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0-999m Appennino Appennino Romagnolo relazioni via sportiva

Diretta al pilastro della Guaita

San Marino parete EST da: http://www.valmarecchia.it

I torre detta della Guaita 738m

749m – M. Titano  (RSM)

Apritori:

dal basso nel 1999 da L. Succi / M. Campidelli


Descrizione:

“Sarà una classica? Stiamo parlando della nuova via di roccia aperta nella primavera di quest’anno dai soci Mauro Campidelli e Loris Succi. I positivi commenti espressi dalle prime cordate che l’hanno ripetuta lasciano pensare di si. In effetti si tratta di una bella via, unica nel suo genere, poiché dal borgo sovrastante il campo sportivo di Borgo Maggiore raggiunge la cima del Monte Titano in prossimità del Castello della Guaita seguendo l’evidente pilastro su cui è stata costruita la fortezza. La via è stata aperta interamente dal basso utilizzando chiodi a fessura, dadi e friend nei primi due tiri; in quelli successivi è stato utilizzato inoltre anche un pianta-spit manuale. La chiodatura è stata successivamente “rinforzata”, durante le ripetizioni effettuate dagli stessi apritori, con spit da 10 mm, catene ed anelli di calata alle soste; spit da 10 mm in via. Il risultato di tutto questo lavoro è stato una chiodatura mista, generosa e rassicurante. L’arrampicata è continua, i pochi terrazzini erbosi non compromettono l’eleganza di questo itinerario. Abbinato alla discesa lungo la “Via Normale” parzialmente attrezzata, opera degli stessi autori, che si prende alla Palestra Marino sotto la Torre della Cesta sempre versante est, si completa un itinerario “alpinistico” veramente interessante ed unico nella zona. ”

fonte: Il Gruppo Alpinistico della Sezione CAI di Rimini


Accesso:

Da Rimini, giungendo a Borgomaggiore, si svolta a sinistra seguendo la strada sottomontana e, superato il campo da calcio, dopo poco si parcheggia sulla destra di fianco ad un muro di contenimento. Alla fine di detto muro (ometto) inizia il sentiero che con ripide svolte giunge alla base del pilastro della “Via Lunga”; dopo aver superato quest’ultimo seguire a destra l’evidente traccia di sentiero che in leggera salita si inoltra nel bosco. Dopo pochi minuti si incontra a sinistra la traccia di sentiero proveniente dalla base del pilastro della Torre della Cesta. Proseguire diritto in piano lungo il bellissimo sentiero che taglia a mezzacosta la base della parete est del monte Titano. A circa metà percorso bellissima vista in alto a sinistra della Torre della Guaita. Dopo aver scavalcato uno spigoletto proseguire ancora in piano per cinque minuti fino a raggiungere la base del pilastro della Torre della Guaita (da questo punto non visibile!) dove si trova l’attacco della via. Ometto e scritta alla base.


Esposizione:

E, percorribile tutto l’anno. Le limitazioni per la ripopolazione e salvaguardia dei rapaci non interessa questa torre. Per la IIa e IIIa torre divieto dal 30 novembre al 01 luglio !


Relazione salita:

L1
27 metri
5b, un passaggio di 6a / AO
L2
23 metri
5a, passaggio di 5b
L3
40 metri
6a, un pass. di 6c+ / A0
L4
30 metri
4a, passaggio di 4c
L5
40 metri
4a, passaggio di 4b sporco
160 m, 5c, 6a, 1p.sso 6c+/A0 (5c obbl), I, R1

14 rinvii, utile 1 staffa se non si possiede buona tecnica di A0

Le soste sono attrezzate con spit da 10 mm, catene e anelli di calata.


Ripetizione del 10/11 /2012

compagno: Andrea Pellegrini

Cordata amici: Mirko Razzaboni, Christian Farioli


Schizzo:

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Discesa:

  • Dall’uscita scendere sul versante ovest per circa 10 metri su facili rocce fino al camminamento turistico di cresta; prendere a sinistra e seguirlo fino ad oltrepassare la Torre della Cresta, ancora a sinistra per il sentiero che porta alla Palestra Marino; di qui guardando il mare a destra inizia il sentiero parzialmente attrezzato della “Via Normale” alla Torre della Cesta che riporta alla Strada Sottomontana ripassando alla base del pilastro della Via Lunga. 20 minuti.
  • È anche possibile scendere alla stazione superiore della funivia, attraversare il centro storico di San Marino e percorrendo lo stradello pedonale della costa dell’Arnella raggiungere Borgo Maggiore. Questa soluzione è consigliabile se si utilizza il Sentiero della Rupe che parte da Borgo Maggiore e attraversa a mezza costa il versante est del Monte Titano raggiungendo l’attacco della via in 15 minuti.
  • In corda doppia lungo la via utilizzando le soste che sono tutte attrezzate con catena e anelli di calata ma alquanto laboriose, con corda singola sono necessarie 7 doppie (non sperimentata)

Bellezza:

♥♥


Note:

  • La via non vale il viaggio ma se altrove la meteo è inclemente e la si abbina ad una visita alle torri con una buona piadina dopo, allora tutto acquista la sua dignità.

