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Val Genova – Gruppo Adamello-Presanella
Rifugio Bedole – Rifugio Mandrone (TN)
Il Sentiero Alpinistico dell’Acquapendente è un lungo itinerario di arrampicata facile che supera il grande gradino roccioso posto tra il Rifugio Bedole e il soprastante pianoro del Rifugio Mandrone – Città di Trento, in alta Val Genova.
La linea si sviluppa accanto alla spettacolare cascata dell’Acquapendente, seguendo una successione di placche appoggiate, rampe, cenge, piccoli canali e brevi risalti. Le difficoltà tecniche sono contenute, con passaggi fino al III+ UIAA, ma lo sviluppo, il numero di lunghezze e la necessità di muoversi rapidamente rendono la salita un vero itinerario alpinistico e non una via sportiva.
È una salita particolarmente adatta a cordate autonome che vogliano esercitarsi nella progressione veloce su terreno facile, nelle soste, nella conserva protetta e nella gestione di un itinerario lungo. La bellezza dell’ambiente, la vicinanza della cascata e il collegamento naturale fra il fondovalle e il Rifugio Mandrone ne costituiscono il principale valore.
In breve:
| Itinerario | Sentiero Alpinistico dell’Acquapendente |
| Zona | Alta Val Genova – Adamello-Presanella |
| Partenza | Rifugio Bedole, circa 1640 m |
| Arrivo | Sentiero per il Rifugio Mandrone, circa 2445 m |
| Sviluppo dichiarato | 800 m |
| Dislivello della via | 300 m |
| Numero di lunghezze | 22 |
| Difficoltà massima | III+ UIAA |
| Valutazione complessiva | III+ / S1+ / II |
| Esposizione | SE |
| Accesso | 45/60 min dal Rifugio Bedole |
| Tempo indicativo per la via | dalle 2 h alle 4 h |
| Nostra percorrenza dei 22 tiri | meno di 2 h (cordata 3, in conserva protetta + 1 variante a fix) |
| Anello completo Bedole–Mandrone–Bedole | circa 5 h |
| Periodo consigliato | giugno – settembre |
Il tracciato è dedicato alla memoria dei fratelli Faustino e Bortolo Pedrotti ed è stato risistemato dalle Guide Alpine di Pinzolo e Madonna di Campiglio nell’ottobre 2022 e nella primavera 2023.
Schizzo originale dell’Associazione “Amici del Mandron”
Accesso:
Raggiungere Carisolo e imboccare la strada della Val Genova seguendo le indicazioni per il fondovalle e per il Rifugio Bedole.
Durante la stagione estiva l’accesso automobilistico alla parte alta della valle può essere regolamentato e sostituito, in determinate fasce orarie, da un servizio navetta. È quindi indispensabile verificare preventivamente apertura della strada, parcheggi, orari delle navette e accessibilità del Pian di Bedole.
Dal parcheggio o dal capolinea della navetta raggiungere il Rifugio Bedole, punto di partenza dell’itinerario.
Link al parcheggio con Google Maps. (10€ x 1 auto da pagarsi nei numerosi baracchini in legno prima o dopo la permanenza).
Attacco:
Dal Bedole seguire il sentiero che parte appena fuori il rifugio verso W (foto), diretto verso il Belvedere dell’Acquapendente. Il percorso attraversa il bosco e si avvicina progressivamente alla base del grande gradino roccioso, con la cascata ben visibile sulla sinistra.
Raggiunto il Belvedere, proseguire lungo la traccia indicata nello schizzo originale fino alla targa posta alla base della parete. La prima lunghezza parte poco oltre e segue una grande rampa obliqua ascendente verso sinistra.
Tot: 45/60 min circa dal Rifugio Bedole.
