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Diedro del Dragone

Gola di Poggio Bianco del Dragone 620m

(toponimo proposto)

Palagano (MO)

Monte Calvario, 780m (link approfondimento) 

C’era un uomo in Cina che amava le immagini raffiguranti i draghi.
Tutti i suoi vestiti ed i suoi mobili erano decorati con questo motivo.
Il dio dragone si accorse di questo amore profondo, così, un giorno, un drago vero si presentò alla sua finestra.
Si dice che l’uomo sia morto di paura…
A parole costui era di certo molto coraggioso, ma si rivelava tutt’altra persona al momento di agire.

(I,81) 葉隠 Hagakure “All’ombra delle foglie” | Yamamoto Tsunetomo | 1659-1719 d.c.

Apritori:

N.Bertolani, R.Pittino, A.Tusini dal basso in 3 giornate da luglio ad ottobre 2020

var. “Traverso dei SospiriN.Bertolani, C.Bassoli dall’alto in 4 giornate ottobre 2020


Descrizione generale:

Via dalla chiodatura sportiva ma dal spiccato sapore alpinistico ed esplorativo che sale il perfetto diedro e vince il tetto cercando sempre “il facile nel difficile“.

La partenza su roccia di granitica memoria cede presto il passo a terriccio.
Segue un diedro dalla geometria euclidea che ci imporrà di usare circospezione e tatto per poi appenderci in sosta come insaccati.
Un traverso fotogenico, il “Traverso dei Sospiri” più difficile a vedersi che a farsi, ci depositerà su un pulpito con esposizione da rapace.
Segue una placca di roccia eccellente che pare rinnegare la genesi ofiolitica. Giunti sulla “Terrazza Belvedere” vi godrete forse un tenue tramonto in uno scenario di pacifica perfezione, sicuramente non avrete incontrato o sentito altra anima viva in tutta la giornata.

Via dal sapore unico, solo per intenditori.
Astenersi collezionisti di vie.


Accesso:

A) Con guado del Dragone (consigliato):

Da N: Arrivare nei pressi di Montefiorino (MO) e dirigersi verso Frassinoro sulla SP486R. All’altezza del caseificio di Casola scendere a SX sulla via Cerratello (fontana d’acqua poco dopo) e seguire la stretta strada fino alla località Lago. Sul tornante appena prima del borgo tenere la DX (ignorare indicazioni Palagano) ed entrando nel piccolo borgo proseguire per poco più di 1 km. Parcheggiare in ampio spiazzo sulla DX, giusto sotto alla cresta che sale al monte Calvario. P qui (link)

Da S: Da Piandelagotti o Pievepelago (MO) arrivare a Sassatella sulla SP486R e proseguire verso Montefiorino. All’altezza della via Medola scendere a DX e seguire la strada passando la bella località omonima (ottima visione sul Parco delle Ofioliti e della via ma solo se si sale sulla sommità del Poggio). Parcheggiare in ampio spiazzo sulla SX, giusto sotto alla cresta che sale al monte Calvario. P qui (link)

B) Senza guado del Dragone (dall’alto):

Ad inizio stagione o dopo abbondanti piogge il guado del Dragone potrebbe essere difficoltoso, si consiglia quindi l’accesso dall’alto tramite 3 doppie sulla via stessa.
P qui (link) sul tornante che serve il percorso del trekking delle miniere di Toggiano.


Attacco:

A1) Il più veloce:

Riprendendo la strada asfaltata dirigersi verso SUD per poco più di un centinaio di metri fino a che, in prossimità di un tornante, parte sulla SX una evidente carrareccia (targhetta di legno su albero ed ometto di pietra). Scendere ed inoltrarsi nel bosco seguendo alcuni bolli rossi e le targhette in legno ed abbandonarlo preferendogli una timida traccia sulla DX seguendo sempre ometti, bolli rossi e targhette. Quando la vista si apre sul greto del Dragone saremo alti sulla sua sponda sinistra con bellissima vista sulla via che ci aspetta. Scendere su terreno smosso e ghiaioso seguendo sempre ometti e bolli fino a portarsi nei pressi di un smottamento con alcuni grossi massi affioranti (1 fix per attrezzare eventuale doppia in caso di fango.

