Alpinista · Scrittore / storico
Era Moderna (1980–oggi)
- ♂ Nascita
- 1962 · Marostica (Vicenza), Italia
- Attività alpinistica
- 1980–2026
- Professione
- bibliotecario, alpinista, scrittore
Profilo
Tarcisio Bellò è un alpinista vicentino nato a Marostica nel 1962, noto per un’attività molto varia che comprende salite invernali, cascate di ghiaccio, couloir, itinerari misti e roccia, oltre a numerose spedizioni extraeuropee. Le fonti locali e istituzionali lo descrivono anche come bibliotecario e come autore, con una forte impronta esplorativa e solidale: ha legato la propria attività in Himalaya e nell’Hindu Kush a progetti di cooperazione con le comunità locali, in particolare nell’area di Ghotolti e del nascente Centro Cristina Castagna. È riconosciuto anche per avere aperto e documentato nuove vie e prime ascensioni, spesso in contesti remoti. Le testimonianze disponibili concordano nel presentarlo come un alpinista non professionista per mestiere ma di livello elevato per continuità, ambizione e vastità di esperienza.
Biografia
Bellò emerge nelle fonti come una figura tipicamente vicentina dell’alpinismo contemporaneo: appassionato di montagna fin da bambino, ha iniziato a scalare in età adulta e si è formato soprattutto sulle Piccole Dolomiti, che lui stesso ricorda come terreno allora poco frequentato e quasi pionieristico. Questa matrice locale resta centrale anche quando l’attività si sposta su scenari più grandi: dalle Alpi, in particolare dal Bianco alle Dolomiti, alle spedizioni in Nepal, Pakistan e Perù.
Le fonti consultate concordano sul suo profilo di alpinista-esploratore, capace di muoversi su terreni diversi e spesso impegnativi, con attenzione alle vie nuove e alle prime ascensioni. Un tratto distintivo è la dimensione solidale: Bellò ha affiancato all’attività alpinistica progetti concreti in Pakistan, con opere di utilità locale e iniziative legate alla memoria di Cristina Castagna. In interviste e articoli viene descritto come una persona che concepisce l’alpinismo anche come relazione con i territori e le comunità attraversate, non solo come risultato sportivo.
Sul piano biografico essenziale, le fonti lo collocano a Marostica nel 1962; un’altra fonte locale lo definisce di Bolzano Vicentino, ma questa sembra riferirsi alla sua provenienza o residenza successiva, non al luogo di nascita. La sua figura è inoltre connessa alla produzione scritta: il libro Storie di confine. Alta Via delle Alpi Vicentine mostra una riflessione più ampia sul paesaggio e sulla storia delle montagne vicentine, mentre Il coraggio dei sogni viene presentato come una sintesi di tecnica, scalate, ricordi e solidarietà.
Nel complesso Bellò appare come un alpinista di ampio raggio, con una forte componente identitaria locale, una pratica esplorativa reale e documentata, e una continuità di impegno che supera il singolo exploit sportivo.
Principali ascensioni e aperture
Aneddoti e curiosità
Un aspetto ricorrente nella sua storia è l’intreccio tra alpinismo e solidarietà: nelle cronache su Pakistan e Hindu Kush, Bellò non appare solo come capospedizione o scalatore, ma come promotore di interventi concreti sul territorio, fino a legare il proprio lavoro alla costruzione di infrastrutture e a progetti per le comunità locali. Un aneddoto particolarmente significativo, perché ben attestato, è la dedica a Cristina Castagna di una cima inviolata, saldata poi alla memoria dell’alpinista vicentina scomparsa. Un altro elemento interessante è il racconto della sua formazione: Bellò stesso spiega di aver iniziato sulle Piccole Dolomiti quando erano ancora poco frequentate, e di aver trovato in quell’ambiente una spinta esplorativa quasi pionieristica. Le fonti mostrano anche una certa continuità generazionale e relazionale: nel tempo Bellò compare in spedizioni e racconti condivisi con altri alpinisti vicentini e italiani, mantenendo un profilo di capospedizione affidabile e di tessitore di progetti, più che di protagonista mediatico.
Citazione documentata
«Ho iniziato con le Piccole Dolomiti: adesso sono molto frequentate, ma all’epoca non c’era nessuno che ci andava»
Intervista a Tarcisio Bellò, Eco Vicentino
Vie presenti su questo sito di Tarcisio Bellò
vajo Invisibile
PICCOLE DOLOMITI · Obante · Gruppo del CAREGA
ConDaniele Rigon · Graziano Sinigaglia
Fonti e bibliografia
- https://www.ecovicentino.it/storie/il-coraggio-dei-sogni-lalpinismo-solidale-di-tarcisio-bello/
- https://www.ecovicentino.it/vicenza/quinto-vicentino/lincidente-sullhindu-kush-bello-stiamo-bene-addolorati-per-la-perdita-di-imtiaz/
- https://www.caipavullo.it/biodiversity/sezione-cai-pavullo-tra-i-finalisti-del-marcello-meroni/
- https://www.ilgiornale.it/news/scalo-le-montagne-pi-alte-dare-nome-ogni-vetta-1974883.html
- https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI_La%20Rivista_128_003_2007.pdf
- https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI_La%20Rivista_130_006_2009.pdf
- https://www.paesieimmagini.it/Everest/Relazione_Salita_Everest.pdf
- https://www.planetmountain.com/it/notizie/pagina/59?parola=atleta
- https://gognablog.sherpa-gate.com/prigionieri-del-nanga/