarsi sfuggire a chi possiede un solido 5b/5c a vista.
Una vera “classica plaisir” della zona insomma, da non perdere.


Accesso:

Uscita La Spezia direzione Portovenere, poi Le Grazie.
Arrivati all’abitato di Le Grazie subito dopo il parcheggio delle ambulanze ed in corrispondenza di un bivio a V stretta prendere la DX (cartello palestra Arrampicata).
Seguire la strada che sale stretta per tornanti fino a che si intravede sulla SX una impressionante cava. Ad un bivio seguente tenere la SX e salire per tornanti su strada fortemente dissestata.
Mentre si sale si incontra prima il parcheggio per il rifugio Muzzerone (link), proficuo per le vie alla Parete Striata o gli inferiori settori Mandrachia e Pilastro della Discordia e poi quello della Parete Centrale (link).
Ignorarli e proseguire in corrispondenza dell’ultima curva a gomito prima del Forte e qui parcheggiare non invadendo la panchina (link).

Avvicinamento:

Prendere il sentiero 1a per Portovenere che parte proprio vicino al tavolo da pic-nic.
Dopo 5 minuti quasi in falsopiano e prima di raggiungere il Bunker, si intravede in basso sulla DX una freccia bianca ma soprattutto un sentiero che scende decisamente nella macchia tramite fisse.
Imboccarlo e perdere quota velocemente prestando attenzione alla qualità delle funi (2019 molte logorate e pericolose in caso di pioggia).
Arrivare fino a che il sentiero si allarga a catino e qui seguire ometti sulla SX ed un cavo metallico che ci fa perdere altra quota.
Proseguire su cengia esposta nella boscaglia in direzione E fino a che si raggiunge un non intuitivo bivio.
Non salire (attacco via Prenotazione Obbligatoria) ma tenere le tracce che scendono fino a che si perviene su un grosso pino marittimo con sia una corda fissa che cavo metallico (foto) che ci permette di arrivare ad una comoda cengia.
Si dovrebbe intravedere il caratteristico pino marittimo che sbuca quasi perpendicolare dalla parete e che segna l’attacco della via.
Consiglio legarsi appena prima su comodo terreno.


Schizzo via:

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàprotezionidescrizione
L1255b (1.passo 6a)8 fixPartenza su diedro verticale fino a delle lame, non tutte stabili, all’altezza del terzo spit si traversa a dx per placca verticale. Per cengia si perviene sotto ad un muretto fessurato da vincere con atletica e scorbutica arrampicata (6a ma con 3 spit in 2 m). Sopra le difficoltà son finite quindi con magnifica e fotogenica arrampicata in pochi metri si raggiunge la base di un diedro, ove è posta la catena a spit di S1.
L2355b11 fixAlzarsi dal diedro prendendo la placca di dx e poi per bella roccia lavorata più semplicemente si risale con andamento sinuoso fino alla comodissima S2 su un ballatoio. (ignorare i vecchi fix a dx di Powa)
L3405c sost.12 fixRisalire la bella placca fino a che si perviene a dx ad un tratto di vegetazione che adduce alla base di una ostica placca fessurata a sx. Entrarci con tecnica arrampicata resa più difficile dalla patinatura degli appoggi obbligati. Salire fino a che la fessura diviene placca tecnica da traversare a dx con arrampicata entusiasmante. Stare in placca o più semplicemente appena a dx fino a che si raggiunge la comoda S3 con una caratteristica lama che può fungere da seggiola. Allungare bene le protezioni prima dei cambi di direzione e per potere tenerle corte sulle fessura. 1 friend #0,5/#1 potrebbe aiutare nell’A0.
L4455c – 5b12 fixPartenza a sx su pulpito per bella placca verticale, si agguanta la goduriosa lama e la si usa per uscire a dx fino ad immettersi in solare ed estetico diedro. Lo si sale con arrampicata tecnica fino a che non si perviene ad uno spit sulla faccia sx (allungare protezione). Qui traversare a sx in bella esposizione riguadagnando lo spigolo. Poco dopo si perviene ad una sosta da ignorare poi per facili roccette si raggiunge S4. 2 fix con catena ed 1 resinato.
L5455c – 5a11 fixTraversare a sx su blocchi ignorando la prima fila di vecchi fix (Powa) fino ad immettersi sotto ad una evidente placca incisa da larga fessura (altri spit a sx portano all’uscita di Prenotazione Obbligatoria). Salire la fessura con movimenti non intuitivi fino a che sulla sua sommità si passa sull’altra faccia a sx con movimento atletico per vincere lo strapiombino. Ora per terreno più facile e discontinuo su gradoni si sale fino alla comoda sosta sommitale da attrezzare su 2 resinati.
sviluppo190   
gradazione5c, 6a (5b obbl.), D+, S1+, 5L, 190m, 2  

Discesa:

  • Dalla sosta stare alti sul crinale e traversare su terreno elementare alcuni metri verso E fino a che il bunker diviene visibile.
    Scendere ora per evidente traccia una sella e poi risalire al Bunker dove si incontra il sentiero 1a che in 5 min ci riporta alle auto.  15/20 min tot.
  • Discesa tramite doppie sconsigliata sia per i traversi che per le numerose cordate che di solito affollano la via. Una ritirata da S1 è possibile tramite 20m di doppia che depositano su una cengia collegata con fune metallica pure alla Parete Striata.

Ripetizione del:

  • 21/10/2007: Michele Bartarelli (circa 3.5h)
  • 13/01/2008: Fabio Salvaterra e Marco Bulgarelli (circa 5h)
  • 21/11/2008: Paolo Dante Gatti (circa 2.5h)
  • 13/12/2010: Andrea Pellegrini e Marco Bulgarelli (circa 5h)
  • 19/01/2020: Francesco Pini (14 anni) e Luca Mazzoli (circa 5h). Karen Martinelli, Silvia Corradi e Bianca Musiani (16 anni) altra cordata di amici.

Note:

  • La rispittatura ad ottimi inox ø10 e resinati ha tolto qualche run-out che mi ricordavo nelle prime ripetizioni, ora friends e nuts sono superflui. Solo alcuni cordini possono risultare utili per ridurre attrito nei cambi di direzione e/o nei tiri lunghi.
  • si può incontrare l‘edera del climber (link) che provoca dermatite e piccole pustole, prestare attenzione e coprirsi quando si è dentro al fogliame sommitale.
  • evitare l’estate od in caso di mare mosso, il meglio lo si trova nelle terse giornate invernali con mare calmo in cui si arrampica in maglietta con alle spalle Elba, Corsica e Capraia.

GPS:

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Meteo:


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