Giunti sul greto si guada per percorso non obbligato (legarsi in caso di acqua alta!) puntando all’evidente diedro fessura del primo tiro.
Una targhetta (foto) alla base ne identifica l’attacco.
Tot: 20÷30 min a seconda del guado

A2) Il più bello ed avventuroso:

Riprendendo la strada asfaltata dirigersi verso SUD per circa 650m fino a che un centinaio di metri prima di arrivare al Poggio Medola, parte sulla SX una evidente strada ghiaiata.
Scendere ed arrivare sul greto del torrente e stando sulla sua sponda sinistra discenderlo direzione N. Per percorso non obbligato ma dettato dall’intuito e dalle condizioni del Dragone eseguire alcuni cambi sponda con pure qualche facile passo di arrampicata su bizzarre rocce conglomerate.
In corrispondenza di alcune piscine naturali utile breve doppietta di alcuni metri da eseguirsi su una vite che esce da un sasso levigato.
Si perviene quindi ad una zona di grandi ed affascinanti strapiombi che si evitano stando bassi sulla SX.
Con alcuni passi su terriccio fangoso si perviene di fronte alla serpentinica placca verdastra di attacco della via.
Guadare per l’ultima volta (legarsi in caso di acqua alta!) puntando all’evidente diedro fessura del primo tiro.
Una targhetta (foto) alla base ne identifica l’attacco.
Tot: 1/3 h a seconda dei guadi e del livello dell’acqua.

B1) Se si è P nei pressi della Miniera di Toggiano:

Scendere per l’evidente stradina di servizio dell’abitazione che ben presto ad un bivio, tenendo la SX (palina informativa), diviene largo sentiero.
Scendere fino al greto di un torrente e passare un ponte di legno.
Risalire ed attraversare un ampio spiazzo da pic-nin. Proseguire per il sentiero e quando questo sale a SX preferirgli la traccia che rimane orizzontale non prendendo quota.
Il sentiero diverrà sempre più rado ma seguendo ometti ed alcuni bolli rossi si perviene ad un crestina rocciosa che si scende ed aggira per portarsi su una cengia esposta.
Percorrerla stando in quota e puntando ad una corda fissa che agevola in presenza di insidiosa erba bagnata.
Risalire ancora pochi metri su un’altra cresta e poi ridiscenderne il crinale che porta alla ormai evidente “Terrazza Belvedere” ove si troveranno i due ancoraggi per attrezzare la prima delle tre corde doppie.

D1 = Prima doppia da 20m, si arriva ad una sosta su catena.

D2 = Seconda doppia da 25m, si scende tra i resinati puntando ad un pulpito con catena “Pulpito del Sole“, giusto pochi metri a dx del grande tetto.

D3 = Terza doppia da 35m, a goccia d’acqua si perviene all’attacco della via, su una piazzola di ciottoli tra la parete principale ed un grosso masso.

Tot: 30 min / 1h a seconda della velocità delle manovre.


Foto Parete :


Schizzo via:


Descrizione tiri:

Variante del “Traverso dei Sospiri”:
TIROmDifficoltàfixDescrizione
L1354c, II4Salire per il regolare diedro fessurato di roccia eccellente. Integrare con un nut medio tra il primo e secondo fix ed un friend #2 tra il secondo e terzo . Dopo le difficoltà son finite ma procedere su cengia esposta fino ad S1 da attrezzare su 2 resinati.
L2206a, 6a+7Salire verticalmente sulla sosta o stando in placca od usando lo stretto camino. Presto si deve spaccare sull'”Angolo dello Psicologo” per cercare i poveri appoggi sulla facciata sinistra. Con bella arrampicata tecnica si sale verticalmente fino ad un breve passo in leggero strapiombo sotto la sosta (chiave). Questa la si attrezza su 2 resinati.
L3155b, 5c7“Traverso dei Sospiri”. Traversare orizzontalmente usando alcuni appigli fin troppo generosi ma soprattutto appoggi obbligati. A metà salire leggermente per cercare due incastri sotto al tetto, traversare ancora ed uscire dal tetto con movimento che obbliga ad una bella spaccata. Sosta “Pulpito del Sole” in bella esposizione su 2 resinati con catena.
L4256a10 res.Alzarsi dalla sosta verso SX su strapiombino ben ammanigliato. Immettersi nella “Placca dei Sogni” di eccellente roccia  fin sotto ad un piccolo arco strapiombante che si vince con elegante arrampicata. Dopo il terreno si abbatte e si arriva presto alla comoda sosta su 2 resinati con catena. Libro di via.
L5154b4Per percorso non obbligato ma dettato dai fix salire la bella e facile placca fino a che si sbuca sul pianoro sommitale “Terrazza Belvedere”. Sosta su 2 resinati.
sviluppo/diff110m6a+ (6a obbl), RS2, TD-, 2 imp.

Ritorno:

Per gli accessi (A):

Discesa in corda doppia:

D1 = Prima doppia 20m.
D2 = Seconda doppia 25m, si scende tra i resinati puntando ad un pulpito con catena “Pulpito del Sole”, giusto pochi metri a dx del grande tetto.
D3 = Terza doppia 35m, a goccia d’acqua si perviene all’attacco della via, su una piazzola detritica tra la parete principale ed un grosso masso.
Si ritorna a ritroso per il sentiero di accesso (A1)
Tot: 30 min / 1h a seconda della velocità delle manovre

Per l’accesso (B):

Si ritorna a ritroso per il sentiero di accesso.

