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1000m Piccole Dolomiti relazioni

Logica Classica

Coston del Cornetto, 1630m

Monte Cornetto – Sengio Alto (Vi)

Ho percorso solo alcune vie di Stefani, diciamo alcune di quelle alla mia portata e devo ammettere che ogni volta la mia stima in lui aumenta.

Questa ne è un esempio tangibile. Parte con una rampa appoggiata che conduce al centro della, purché breve, repulsiva parete e lì compie un gesto logico ma ardito: prende la fessura che incide orizzontalmente la parete ma nel senso opposto. Perché un alpinista sa che non sempre si può proseguire, occorre anche saper tornare sui propri passi oppure cambiare completamente direzione, per ritrovare il senso di quello che si sta cercando.

Un alpinista comprende però anche bene che dietro l’angolo ci potrebbe sempre essere una scappatoia, una via di fuga, un nuovo modo di risolvere il problema che appena prima pareva insormontabile.

E’ questa forma mentis forse il più grande lascito testamentario che ci hanno donato le generazioni di alpinisti nella storia.

Andare ove prima pareva impossibile trovando nuove soluzioni a problemi, il più delle volte non forzando i passaggi bensì tramite: un nuovo bagaglio di conoscenze, un approccio diverso e l’immancabile dose di determinazione e coraggio.

Questa via ne è un esempio lampante e l’apritore è sicuramente riuscito a raccogliere il pesante testimone lasciato.

Averla poi salita solo pochi giorni dopo la scomparsa del suo compagno di cordata e dedicarla a lui, non fa altro che alimentare quell’alone romantico intorno alla figura dell’alpinista.

Od almeno quello a cui tutti noi dovremmo ambire e tendere quando si parla di Alpinismo, pena ritrovarsi solo come goffi primati. Miopi collezionisti di gradi, vie e cime.


Apritori:

Matthias Stefani in autosicura (settembre 2017)

“ Via dedicata al grande alpinista, intimo amico, saggio compagno di cordata e vero amante delle Piccole Dolomiti Federico Canova, caduto per uno scherzo del destino sulle Alpi Svizzere il 22 agosto 2017.”
Tratto da uno scritto di M.Stefani (Le Alpi Venete,Primavera-Estate 2018)


Accesso :

Da N (classico): Giungere a Pian delle Fugazze (link) 1162m e tenendo le indicazioni per l’Ossario del Pasubio prendere la SP99 “via Ossario”. Passata a dx la malga Cornetto 1220m poco dopo si P a sx nell’apposito spazio (link) 3€.

Da S (panoramico ma più lungo): Giungere al rif. Campogrosso (link) e P nei numerosi spazi. Anche se vedrete delle auto si sconsiglia il P alla sbarra dopo malga Campogrosso (link) siccome a volte fioccano multe.


Attacco:

Da N (classico): Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare alla DX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi e qualche grosso blocco della frana, in breve in falsopiano si è alla base del Vajo Stretto, passarlo e salire per tracce non sempre evidenti il Boale dei Vaccari. Giunti alla fine del boale taversare verso sinistra fino all’evidente Boale dell’Emmele. Scendere per circa un centinaio di metri costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto passando sotto alla via Placca d’Argento, quindi risalire un breve pendio erboso fino all’ evidente attacco che si trova alla base di una rampa che sale da SX verso DX (viso monte). 60 min da Malga Cornetto

Da S (stando in quota): percorrere la strada del Re prima verso malga Campogrosso, poi dopo una sbarra fin sotto alle pareti del Baffelan ed Apostoli che si scorrono sulla sx con panoramico e facile percorso. Seguire ancora la strada fino a che sulla SX si stacca il sentiero 175A Bruno Peruffo (ex: sentiero della Loffa ) che salendo nel bosco porta al Terzo Apostolo, Giare Bianche e Torre Emmele. Giunti alla sella dell’Emmele, 1675m tenere le indicazioni per Vajo Stretto e scendere prima per sentiero e poi per traccia costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto. Si passa sotto alla via Placca d’Argento e si risale un breve pendio erboso fino all’ evidente attacco che si trova alla base di una rampa che sale da SX verso DX (viso monte). 60/75 min  dal P a Campogrosso (D+ circa 150m)

Attacco per Concatenamenti:

Da N con prima lo Spigolo Noaro o la via Maica: Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare alla DX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi e qualche grosso blocco della frana, in breve si è alla base del Pilastro del Vajo Stretto (es.via Maica) oppure proseguendo in falsopiano verso W si scorge un cordino penzolante sulla faccia  SX del Vajo Stretto (attacco diretto Spigolo Noaro), se si intravede il camino del vajo tornare qualche metro indietro.

Da N con prima la Cavalcata tra i Camosci: Attraversare la strada e prendere le indicazioni per Vaio Stretto (seg n°44). Attraversare i prati e continuare lungo il sentiero entrando nel bosco seguendo i bolli rossi e passando qualche grosso masso fino a quando se ne intravede uno con sopra una croce. Stare a SX di questo masso e seguendo sempre i bolli rossi in breve si è alla base del Pilastro Dalai Lama e delle vie che lo cingono.

