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0-999m Brentino Pala del Boral relazioni rock climbing val d'Adige via sportiva

Nicola Simoncelli

Pala del Boral, 600m

Monte Cimo – Brentino (VR)

La firma e classe del Coltri esce limpida e se si guarda l’anno di apertura non si può che ritenere questa via come un emblema dell’aria del “Nuovo mattino” che ha spazzato la val d’Adige negli anni ottanta e ne ha tenuto lontano le nubi per molti anni a seguire.
Logica alpinistica serpeggia in mezzo a placche e strapiombi di eccellente calcare.
Itinerario imperdibile per intenditori ed amanti delle vie sportive solo nelle protezioni.


Apritori:

Sergio Coltri, 1988


Accesso:

P sulla strada nei pressi del cimitero di Brentino (occhio ai furti), percorrere la strada direzione S fino alla fine del vigneto e poi per traccia ripida verso W dapprima su ciotoli e poi nel bosco. Attenzione al raccordo con le Pale Basse (Mamma Olga) salire ancora e non traversare. Poco dopo si incontra una breve fascia rocciosa che si supera con 2 corde sul posto (terreno friabile, rimanere o vicini od al riparo fuori dalla verticale). Dopo 30 min si arriva al secondo raccordo alla base della Pala del Boral, La via è già visibile proprio difronte a noi ora.

Ancora a SX verso il al Sass de Mesdì per pochi metri in falsopiano fino a che non si stacca una traccia che sale a dx verso la parete.

Targhetta metallica 2 ne indica inconfutabilmente l’attacco.

Tot 30/45 min


Relazione:

Proteggibilità:S2
Impegno:II
Sviluppo:150 m
Tiri:5
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii, utile qualche nuts e friend fino al 2
Esposizione:E -NE
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 5h (cordata a 3)
Bellezza:*****
Apritori:Sergio Coltri, 1988
Riferimenti bibliografici:Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia:Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Schizzo:

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Descrizione dei tiri:

tiromdifficoltàdescrizione
L1255c / 6aPartenza dritti a dx di un diedrino da doppiare con passo in strapiombo. Poi placca fino alla sosta
L2306a+Strapiombino ed ancora dritto per bella placca fino ad un deciso traverso a dx che adduce ad un comodo terrazzino. Da li alzarsi atleticamente a vincere un passo difficile e poi sempre a dx con tecnica arrampicata.
L3306bA sx in traverso verso il marcato diedro fessura, salire un difficile passo in strapiombo e poi portarsi dentro al diedro fino al suo termine. Uscire su un pulpito appoggiato e da li salire la bella e tecnica placca fino a che si può agevolmente traversare a sx alla sosta appesi. Qui la seconda doppia.
L4356bSubito strapiombino a doppia lama da aggirare con astuzia verso dx, giunti sulla placca armarsi di coraggio e calma che non molla per molti metri, a metà lungo passo obbligato. Poi a sx più facilmente verso la sosta appesi. Tiro chiave per continuità
L5306a, 6b+Dritti per placca che aumenta di difficoltà man mano si sale. A metà passo molto tecnico e non intuitivo, poi più facilmente fino ad una ultima fessura erbosa in sosta, comoda. Prima doppia.
sviluppo150m
gradazione6b+ (6b obbl.), S2, II

Compagni:

Giorgio Scagliarini, Davide Tonna


Discesa:

  • Tramite 2 doppie, 1 da 50 ed 1 da 62m si perviene alla base della parete proprio alla targhetta metallica. Poi a ritroso al P in 45 min.
  • Salire legati qualche metro fino a deboli tracce di sentiero che poi con andamento verso N in falsopiano conducono allo scosceso boschetto che tramite qualche fissa e pianta riporta alla cengia basale alle pareti. Da qui a ritroso fino al P. Ore 1. Soluzione non testata.
  • Salire legati qualche metro fino a deboli tracce di sentiero che poi con andamento verso S in falsopiano conducono all’uscita delle vie del Sass de Mesdì (Desiderio Sofferto). Da qui calarsi in doppia sulla grande placca e poi a ritroso al P. Ore 1,5. Soluzione non testata e remunerativa solo in caso si voglia percepire il vuoto del grande tetto del Sass de Mesdì e rimanere ammirati dalle linee che lo incidono.

GPS:


Note:

  • Pala del Boral, Sass de Mesdì, Scoglio dei Ciclopi siete nella sala del trono del reame di Brentino e questa ne è una classica.  Da fare almeno una volta nella vita. Occhio che queste vie danno dipendenza !
  • Colazione abbondante alla Opera Prima caffè e birra con piada post arrampicata dalla Gigia, fanno parte integrante dell’esperienza arrampicatoria Brentiniana. Buon divertimento.