Cartina:

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via Raggio di Luce

Pietramaura di San Leo 520m

San Leo (RN)


Apritori:

Eros Rossi 5 febbraio 2011 (link all’approfondimento sull’apertura)


Accesso:

Autostrada A14, uscita Rimini Nord. Seguire le indicazioni per San Leo (SS258). Superata la località di Pietracuta svoltare a sinistra (indicazioni per San Leo). Superare la località “Collina” e, poche decine di metri dopo il cartello “Ponte Gualdruccia”, svoltare a destra con curva a gomito (indicazione per Tausano). Proseguire per qualche centinaio di metri su strada bianca e parcheggiare nelle vicinanze di una strada sterrata che scende verso destra (cartello con foto ed indicazione della falesia).
Link al P
! Attenzione: purtroppo negli anni si segnalano problemi agli accessi siccome su proprietà private. Informarsi bene prima e nel caos P sulla statale.


Avvicinamento

Imboccare la strada sterrata in discesa che dopo pochi minuti porta alla falesia all’attacco dei monotiri. Proseguire su sentiero e superare tutti i monotiri zona classica e l’attacco della via “Diretta dello spallone”.
L’attacco di “Raggio di luce” si trova qualche decina di metri più avanti, in corrispondenza di un masso a lama staccato appena sotto il sentiero, fittone resinato e piccola targhetta metallica. Questo masso si trova in basso in posizione nascosta e poco visibile dal sentiero.
Dopo tale masso inizia un sentiero in discesa attrezzato con catena.
Nel caso si fosse arrivati al tratto attrezzato, tornare indietro di una decina di metri.


Schizzo via:


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Difficoltà

6a+ (6a obbl.), S1, II


Relazione salita:

L1 Risalire il basso ed infido zoccolo appoggiato ed attaccare la parete verticale. Superare dapprima una liscia placca scura (5b) e successivamente uno strapiombo giallo (5c+, roccia friabile). Risalire la soprastante e difficile placca grigia solcata da una fessura (6a+ passaggio chiave, roccia instabile), poi su difficoltà più contenute raggiungere la cengia alberata dove si sosta. (50m, 5b, 5c+, 6a+, tiro chiave di continuità, 19 spit)

L2 Traversare verso destra su cengia detritica friabile per una decina di metri, risalire poi in obliquo una serie di muretti instabili (4c) intervallati da tratti di terreno erboso fino ad una cengia dove si trova la sosta, in comune con la via “Super ago”. Qui è presente un grosso cordone che permette di abbandonare la via imboccando un’esposta cengia verso sinistra (30m, 4c, 9 spit)

L3 Ignorare gli anelli resinati che partono verticalmente (via Super Ago) e seguire invece gli spit verso destra. Superare una rampa e la successiva liscia placchetta (5a) fin sotto ad uno strapiombo. Superarlo direttamente con passaggio atletico (5c) e risalire in obliquo a dx fino alla sosta su spigolo (Sosta del Poeta). Questo tiro può essere concatenato con il successivo se si allungano bene e saltano alcune protezioni (25m, 5a, 5c, 7 spit)

L4 Spostarsi a sinistra in corrispondenza di uno spigolo. Aggirarlo e, dopo un brevissimo traverso, superare con bei movimenti delicati la verticale ma solida parete soprastante (25m, 5c, 7 spit)

L5 Dalla sosta si può scegliere fra due possibili vie di salita. E’ possibile traversare verso sinistra seguendo una facile ma instabile cengia (spit), oppure risalire la breve placchetta immediatamente sopra la sosta (passo 5a, 2 anelli resinati). Da qui per breve, facile e panoramica cresta fino alla vetta, nelle immediate vicinanze di un alberello (sosta su catena, cassetta metallica con libro di via) (20m, 3C, 1 passo 5a, 3 spit)


Discesa:

Con attenzione: facile ma esposta arrampicata in breve alla spalla sotto la vetta (tranne gli esperti meglio procedere assicurati).
Da qui due possibilità:
1. verso Ovest, traccia di sentiero in piano che porta alla sella boscosa. In discesa verso Sud nel rado bosco si ritorna all’attacco.
2. direttamente verso Sud Ovest. Seguendo ometti e canalini di roccia in parte attrezzati con cavetti di acciaio, per traccia logica fino a immetterci nella discesa precedente.


Note:

Nonostante si tratti di una via sportiva, la roccia si presenta spesso instabile e smossa. Per questo motivo è indispensabile procedere sempre con estrema attenzione e casco, provando le tenuta delle prese per evitare cadute e scariche sulle cordate sottostanti.


GPS:


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