Tot: 20 min


Note:

  • Portarsi qualche friends medio grande #2 o #3 + nuts per integrare ove possibile su L1 ed L2, dopo superflui.
  • La via è stata aperta dal basso a più riprese in prevalente arrampicata artificiale di A1, la variante del “Traverso dei Sospiri” è stata creata per dare la possibilità di salire tutto “in libera” una linea sennò molto esigente.
  • Portarsi qualche bicchierino da caffè che potrebbe rivelarsi utile al libro di via ed anche qualcosa di piccolo e personale che si vorrebbe lasciare ai prossimi ripetitori.
  • Se ci si cala dall’alto e non si è sicuri di uscire lasciare 2 fisse, una all’ultima sosta ed una proprio sul “Pulpito del Sole”. E’ una ovvietà lo so, ma oltre al fatto di cercare di chiamare il soccorso alpino SOLO in casi di incidenti seri e come ultima possibilità, c’è anche il fatto che quasi sicuramente non sapranno dove siete e come operare.

Bibliografia:


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Chi trova un Amico trova un Tesoro

SassoMorello, 670m

Prignano sul Secchia (MO)

Quelle sonore batoste che Bud Spencer e Terence Hill si davano ad ogni film per poi tornare a riappacificarsi più amici di prima, da piccolo faticavo a capirne il motivo, mi facevano solo sorridere.
Ora invece è più chiaro quanto poco occorra a due persone per allontanarsi e lasciarsi andare al reciproco oblio.
A volte pure senza cazzotti, senza che l’amico o noi stessi manifestiamo platealmente quello che proviamo, quello che pensiamo non vada più nella relazione.
L’amicizia, quella vera, merita una correttezza ben diversa.

Aprire questa vietta è stato possibile proprio grazie alle diverse amicizie che a più riprese, senza fretta o spasmi, hanno dato il loro corale contributo.
Ed ammetto che quando, dalla prima sosta, osservavo comodamente l’amico di turno contorcersi per trovare il giusto piazzamento, fra me e me è sorta proprio spontanea la consapevolezza che:

“Chi trova un amico trova un tesoro!”


Apritori:

N.Bertolani, C.Bassoli, T.Fiorini dal basso (giugno – luglio 2020)

var. Diretta: N.Bertolani, M.Bulgarelli, I. de Iesu, T.Fiorini dal basso (gennaio – giugno 2020)


Descrizione:

Sesta via a più tiri nata al Sassomorello su quella che era un’altra linea naturale della parete ad una prima osservazione dal basso.

Una via esplorativa con qualche bel passaggio nel solito ameno paesaggio di Sassomorello (link).

Si parte su una liscia placca fessurata che obbliga a tecnici e non intuitivi movimenti, sosta su una comoda terrazza alla base di un tetto che condivide la medesima fessurazione. Seguirla proteggendosi con solidi friends e nuts per poi scoprire, sorpresi, un celato appiglio che permette un facile rimonto sullo sperone aggettante.

Traverso su facile placca nerastra che però, verso la fine, impone dover scendere con i piedi vicino al baratro per assicurarsi ed assaporare un po’ di esposizione.

Segue un percorso discontinuo che permette di approdare però alla base della fascia sommitale, ove poggiano le fondamenta della maestosa torre.

Per l’ultimo tiro si sale un inspiegabile nastro bianco verticale che ahimè, all’ultima sosta, svela la sua genesi proprio a fianco del libro di via.

Per mezze giornate spensierate o dal meteo incerto, anche e soprattutto nelle terse giornate invernali, evitare l’estate.


Accesso:

da Nord: da Serramazzoni o Prignano, su Provinciale 21 scendere per una stretta svolta la via Casina tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante tenere a dx la via Bertoni e P appena prima di una svolta a sx di 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.

da Sud (consigliato per i romantici siccome regala una visione d’insieme dal basso): indicazioni Gombola, passato il bel paese con vista sul borgo (fermatevi) si tiene la via Valrossenna fino al bivio nei pressi dellabbandonato ponte Cervaro (link) Lì imboccare la via Bedaglia tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante diviene via Bertoni che si apre su una magnifica vallata con ruderi e con la rocca del Sassomorello che domina in alto. P appena dopo di una svolta a 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.


Attacco:

Camminare sulla carrareccia in direzione W lasciando le arnie sulla DX e dopo qualche centinaio di metri, ad un grosso masso alla SX del sentiero, notare sulla DX un chiaro ometto da cui, guardando bene, si intravede già la targhetta di via.

