Monte Giovo | Canale centrale e Rondinaio

1991m - Appennino Tosco Emiliano - Pievepelago (MO)

27 febbraio 2010

 

Difficoltà:  

Salita: Canale centrale del M.Giovo 1991m (45°,con 3 brevi salti a 65°, val: AD+)
Traversata: Crinale 00 al M.Rondinaio 1964m (tratti di misto ghiacciato e traversi delicati sui 55°, val: PD)
Discesa:  per 523, lago Baccio e parcheggio (E)

Materiale necessario: 2 piccozze (1 con martello), ramponi, corda min 50m, casco, 2 viti ghiaccio, 2 chiodi a lama, 4 rinvii, cordini.

Dislivello :  

600 circa salita + 600m discesa
Sviluppo: circa 7km
accesso: Pievepelago (MO) - Tagliole - parcheggio Lago Santo 1480m - costeggiare il lago a W fino alla base nel conoide nevoso dove il canale diviene evidente, 10 min
tempo previsto: dal lago al Giovo 2.5/3ore (dipende molto dalle condizioni e dai tiri di corda usati)
dal Giovo al Rondinaio 2 ore, dal Rondinaio al parcheggio 30min
GPS Parcheggio Lago Santo :    44° 8'14.53"N  -   10°35'18.61"E
Monte Giovo :       +44° 7' 53.76", +10° 34' 36.64"
Monte Rondinaio : +44° 6' 55.04", +10° 35' 34.65"
Google Earth link Giovo | Rondinaio
Cartografia:

Carta dei sentieri |Alto Appennino Modenese | Cai
Appennino Invernale | G.Fabbri e F.Montorsi | Collana "Le Nevi"

 

AAA ... Attrazione per Alpinismo in Appennino

Il suono rassicurante dei ramponi mi attraversava, poche volte in Appennino ero riuscito ad intaccare con così tanta soddisfazione la neve invernale. Il lago Santo tra le mie caviglie era già piuttosto lontano ma il suo speculare candore sembrava dare luce a questo ombroso canale. Ma forse era solo il riverbero di una alba vicina che si intuiva dall'accendersi dei candelotti di ghiaccio sopra il capo, poco sotto a quello che intuivo essere il termine. Alcuni passi sulle mani ben ferme prolungate nelle becche e mi ritrovo in una quinta  glaciale degna di qualche goulotte nelle occidentali. Lo stupore è forte e mi giro intorno più volte per fissare quei riflessi. Qualche cubetto di ghiaccio sul casco mi riporta alla intenzione e  filato l'unico tiro di corda, dopo settanta metri mi ritrovo fuori, in quel pieno sole che fino a poco prima percepivo.  Tutto diviene nel solito senso e sensazione: solo Natura, con io ed il mio compagno che ne chiediamo un poco da respirare e portare giù.

Pianto facilmente un fittone nella neve dalla epidermide gelata e recupero la corda senza fretta. Mirco impiega fin troppo poco tempo per togliere le tre protezioni che avevo disposto, una vite da ghiaccio che al parcheggio volevo lasciare in auto perché: "Tanto in Appennino le viti non servono!", un chiodo piantato per metà ed un altro che ho trovato in loco, segno di svaghi passati e sicurezza per i futuri. La partenza all'alba ci dona ancora solitudine in questo angolo sopra la pianura padana, si scruta intorno solo neve ghiacciata e modellata dal vento. Le piogge dei giorni passati ed il forte gradiente termico hanno cancellato ogni segno antropico ed ancora più grande è il dono di passeggiare su queste creste con l'illusione effimera di essere i primi e soli. Con poche parole ci concediamo il lusso di prolungare questa esperienza, capiamo entrambe che il momento ha la sua piccola magia e vogliamo solo dilatare il più possibile questo spettacolo. E' per questo che scendiamo senza voler scendere verso il Rondinaio, rinunciando senza rimorso alla più logica e veloce via normale.

La cresta invernale sul crinale l'avevo già affrontata anni fa in salita e complice le condizioni trovate quest'anno ed un po' di ricordi offuscati, ammetto si è rivelata più delicata del previsto. In particolare per evitare del misto poco proteggibile dato il cavo della ferrata sepolto, abbiamo aggirato i balzi rocciosi dell'Altaretto con un esposto traverso a SW affrontato con lucida apnea. Subito dopo la vetta del Rondinaio era nostra e nulla ormai potevamo inventarci per rimandare la discesa.

Ad ora di pranzo eravamo già all'auto, sazi di una giornata dal sapore quasi Alpino e che ci ha permesso di godere di quell'alpinismo fatto di grandi classiche alla portata di tutti che tanto sa donare a chi piccolo ci si avvicina.