Scheda:
| RELAZIONE (ITA) | |
| Itinerario | Sentiero Alpinistico dell’Acquapendente |
| Zona montuosa | Gruppo Adamello-Presanella |
| Sottogruppo / Valle | Alta Val Genova |
| Settore / Parete | Gradino roccioso dell’Acquapendente |
| Stato | Italy |
| Provincia | Trento |
| Parcheggio / Partenza | Rifugio Bedole, circa 1640 m |
| Sentieri utilizzati | Sentiero Bedole–Mandrone e raccordo per il Belvedere |
| Acqua | Presso i rifugi; non fare affidamento sull’acqua della cascata |
| Dislivello avvicinamento [m] | da verificare sulla traccia GPS |
| Dislivello itinerario [m] | 300 m dichiarati |
| Sviluppo itinerario [m] | 800 m dichiarati |
| Somma delle lunghezze quotate [m] | circa 613 m |
| Quota partenza [m] | circa 1640 m |
| Quota arrivo [m] | circa 2445 m al Rifugio Mandrone |
| Tipologia itinerario | Placche appoggiate, rampe, cenge, canalini e brevi risalti |
| Difficoltà su roccia | III+ UIAA massimo |
| Difficoltà prevalente | I e II grado UIAA |
| Qualità roccia | Tonalite / granodiorite di ottima qualità |
| Proteggibilità | S1+ |
| Soste | Quasi tutte su catena INOX a resinati, quindi a prova di bomba ! |
| Impegno | II |
| Numero di tiri di corda | 22 |
| Difficoltà globale | III+ / S1+ / II |
| Pericolo | Lunghezza, terreno facile ma alpinistico, possibili blocchi mobili, umidità e caduta sassi |
| Materiale | NDA alpinistica: casco, imbrago, corda, rinvii, cordini, moschettoni, qualche friend e dado, materiale per eventuale ritirata |
| Esposizione prevalente | SE |
| Discesa | Sentiero normale Rifugio Mandrone–Rifugio Bedole |
| Tempo avvicinamento | 45/60 min |
| Tempo salita indicato | 1.5 ÷ 4 h |
| Nostra percorrenza della via | meno di 2 h (cordata da 3 in conserva protetta, 3 tiri di corda, + 1 variante a fix) |
| Tempo anello completo | circa 5 h Bedole–Mandonre – Bedole |
| Periodo consigliato | giugno – settembre |
| Libro di via | Non noto |
| Giudizio | **** per ambiente e valore alpinistico |
| Consigliata | A cordate neofite autonome e veloci, che devono fare esperienza alla progressione su terreno facile ma molto sviluppato. |
Schizzo via (PDF scaricabile):
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Descrizione tiri:
L1 = 25 m, II grado
Dalla targa salire verso sinistra lungo rocce appoggiate e gradoni, seguendo la parte più evidente della grande rampa iniziale. La linea non è obbligata e richiede attenzione nell’individuazione dei passaggi più puliti.
L2 = 25 m, I grado
Proseguire ancora in diagonale verso sinistra su terreno molto facile, alternando placche inclinate, piccoli gradini e tratti quasi camminabili.
L3 = 35 m, II grado
Continuare lungo la rampa ascendente verso sinistra. Alcuni brevi passaggi risultano leggermente più ripidi, ma il carattere rimane facile e poco esposto.
L4 = 35 m, I grado
Seguire il sistema di cenge e placche appoggiate, mantenendo la direzione generale verso sinistra.
L5 = 35 m, II grado
La linea piega progressivamente verso destra e supera un tratto di roccette e placche poco inclinate.
L6 = 50 m, I grado
Lunga lunghezza di raccordo su terreno facile. Lo schizzo originale segnala presso la sosta: “Sosta 2 chiodi non collegati”. Verificare attentamente lo stato dell’attrezzatura e predisporre un corretto collegamento dei punti.
L7 = 25 m, III+ grado (noi ci siamo legati in cordata prima di questo tiro)
Uno dei primi tratti tecnicamente più significativi della salita. Superare il risalto sopra la sosta seguendo la linea indicata dai resinati. Pur rimanendo contenuta, la difficoltà richiede maggiore attenzione rispetto alle lunghezze precedenti.
L8 = 18 m, III− grado
Breve tiro su roccia più articolata, inizialmente abbastanza diretto e poi leggermente verso destra. Concatenabile con quello sotto.
L9 = 35 m, I grado
Traversare e salire verso destra lungo una rampa molto appoggiata. Tiro prevalentemente di collegamento.