Entrare nel bosco per esili tracce e puntare ad uno sperone con strapiombi sulla sua sinistra. Seguendo ometti ed in poche decine di metri si è alla base, sotto ad una invitante e sinuosa fessura ove si trova l’attacco con targhetta (foto).
Se si arriva alla sorgente (attacco via Mascherata della Morte Rossa) tornare indietro.
Tot: 10/15 min dal P


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Descrizione:

tirom arramp.m trasf.difficoltàprotezionidescrizione
L1155c, 1 p.sso 6a3 fix, 1 chAttaccare la parete alla base dove inizia l’evidente bella fessura. Salire da dx a sx sfruttando la fessura, con tecnici movimenti e spalmo di piedi cercando un non scontato equilibrio (p.sso 6a) poi vincere la verticale fessura cieca sempre fidandosi dei piedi. In prossimità del terrazzo il terreno si abbatte e si sosta comodi sotto al tetto  (1 resinato +  1 fix)
L235V, 4a, 3c7 fixSalire sopra la sosta sfruttando la fessura che da verticale diviene presto orizzontale quando incontra il tetto. Proteggersi con solidi friends e nuts medi e percorrerla verso sx in bella ed insolita arrampicata fino a che torna verticale (1 fix impedisce possibile incastro corde). Tramite una celata presa naturale portarsi sullo spigolo in bella esposizione e poi salire in diedro. Al secondo fix non salire ma traversare a sx su bella e rugosa placca fino a pervenire sulla cengia ove si rinvia alti (1 fix da allungare). Traversare ancora verso sx scendendo e portandosi sul ciglio dello strapiombo sottostante (2 fix) in bella esposizione. Risalire infine su cengia ove si trova la sosta su 2 resinati (1 fittone+ 1 golfare)
L35355a, I1 fixRimontare la placca verticale sopra la sosta con un passo non immediato (1 fix). Il terreno dopo si abbatte e per detriti si cammina in direzione di una pianta con cordino in alto e poi per tracce fino alla base di una nerasta placca.  Sosta alla base della placca da allestire su tronco segato od una delle numerose piante.
L420104c, III4 fixAttaccare la placca nel punto più verticale con partenza strapiombante ma in breve interrotta da cengia (2 fix). Per terreno elementare ci si porta sotto ad una fascia con un breve ma caratteristico diedrino con naso. Ora in vista delle mura sommitali salire la facile placca (1 fix) e poi il diedrino (1 fix). Sosta su pianta con cordone.
L51530III, I2 fix, 1 resPartenza a vincere un breve risalto friabile e sopra rinviando su un altro caratteristico naso (1 fix). Facile placca appoggiata (1 fix) e tenere in direzione della fascia sommitale alla SX della colata bianca e sotto a grossi blocchi aggettanti (1 resinato da allungare). Camminare sulla cengia verso DX fino a far sosta su 2 resinati, giusto alla SX della colata bianca.
L615 5a2 fix + 1 golfareEntrare nella colata bianca tramite una bella lama e subito dopo spostarsi a DX su placca verticale (1 fix). Salire la placca puntando ad un diedrino sommitale di uscita (1 fix + 1 golf.). Sosta su 1 golfare da integrare con i paletti della recinzione. Libro di via.
sviluppo10575m
sviluppo totale180m
gradazioneIV, V, 1 passo 6a (5b obbl), RS2, D, 2 imp.

Discesa:

A) Alla recinzione prendere la cengia esposta verso SX (! proprietà privata, evitare schiamazzi). Dopo poche decine di metri girando intorno la base della torre prendere la strada principale appena dopo un rudere.
Questa strada bianca è la via Don Luigi Spallanzani che scende fino ad una casa.
Sulla dx vi si trova una palizzata come traccia di una antica carrozzabile (bollo CAI). Ora si è in vista della parete W con sempre il borgo di Sassomorello in bella mostra.
Scendere ancora fino a che al termine dei paletti di recinzione non si incrocia una carrareccia abbandonata e spesso paludosa (palina CAI e bolli rossi).
Qui girare a sx in direzione N ed in vista della base della parete. In breve la strada diviene sentiero, passiamo prima un rigagnolo di fonte (attacco via Mascherata della Morte Rossa) e dopo un allevamento di arnie. In breve ci riconduce alla strada del P.
20 min tot.

B) discesa in doppia sconsigliata ma possibile da S1 ed S2. Dopo si può interrompere la salita nelle varie cenge e scendere per tracce nel bosco.