Stare alla sua DX (viso monte) e passare alcuni spit-fix di vie sportive (es: N=via Nirvana), risalire il canale detritico usando anche alcuni recenti blocchi rossastri della frana del Pilastro del Vajo Stretto. Ad una sella con alberi appare il diedrino di attacco della Cavalcata tra i Camosci che presenta una inconfondibile freccia rossa ↑.  20 min dalla malga. D+ circa 200m

Da S con prima qualcosa sulla Torre dell’Emmele: percorrere la strada del Re prima verso malga Campogrosso, poi dopo una sbarra fin sotto alle pareti del Baffelan ed Apostoli che si scorrono sulla sx con panoramico e facile percorso. Seguire ancora la strada fino a che sulla SX si stacca il sentiero 175A Bruno Peruffo (ex: sentiero della Loffa ) che salendo nel bosco porta al Terzo Apostolo, Giare Bianche e Torre Emmele. Salire una delle sue belle vie come la Ultime foglie d’Autunno, Supermario o Spigolo Scorzato. Giunti alla fine della via che si vuole concatenare scendere alla sella dell’Emmele, 1675m tenere le indicazioni per Vajo Stretto e scendere prima per sentiero e poi per traccia costeggiando la gengiva della parete del Coston del Cornetto. Si passa sotto alla via Placca d’Argento e si risale un breve pendio erboso fino all’ evidente attacco che si trova alla base di una rampa che sale da SX verso DX (viso monte). 60/75min  dal P a Campogrosso + i tempi della via che si sceglie. D+ circa 150m (15/20min  dalla cima dell’Emmele)


Tracciato via:


Schizzo via:

Schizzo originale di Matthias Stefani

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Rielaborata su gentile concessione di Matthias Stefani

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Descrizione tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L135III | R2Si sale la facile ed adagiata rampa delimitata a sx dalla parete verticale che risulta spesso bagnata sul fondo della fessura. Tramite gradoni e qualche saltino velocemente porta dopo 35m (2ch + 2 cl) ad una comoda piazzola con mugo e cordone di sosta.
L230V+, V, IV+ | R1Qui la musica cambia. Prendere a SX l’evidente fessura quasi orizzontale che solca la parete ed affrontarla con decisione e continuità. Gli appigli sono generalmente buoni ma per 15m almeno sarete in costante strapiombo (5 ch+1 cl + 1 cu). Giunti su un accennato pulpito non traversare a sx ma allungare bene le protezioni e prendere la compatta placca verticale che tramite bella e tecnica scalata sale con andamento a banana verso sx (3 cl + 1 ch) fino ad un comodo mugo di sosta nei pressi della cengia ove si appoggia la testata del Coston. Tiro sostenuto e che occorre proteggere allungando sapientemente le protezioni, soprattutto al termine della fessura prima della placca.
L335V+, IV+, VI, 1 p.sso IV | R1Altra lunghezza impegnativa ed esaltante. Traversare a SX (1 cl) fino a pervenire ad una corta fessura strapiombante che si affronta con decisione (V+, 1 cl+1 ch). Ora ci si porta in placca sotto ad un aggettante tetto sommitale e tramite una fessura che sale da DX a SX si perviene ad un difficile passo in placca ma ben protetto (VI, 4 ch) Vinto quello occorre salire e percorrere con astuzia la fessura orizzontale che funge da piedistallo al tetto. Alla fine un passo molto esposto (1 ch) ma non difficile adduce ad una comoda piazzola alla base del largo canale terminale. Dopo 8/10 m di facili ma friabili roccette ed erba si giunge in sosta sulla SX (libro via). 3 cl + 5 ch di protezione, sosta su mugo. Tiro magnifico per eterogeneità e contesto, uno dei più belli delle Piccole e non solo.
sviluppo100m
gradazioneVI,V+,V,III (V+ obbl.), TD-, R1, 2

Compagni:

Anna Tusini ed Ivan de Iesu


Discesa:

In comune: Dalla sosta salire qualche metro a SX (SUD) fino al prato sommitale (1630m) e poi per evidente ed esposta traccia scendere in direzione W-NW sul boale di raccordo tra la Sella dell’Emmele e la sommità del vajo Stretto.

  • per ritorno a N, Malga Cornetto: dirigersi verso il Vajo Stretto ma prima di arrivare alla sua testa tenere una evidente traccia a SX che porta al Boale dei Vaccari. Seguirlo dapprima su tracce e poi per sentiero evidente ma tortuoso che segue a volte cenge in falsopiano. Dopo 20-30min passeremo vicini al termine della Cresta delle Emozioni e dopo poco saremo all’inizio del vajo Stretto e da lì con intuitivo sentiero ai prati appena sopra a Malga Cornetto. 45/60 min tot
  • per ritorno a S, passo Campogrosso: dirigersi verso la selletta dell’Emmele e da li tornare per il 175A Bruno Peruffo (Ossario Pasubio) o se si vuole completare con un bellissimo e panoramico rientro tra guglie, pinnacoli, apostoli ed il Baffelan scegliere prima le indicazioni sent. 175 (ex.15) forc. monte Cornetto e poi il sentiero di arroccamento 149. 1/1.5 h tot

Cartina:


GPS:

Distanza totale: 2217 m
Altitudine massima: 1630 m
Altitudine minima: 1220 m
Totale salita: 728 m
Totale discesa: -318 m
Total time: 07:47:34
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Note:

  • Roccia ottima ed anche se solo 3 tiri, il secondo e l’ultimo sono tra i più belli e particolari delle Piccole Dolomiti ma occorre saperli rinviare lunghi, pena diventare invece due tiri da incubo.
  • Prestare molta attenzione a dove scorrono le corde alla fine del tetto, una fenditura a V tende ad incastrarle. Nel caso allestire una sosta su mughi alla fine del canale prima di S3 e poi scendere con una sosta su asole sul bordo. Soluzione adottata da me.
  • Concatenarla con lo Spigolo Noaro, la Maica o come abbiamo fatto noi con la Cavalcata tra i Camosci. Se poi la si abbina con anche qualcosa sul Pilastro Dalai Lama ne uscirà un magnifico Concatenamento Classico del Cornetto che impegnerà pure le cordate più agguerrite per tutta la giornata.

Bibliografia:


Meteo:


Meteo Recoaro Mille

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