L10 = 25 m, III grado
Superare un tratto più ripido seguendo una linea obliqua verso destra. La presenza dei chiodi riportati nello schizzo facilita l’individuazione del percorso.
L11 = 20 m, III+ grado
Breve risalto più verticale, forse il passaggio di maggiore difficoltà della via. Prestare attenzione alla lettura della linea e agli attriti della corda.
L12 = 25 m, I grado
Proseguire su terreno nuovamente facile, lungo placche e gradoni inclinati.
L13 = 25 m, II+ grado
Seguire una rampa obliqua verso sinistra. Lo schizzo riporta la parola “spigolo”: il tiro raggiunge o costeggia un piccolo spigolo roccioso prima della sosta.
L14 = 20 m, II grado
Proseguire lungo la rampa su rocce facili e articolate. In prossimità del tiro è segnalata la probabile presenza di un vecchio chiodo storico in ferro, con asta a sezione quadrata e testa piramidale. La nota manoscritta “non tirare” va interpretata come invito a non estrarlo, non sollecitarlo e non considerarlo una protezione affidabile. Non utilizzarlo come unico punto di assicurazione.
L15 = 20 m, I+ grado
Breve tiro facile lungo rocce appoggiate.
L16 = 30 m, I grado
Proseguire su terreno facile. Lo schizzo riporta esplicitamente l’indicazione “Facile”.
L17 = 30 m, II+ grado
Salire in prossimità di un piccolo canale, seguendo il percorso più logico fra placche e gradoni. Valutare l’eventuale presenza di umidità, detrito o materiale instabile.
L18 = 30 m, I grado
Superare un tratto semplice e appoggiato, dirigendosi verso sinistra.
L19 = 30 m, I grado
Proseguire lungo il sistema di rampe. Lo schizzo segnala la presenza di un “buco”, utile come riferimento per riconoscere il percorso.
L20 = 30 m, II grado
Superare una successione di brevi gradoni e placche, portandosi verso il bordo sinistro dello sperone. La parte alta dello schizzo è più compressa e richiede maggiore attenzione nell’individuazione delle soste.
Variante: Noi qui siamo stati a SX ed abbiamo salito una placca a fix di 4b
L21 = 25 m, II grado
Salire il penultimo risalto lungo il margine superiore della parete.
L22 = 20 m, I grado
Ultima breve lunghezza su terreno facile. Si raggiunge il ripiano superiore, dove nello schizzo è rappresentato un ometto di pietre.
Durante la nostra percorrenza, procedendo come cordata da 3 “esperta” legandoci solo da L7 in poi e procedendo pressochè sempre in conserva a 10m protetti, abbiamo completato le 22 lunghezze in circa 1.45h. Il tempo indicato nello schizzo originale è invece di circa 3 ore. Non legandosi probabilmente si può scendere anche sotto l’ora.
Tabella dei tiri:
| Tiro | Difficoltà UIAA | Lunghezza |
|---|---|---|
| L1 | II | 25 m |
| L2 | I | 25 m |
| L3 | II | 35 m |
| L4 | I | 35 m |
| L5 | II | 35 m |
| L6 | I | 50 m |
| L7 | III+ | 25 m |
L8 | III− | 18 m |
| L9 | I | 35 m |
| L10 | III | 25 m |
| L11 | III+ | 20 m |
| L12 | I | 25 m |
| L13 | II+ | 25 m |
| L14 | II | 20 m |
| L15 | I+ | 20 m |
| L16 | I | 30 m |
| L17 | II+ | 30 m |
| L18 | I | 30 m |
| L19 | I | 30 m |
| L20 | II | 30 m |
| L21 | II | 25 m |
| L22 | I | 20 m |
| Somma delle lunghezze indicate In giallo i tiri saliti Non in conserva | circa 610 m | |
Difficoltà:
III+ UIAA massimo
22L, 610 m, III+ / S1+ / II.imp
Le difficoltà prevalenti sono di I e II grado, con brevi passaggi di III, III−, III+ e II+. Il grado tecnico modesto non deve far sottovalutare lo sviluppo, la ricerca dell’itinerario, la possibile presenza di tratti umidi e la necessità di gestire con efficienza una sequenza di 22 lunghezze.