Compagni:

Marco Bulgarelli il 27/02/2020

Ivan de Iesu il 09/05/2020

Tommaso Fiorini il 13/06/2020

Claudio Bassoli il 20/06/2020

Pulizia e resinatura, solo, 25/06/2020


GPS:


Visualizza mappa ingrandita


Note:

  • Carina la fessura del primo tiro da salire con movimenti inusuali ed il tetto fessurato del secondo tiro da proteggere con friends e nuts.
  • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su 6 tiri di corda, una progressione in conserva, muoversi sul facile ma friabile ed il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
  • Il nome deriva anche da un gioco di parole, trovare il giusto friends per L2 è come trovare un tesoro.
  • via concatenabile con le altre limitrofe oppure con maggiore logica ad Antenna Uno Rock Station( link) In quest’ultimo caso, dopo che si è arrivati in croce, occorre scendere per la mulattiera tra la chiesa e le case tralasciando sulla SX la falesia, fin quasi alla corda fissa che scende dal cimitero. Valutare in questo caso il P nei pressi del cimitero (link al P) e poi attaccare scendendo la via Spallanzani (discesa A)
  •  birra e spuntini al bar Katia (link) dopo sono una garanzia.

Bibliografia:


Meteo:


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Cresta Tignosa

Sasso Tignoso, 1469 m

Pievepelago (MO)

Per alcuni alpinisti sarà come un ripido sentiero da farsi in scarpette da avvicinamento, per altri escursionisti forse uno dei percorsi più ingaggiosi e verticali mai percorsi in Appennino.
Per tutti spero però che sia una piacevole mezza giornata trascorsa all’aria aperta in un contesto ambientale unico del nostro Appennino.
La posizione dominante e con una notevole prominenza dalle valli circostanti, dona a questo affioramento ofiolitico una splendida visuale su tutta la catena montuosa: dalle cime del bolognese come il Corno alle Scale, passando per il Cimone che è sempre in primo piano ed il Cipolla, Prado e Cusna che chiudono l’anfiteatro. Sull’altro versante la est della Pietra di Bismantova è in bella evidenza con le tributarie valli del Dolo e Dragone che verdi serpeggiano verso la pianura.

Ottima per cordate neofite o fresche di corsi che vogliono cimentarsi nelle manovre e progressione in conserva protetta senza l’ingaggio ed esposizione di una vera parete.


Monte Tignoso.
Montagna caratteristica di origine vulcanica, formata da scuri basalti alterati, in cui si riconoscono le forme tondeggianti dei cuscini di lava repentinamente raffreddata.
La vetta, segnata da una croce, concede un vasto panorama sul
crinale dal Monte Cusna al Monte Cimone, e sul medio Appennino reggiano e modenese.
Emerge prepotente lungo la boscosa dorsale che divide la Val Dragone
(bacino del Fiume Secchia) dalla Valle Scoltenna (bacino del Fiume Panaro).

da TCI Appennino Ligure e Tosco-Emiliano | di Marco Salvo, Daniele Canossini | 2006

Prima salita certa:

N. Bertolani, R. Pittino dal basso 06 giugno 2020 (prima salita certa)


Accesso:

da Nord:

  • da Montefiorino, Frassinoro su provinciale SP486R direzione Passo delle Radici. Appena passato Piandelagotti alle indicazioni a dx per Civago e Prati di San Gemignano, svoltare a sx ed abbassarsi in un strada senza nome che in breve conduce ad una falegnameria. Scendere sul greto del torrente con bella vista sul Sasso del Corvo e poi passato il ponte risalire quindi sulla via comunale per Roccapelago. Quando questa si immette in un tornante tenere a SX per Sasso Tignoso. Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.

da altri versanti:

  • Giungere sulla via Comunale per Roccapelago e poi imboccare la strada per Sasso Tignoso ed Oratorio Giovannoni.
    Salendo il Sasso diviene visibile e si parcheggia dopo poche centinaia di metri nei pressi dell’oratorio Giovannoni a 1300m slm. Link al P con google maps.

Attacco:

Dall’oratorio Giovannoni salire verso N in falsopiano sul sentiero CAI 579 (via Vandelli) fino a che questo di biforca. Tenere quindi la SX sul sentiero 565 ma abbandonarlo vicino al limite boschivo ( ad una quota di circa 1350m) e preferirgli una carrareccia verso SX che costeggia la base dell’affioramento.
Nel punto di maggior sviluppo della cresta Sud si trova l’attacco con 1 chiodo con cordino in un diedrino. Link al GPS dell’attacco.