Meteo:


Meteo Rivoli veronese


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Vuoti d’Aria

Pala del Boral

Monte Cimo – Brentino (VR)

Apritori:

Beppe Vidali, Emanuele Perolo, 1999

 

Ogni tot uscite occorre dare libero sfogo a Claudio che ormai in mia compagnia ha dovuto abbandonare la sua naturale abitudine di: “duro, fatto bene e veloce”.

Io sono della scuola opposta: “ci si prova, insomma e lento”.

Su una via sportiva come questa ne esce una giornata goliardica dove tiro fuori la staffa al secondo fix e la tolgo solo all’ultimo tiro. Anche Ivan sembra accondiscendere a questa “giornata di sfogo” e come da migliori previsioni accendiamo la frontale solo in discesa, per un soffio.

Via molto appagante per chi ha il grado in libera, per me una mezza prova di forza. Il vicino “Spigolo IV Sole” me lo ricordo un grado secco più abbordabile.

Solito panino, birra e risate dalla Gigia 


Accesso:

P sulla strada nei pressi del cimitero di Brentino (occhio ai furti), percorrere la strada direzione S fino alla fine del vigneto e poi per traccia ripida verso W dapprima su ciotoli e poi nel bosco. Attenzione al raccordo con le Pale Basse (Mamma Olga) salire ancora e non traversare. Poco dopo si incontra una breve fascia rocciosa che si supera con 2 corde sul posto (terreno friabile, rimanere o vicini od al riparo fuori dalla verticale). Dopo 30/40 min si arriva al secondo raccordo alla base della Pala del Boral, a SX si accede al Sass de Mesdì mentre noi andiamo a DX traversando senza prendere quota alle varie vie del Boral.

Questa è la 11 ed attacca appena a sx dello Spigolo del IV Sole.

Tot 50 min / 1h


Relazione:

Difficoltà: 7a+ max (6b obbl)
Proteggibilità: S1+
Impegno: II
Sviluppo: 205 m
Tiri: 7
Attrezzatura: NDA,  12 rinvii
Esposizione: E -SE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera, autunno ed inverno
Tempo salita: circa 3.5h
Bellezza: ***
Apritori: Beppe Vidali, Emanuele Perolo, 1999
Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Schizzo:

via Vuoti d’Aria da Monte Baldo Rock


Descrizione dei tiri:


Compagni:

Ivan de Iesu + Claudio Bassoli


Discesa:

  • Salire qualche metro fino a tracce di sentiero che poi con andamento verso N in falsopiano conducono allo scosceso boschetto che tramite qualche fissa e pianta riporta alla cengia basale alle pareti. Da qui a ritroso fino al P. Ore 1

GPS:


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Note:


Bibliografia:


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Castel Presina 7

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via Carlo Laiti

Pala del Boral

Monte Cimo – Brentino (VR)

Aperta in epoca pioneristica per Brentino è anche una delle più lunghe e varie.
Logica alpinistica occorre per districarsi in mezzo ad un mare di calcare ed ogni tiro lo si deve guadagnare.
La spittatura l’ha un po’ addomesticata ma ripeto, solo un po’.
Itinerario imperdibile per intenditori ed amanti delle vie con un certo ingaggio, anche sullo sportivo.

Apritori:

Sergio Coltri, Franco Coltri, 29/10/1984


Accesso:

P sulla strada nei pressi del cimitero di Brentino (occhio ai furti), percorrere la strada direzione S fino alla fine del vigneto e poi per traccia ripida verso W dapprima su ciotoli e poi nel bosco. Attenzione al raccordo con le Pale Basse (Mamma Olga) salire ancora e non traversare. Poco dopo si incontra una breve fascia rocciosa che si supera con 2 corde sul posto (terreno friabile, rimanere o vicini od al riparo fuori dalla verticale). Dopo 30/40 min si arriva al secondo raccordo alla base della Pala del Boral, a SX si accede al Sass de Mesdì mentre noi andiamo a DX traversando senza prendere quota alle varie vie del Boral.

Questa è la 14 ed attacca a ridosso in un diedro lichenoso sbarrato da un tetto.

Tot 50 min / 1h


Relazione:

Difficoltà:6b+ max (6a+ obbl)
Proteggibilità:S1+
Impegno:II
Sviluppo:220 m
Tiri:7
Attrezzatura:NDA,  12 rinvii
Esposizione:E -SE
Tipo di roccia:calcare
Periodo consigliato:primavera ed autunno
Tempo salita:circa 4h
Bellezza:****
Cartografia:Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Schizzo:


Descrizione dei tiri:


Compagni:

Mirko Razzaboni + altra cordata Christian Farioli & Filippo Crespi


Discesa:

  • Salire qualche metro fino a tracce di sentiero che poi con andamento verso N in falsopiano conducono allo scosceso boschetto che tramite qualche fissa e pianta riporta alla cengia basale delle pareti.
    Da qui a ritroso fino al raccordo e poi al P.
    Ore 1

GPS:


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Note:


Meteo:


Meteo Rivoli veronese
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Silvia

Pala del Boral

Monte Cimo – Brentino (VR)

Appena più a nord un anfiteatro biblico prende il nome di Pala del Boral, qui sono state tracciate linee verticali dalla severa bellezza e squisita eleganza.

