Daniele Dal Cerè

DD
Attività alpinistica
2002–2026

Profilo

Daniele Dal Cerè è un arrampicatore e primo-salitore attivo soprattutto nell’area del Veronese e della valle dell’Adige, documentato in più aperture di vie sportive e alpinistiche dal primo Duemila in avanti. Le fonti reperite lo associano in modo stabile a un nucleo di apritori composto soprattutto da Mario Brighente e Giovanni Bogoni, con presenze anche di Paola Bottegal, Davide Pasetto, Damiano Pasetto, Claudio Bassoli e altri compagni. Il suo nome compare in fonti locali e in relazioni di vie come coautore di itinerari su placche e pareti del settore di Tessari, delle Placche Zebrate e di altre pareti dell’area gardesana e della valle dell’Adige. Non emergono, nelle fonti consultate, dati biografici pubblici affidabili su nascita, formazione, professione o incarichi istituzionali; per questo il profilo resta essenzialmente quello di un apritore locale ben documentato dalle relazioni di via e da alcune cronache di ambito alpinistico.

Biografia

La figura di Daniele Dal Cerè appare nelle fonti soprattutto attraverso il suo lavoro di primo-salitore. L’attività documentata inizia almeno nei primi anni 2000, quando viene citato tra gli apritori della via Perla Bianca alle Placche Zebrate, aperta in più riprese tra novembre 2002 e aprile 2003. In quella stessa area e in contesti affini il suo nome ricorre in maniera costante accanto a Mario Brighente e Giovanni Bogoni, segnando una collaborazione stabile e riconoscibile nel panorama locale dell’arrampicata veronese. Una seconda traccia importante è la presenza nella relazione di Ali di Farfalla a Tessari, dove è indicato tra gli apritori insieme a Brighente e Paola Bottegal nell’ottobre 2014; la stessa scheda NikoBeta segnala che la parete rigata di Tessari vide la nascita del primo itinerario alla fine del 2014, in un’esplorazione motivata dall’idea di creare un percorso didattico per ragazzi. Dal confronto fra fonti emerge quindi un profilo di apritore pratico, orientato a vie di arrampicata sportiva e didattica, ma anche capace di partecipare a itinerari più lunghi e impegnativi in ambiente montano. La sua attività compare in seguito anche in cronache recenti di ripristino e richiodatura, segno di una continuità nel tempo: nel 2025, per esempio, viene citato nella risistemazione della via Catullo V con Mario Brighente e Sergio Gianesini; in un’altra relazione del 2026 compare tra gli apritori di una via lunga sulle Coste dell’Anglone. Nel complesso, le fonti disponibili non consentono una biografia personale estesa, ma documentano con buona affidabilità una presenza significativa e duratura nell’apertura e manutenzione di itinerari nell’Italia nord-orientale.

Principali ascensioni e aperture

2002-11/2003-04
Perla Bianca, Placche Zebrate: apertura in più riprese con Mario Brighente e Giovanni Bogoni.
2006-06-02/2006-06-12
Cavalcata dei Denti, Piccole Dolomiti: itinerario di cresta realizzato con Mario Brighente e G. Roncolato; Dal Cerè è citato tra gli apritori nelle cronache CAI.
2014-10
Ali di Farfalla, Tessari: via indicata come aperta da Mario Brighente, Paola Bottegal e Daniele Dal Cerè. ↗
2014-12
Prima via della parete rigata di Tessari: relazione di contesto che attribuisce a un’esplorazione con amici la nascita del primo itinerario sulla parete; Daniele Dal Cerè è tra gli apritori nelle vie della zona.
2023-01-04
Itinerario sportivo aperto con Mario Brighente su una parete a sinistra dei Tre Pilastri, citato in una relazione locale.
2025-01
Catullo V, Canale: risistemazione e integrazione parziale a fix con Mario Brighente e Sergio Gianesini, con consenso degli apritori; Dal Cerè è indicato tra i protagonisti dell’intervento.
2005/2009
Via nel cielo di Drò, Coste dell’Anglone: citato tra gli apritori insieme a Brighente, Giovanni Bogoni e altri compagni in una cronaca recente che rimanda a una guida di settore.

Aneddoti e curiosità

Dalle fonti emerge soprattutto la sua continuità di lavoro con un gruppo ristretto di compagni, in particolare Mario Brighente e Giovanni Bogoni, più che episodi personali spettacolari. Un elemento interessante è la finalità didattica di almeno una delle aperture a Tessari: la relazione di Ali di Farfalla racconta che l’esplorazione nacque dal desiderio di creare un percorso per ragazzi, e questo colloca Dal Cerè dentro una pratica dell’apertura non solo esplorativa ma anche formativa e divulgativa. Un’altra costante è l’attenzione alla manutenzione delle vie: il suo nome ricompare non solo nelle prime aperture, ma anche in interventi successivi di richiodatura o sistemazione, segno di una responsabilità continua verso gli itinerari aperti. Non risultano invece, nelle fonti consultate, aneddoti personali univoci o episodi biografici di rilievo generale che possano essere riportati con sicurezza.

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Fonti e bibliografia

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