Tot: 15/20 min


Scheda:

RELAZIONE (ITA) 
Itinerariovia Cresta Tignosa
prima salitagiugno 2020: N.Bertolani, R.Pittino dal basso
Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
SottogruppoPievepelago
Settore / Parete / CimaSasso Tignoso
StatoItaly
ParcheggioOratorio Giovannoni 1300m (MO)
Sentieri utilizzativia Vandelli, 579, 565
Acquasì, fonte segnalata qui
Dislivello avvicinamento [m]+ 60 m
Dislivello itinerario [m]135 m
Sviluppo itinerario [m]300 m
Quota partenza [m]1360 m
Quota arrivo [m]1469 m
Tipologia itinerarioCresta rocciosa a balze in ambiente collinare
Difficoltà su rocciaI, II, passi III.
Qualità rocciaOfiolite da buona a mediocre
ProteggibilitàR2
SosteDa attrezzare su spuntoni, alberi o fessure.
Impegno1
Numero di tiri di cordavariabili
Difficoltà globaleF+
Pericolofriabilità in alcuni tiri
MaterialeNDA, friend #0.5-#1-#2, nuts e cordini
Esposizione prevalenteS
Discesasentiero 575
Data apertura6 giugno 2020
Tempo avvicinamento20 min
Tempo salita1/1.5 h
Tempo discesa30 min
Libro di viaSì prossimamente
Giudizio6 (media tra ambiente 8 ed arrampicata 4)
ConsigliataOttima per iniziare vie di più tiri ed esercitarsi nella progressione in conserva.

Schizzo via:

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Descrizione:

L1: attaccare nel punto più basso della cresta Sud in corrispondenza di un accennato e corto diedro ( II, 1ch con cordino nero) Appena sopra il terreno si abbatte e si cerca quindi di salire sugli affioramenti più consistenti su, stranamente, solida roccia chiara (1 fix + 1 albero) fino ad un gruppo di grossi lecci alla base della successiva parete, dove si attrezza la sosta.
40m, II, I (1 ch+ 1 fix) Sosta su alberi

L2: attaccare la paretina su placca inizialmente verticale (III) puntando ad un chiodo ma proteggendosi prima con friends. Salire altri pochi metri fino a che la pendenza cala e procedere quasi sul filo di cresta per balze, erba e massi. Attrezzare la sosta alla base della successiva paretina, nei pressi del filo di cresta ed usando una fessura verticale ove di attrezza la sosta su friends.
60m, III, II, I (1 ch) Sosta su friends #1 e #2..

L3: Portarsi leggermente a dx ed entrare nell’accennato canale dai molti spuntoni chiari affioranti. Salire proteggendosi con cordini e quando il terreno diviene orizzontale attrezzare la sosta attorno ad un grosso e caratteristico masso squadrato con licheni e muschio bianco, proprio sul filo di cresta e con bella visuale sui pinnacoli della cresta W.
40m, II, I Sosta su spuntone.

Ora per terreno elementare e senza percorso obbligato stare sul filo di cresta e scendere di 2m ad una sella e poi risalire fino alla base di roccette più verticali. 70m circa di conserva protetta.

L4: Salire l’ultimo pinnacolo con 10m di arrampicata elementare (II) e poi

proseguire in conserva e con qualche saliscendi fino alla croce di vetta.


Difficoltà:

I, II, p.ssi III, 300m, R2, F+, 1 imp.


Discesa:

a) Per sentiero 565
Scendere dalla croce ed imboccare indifferentemente il sentiero 565 sul versante N oppure la “direttissima” sul versante S. In breve si ritorna al P nei pressi dell’oratorio.

TOT: 30 min circa

b) Anello panoramico sotto alle 4 torri
E’ possibile scendere per anello panoramico sotto alle 5 torri della cresta W prendendo il 565 a N ed abbandonando non appena questo svolta ad E (lato DX viso valle). Seguire poi delle tracce tra le roccette ed il limite boschivo che con percorso antiorario portano alla base delle caratteristiche 5 torri dall’aspetto bizzarro e caratteristico.
TOT: 45 min

le 4 torri della cresta W del Sasso Tignoso

Compagni:

Riccardo Pittino


GPS:


Note:

  • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su alcuni facili tiri di corda e soprattutto la progressione in conserva su cresta, tanto importante quando poi ci si sposta su vere montagne d’alta quota.
  • Qui ci si muove sul facile ma friabile. Il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
  • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e tacca, occorre acuire la sensibilità di piedi e mani su questa roccia ma questa esperienza diverrà impagabile e merce preziosa nel bagaglio di ogni neofita alpinista.

Bibliografia:


Meteo:

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    via del Tramonto Inaspettato

    SassoMorello, 670m

    Prignano sul Secchia (MO)

    Quinta via nata al Sassomorello su quella che era un’altra linea naturale della parete ad una prima osservazione dal basso.

    Partenza facile su placca compatta con singolo tecnico. Rimontare S1 non è altrettanto facile e poi traverso tendente a dx alla ricerca della roccia più divertente.