Probabilmente le due più facili ho avuto la fortuna di salirle con amici, innaffiando abbondantemente di sudore e respiri profondi quel magnifico calcare.
Qui i gradi sono stretti, fisici e tecnici, molto tecnici e mal si conciliano all’arrampicatore del sabato, quale io sono,  ma se ci si abitua e forma qui dopo ci si troverà a proprio agio in ben diverse situazioni e luoghi.

Due salite molto diverse tra loro, entrambe aperte dal parmense Alberto Rampini, con Luca Baroni nel 1983 per “Silvia” e con Andrea Gennari Daneri (AGD) nel 1986 per “lo Spigolo del IV Sole”.
La seconda non ha bisogno di presentazioni, essendo una delle più ripetute, lunghe e forse belle del Cimo mentre la prima, insolitamente dopo più di 30 anni dall’apertura conta poche ripetizioni e relazioni.

La cosa, insieme al grado obbligatorio basso, mi ha incuriosito non poco e sabato ci siamo andati a mettere il naso.

Grande è stata la sorpresa nel trovare un itinerario dal sapore alpinistico ma con chiodatura a spit, con delle bellissime lunghezze su calcare vergine ed altre in cui occorreva il machete e scopa appresso.

Un piccolo disbosco è stato fatto ma la via meriterebbe ben altra frequentazione e penso le gioverebbe pure.
In tutta la giornata solo noi tre, non solo sulla via, ma anche sui sentieri ed al parcheggio.
Quando penso che la settimana prima eravamo in 5 cordate su una patinatissima Steger alla Prima torre del Sella e che in questo periodo le vie del Sarca sono con il biglietto all’attacco, mi viene sempre più il sospetto che, anche fra gli alpinisti, una certa indolenza ed uniformità alla moda sia calata.

Il periodo migliore per arrampicare a queste quote sono i mesi primaverili ed autunnali, a buon intenditor ….


Accesso:

P sulla strada nei pressi del cimitero di Brentino, percorrere la strada direzione S fino alla fine del vigneto e poi per traccia ripida verso W dapprima su ciotoli e poi nel bosco. Attenzione al raccordo con le Pale Basse (Mamma Olga) salire ancora e non traversare. Poco dopo si incontra una breve fascia rocciosa che si supera con 2 corde sul posto (terreno friabile, rimanere o vicini od al riparo fuori dalla verticale). Dopo 30/40 min si arriva al secondo raccordo alla base della Pala del Boral, a SX si accede al Sass de Mesdì mentre a DX traversando senza prendere quota alle varie vie del Boral. Questa è la 21 una delle ultime verso N.

Tot 50 min / 1h


Schizzo:


Relazione:

Difficoltà: 6a max (5b+ obbl)
Proteggibilità: S1 / S2
Impegno: I
Sviluppo: 195 m
Tiri: 7
Attrezzatura: NDA,  14 rinvii
Esposizione: E -SE
Tipo di roccia: calcare
Periodo consigliato: primavera ed autunno
Tempo salita: circa 3,5h
Bellezza: ***
Apritori: A.Rampini, L.Baroni, 1983 ( la prima via aperta a Brentino !)
Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo
Tra il lago e il fiume, 2007 | Coltri S., Vidali B.,
Monte Baldo Rock | Cristiano Pastorello, Eugenio Cipriani – Vers SUD 2014
Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda – Monte Baldo, scala 1:50.000

Compagni:

Mirko Razzaboni e Davide Pignatti


Discesa:

  1. Usciti dalla via si tiene per tracce di sentiero esposto in direzione N fino ad incrociarne una possibilità di discesa verso DX (Ovest). Per rami e gradoni si perviene in breve alla cengia di attacco alla base della Pala del Boral e quindi all’attacco della via. Di qui a ritroso. Tot 1h
  2. Se si perviene al sentiero delle Laste è possibile seguirlo tutto verso N fino a che questo non confluisce al sentiero che porta al Santuario della Madonna della Corona e poi porta in centro a Brentino (soluzione non testata).

GPS:


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Note:

  • Sicuramente c’è di meglio al Cimo ma su questi gradi direi è l’unica chance.
  • via iniziatica per chi vuole passare dalla resina al piacere della roccia vera senza patemi, è richiesta però un minimo di esperienza alpinistica per l’accesso e la ritirata è problematica siccome esegue molti traversi.

Bibliografia:


Altre vie nei dintorni:

Pala del Boral 5

5

val d'Adige 44

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