Uscita:
Dall’ometto posto al termine di L22 seguire la traccia che attraversa il ripiano superiore e si collega al sentiero proveniente dal Rifugio Bedole. Proseguendo verso monte si raggiunge il Rifugio Mandrone – Città di Trento.
Considerare circa 1 ora dall’uscita della via al rifugio.
Discesa:
Dal Rifugio Mandrone seguire il normale sentiero di rientro verso il Rifugio Bedole. Il percorso compie un ampio anello e permette di ritornare al punto di partenza senza ripercorrere la via.
Durante la nostra salita l’intero anello, con partenza e ritorno al Rifugio Bedole, percorrenza dei 22 tiri, uscita al Rifugio Mandrone e discesa per il sentiero normale, ha richiesto complessivamente circa:
TOT: 5 h circa Bedole–Bedole.
Il dato si riferisce a una cordata esperta, allenata e particolarmente veloce sui tratti facili. Cordate che affrontino ogni lunghezza con normale gestione da via multipitch possono impiegare sensibilmente di più.
Strategia di progressione:
Il tempo dichiarato di 3 ore per 22 lunghezze presuppone una gestione molto efficiente. Nei tratti di I e II grado una cordata esperta può alternare tiri classici, corda corta e progressione in conserva protetta, mantenendo sempre adeguati margini di sicurezza.
Affrontare ogni singolo tratto come una normale lunghezza da falesia, con soste lunghe e cambi lenti, aumenta considerevolmente il tempo complessivo. La via è quindi un ottimo terreno per esercitarsi nella fluidità delle manovre, ma solo per cordate già autonome.
Materiale:
- casco, imbracatura e normale dotazione alpinistica NDA;
- corda adeguata alla strategia di progressione scelta;
- 8/10 rinvii;
- qualche friend medio-piccolo e alcuni dadi possono risultare utili (noi li avevamo ma non abbiamo sentito esigenza usarli);
- materiale per un’eventuale ritirata;
- lampada frontale e abbigliamento adeguato all’ambiente alpino.
Compagni:
Federico Ravarotto + Giulia Boiani, Fabio Scaglioni + Federico Pinotti + Nicola Bertolani
GPS:
Traccia completa dell’anello: Rifugio Bedole – attacco – Sentiero Alpinistico dell’Acquapendente – Rifugio Mandrone – Rifugio Bedole.
Max elevation: 2379 m
Min elevation: 1617 m
Total climbing: 1163 m
Total descent: -1107 m
Total time: 03:11:06
Traccia grazie all’amico Fabio Scaglioni a cui va anche il merito dell’idea iniziale della salita.
Note:
- La via è tecnicamente facile ma non banale. Il vero impegno deriva dallo sviluppo, dal numero dei tiri, dalla gestione della cordata e dalla necessità di mantenere una progressione rapida, efficace ed in sincrono tra i vari componenti della cordata. Quindi ottima per cordate neofite !
- Seguire sempre lo stesso tipo di protezioni ad anello resinato, sia per le soste che per gli ancoraggi sui tiri. Sono presenti spit fix ma riguardano varianti e/o altre vie più difficili.
- La vicinanza della cascata può rendere alcuni tratti umidi. Dopo piogge abbondanti o durante periodi di forte fusione nivale occorre valutare con attenzione le condizioni.
- Prestare attenzione a blocchi, lame, cenge detritiche e possibili scariche provocate dalle cordate soprastanti.
- Su L14 è presente un chiodo storico. Non estrarlo, non sollecitarlo e non utilizzarlo come unica protezione.
- Il nostro tempo di meno di 2 ore per i 22 tiri e di circa 5 ore per l’anello completo è riferito a una cordata esperta e veloce; non deve essere considerato un tempo standard.
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Bibliografia e fonti:
- Schizzo originale del Tracciato alpinistico Acquapendente, Associazione “Amici del Mandron”.
- Materiale informativo del Rifugio Mandrone.
- Materiale informativo del Rifugio Bedole e della Val Genova.
- Traccia GPS dell’anello completo Bedole–Mandrone–Bedole.
- Osservazioni raccolte durante la nostra percorrenza.






















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