    Giunti alla base di un corto ma estetico diedro lo si sale solo tramite protezioni classiche od integrando facilmente con friends e nuts.

    Di conserva fin sotto ad una ultima placca che ci permette di sbucare direttamente in cima, sulla croce e goderci, semmai, un inaspettato tramonto.

    Una via esplorativa con qualche bel passaggio nel solito ameno paesaggio del Sassomorello (link).

    Per mezze giornate spensierate o dal meteo incerto, anche e soprattutto nelle terse giornate invernali, evitare l’estate.

    Ottima per cordate neofite o fresche di corsi che vogliono cimentarsi nelle manovre senza l’ingaggio ed esposizione di una vera parete.


    Apritori:

    N.Bertolani ed Anna Tusini dal basso (gennaio 2020)


    Accesso:

    da Nord: da Serramazzoni o Prignano, su Provinciale 21 scendere per una stretta svolta la via Casina tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante tenere a dx la via Bertoni e P appena prima di una svolta a sx di 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.

    da Sud (consigliato per i romantici siccome regala una visione d’insieme dal basso): indicazioni Gombola, passato il bel paese con vista sul borgo (fermatevi) si tiene la via Valrossenna fino al bivio nei pressi dellabbandonato ponte Cervaro (link) Lì imboccare la via Bedaglia tenendo indicazioni per agriturismo Sant’Anna. Dopo qualche tornante diviene via Bertoni che si apre su una magnifica vallata con ruderi e con la rocca del Sassomorello che domina in alto. P appena dopo di una svolta a 90° che passa su un ponticello. Link al P con google maps.


    Attacco:

    Risalire per esile traccia il prato a SX del torrente (viso a monte) puntando ad una catasta di sassi che si aggira appena a SX (ometto).
    Per percorso non obbligato ma dettato da qualche tronco secco che da la direttiva, fino alla base di uno speroncino roccioso (via Il Bucato, targhetta visibile). Appena prima svoltare orizzontalmente a SX (viso monte) quasi alla base della parete e seguirla (ometti) per un centinaio di metri in falsopiano fino a che si è in corrispondenza di una evidente placca nera appoggiata.
    Alla base, nel punto di maggior sviluppo si trova l’attacco con targhetta. Tot: 10/15 min


    Scheda:

    RELAZIONE (ITA) 
    Itinerariovia del Tramonto Inaspettato
    prima salitagennaio 2020: N.Bertolani, A.Tusini dal basso
    Zona MontuosaAppennino Tosco Emiliano
    SottogruppoPrignano sul Secchia
    Settore / Parete / CimaSassomorello
    StatoItaly
    Località di Partenza 
    ParcheggioCà Bertoni 580m(MO)
    Sentieri utilizzativia Spallanzani
    Punti d’appoggiobar Katia
    Acquasì, nel lato W della chiesa
    Dislivello avvicinamento [m]+ 30 m
    Dislivello itinerario [m]60 m circa
    Sviluppo itinerario [m]170
    Quota partenza [m]580
    Quota arrivo [m]670
    Tipologia itinerarioRS via misto sportivo/classico in ambiente collinare
    Difficoltà su rocciaII, III, IV, 2 passi 5a (4c obbl.)
    Qualità rocciaOfiolite da buona a mediocre
    ProteggibilitàRS2
    SosteOttime, la maggior parte su fix/resinati
    Impegno2
    Numero di tiri di corda6
    Difficoltà globaleAD+
    Pericolofriabilità in alcuni tiri
    MaterialeNDA, friend #0.5-#1-#2, nuts e cordini
    Esposizione prevalenteS
    Discesasterrato + sentiero
    Data apertura23 gennaio 2020
    Tempo avvicinamento15 min
    Tempo salita2 h
    Tempo discesa20 min
    CompagniAnna Tusini
    Libro di via
    Giudizio6,5
    ConsigliataOttima per iniziare vie di più tiri.

    Schizzo via:

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    Descrizione:

