B r e n t i n o
"Eccoci dunque giunti nella Sala del Trono del vasto reame dell'arrampicata veronese. Qui le rocce lagarine si vestono dei loro abiti più superbi. Cascate grigio-azzurre di placche magnificamente levigate dalla pomice dei ghiacciai quaternari si curvano sul freddo vuoto degli strapiombi, per riprendere più in basso la loro corsa, crivellate dallo stillicidio dei millenni: è il regno delle gocce, delle mille e mille forme minute, per la gioia e lo stupore degli arrampicatori, i privilegiati che possono ammirare ed accarezzare da vicino le meraviglie di questo arazzo di pietra. Ma anche chi, dal lontano fondovalle, alzi lo sguardo verso le imponenti architetture della regale seconda fascia avrà di che stupirsi, contemplando la regolarità dei diedri, le arcate ombrose dei grandi strapiombi, le prore affilate degli spigoli, il metallico nitore delle placconate. La roccia è un calcare compattissimo, favolosamente scolpito, soprattutto a gocce. L'altezza delle pareti varia da 85 a 200 metri, con un'esposizione ESE. I periodi ideali per la frequentazione sono la primavera e l'autunno, come pure l'estate, ma solo nel tardo pomeriggio. La chiodatura è quasi totalmente a spit, per lo più di recente infissione." da "Tra il Lago ed il Fiume" Sergio Coltri, Beppe Vidali (ISBN 978-88-8314-343-4)

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"31 Agosto", 6b (5c A0) | descrizione | ![]()
" Ladro di Badgad", 7a (6a A0)