    TIROmDifficoltàProtezioniDescrizione
    L125II, 1.p.sso 4c4 fix, 1 resinatoAttaccare la placca verticalmente al primo spit per terreno elementare che però verticalizza al primo resinato. Passarlo con breve passo tecnico (4c) che purtroppo finisce subito. Salire la facile placca a blocchi fino alla comoda sosta situata alla DX di uno strapiombino. (1 resinato + 1 ch)
    L2205a, I1 fixVincere con movimento atletico un singolo passo in strapiombo, magari aiutandosi con il tronchetto di sosta. Sopra il terreno si abbatte e diviene elementare. Ignorare la pianta con cordino (utile per ritirata in doppia) e con andamento verso DX approdare alla base di un piccolo anfiteatro roccioso ( visibile sopra 1 ch in fessura di L3). Attrezzare comoda sosta su albero sotto al piccolo anfiteatro.
    L320III+, II, I 1 ch, 3 fixAlzarsi nello strapiombino in corrispondenza del chiodo (III+), dopo di che si traversa sul bordo superiore dello stesso (2 fix) fino ad approdare a comoda cengia ed un grosso masso staccato (1 fix). Salendo ancora qualche metro fino a che si perviene alla base di un solido diedro ove si sosta. 1 fix + 1 resinato di sosta.
    L4104a, III2 fix + cordinoImmettersi nel diedro con bel movimento e rinviando il suo bordo sx superiore (fix). Ora stare bassi in parete traversando su roccia ed aggirando un piccolo spigolo (fix) e poi per terreno elementare (cordone bianco su pianta) fino a pervenire ad una sosta su pianta alla base di un estetico diedro. Sosta attrezzata su pianta con cordone.
    L515V, IV+, II2 ch, 1 fixInserirsi nell’invitante diedro ascendente con tecnici movimenti (2 ch). Usare il fondo fessurato per integrare eventualmente con friend #0,5 e #1 oppure nuts e poi portarsi in placca sulla dx. In breve si perviene al suo termine e si traversa in orizzontale a sx (1 fix) per giungere sulla comoda cengia. Si attrezza la sosta su 1 golfare + 1 fix (libro di via).
    trasferimento80Trasferimento. Tenere la DX e camminare su pendio erboso in direzione della croce di vetta (1 cordone su albero in comune con l’uscita della via del Bucato e Colpo di Calore). Dopo un breve gradino roccioso, in corrispondenza di un ometto, tenere la SX puntando ad un alto cordone bianco su albero, ma soprattutto ad una placca fessurata più o meno a perdendicolo con i balconi delle costruzioni sommitale. Pentagono di marmo bianco alla base. 80m su terreno elementare
    L6304a, 4c, II 3 fixSalire la lichenosa placca fidandosi dei piedi con bei movimenti (2 fix). Puntare ad una fessura (utile friend #1 e #2) che si vince sulla sua DX su un blocco in apparenza staccato, fino al terzo fix. Traversare ora orizzontalmente su terreno elementare aiutandosi con la recinzione (utili cordini) e puntando alla evidente croce ove si attrezza la sosta.
    sviluppo arrampicata120m
    sviluppo totale200m
    gradazioneII, III, IV, 2 passi 5a (4c obbl), RS2, AD+, 2 imp.

    Discesa:

    A) Scendere dalla croce e passare per il piccolo borgo (! proprietà privata, evitare schiamazzi). Dopo poche decine di metri in direzione della strada principale, appena dopo un rudere parte una strada bianca a sx, via Don Luigi Spallanzani. Percorrerla scendendo fino ad una casa. Sulla dx vi si trova una palizzata come traccia di una antica carrozzabile (bollo CAI). Ora si è in vista della parete W con sempre il borgo di Sassomorello in bella mostra. Scendere ancora fino a che al termine dei paletti di recinzione non si incrocia una carrareccia abbandonata e spesso paludosa (palina CAI). Qui girare a sx in direzione N ed in vista della base della parete. In breve la strada diviene sentiero, passiamo prima un rigagnolo di fonte (attacco via Mascherata della Morte Rossa) e dopo un allevamento di arnie. In breve ci riconduce alla strada del P. 20 min tot.

    B) discesa in doppia sconsigliata ma possibile da S1 e prima di S2 dalla pianta attrezzata con maglia rapida.


    Compagni:

    Anna Tusini (23/01/2020)

    Luca Mazzoli pulizia e resinatura (31/01/2020)


    GPS:


    Visualizza mappa ingrandita


    Note:

    • La via è una “brutta via” ma penso possa donare a cordate neofite o fresche di corsi la possibilità di cimentarsi su 6 tiri di corda, una progressione in conserva, muoversi sul facile ma friabile ed il tutto in un contesto di pace ed isolamento che si fatica a trovare in molti ambienti “alpini”
    • Prestare attenzione a qualche blocco instabile e lama staccata, occorre acuire la sensibilità di piedi e mani su questa roccia.
    • via concatenabile con le altre limitrofe oppure con maggiore logica ad Antenna Uno Rock Station( link) In quest’ultimo caso, dopo che si è arrivati in croce, occorre scendere per la mulattiera tra la chiesa e le case tralasciando sulla SX la falesia, fin quasi alla corda fissa che scende dal cimitero. Valutare in questo caso il P nei pressi del cimitero (link al P) e poi attaccare scendendo la via Spallanzani (discesa A)
    •  birra e spuntini al bar Katia (link) dopo sono una garanzia.

    Bibliografia:


    Meteo:


    Meteo Prignano sulla secchia
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